Filosofeggiare: parlare, discutere, esprimersi, conoscersi, conoscere... l'amore per la sapienza passa attraverso le esperienze, le ispirazioni, i sentimenti, propri e quelli condivisi e appresi dagli altri. E' questa la motivazione che mi ha spinto ha creare questo blog... spazio e tempo di scambio per pensieri e parole.
lunedì 18 luglio 2011
Catenaccio e bulldozer
Oggi parlero’ di calcio, argomento frivolo, anche perche’ essendone a digiuno dalla fine dei mondiali scorsi, ho avuto un sano refrigerio per la mia anima (mi riferisco soprattutto a quella ridicola farsa chiamata calcio italiano).
Negli ultimi due giorni in Canada, causa afa da citta’ padana, e’ quasi impossibile svolgere qualsiasi attivita’ fuori casa, per cui accendo il ventilatore a palla e mi gusto come ai vecchi tempi qualche partita di calcio. Tra le prime, le due finali della coppa del mondo di calcio femminile, e devo dire che le donne giocano un calcio di buona qualita’, con le finali un pelo al di sopra della noia media che una finale mondiale per nazionali maschile solitamente riserva.
Poi decido di guardare un po’ di Coppa America, calcio duro e puro, e qui si delineano considerazioni gia’ fatte nei mondiali un anno fa.
Prima partita: Argentina-Uruguay. Il derby platense e’ sempre qualcosa di poco scontato. Ovviamente per quel poco che si parla di calcio straniero (giocato) nei siti italiani, l’Argentina secondo i professoroni dovrebbe asfaltare i cugini della milonga. Le mie previsioni a inizio torneo (registrate su twitter) danno a tuttoggi i milongueri vincitori del torneo e i tangueri a guardare da casa anzi in casa.
L’Argentina ha i giocatori piu’ forti da 10 anni a questa parte, diciamo dal dopo mondiale 2002, pero’ non vince una cippa dal 1993 (anno del loro ultimo trionfo in Coppa America). Tra l’altro con questo CT giocano un calcio essenziale e senza fronzoli (quale tra l’altro e’ nel loro DNA calcistico, non che con Maradona fossero tutti dei dribbleur.. certo quel 4-0 dai panzer ancora il pibe ce lo deve spiegare ). In meno di 15 secondi, passano dalla difesa all’attacco, 4 giocatori coinvolti nell’azione, 3 passaggi, un dribbling un tiro in porta. Per me che non amo la logorrea verbale ne quella pallonara in campo, una delizia con cui leccarsi le dita. Se poi i passaggi li fanno Iguain, Messi e Aguero, tu dici: questi possono vincere facendone 10. In realta’ conoscendo l’animo argentino, so che loro scendono in campo gia’ convinti di vincere, loro si sentono teatralmente gia’ vincitori dentro... l’anima italiana dello sborone vien fuori alla grande... certo mi spiace solo per Messi, giocatore che e’ piu’ virtuoso degli altri oltre che con la palla al piede anche negli atteggiamenti.
L’Uruguay gioca specularmente uguale all’Argentina, pero’ sono meno teatrali. Se il tango e’ ballo ma anche teatro, la loro milonga e’ ballo (sulla stessa melodia e armonia) ma piu’ veloce, per cui c’e’ poco tempo per teatrare. Morale della favola, con un allenatore buono (che qualcuno caccio’ dall’Italia ancora non si sa il motivo) e con lo snobbato dai media italiani Forlan (perche’ non gioca la shampo league, ma la coppetta uefa) anche stavolta gli uruguayani arrivano in fondo ad una competizione di livello.
Altra partita: Brasile-Paraguay. Qui la cosa e’ piu’ interessante. Sembra di assistere a Olanda-Italia degli europei del 2000. Una squadra attacca alla disperata, l’altra si difende, facendo fare la figura di superman al suo portiere in un catenaccio che neanche avendo in panchina Zoff, Cesare Maldini e Trapattoni insieme avresti mai visto. Certo noi non possiamo fare la morale agli altri sul catenaccio. Le nostre fortune calcistiche di molti club e di alcune selezioni nazionali su questo modulo si sono fondate. Ok quindi parliamo di Brasile. Non so se il Brasile ha presentato la squadra delle riserve (spesso succede nella Coppa America), di certo c’e’ che questo Brasile come molti “Brasili” visti negli ultimi 25 anni di brasileiro ha poco o nulla. A volte ti imbatti nel faccione e nel fisico di Maicon suo emblema!! (come direbbe Peppino De Filippo: Ho detto tutto!). Onesto terzino fluidifante diresti. Si ma col fisico di Ben Johnson, lo stesso modo di correre, e la faccia di Mike Tyson se fosse stato un tipo tranquillo. E’ il giocatore riferimento (un terzino) di questo Brasile che corre come se fossero valchirie tedesche, non azzardano un dribling neanche a pregare le sfere celesti, che credono di abbattere il muro guarany come se fossero dei bulldozer (ma meccanici). Capisci subito, che con gente che gioca cosi’ (che molto probabilmente in altri tempi non avrebbe mai praticato il calcio, ma chesso’ io il football americano, o l’onorevole atletica leggera, nel piu’ romantico dei casi la boxe) finira’ ai rigori e il Paraguay passera’ il turno. E puntualmente questo si avvera.
Vedi i verdeoro avvicinarsi al dischetto come se dovessero sbranare la palla... infatti tutti la tirano alle ortiche. L’ultimo si concede un qualche schiribizzo. Un giocatore che ha la faccia di Ficarra (del duo Ficarra e Picone..grandi comici, ma per il bene dell’umanita’ mai praticato calcio professionale) che corre facendo delle fintarelle ridicole (sembrava fosse stato colto da un attacco di emorroidi acuto) scarabocchia un tiraccio a lato del palo.
Brasile... a meno di equivoci totali, e di campioni lasciati a casa a riposo, una squadra sul viale del tramonto. Una scuola calcistica completamente da reinventare.
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