venerdì 1 luglio 2011

Come scegliere una tesi di laurea


Non molti decenni fa si dibatteva in Italia (quando i problemi erano un po’ più leggeri degli attuali) dell’inutilità’ delle tesi di laurea, e parole di feroce sarcasmo ne ebbe al riguardo un ottimo corsivista come Giorgio Manganelli, il quale al solo pensare alle famose discussioni di tesi, davanti a commissioni di gente assonnata ed annoiata, e a quella tesi che nessuno leggerà mai, tranne l’autore e in alcuni casi neanche questi, il tutto rapportato alla abnorme quantità di carta e polvere che di anno in anno, i volenterosi studenti e laureandi contribuivano a far crescere nelle biblioteche universitarie coi loro o “altrui” manoscritti , era roba da poderosi capogiri.

Ma al di là delle simpatiche parole del nostro Giorgio Manganelli, per chi vuol laurearsi oggi, ma con buona pace anche tra 20 e 30 anni la tesi s’ha da fare.

La tesi di laurea, al di là della definizione ufficiale che potrete trovare sui siti istituzionali delle università, e’ la presentazione di un lavoro per lo più semestrale se si stratta di tesi sperimentale, anche meno (di solito trimestrale) se si tratta di tesi compilativa, che lo studente universitario di laurea magistrale, deve presentare ad una commissione di professori (per lo più interni al suo stesso corso di laurea) per potersi laureare e guadagnarsi 7 o 8 punti in più nel punteggio finale (rispetto alla media dei voti del suo curriculum accademico) di laurea. Ovviamente in Italia ci sono atenei che riescono a dare sino a 10 punti e in “alcunissimi” casi anche di più… ma sorvoliamo questo “piccolo dettaglio”... si sa anche le università che danno 10 e più punti hann’a campa’ e qualcuno tiene famighija.

Restando nel canonico, cioè ai famosi 7-8 punti, suggerirei prima ancora di entrare nel dettaglio della scelta della tesi, un piccolo calcolo matematico a tutti coloro che si accingono a scegliere un argomento di tesi. Valutate la vostra media esami, la riportate da 30esimi in 110ecimi, e ci sommate 7 o 8 punti. Sappiate che viene considerata una laurea a pieni voti una valutazione finale tra 99/110 e 110/110, quindi sia che siate sotto il primo numero, sia che stiate in quell’intervallo, la cosa cambia di veramente poco. Se quei 7 o 8 punti vi permettono di arrivare alla soglia del 99, allora si direi che una tesi sperimentale sa d’ha fare eccome, negli altri casi una tesi compilativa (che da diritto a 3 o 4 punti) da farsi tra una pausa sigaretta e una bella limonata va più che bene e permette di evitare patimenti e diciamocelo anche tranquillamente, perdite di tempo.

Quale argomento di tesi scegliere? Di solito lo studente medio, onesto, volenteroso, e che se ne frega di tutto quello che gli hanno detto i suoi predecessori (giustamente ognuno vuole sbattere in faccia al mondo per proprio conto) inizia a farsi un giretto tra i suoi prof, vedendo cosa costoro propongono… le tesi su proposta degli studenti sono sempre meno, ed e’ difficile poi trovare un professore che avvalli la ricerca proposta dal ligio scolaro (nonostante come idea di partenza la tesi dovrebbe funzionare così).

Pertanto dopo il tour, il nostro bravo allievo laureando, valuta quello che gli e’ stato proposto, scegliendo tra le tante opzioni pervenutegli quella che più gli aggrada come argomento di ricerca… ed eccoci alla seconda falla! Non potendo quasi più proporre, allora si sceglie. A questo punto io vi consiglio una cosa: non scegliete in base all’argomento, ma in base alla vostra sintonia con quello che potrebbe essere il vostro relatore, fate mente locale ai colloqui avuti durante il tour, e scegliete in base a colui che vi ispira più fiducia.. si avete letto bene, fiducia. Purtroppo dopo i già lunghi anni passati a superare esami (molti talmente utili alla vostra sopravvivenza come donna e uomo sapiens), non e’ salutare spendere più di 6 mesi per un qualcosa che Manganelli denigrò così magistralmente 30 anni fa (e di cui 30 anni fa si discuteva di eliminare). Sono tante e purtroppo maggioritarie le esperienze di coloro che incappano nel baronetto di turno (i baroni di una volta erano cosa seria), che ti prospetta un lavoro da eseguire (perché badate la tesi altro non sono che un lavoro facente parte dei progetti di ricerca dei vostri prof e in cui il diligente alunno altro non e’ che manodopera a costo zero) e poi te lo modifica e te lo prolunga in corso un numero non definito di volte (e di cui ora, segreto di Pulcinella, vi ho svelato le motivazioni). Quindi fidatevi delle vostre impressioni durante il famoso tour, annotate quello che avete provato quando eravate a colloquio con Tizio e con Caio oltre quello che Tizio e Caio vi hanno proposto, e soprattutto raccogliete le esperienze dei vostri compagni che con Tizio o Caio già hanno fatto una tesi prima di lanciarvi a pesce, per evitare di fare poi effettivamente la fine del pesce (lesso).. passate il vostro ipotetico relatore ai raggi X.

Se andiamo nel campo delle idealità, sempre più assottigliato purtroppo, vi auguro di imbattervi in un relatore coscienzioso e onesto (in termini di rapporti umani ovviamente), che vi possa seguire durante questi 6 mesi con una certa regolarità e che vi possa trasmettere un po’ del suo sapere. Nel bene, se la tesi di laurea funzionasse sul serio, sarebbe l’unico punto in comune che le attuali aziende chiamate università hanno in comune con le antiche accademie, di cui loro indegnamente usurpano il nome. In bocca al lupo per lo sprint finale!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

grande Pedro!
benritrovato, ti leggerò sempre volentieri nel (poco purtroppo) tempo libero che ho (e come puoi notare anche il nostro blog cinemarti va un pò a rilento!)
un abbraccio

piepalmi ha detto...

Faro' lo stesso con il tuo blog che spero aggiornerai nelle tue pause.

Non ho ancora visto il film di Mallick... lo guardero' in Italia appena possibile.

All the best