lunedì 29 agosto 2011

Scene da un matrimonio (al Sud)


Sui matrimoni al Sud esistono varie leggende, alcune sono vere, altre un po’ meno. Come sempre, quando si parla di Sud, il genere caricaturale e’ quello piu’ utilizzato, le iperboli nella descrizione di qualsiasi uso e costume meridionale sono d’obbligo, al Sud e’ difficile essere misurati sia nel fare l’azione molte volte, ma altrettanto lo e’ in molti casi anche nel descriverle specie se nel meridione non si e’ vissuto (per vivere in meridione intendo anche passarci l’inverno, l’autunno e la primavera, non solo l’estate dalla nonna), anche qualora l’azione meridionale ha i connotati dell’equilibrio e della moderazione. Quindi si parla sempre del numero degli invitati che supera l’ordine delle migliaia, per non parlare dei kg di cibo procapite che si destina a ciascun invitatato.
Dopo tanti anni passati all’ombra dei corvi (al Sud si chiamano cornacchie e portano iella) e dei palazzi sabaudi, incominciavo a temere anche io che al sud ci ero nato e cresciuto, e che nel Sud avevo consumato decine di feste di matrimonio da bimbo -divertendomi sempre come un pazzo- la mia stessa festa di matrimonio. Se nasci al Sud e li' ci vivi -e non decidi per alcun motivo al mondo, di andare a studiare, lavorare e vivere altrove- la festa si fa piu’ o meno, rispetto a dei canoni consolidati da tempo... . Nessuno fa una piega (e ci mancherebbe, in ogni posto del mondo, alcune cose vengono fatte rispettando alcuni riti e consuetudini piu' o meno consolidate da tempi piu' o meno remoti)... certo ultimamente si discute sulla quantita’ di cibo per i piu’ sensibili al tema, si puo’ fare un ragionamento serio sul numero di invitati (a non tutti piace invitare i cugini di quarto grado o i compagni di classe delle elementari che non vedi da 20 anni) pero’ piu’ o meno si rientra in canoni stabiliti.

Ci sono dei riti da seguire, quasi inderogabili: il vestito, i fiori, il bouquet, la casa della sposa in un certo modo, i parenti che devono andare di qua e di la... piu’ o meno si sa come va. Il benessere economico purtroppo ha trasformato dagli anni sessanta in poi i banchetti nuziali in maratone culinarie (questo e’ inevitabilmente vero, ed in questo la generazione dei nostri genitori si e’ lasciata andare, cosi’ come in molte altre aspetti della vita sociale ed economica del nostro paese) che potrebbero benissimo essere piu’ moderati (ma su questo si ha poco da decidere dato che tutti i ristoranti si sono omologati), per il resto piu’ o meno le cose sono un copione gia’ scritto.
Ebbene, quel copione, l’abbiamo ricalcato (ovviamente non in toto) abbastanza anche io (che vivo lontano dal Sud da vari lustri) e mia moglie (che non solo non e’ meridionale, ma non e’ nemmeno italiana) e devo dire, che tutti i miei e i nostri timori “settentrionalistici” sono stati fugati. Per tante cose.... perche’ e’ stato belle vedere tutti i nostri amici e parenti unirsi in festa con noi, vederli contenti nello stare insieme, nel mangiare (piu’ o meno tanto secondo i canoni pugliesi), nel ballare, nel cantare, nel saper far festa. Nel vedere nel loro affetto, nella loro gioia, nella loro volonta’ di condivisione della nostra gioia un momento di vicinanza... perche’ se e’ vero che molte volte la gente del sud e’ invadente, e’ anche vero che sa condividere con te la quotidianeita’ del vicinato e della parentela, con tutti i problemi annessi e connessi a vicinato e parentela, e che non sempre farsi i fatti propri fa rima solo con discrezione, a volte fa rima anche con menefreghismo. Perche’ se e’ vero che nei piccoli centri del Sud, molte volte la famiglia e’ un po’ troppo allargata, e’ anche vero che la gente sa far festa quando ce ne e’ bisogno e che queste feste la gente dimostra, che divertirsi e fare baldoria una volta ogni tanto non e’ una cosa di cui vergognarsi, anzi e’ una cosa di cui godere e condividere con gli altri e con i festeggiati.
Assistevo alla nostra festa e vedevo come anche i nordici puri e i non puri si divertissero, cantavano, socializzavano, chiacchieravano, ridevano, urlavano, con meridionali e spagnoli (i quali si sono adeguati ai canoni del matrimonio al sud senza stare tanto a razionalizzare), e pensavo: allora non e’ poi cosi’ male neanche per loro, dato che li vedi felici e contenti.
In questi giorni rivedo le scene del mio matrimonio, un po’ come in quel famosissimo film di Bergman, e riscopro visi e volti che con me e mia moglie hanno scambiato un sorriso, uno sguardo, un occhiolino, un abbraccio, un bacio, una stretta di mano, una lacrima. L’energia del momento mi rende e ci rende ancora felici e fieri dei nostri affetti di ogni latitudine e cultura.
Poi penso a tutti coloro che parlano male dei matrimoni al Sud e dico: allora perche’ non criticate i matrimoni in India, o quelli in Cina o quelli in Africa.... perche’ criticate solo quelli al Sud, credo che anche in Cina, in India, in Africa o a Kuala Lumpur, qualcosa che non rientra nella moderazione settentrionale ci sara' pure!... Perche’ allora voi criticoni, non vi sposate come piace a voi, e la smettete di rompere il cazzo sui matrimoni al Sud cosi’ come su tante altre cose! Esiste una esclusiva matrimoniale... e se si' in base a quale minchia di motivo? Ognuno che si diverta nella propria festa nuziale come cazzo vuole... io mi sono divertito alla mia e mi dispiace solo non poterlo piu’ rifare, perche’ e’ stata una vera figata! :-)

11 commenti:

IlPensatore ha detto...

Caro Pietro, intanto nuovamente un augurio sincero per la vostra vita insieme. Io ho avuto una sensazione molto simile alla tua, ma non in Meridione: sposato a Padova, con un bus di amici piemontesi pronti a fare festa. Alla fine l'amalgama e'stato eccellente ed anche io e mia moglie abbiamo provato le stesse emozioni (al punto che ci siamo detti che quasi quasi valeva la pena divorziare, per risposarsi nuovamente...un po'oneroso, direi...). Ma la scena piu'comica e'stata verso la fine della cena, ormai tutti gli amici sull'alticcio (in particolare i piemontesi): cominciano a cantare "quel mazzolin di fiori" ed ecco spuntare nonna Clara (la nonna di mia moglie) che con il suo velatissimo accento veneto esclama, nell'unico momento di silenzio: "non xe'cussi'!!!" (trad. non e'cosi'). ed ha cominciato a cantare la sua versione, nel silenzio della sala. Semplicemente meraviglioso e soprattutto senza inibizioni, come e'giusto che sia. Ognuno e'libero di esprimere la propria gioia come gli pare e piace. Ancora auguri!!!!

giovanni ha detto...

Ancora una volta mi hai commosso!! E ciò perchè mi è tornato alla mente il magico momento non soltanto del vostro matrimonio, ma anche del nostro. E' una giornata unica, irripetibile, piena di emozioni e di felicità. La festa è un corollario, non già l'essenza di quel giorno, di quel momento in cui si pronuncia il fatidico si (o magari si prova a pronunciarlo se non si è soffocati dalle lacrime dell'emozione!). E' per questo che allora, se si comprende quanto sia bello quel giorno, che si cerca di renderlo unico. Poi ognuno è libero di renderlo unico a proprio modo ed in piena libertà. Personalmente, oltre all'esperienza, anche a te ben nota, dei "matrimoni meridionali", ho avuto la fortuna di provare anche l'esperienza delle "feste sabaude" nonchè quella delle "nozze andalusiane". Saranno state anche feste organizzate in maniera differente, ma avevano tutte un filo conduttore: la voglia ed il piacere di stare insieme e di divertirsi, di gridare al mondo la propria felicità....almeno per un giorno....almeno per un momento. Ed allora vaffanculo a chi non sa lasciarsi andare, a chi non ha il coraggio di dire "ti voglio bene", a chi è "noblesse oblige", a chi "non si è mangiato a sufficienza" ed a chi "si è mangiato troppo che spreco". A parte l'ovvietà di pensare che non è il caso di indebitarsi per organizzare un matrimonio, credo ancora che sia pienamente sensato impiegare delle energie per uno dei giorni più belli della propria vita. Tra l'altro, gli stessi preparativi sono secondo me un momento bello di condivisione per la coppia che rappresenta un'ulteriore momento di crescita. Ed allora la questione non è se conformarsi o meno (anche l'essere anticonformisti a tutti i costi non paga), bensì aderire liberi da condizionamenti ad un momento di felicità. Sicuramente questa capacità è più spiccata in alcuni piuttosto che in altri, ma l'allegria è un vortice coinvolgente al quale è impossibile sottrarsi. Chi ne rimane fuori e si abbandona alla facile critica non è animato da sentimenti sinceri oppure, volendo malignare, cela in sè della gratuita invidia.....peggio per lui!!!

piepalmi ha detto...

Condivido con te il fatto che se si crea una buona amalgama tra gli ospiti, si da luogo ad una festa molto bella e divertente.... se ognuno si tiene sulle sue, si potrebbe fare anche una festa nuziale a Las Vegas, e i risultati sarebbero sempre scarsamente gioiosi. Come fa a crearsi l'amalgama? Un po' magia, un po' energia da parte degli sposi, e anche capacita' di coinvolgere di chi organizza la festa (ristorante, dj, musicisti, animazione etc. etc.). Anche noi abbiamo avuto la vostra stessa impressione: peccato si faccia solo una volta.

piepalmi ha detto...

Per Giovanni:
condivido con te il fatto che organizzare il matrimonio, e' una cosa bella ed appassionante (e anche stancante)... devo ammettere che nella nostra esperienza ho imparato come sia difficile e' affascinante allo stesso tempo pensare alle tante persone che verranno a trovarti e a farle sentire a proprio agio.

Io personalmente ho imparato da questa esperienza come l'organizzazione abbia nella vita un valore grande (e che quella stanchezza di cui sopra si scioglie come neve al sole, quando vedi la gente contenta e che non ha problemi di sorta) dato che purtroppo ho avuto a che fare spesso nella vita (al di la' delle feste di matrimonio ovviamente) con tanti posti disorganizzati che mi hanno reso l'esistenza pesante.

Per quanto riguarda le critiche, mi rivolgevo soprattutto a coloro che parlano spesso male delle cose del sud e dei matrimoni del sud in particolare; su internet e piu' facile trovare post che ne parlano male che viceversa (sempre poi con quella tendenza educativa che molti che vivono lontani dal meridione tendono ad avere nei confronti del meridione)... il mio voleva essere oltre che un post personale, anche un post che tenta di riequilibrare in numero chi parla a favore e chi contro del matrimonio al sud.

Per quanto riguarda i matrimoni fatti altrove, devo dire che ne ho fatti anche io tanti al Nord, tantissimi al sud, uno in Argentina e uno da imbucato in Inghilterra... ho sempre rispettato le scelte di ciascuno per quanto concerne il modo di festeggiare, e allo stesso tempo mi sono sempre divertito in ogni caso, perche' con tutti gli sposi (tranne nel caso di imbucamento)avevo un rapporto che mi legava e quindi condividevo con loro un momento bello della loro vita.

lophelia ha detto...

avevo undici anni quando assistetti a preparativi e matrimonio di una zia paterna in quel di Sicilia...e mi sono rimasti impressi oltreché l'atmosfera di sovreccitazione alcuni particolari, come certi pasticcini elaboratissimi, il cocktail con le palline di anguria e e il turchese del mare su cui si affacciava il ristorante...e la fotografia poster degli sposi, lei bellissima, lui con occhiali capelli e basette anni '70 (da tempo lei è una trentina di Kg in più di allora, ma questa è un'altra storia...)

Ps: grazie del feedback su Bellocchio! e mi fa piacere che tu ti sia trovato bene a Firenze, ché a starci da sempre si vedono soprattutto i difetti.

piepalmi ha detto...

Ciao lophelia
grazie per il tuo bel commento, molto "fotografico". Da bimbi certi piccoli particolari, certe sottili emozioni, alcune atmosfere, ti entrano nell'anima e ti accompagnano dolcemente coi ricordi.

A proposito di matrimoni e di Bellocchio, ti era piaciuto il Regista di matrimoni?


p.s.: Condivido con te la questione difetti-citta' se in quella citta' ci vivi. Le citta' che piu' amo in Italia sono quelle ove non ho mai vissuto. Ora che sono lontano dall'Italia riscopro a apprezzo anche le tante cose belle che anche Torino e molti posti della Puglia (i luoghi ove ho vissuto) posseggono.

lophelia ha detto...

a me il Regista di matrimoni sì, era piaciuto.

piepalmi ha detto...

X lophelia: A me il regista di matrimoni non mi aveva entusiasmato, nella classifica dei film di Bellocchio che ti avevo madato qualche mese fa l'avevo messo nella lista di quelli che non mi erano piaciuti. Ma devo dire anche che l'ho rivisto poco tempo fa e mi e' piaciuto di piu' (certo che molte cose dipende anche dalle circostanze in cui le vivi, le vedi e le senti!!).. resta comunque per me un film non tra i suoi migliori.

IlPensatore ha detto...

non conosco molto di Bellocchio, a parte Buongiorno Notte che ho gia'visto 3 volte, secondo me e'meraviglioso. Ho anche visto un pezzo di Vincere, ma non l'ho apprezzato appieno, dovrei riguardarlo. Provero'a vedere il regista di matrimoni e poi daro'il mio feedback. Quale film di Bellocchio consigliate, voi, invece?

piepalmi ha detto...

Ciao LaoWai
ti lascio un link in basso, relativo al blog di lophelia (sono un suo appassionato blog-follower) dove si era discusso abbastanza sui film di Bellocchio, sia lei che io avevamo idee contrastanti sui film "belli e brutti" del regista...

A me Buongiorno notte non era piaciuto molto, Vincere mi era piaciuto un tantinello di piu'. Il suo film piu' ispirato resta a mio avviso "I pugni in tasca" (anni 60), ma tra i piu' recenti io includo alla grande "L'ora di religione' (credo del 2001).
Credo lophelia possa darti qualche altra "dritta".

http://fotosensibile.blogspot.com/2011_03_01_archive.html

lophelia ha detto...

lusingata, piepalmi :-)

su B.: qualche film importante mi manca, confesso - Salto nel vuoto e Nel nome del padre, di cui dovrebbe uscire una versione nuova.
Vincere e I pugni in tasca li raccomando anch'io senza esitazioni. Magari non consiglierei di cominciare dall'ultimo Sorelle Mai, che è molto particolare...
Può invece valer la pena recuperare Marcia Trionfale (molto anni'70)