venerdì 16 settembre 2011

Habemus Moretti

Per chi segue questo blog immagino sia gia’ assodato, che Nanni Moretti come regista e come attore mi e’ sempre piaciuto poco, per non dire molto poco. Non vorrei ritornare sull’argomento sia perche’ ne ho gia’ scritto, sia perche’ ho di recente visto il suo ultimo film e con immensa sorprersa devo ammettere che mi e’ piaciuto molto. Un mio professore all’universita’ diceva che solo i fessi non cambiano mai idea, avra’ ragione lui? Rispondo a questo punto: speriamo! Mi sono fermato a chiedere perche’ “Habemus Papam” ha avuto su di me un buon impatto e ho provato a dare alcune risposte che cercassero di chiarirmi le idee.
Il film riesce ad abbinare l’autobiografia dell’autore ad alcuni dubbi, sia di natura filosofica, sia di natura spirituale che da sempre affligono noi tutti poveri esseri mortali, ben innestandoli in un periodi di transizione e di crisi quale e' quello attuale, ed in questo Moretti ha avuto un grande merito. Qualche giorno fa, su un quotidiano italiano, ho letto un interessante riflessione del fisico Andrea Aparo sulla necessita’ dei “perche’” nella vita di ogni giorno, sulla energia vitale che ha la domanda e la curiosita’ sia nella vita dei bimbi, ma anche in quella degli adulti, energia che permette di aprire nuovi lidi di conoscenza nella vita anche se ad un prezzo alto che e’ quello di allontanarsi dalle comodita’ e dalle banalita’ che una vita scontata e senza il minimo dubbio puo’ dare. Ebbene il film di Moretti ben si collega alla necessita’ dei “perche’”, della domanda, dell’indagine, della necessita’ di conoscere fin negli abissi del proprio inconscio l’ineluttabilita' del destino che e’ stato assegnato a qualcuno piuttosto che a qualcun altro, quindi si pone su una prospettiva di crescita e di apertura, a differenza di molti suoi altri film ed apparizioni non filmiche, ove il nostro ha quasi sempre parlato “ex cattedra”. Ricollegandoci all’articolo di Aparo, sembra che oramai da tanti decenni, nella nostra societa’ di dubbi non ce ne siano piu’, tutto e’ dato per limpido ed assodato, e nessuno puo’ piu’ scalfire le certezze granitiche di ciascun essere, di ciascun gruppo, si ciascun settore etc.. In questo caso il fatto che il dubbio, assalga simbolicamente l’uomo che piu’ al mondo, dovrebbe averne meno, e’ si una morettata, ma ben si addice al tempo che viviamo, poiche’ credo che negli ultimi anni, di cose al mondo, nel bene e nel male ne sono cambiate tante, e tante ne cambieranno ancora. “Habemus Papam’ ha altresi’ il merito di avere molte punte poetiche, soprattutto nella descrizione delle solitudini di tanti esseri umani che si incontrano e si sfiorano nei luoghi di una Roma sfuggente e impalpabile, ove ogni cosa e’ diventata transitoria e inneffabile allo stesso tempo. Mi e’ rimasto dentro anche la visione di questo anziano, che vagando come un angelo tra i giovani, riesce ad essere sfiorato da loro in rapporti che sebbene superficiali, intaccano ancora piu’ il suo cuore, il suo essere e la sua anima, la quale in questo espandersi capisce quanto ancora grande sia la strada che ha davanti. L’ego di Moretti che discetta di Darwinismo davanti ad un cardinale anziano, mentre si giocano due fanciullesche partite di pallavolo tra cardinali, senza prendersi troppo sul serio dimostra che qualcosa anche nelle granitiche certezze del nostro Nanni stanno scricchiolando? p.s.: Il Michel Piccoli del film, sembra essere uscito da un set di De Oliveira e catapultato su quello di Moretti. Immenso!

14 commenti:

lajla ha detto...

ho visto il film e concordo pienamente la tua descrizione,anche se Nanni Moretti continua a non convincermi del tutto.

piepalmi ha detto...

Ciao Lajla
benvenuta sul blog e grazie per esserti aggregata tra i follower.

Moretti l'ho visto in una recente intervista su Omnistar in Canada (ieri sera) per via del TIFF e mi e' piaciuto anche in questa occasione, in cui parlava della situazione del cinema in Italia, di come il cinema e' vissuto in Francia, e di come e' vissuto il festival a Toronto.
Anche su altre questioni quali il rapporto tra la fede e il dubbio, il rapporto tra le gerarchie ecclesiastiche e l'Italia, mi e' parso molto pacato (ma non per questo vago o banale) sereno e disposto al confronto. Credo che 30 anni fa sarebbe stato molto diverso e sarebbe andato di sciabola invece che di fioretto. Resta comunque per me il fatto che di film che mi sono piaciuti della sua carriera ce ne sono un paio come regista o poco piu', un paio come attore.. pero' sono fiducioso per il futuro.
Posso chiederti perche' a te non ti convince?

giovanni ha detto...

....a me invece Moretti ha spesso convinto proprio per la sua capacità di descrivere la realtà in maniera "quasi irreale". Per quanto riguarda l'ultimo film, concordo con la tua analisi. Anche il Papa è un essere umano e come tale con debolezze ed incertezze che accompagnano la sua vita. Ma se così è, che fine fa il dogma dell'infallibilità del Sommo Pontefice? In questo neanche Moretti riesce a darci una risposta e termina il film con la folla nello sgomento e nell'incredulità. Mi sembra comunque un buon punto di partenza per far riflettere gli integralisti della fede.

piepalmi ha detto...

Ciao Giovanni, sulla domanda che poni credo sia difficile rispondere, non per nulla la questione e' sottoposta a dogma se non sbaglio.

Quanto ai dogmatici, ne ho incontrati molti, non solo nelle chiese di ogni stampo, e tantissimi in quelli che le chiese (di qualunque stampo religioso) non ne frequentano affatto... quelli che sono stati definiti da qualcuno piu' importante di me i nipotini di Voltaire.

Credo che il film di Moretti si possa vedere in chiave antidogmatica su tutti i fronti, e in questo c'e' il fatto per cui mi e' piaciuto. Il Papa ha dei dubbi, ma anche "Moretti" pontifica meno del solito e sembra ascoltare.

lajla ha detto...

Ciao piè,Moretti penso sia un uomo di grande talento e intelligenza ma troppo politicizzato ed etichettato un pò il portavoce di questa sinitra a cui non va bene niente e puntualmente da soluzioni inapplicabili o scontate quindi anche nei suoi film traspare ai miei occhi questa sua inclinazione che dovrebbe lasciare nel privato.Per me un attore o regista che sia è come una pagina bianca che cambia colore ogni volta che cambia copione in lui vedo sempre o quasi lo stesso copione.

piepalmi ha detto...

Ciao Lajla
grazie per la tua puntualizzazione. A me Moretti non era piaciuto in passato per il suo autobiografismo sfrenato... parlava un po' troppo di se stesso (quindi veniva a galla quasi per inerzia anche la sua passione per la politica... ma questo per me era il meno), e molte volte, visto un film, era come averne visti tanti altri (come dici tu: stesso copione). In questo suo narcisismo, spesso ci ho visto un qualcosa di molto generazionale, (piu' che una inclinazione politica).
Alla fine considero il Moretti vecchio stampo (escluso Habemus Papam e La stanza del figlio per alcuni versi) un simbolo di una generazione, piu' che di una parte politica ... anyway sempre un copione gia' noto in molti casi.

E' anche indubbio quello che ha scritto Giovanni, ha una buona capacita' -in alcuni film- di essere "surreale e irreale" e di descrivere bene certi tic italiani-italioti e quindi di piacere all'estero: Francia per esempio, poi ho scoperto grazie a mia moglie anche in Spagna, e ora che sono in Canada scopro anche qui.

Anonimo ha detto...

Grande Pedro, ti dirò il film non l'ho visto e non mi ispirava ma a questo punto se mi capita un'occhiata gliela do. Infatti oltre la tua recensione positiva ho letto "il nipotino stupido di Voltaire" ovvero Oddifritti (come lo chiama Franco)che ne parlava male da cui deduco che potrebbe davvero essere un bel film come dici tu. bacioni

piepalmi ha detto...

Eccala'... il bravo nipotino, uno che non ti smentisce e non ti sorprende mai. Ha un copione e su quello pontifica e ci campa alla grande da decenni. Mai un dubbio!!! Beato lui. Credo lo faranno papa di qualcosa prima o poi!

Per quello che qui ho apprezzato Moretti, almeno Nanni, a 58 anni suonati qualche domanda e qualche dubbio se la fo va venire!

lophelia ha detto...

arrivo un po' in ritardo...in difesa di Moretti vorrei dire che lui parlando di sé ha in realtà sempre parlato della realtà almeno circostante, se non oltre - ovviamente dal suo punto di vista, e aldilà del suo apparente dogmatismo ha sempre fatto l'elogio del Dubbio. I suoi ex contestatori di Ecce bombo erano allo sbando, in Bianca il protagonista è dogmatico infatti è un folle criminale, il prete nella Messa è finita era sopraffatto dai dubbi, Palombella Rossa era pieno dei dubbi della politica attiva...
Quello che può esser visto come ripetitività a me sembra coerenza di un percorso, e all'interno di questo condivisione con gli altri dei propri dubbi sul mondo.
E' ovvio che chi è molto lontano dalle sue posizioni non sarà interessato: ma i problemi che tocca sono universali.
Non mi soffermo sul film ultimo, che mi è piaciuto senza collocarsi però tra i miei preferiti. Scusa Pie per questo "pippone" ma non mi si tocchi Moretti :)

piepalmi ha detto...

Ciao lophelia
sei sempre benvenuta sul blog, puoi scrivere anche cose lunghissime, non ci sono assolutamente problemi.

So che per te Moretti e' importante, restiamo pero' su posizioni distanti, almeno per quanto riguarda il suo passato (per me il prete de "La messa e' finita" era abbastanza dogmatico, sopraffatto dai dubbi solo perche' nessuno dava retta ai suoi dogmatismi). Inoltre il suo narcisismo l'ho spesso visto come egocentrismo, ragion per cui lo trovavo ripetitivo.

Credo che su Moretti non si sara' mai unanimita' di punti di vista, e credo che tantomeno lui lo desideri come regista, non solo sulla sua produzione giovanile, anche su quella piu' recente.

lophelia ha detto...

grazie per la risposta, mi sa che hai ragione :)

ps OT: è venuto a Firenze Marco Bellocchio per un incontro pubblico, ma proprio in quei giorni io ero a Venezia...mi è dispiaciuto molto, lo avrei fotografato volentieri.

piepalmi ha detto...

lophelia, dopo aver riletto tutti i commenti a questo post, non so se ho ragione io o l'abbiate voi.. un po' vedo sotto occhi diversi Moretti, e credo che questo sia il bello di un blog, c'e' la possibilita' di confrontarsi.

Per quanto riguarda Bellocchio, ho assistito in Tv ad alcuni suoi dibattiti, e l'ho trovato di gran lunga piu' interessante quando racconta da regista, comunque essere li dal vivo ti permette di fare domande, cosa molto bella, che la tv non permette.
Dai sara' per la prossima.. intanto hai visto Venezia che io non ho ancora visto a 34 anni suonati (ammetto che Firenze e Venezia non visitate prima dei 30 anni da italiano/a sono 2 nei belli grossi)... con Firenze ho rimediato, con Venezia.. dai ci arrivero'.

Anonimo ha detto...

Consiglio di leggere, a chi non l'avesse già fatto, l'ottimo saggio di Roberto De Gaetano sul cinema di Moretti ("Lo smarrimento del presente"). Una lettura molto convincente che "assolve" il (supposto/presunto)narcisismo dell'autore-attore, come funzione significativa di un discorso generazionale/umano/politico/sociale/linguistico/cinematografico, tutt'oggi non ancora concluso.

piepalmi ha detto...

Gentile anonimo, grazie per il suggerimento. Se avro' l'ooportunita' mi fara' piacere approfondire. Invito sempre tutti a firmarsi (previa censura a priori).