Quando nella mia mente penso ad uno che arriva sempre secondo, mi balzano in mente due nomi: Toto Cutugno ed Helmut Haller. Sorvolando sul primo dei due secondi, oggi vorrei parlare del biondo centrocampista, quasi ala, un po’ mezzala, punta a tratti, giocatore di football teutonico, catapultato giovanissimo -ma gia’ famoso- in Italia, nonche’ trascinatore a meta’ anni 60 di una grandissima vittoria nel campionato di calcio italiano in
una piazza che di scudetti nella sua storia ne ha visti pochini: parlo di Bologna.
Io lo rammendo perche’ di lui come al solito, me ne parlo’ mio padre in tempi lontani, e diceva che Haller era proprio forte, non certo come Sivori che ti veniva voglia di leccarti il televisore per le cose che faceva, ma di certo era un grande anche lui.
Haller arrivo’ a Sabaudia City nel 1968, aveva trascinato la Germania Ovest in finale a Wembley due anni prima (diciamo che quella Germania avrebbe dovuto vincere tranquillamente il mondiale pero’ poi si sa come quella finale ando’ a finire), fatto sta che il primo gol di quella partita lo mise a segno Helmut, ed e’ una delle poche cose che potete trovare su di lui in youtube.
Ma tornando ai sabaudi, e parlando di Juventus, lui dovette sostituire il da poco “esonerato” per motivi disciplinari Sivori (che agli allenamenti e ad alcune partite a volte preferiva le scappatelle non certo col morto) per via di un certo Heriberto Herrera allenatore, che aveva una visione del calcio un po’ monacale, ginnica e dedita al collettivo (quindi capite anche voi che Sivori in quella Juve era come un cavolo a merenda).
Ma tornando ad Haller, vi risparmio un po’ della storia di questo eterno secondo dato che con enorme giubilo ho notato tanti siti (juventini soprattutto) –inciso per i siti juventini: “dimenticavo, raga se avete bisogno vi cito nel post ditemelo, non vorrei che faceste i permalosi". Chiuso l’inciso.- che hanno scritto pagine con bei ricordi di uno dei migliori centrocampisti europei di sempre,e io mi vorrei fermare invece su quello che almeno nella mia fantasia Haller, l’eterno secondo, disse ai suoi celebri compagni di avventure nella Juventus.
Heriberto Herrera (che nonostante paraguayano, immagino con accento tedesco):
Tu pionto panzone, tevi togliere quella maletetta panza. Ta occi niente piu’ pirra. Capito. Niente piu’ night club e la sera a tormire alle 9, come le calline, perche’ qui comanto io.
Haller: (io Helmut l’ho sempre immaginato con accento romano, anche se a Bologna lo chiamavano il napoletano).
Aho’ ma questo e’ un prete o n’allenatore de calcio! Comunque ancora deve comincia’ e gia’ me scassa er ***** piu de mi mojie!
Altafini: Che gollasso amisci di Telemontecarlo!
Haller: E dimme armeno grazie per el crosse che t’ho fatto, brutto fijo de na…
Haller: A Dino, stasera se famo 2 bire, e poi annamo ai Murazzi fino a e 3 de notte, no o sai che e’ pieno cosi’ de fica!
Zoff: Mahhh… no Helmut io vado a letto, sai a me potrebbe farmi male tanto divertimento.
Haller: E chi te ammazza a te Zoffe! Buonanotte a Dino, tu si che giocherai fino a 40 anni.
Causio: (considerato da tutti l’erede naturale di Haller, col suo lieve accento salentino): Ma a tie chi t’ha ‘mparato a crussare accussi’ bueno Helmut?
Haller: A Franco, fatte 3 bire e poi vedi come te venghino li crosse?
Causio: No Helmute, io so fedele a lu cafe’ Quarta, nu posso bere altro, i come insultare lu salentu sinoe!
Il giorno prima della finale Juventus Ajax 1973, Helmut che di soppiatto origlia una potentissima telefonata e poi biascica qualcosa).
Boniperti (o G. Agnelli?): Senta Signov Vickpaleck, questa seva dovrebbe fav giocave una squadva d’attacco, dobbiamo dimostvave a questi olandesi, che anche in Piemonte noi si fa bel calcio. Tenga in panchina Hallev che ama tvoppo la palla e mandi avanti un attacco a tve punte con Altafini, Anastasi e Bettega.
Haller: Vabbe’ ho capito, pure stavolta arrivo secondo!
Ciao Helmut un grande saluto, un grazie non tanto per quello che hai fatto (purtroppo per limiti di eta’ non ti ho mai visto giocare), ma per quello che non hai fatto:
non insegnare ai tuoi connazionali i dribbling non diventando allenatore o responsabile di qualche settore della nazionale tedesca. Immagina se i tedeschi oltre a correre, nei mondiali cominciassero a fare qualche dribbling come facevi tu!

10 commenti:
Intanto un mucchio di risate ad immaginare Halle che parla romanesco... credo che ogni squadra abbia avuto un Halle. Io ammetto di non conoscere costui (non me ne voglia!), ma il brocco con i piedi modello ferro da stiro e'un classico. La domanda che mi faccio e'se lo fossero gia'prima e dunque siano stati sopravvalutati o se lo siano diventati una volta arrivati in Italia...
Ciao LaoWai
forse c'e' stato un malinteso o io non mi sono espresso bene nel post.
Haller era un grande giocatore, e per essere tedesco, aveva i piedi di un brasiliano, cioe' sapeva dribblare e crossare "col compasso".
Secondo me non e' diventato famosissimo come altri suoi coetanei (lo ricordiamo solo noi juventini e bolognesi) perche' per sfiga (chiamiamola cosi) nella finale di Wembley del 1966 l'arbitro vide un gol per l'Inghilterra abbastanza fantasioso, e la Germania Ovest, guidata dal suo talento arrivo' seconda.
Dopo aver trascinato il Bologna ad uno scudetto storico con Bulgarelli suo compagno di centrocampo, arrivo' alla Juve con panza e basettoni.
Tutti pensavano fosse li per una serena pensione, invece il biondo, fece campionati ad alti livelli (2 scudetti) e con una squadra molto forte (questa volta non solo per merito suo) arrivo' alla prima finale (sua e della Juve) di Coppa Campioni). Le voci dicono che pressioni dall'alto (Gianni Agnelli diceva che Boniperti fece quella telefonata che io ho un po' caricato nel post, ma ho i miei dubbi) imposero all'allora allenatore Vickpalek (zio di Zeman) di tenere in panchina per la finale contro lo stratosferico Ajax di Crujff (3 coppe campioni vinte di fila) Haller, e di schierare una squadra con 3 punte pure (Anastasi, Bettega e Altafini) in modo da "spaventare" l'Ajax. La scelta fu a dir poco sciagurata, poiche' la Juve tenne in panchina, contro gente che sapeva far muovere la palla come voleva, l'unico in grado di impostare gioco e crossare qualcosa per un paio dei 3 ottimi attaccanti che quella squadra disponeva (quell'Ajax restava comunque nettamente superiore).
A fine carriera, Haller non si avvicino' molto (anzi direi nulla) alle panchine di calcio (soprattutto tedesche), e di questo noi italiani dobbiamo essergliene "grati". Pensa se un ex giocatore di tale talento (e di molto carisma per i giovani di quella Juve) avesse allenato la Germania per molti anni. Forse i tedeschi avrebbero imparato che nel calcio oltre che correre come delle valchirie si puo' avere anche un po' di fantasia per vincere (senza arrivare quasi sempre secondi come spesso loro capita).
Di giocatori coi piedi di piombo, anche la Juve ne ha avuto un buon armamentario. nella Juve di Haller c'era Furino, ma si sa, anche quelli a volte servono per rompere il gioco altrui.
Ciao piepalmi, ho riletto con calma il blog, evidentemente ieri sera ero poco lucido. Non a caso avevo scritto di non conoscerlo, direi che ne ho dato prova! Grazie per l'esauriente spiegazione.
Ciao Ste
figurati per il fraintendimento!
Ero indeciso se scrivere un post "storico" sul personaggio o uno divertente. Dato che ho trovato in rete tanti siti di juventini e bolognesi di stampo storico, ho deciso di scriverne uno divertente sul personaggio.
Il problema di scrivere in genere caricaturale e' quello che spesso si puo' essere fraintesi, l'altro che ci si fa piu' risate. Grazie per portare sempre tuoi commenti cmq, sempre molto apprezzati.
A quando il derby della mole? Un po' mi manca, nonostante non sia piu a Torino.
Caro Pietro, non so quando il Toro tornera' in A, forse questo e'l'anno giusto, anche se pur avendo una discreta considerazione di Ventura, non ce l'ho di Cairo e continuo a dire che la rovina del calcio sono proprio i presidenti.
In compenso, permettimi un cammeo, dopo 21 anni siamo tornati!!
http://www.youtube.com/watch?v=MWIhWDEScjY&NR=1
Gia' dimenticavo che tu sei tifoso del Napoli... chiedo venia per il qui pro quo.
Conndivido in pieno il discorso sui presidenti.
....proprio un tifoso del Napoli (come me del resto!!!) dovrebbe però riconoscere che non proprio tutti i presidenti sono così male. Il nostro buon De Laurentis, ad esempio, ha risollevato una società che non aveva neanche più i palloni per far allenare la squadra, portandola a confrontarsi con le grandi del calcio europeo, rispettando il fair play finanziario ed ottimizzando le potenzialità televisive del "giocattolo Napoli". Lo definirei un discreto risultato!!!
be'il presidentissimo e'un ottimo manager, a volte un po'arrogante e "appariscente", ma i risultati gli danno ragione. ovviamente non metto in dubbio le capacita'di dirigenti che hanno costruito progetti importanti per anni (l'Inter per esempio ha approfittato per alcuni anni della totale assenza della Juve e di un Milan che necessitava di soldi nelle casse), ce ne sono altri invece (vedi Zamparini) che parte da buoni presupposti e poi manda tutto in fumo con atteggiamenti privi di senso. Vedremo cosa saremo capaci di fare quest'anno, spero solo che non ci si monti la testa!
Cerco di fare una sintesi tra i commenti di Giovanni e de Il pensatore, entrambi tifosi del Napoli, sulla questione "presidenti". Fermo restando che De Laurentiis e' un buon presidente (che ogni tanto ha punte di "egocentrismo" mediatico) lo e' perche' a mio avviso si e' circondato da un equipe valida che capisce cosa e' il football e sa fare programmazione. Purtroppo nella maggioranza dei casi non va cosi' e questo e' un peccato per tutto il movimento italiano. Cio' nonostante sta ai presidenti (qualora non vogliano fare in prima persona poiche' provenieneti da settori avulsi al calcio) in quanto proprietari anche e soprattutto la responsabilita' di creare una dirigenza efficiente.. il fatto di mettere il giocattolo nelle mani di "terzi" non esonera loro da alcuna responsabilita', anzi! ai "padroni" in genere si chiede di scegliere solo l'equipe migliore. Io cito tra presidenti seri, con buona equipe anche il Lecce, che con disponibilita' economiche piu' limitate riesce a barcamenarsi bene tra A e pochi anni in B. L'egocentrismo di molti presidenti (anche tecnico, non solo mediatico) ha contribuito a non pochi danni e non vorrei citare esempi.
Una cosa che purtroppo (molto grave) non si fa piu' come negli anni 60, 70 e 80 e' la cura dei vivai soprattutto nelle squadre di provincia. Programmazione che porto' quasi sempre la nazionale di calcio italiana ad essere quasi sempre competitiva dal '68 al '94. Adesso ci si affida molto sul colpo di fortuna generazionale a mio avviso. In post precedenti sul calcio ho citato come esempio (mondiale) di eccellente vivaio il Boca Junior, squadra che ha fornito negli ultimi 6 anni tre nazionali competitive a livello intercontinentale (Argentina, Uruguay, Paraguay) nonche' un club che se l'e' giocata (vincendo alcune volte) con Real e Milan... diciamolo pure, se la federazione argentina avesse saputo scegliere nel 2006 e nel 2010 due allenatori coi fiocchi (chesso' io: Carlos Bianchi) i mondiali li avrebbero vinti a man bassa. Anche qui credo che le colpe delle dirigenze siano elevatissime (non tanto quelle degli allenatori).
io credo che l'ultima Coppa America abbia dimostrato come l'Argentina abbia veramente buttato alle ortiche un titolo che poteva solo perdere. Con la squadra che aveva, doveva vincere il trofeo. Invece, il buon Tabarez ha costruito una squadra solida, agguerrita, compatta. Diciamo pure che ci vuole anche una buona dose di fortuna: Cavani si e'fatto male proprio nel momento in cui cominciava a rappresentare un problema, perche'pur di farlo giocare, vista anche l'annata, era costretto ad usarlo da seconda punta.
E qui mi ricollego al discorso dei club: mentre in una Nazionale il ct cerca di convocare i 24 migliori (almeno ai suoi occhi), spesso dovendo scegliere giocatori che accontentino l'opinione pubblica (se Tabarez avesse dovuto scegliere se far giocare o meno un Cavani da 5 in pagella, come sarebbe andata?), nei club spesso i presidenti infarciscono le rose di giocatori inutili o comprano giocatori non idonei per il modulo dell'allenatore. Se poi quest'ultimo viene scelto a campagna acquisti gia'iniziata (vedasi Gasperini), allora la frittata e'fatta. Io credo che De Laurentiis abbia avuto il merito di creare managerialita'nel Napoli. Soprattutto abbia anche dato una visione progettuale, chiarendo sempre gli obiettivi, soprattutto per tenere calma una piazza che dopo 5 giornate gia'grida (ahime'!) allo scudetto. Dopo Natale vedremo se questa programmazione ha ancora bisogno di qualche ritocchino...
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