Filosofeggiare: parlare, discutere, esprimersi, conoscersi, conoscere... l'amore per la sapienza passa attraverso le esperienze, le ispirazioni, i sentimenti, propri e quelli condivisi e appresi dagli altri. E' questa la motivazione che mi ha spinto ha creare questo blog... spazio e tempo di scambio per pensieri e parole.
lunedì 7 novembre 2011
Speranza e carita' in Eduardo
In questi giorni in cui si parla sempre e soltanto di soldi, mi sono imbattuto nella visione di una delle piu’ grandi opere teatrali italiane (lo dico con pomposa maesta’, poiche’ ad Eduardo non basta dedicargli una strada per il contributo che ha dato alla cultura del nostro paese) che parla effettivamente tanto di soldi. Ho rivisto con felicita’ ed angoscia, gioia e tristezza (proprio come era il carattere dell’autore) quella mirabolante e affascinante commedia drammatica che e’ "Napoli milionaria", e debbo ammettere che ci sono rimasto di stucco. Il motivo principale e’ dovuto al fatto che davanti a certi capolavori, restare impassibili e’ quasi impossibile, poi mi sono chiesto, poiche’ mi ha scombussolato tanto? Credo che in Eduardo, come e piu’ che in Pasolini per esempio (qualche giorno fa ricorreva l’anniversario della morte di quest’ultimo) ci fosse una visionarieta’ lucida e folle allo stesso tempo (hanno descritto con 40 anni di anticipo quello che sarebbe accaduto all’Italia), e credo che Don Gennaro Jovine che di quella commedia ne era il protagonista, ben possa esprimere tale commistione. Jovine-Eduardo sono perfettamente inscindibili, poiche’ in loro c’e’ quel richiamo mistico alla scoperta dei valori che l’umanita’ intorno a loro va perderndo, e ambedue hanno quella pietas divina e quella speranza fottutamente italiana, che proprio nei momenti peggiori, porterebbe ad una possibilita’ di rendenzione. Quel Jovine-Eduardo che tornando dalla guerra ha gli occhi apparentemente persi nel nulla, in realta’ perfettamente focalizzati sulla barbarie, sulla miseria, sulla crudelta’e da uomo buono (ma non fesso, come oggi si cerca di rendere sinonimo) crede che siccome si e’ toccato il fondo, non si potra’ piu’ tornare indietro. Jovine ha fiducia, o meglio ha fede, ha fede in se stesso, ha fiducia negli altri, forse viene lambito anche da un soffio di fede divina, soprannaturale. Ma al primo confronto coi suoi prossimi si accorge come quella fede e quella fiducia siano state in realta’ violentate, distrutte ed annientate... ma lui e’ ancora li’, soffre in silenzio, ascolta, parla il meno possibile, poiche’ capisce che davanti al mare di merda che gli sopraggiunge, parlare a vanvera non fa che peggiorare la situazione. E tu ti domandi, a quel punto -soprattutto quando si augura che il figlio venga arrestato (poiche’ possa redimersi)- che qualcosa in lui o non quadra (pazzia) o che forse e’ oramai sintonizzato su frequenze lontane da quelle dalle umane meschinita’. Sembra stia per perdere tutto, alla fine, con un sospiro appena, grazie alla sua angelica fermezza, alla sua quiete interiore, alla sua visione salvifica del futuro sembra possa redimere la sua famiglia che nel giro dei soldi si e’ persa. E’ una fede intrisa di speranza ma imbevuta di dolore, quindi non tanto vana. ha da’ passa’ a nuttata, e’ un inno di speranza e fede... un inno tipicamente italiano, che si fonda nella previsione dell’aiuto fraterno, della comprensione reciproca... prima o poi, ma mi spieghero’ ancora meglio. Chi ha avuto la ventura di leggersi le Operette Morali di Leopardi, ricorda benissimo come il tanto decantato pessimismo cosmico del poeta marchigiano, venisse attutito dalla speranza, e dalla fede nella capacita’ degli esseri umani di aiutarsi tra loro per resistere alla natura avversa, e alle banalita’ dilaganti che spacciano la felicita’ come fosse una ricetta per la cucina (il positivismo tonto, come lo intendeva Leopardi). In questo ci ho visto qualcosa di molto italiano nel bene e nel male, soprattutto poiche’ ricordo come alle superiori, venisse fatto un parallelo inevitabile tra il recanatese e Schopenauer, paragone che a tanti anni di distanza e con tutto il rispetto per De santis non c’azzecca un cazzo, non e’ che siccome due persone indossano un vestito simile sono per questo comparabili. La speranza per noi e’ sempre l’ultima a morire... nel bene e nel male. Fa parte del nostro DNA! A volte credo che come popolo forse la speranza ci limiti molto, a volte credo sia l’unica cosa che ci resta. Certo la speranza di Eduardo-Jovine e’ qualcosa di nobile, ponderato, misurato, rinnovatore.. ma sempre speranza e’. A volte sono d’accordo con Monicelli che la speranza e’ una grande stronzata, una presa per il culo..a volte no.... Resto dubbioso.... Eduardo e’ anche questo: certezza del dubbio, incertezza persino nel sentirsi pieno di speranza e di fiducia nella fratellanza.
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2 commenti:
Ciao Piè,"napoli milionaria"è una delle opere più importanti di eduardo concordo pienamente il tuo pensiero vorrei solo aggiungere che le sue opere da sempre non fanno altro che innescare in me mille domande e riflessioni e spesse volte mi lasciano l'amaro in bocca!inoltre vorrei sottolineare l'importanza che ha avuto questo autore,poeta,attore all'apparenza semplice ma che in realtà racchiude in se tutto un mondo fatto di realismo e magia,il realismo nel descrivere l'italia che vive e che verrà e la magia del teatro fatto di battute sottili ma piene di significato che solo lui poteva interpretare.In quasi tutte le sue opere se ci fai caso c'è questo senso di speranza che poi è un pò intrinseco in tutti gli italiani che ci limita ma allo stesso tempo ci fa vedere il bicchire mezzo pieno.Ti lascio una sua citazione che mi cade a pennello ogni giorno della mia vita...Mi sono scocciato di sottostare alla legge del vivere civile che ti assoggetta a dire sì senza convinzione quando i no convintissimi ti saltano alla gola come tante bolle d'aria.Lajla
Ciao Lajla
grazie come sempre per il tuo commento. Ammetto con un po' di vergogna che Eduardo non lo conosco molto, ho visto poco delle sue opere teatrali.
In questo c'e' un mea culpa sincero e profondo, poiche' credo che Eduardo sia stato abbastanza dimenticato negli ultimi 20 anni, i motivi sono quelli che adduci tu, piu' altri sicuramente. Il fatto di non ricordare a sufficienza certi geni della nostra cultura e della nostra storia, ci ha fatto male. Anche io in questa occasione mi sento colpevole. Prometto di mettermi a "studiare" seriamente tutto quello che questo immenso italiano ci ha regalato.
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