Filosofeggiare: parlare, discutere, esprimersi, conoscersi, conoscere... l'amore per la sapienza passa attraverso le esperienze, le ispirazioni, i sentimenti, propri e quelli condivisi e appresi dagli altri. E' questa la motivazione che mi ha spinto ha creare questo blog... spazio e tempo di scambio per pensieri e parole.
lunedì 16 gennaio 2012
A difesa del libro, contro l'e-book
Il magico mondo di internet si apri' definitivamente nella mia vita in un uggioso pomeriggio autunnale del 2000; anche se ne conoscevo l`esistenza dal lontano 1995 quando dalla postazione internet (unica) del mio ITIS andavamo a cercare qualche sito di musica coi miei compagni di classe. Uno dei miei coinquilini, in quel pomeriggio, nei laboratori informatici della mia universita' disse: "Perche' non apri anche tu una casella di posta elettronica?". Tra il lusco e il brusco, ma tra tanto scetticismo dissi si. Mi sembrava una cosa mentalmente contorta avere una casella di posta elettronica... mi dicevo: scomparira' tutta la mia bella corrispondenza in carta coi miei amici (allora) sparsi per la sola Italia, pero' dai ne guadagnero' in velocita` di contatto... ecco velocita', il concetto che fece scattare la molla. Dopo 12 anni mi accorgo di come la posta elettronica altro non sia che un mezzo per farti lavorare di piu' e come il tempo l`abbiano risparmiato coloro che ti danno lavoro e non tu. Ma allo stesso tempo e' diventato uno strumento di tortura anche per coloro che dovrebbe giovarnese, dato che invece che parlare di persona, nelle aziende di ogni specie e livello si preferisce mandare una email dai propri pari livelli ai propri sottoposti, alienandosi sempre di piu nei rapporti personali. Certo ci sono i lati positivi, specie per chi vive lontano dalla propria patria come me.
L'email e' solo un esempio. A volte mi sobbalza in mente l'idea che tutta sta tecnologia dell'informazione sia una presa per il culo, altro che nobel per la pace a internet (a proposito ma a chi era venuta questa strampalata idea... qualcuno dira'..ma digita su google e lo scoprirai... quanto sei arretrato!!). Ed e` cosi' che piano piano la rete e le sue diavolerie hanno permeato le nostre vite, togliendoci i nostri vecchi feticci (cd, dischi, vinili, VHS, DVD, giornali, riviste, enciclopedie etc.) trasportando musica, film, notizie, pettegolezzi, cazzate, cose serie, tutto in un enorme calderone, che stando ai suoi astanti dovrebbe facilitare la via alla conoscenza delle masse... ok non discuto che sia vero, va bene, ma bisognerebbe anche elencare i difetti di un tale calderone.. pero' dai desisto un pochino anche qui, anche io uso la rete, ho un blog, ho un account twitter (a proposito ma a che cosa gioverebbe avere un account in cui puoi postare al massimo 140 caratteri? A scrivere boiate non troppo lunghe?), leggo i quotidiani on line, ho l`ipod, gli i-tunes ho debellato dalla mia vita praticamente tutti i supporti per musica e film, gia' quando vivevo in Italia non compravo quasi piu un quotidiano etc etc etc... va bene, questo alla rete lo concedo, arrivo al compromesso sin qui, pero' su una cosa non transigo, a costo di essere chiamato retrogrado, trombone, romantico, nostalgico, conservatore, persino troglodita: i "miei" libri. E si perche' quelli non me li dovete avvolgere nella profilassi dell`e-book (poi questa mania degli anglicismi ad ogni costo e` una vera vergogna), in questo scatolone di plastica e cristalli liquidi ove scarico con un click ogni cosa: dai romanzi di Bufalino, alle commedie di Pirandello, al saggio su Aristotele, alla Storia del periodo vattelapesca, all`autore emergente che 8 volte su 10 e' una cagata, al libro sul controllo dei reattori a flusso continuo. Perche' per me ogni libro e' un pezzo di vita che comincia nella libreria che ho visitato per comprarlo, lo stato d`animo che avevo nello scieglierlo li' e non in un altro posto, le sottolineature che ci aggiungo, le rimarcature, gli appunti che ci scrivo sopra, le matite o le penne che uso per sottolinearlo, le gioie e i dolori che a questo oggetto-feticcio ho trasmesso con gli stati d`animo che ho vissuto mentre lo leggevo o quelli che avevo a prescindere da essa, le gocce di sudore delle mie mani mentre ne giravo le pagine, gli starnuti che ci ho riversato sopra, gli odori dei treni, delle navi e degli aerei che lo hanno impregnato nelle mie avventure, i profumi delle mie fidanzate adolescienziali, e quello di mia moglie ora, i profumi del cibo che lo hanno intriso mentre leggendo qualcuno cucinava durante le mie mattinate letterarie. I libri non sono semplici supporti come lo possono essere altri oggetti dediti alla trasmissione del sapere, della cultura e della bellezza, sono dei ricettacoli di vita!!! Mi capita ogni tanto di tornare a casa dei miei e nel vedere qualche volume letto anni e anni fa, vedo trasalite alla mente momenti stupendi e grigi (ma egualmente importanti) della mia vita, gli anni, i mesi, i giorni impiegati per leggerli, il minuto adoperato nella loro scelta, le persone che mi erano accanto, reali e desunte dalla pagina letta, sensazione che ritorna in me, solo sfogliando con tutta la volgarita` sensoriale del grossolano tatto, o del piu` fine olfatto, o della piu` sublime vista, solo sbirciandone a volte il dorso.
Ebbene patiti della tecnologia, spero che l`ultima vostra dea pagana da venerare vada a finire nella geenna del dimenticatoio, lasciatemi i miei libri, quelli letti e soprattutto quelli (spero decina di migliaia) ancora da leggere!
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4 commenti:
Caro Pietro, mi piace il sentimento e il trasporto con cui hai scritto il post. Eppure io sono passato alla tecnologia: non per una scelta di moda, ma perché credo che l'e-book sia veramente il futuro. Nel mio IPad ho decine di libri, compreso uno di filosofia antica di Severino. Non rinnego il gusto del libro, ma nei miei ultimi viaggi è stata una vera manna!
Ciao Stefano
per una volta voglio dissentire dal futuro e dalla modernita'.. voglio fare il romantico.
Dopo aver letto migliaia di libri cartacei, non posso passare alla profilassi da lettura con l'e-book.
Il vantaggio che tu descrivi (leggere in italiano vivendo a migliaia di km dall'Italia) te lo concedo. Pero' sarebbe bello fare l'elenco dei pro e dei contro di un simile strumento.
E da un po' di tempo che dico che bisognerebbe fare un po' con tutte le nuove tecnologie in questo modo: cosa perdiamo, cosa guadagniamo. Ne vale la pena lasciare il vecchio per il nuovo?
Non e' per fare i retrogradi ad ogni costo, perche' non credo alla storiella che tutte le cose moderne sono buone e le cose vecchie cazzate, solo in quanto vecchie. spero di non essermi incartato nello spiegarmi.
Soon d'accordo con te sul fatto di non etichettare come negativo ciò che é antico ( non a caso Ne parlo nel mio penultimo post http://ilpensatorelaowai.blogspot.com/2012/01/post-n-27-il-passato-e-trapassato.html). Credo che si possa avere per certe cose una coesistenza naturale, quando e se questa sia ancora possibile. Finchè stamperanno i libri cartacei, ognuno potrà decidere a quale supporto affidarsi. Io stesso, per esempio, ho comprato l'ultimo di Benni cartaceo, anche perchè per il momento non lo vedo ancora in e-book. E intendiamoci, al momento non vedo una convenienza economica così forte, per cui c'è ancora un buon margine per i vecchi supporti.
Dall'altra non vorrei demonizzare la tecnologia come ciò che rovina il mondo. Credo che come di tutte le cose occorre prendere il buono ed essere sufficientemente accorti nel non trascendere nè da un lato nè dall'altro. Penso alla tecnologia nel campo medico, ingegneristico, della comunicazione worldwide, solo per citarne alcuni. E se ancora vorremo comprare un libro cartaceo , godiamoci la lettura!
Ciao Stefano
io spero vivamente che la scelta tra libri normali ed e-book possa coesistere finche' campo e anche oltre (credo che la scrittura a differenza della musica e del cinema, abbia connaturato in se' il concetto di "versione cartacea").
Non volevo demonizzare tutta la tecnologia, ho volutamente esagerato con le iperboli (purtroppo con questa immagine retorica si rischia sempre, ma il rischio era abbastanza ponderato nella mia volonta' di provocazione), pero' tirando in ballo la sola tecnologia dell'informazione. Capisco che queste sottili differenze siano oramai bellamente superate, e scindere tecnologia dell'informazione, da tecnologia medica, delle infrastruttture o chimica (quale e' il nostro settore) etc etc. sia oramai anacronistico.
Nell'altro tuo commento citi Severino, grande filosofo italiano, riconosciuto anche all'estero, specie qui in Nord America (non e' vero che all'estero ci conoscono solo con le cose brutte come molti in Italia pensano), che in un suo libro "Il destino della tecnica", affronta queste tematiche a tutto tondo, spaziando sulle conseguenze positive e negative, che un mondo tecnologicizzato possa avere sulle vite di singoli e comunita'. Condivido in pieno il suo pensiero, e invito tutti gli interessati a prenderne lettura (possibilmente su supporto cartaceo :-)).
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