giovedì 19 gennaio 2012

In omaggio a Terraferma di Emanuele Crialese

Ho visto il film di Emanuele Crialese “Terraferma” il giorno prima che venisse segato dalla lista dei film in odor di Oscar come pellicola straniera per l’anno in corso. Premetto che non sono tra quelli che reputano la bonta’ dei film direttamente proporzionale alla quantita’ di premi che essi debbano vincere (e viceversa) a questo o quel festival, ne’ tantomeno alla quantita’ delle tanto acclamate statuette losangeline, pero’ la cosa mi e’ dispiaciuta molto, poiche’ questo film non ha nulla da invidiare ai film stranieri che sono stati premiati negli ultimi anni. Fatto sta che l’Italia da piu’ di 10 anni non porta a casa questo ambito premio, che con tutte le pinze del caso, serve soprattutto a dare visibilita’ e un certo prestigio al cinema nazionale. In questi dieci anni, molte volte mi e’ capitato di parlare con tanti amici o semplici conoscenti, riguardo la situazione del cinema italiano, e molte volte mi veniva detto: “L’ultimo film italiano di successo e’ stato “La vita e’ bella” di Benigni, dopo di che il buio”. Io non condivido per nulla questa definizione, in questi dieci anni il cinema italiano non ha realizzato centinaia di capolavori, ma sicuramente una decina di pellicole che potevano ambire alla statuetta e 3 o 4 che potevano bellamente vincerla ce ne sono state; allo stesso tempo le mayor di distribuzione americane (che senz’altro facilitano la possibilita’ di vittoria di un film straniero alla notte degli oscar qualora decidano di promuovere la distribuzione di un film straniero in Nord America), hanno deciso si snobbare i lavori italiani (per carita’ avranno avuto i loro buoni motivi) dell'ultimo decennio. Crialese per esempio, e’ un ottimo regista che ha realizzato 3 opere di valore (“Respiro” e “Nuovomondo” sono dei gioiellini), tra cui l’ultimo “Terraferma” con una superlativa capacita’ di scrivere storie che riguardano gli ultimi, gli umili, gli emarginati, i perdenti con i loro aneliti di liberta’ e di riscatto, miscelando molto dolore ma anche molta vitalita’ in ognuno dei suoi personaggi . Tra i film dell’ultimo decennio da ricordare e gustarsi con un certo orgoglio e che reputo di livello tale da potersi permettere un premio internazionale di tutto rispetto, dal successo “Benignano” ad oggi ci includo non solo quest’ultimo del cineasta siciliano ma anche : “L’ora di religione”, “La meglio gioventu’”, “La prima cosa bella”, “Centochiodi”, “Il mestiere delle armi”, “Il cuore altrove”, “Il resto di niente”, mi lancio e dico che persino Moretti con “Habemus papa” poteva aspirare ad un successo che andasse oltre la gauche transalpina. Se vogliamo scendere di un gradino, ma tenere contento il pubblico straniero per via della descrizione degli stereotipi italici allora ricorderei “1960” di Salvatores e “Gli amici del bar Margherita” oppure “Il regista di matrimoni”, se proprio si vuol andare sul sicuro che tanto piace all’estero. E’ esistito poi in questi dieci anni un cinema fatto da giovani autori che ha dato lavori interessanti, pero’ senza ottenere una buona distribuzione nelle sale (salvo pochi casi come “Il divo”), ergo un buon successo di pubblico. Nonostante tutto, in generale io sono speranzoso per il cinema italiano del futuro, poiche’ di film che ci hanno spinto a riflettere sulla nostra storia recente se ne sono fatti a sufficienza, cosi’ come di film che ben rappresentano le tematiche piu’ importanti delle vicende borderline di molti italiani anche (ed in questo “Terraferma” ne e’ un emblema), oppure che sono andati a scandagliare la storia non piu’ recente (ed in questo il Giovanni delle Bande Nere di Olmi e la Eleonora Pimental de Fonseca della De Lillo sono degli esempi calzantissimi ed emblematici). Di sicuro si poteva prentendere di piu’ (non dal punto di vista dei premi ma della quantita’ di buoni film), e su questo sono d’accordissimo, ma ricordo anche, che la fabbrica cinematografica holliwoodiana, con volumi di produzione che sono di un ordine di grandezza (se non due) piu’ alti del cinema italiano, non produce lavori interessanti in proporzione agli stessi ordini di grandezza di produzione... per cui io il bicchiere lo vedo mezzo pieno, e spero che Crialese possa portare il suo cinema in giro per il mondo nei prossimi decenni, che Antonella De Lillo continui sulla scia poetico-storica intrapresa con il suo “Il resto di niente”, che Martone (grande regista teatrale, che nel poco tempo libero gira ottimi lavori cinematografici) ci dia qualche altra perla come il suo ultimo “Noi credevamo” etc. etc. p.s.: sicuramente avro’ dimenticato qualche autore, qualche film, forse non ho visto dei film che meritano. Chi vuole puo’ lasciare nei commenti suggerimenti.

2 commenti:

lajla ha detto...

Ciao Piè mi associo al tuo pensiero solo in parte,sicuramente ci sono stati film interessanti alla pari de "la vita è bella" ma non sono innovativi hanno quasi sempre la stessa tematica ovvero il riscatto e la sofferenza del più debole in benigni vediamo una nuova chiave di lettura una nuova angolatura in quel caso del nazzismo e quello che ha portato, infatti ha suscitato non poche polemiche l'opinione pubblica si divise perchè alcuni pensavano che avesse banalizzato quel periodo storico altri come me pensano più semplicemente che ha dato una nuova chiave di lettura;quasi sempre vincono film dove c'è una grandissima interpretazione ma anche una tematica che ti pone delle domande o ti lascia a bocca aperta cosa che non suscitano in me con tutto rispetto il cinema italiano recente.Un regista che suscita in me sensazioni e che esplora descrivendo magistralmente emozioni è sicuramente Almadova mio personalissimo pensiero.Lajla

piepalmi ha detto...

Ciao Lajla
grazie per il tuo intervento. Riguardo i film, quelli di Crialese riguardano la tematica che dici tu (riscatto e sofferenza del piu' debole).. negli altri che elencavo credo ci siano molte altre tematiche. Credo che La meglio gioventu' abbia affrontato le vicende complesse degli anni di piombo, habemus papa parla di una crisi esistenziale e valoriale cosi come L'ora di religione. L'ultimo film di Martone e' una rilettura non retorica del Risorgimento, Il mestiere delle armi e Il resto di niente sono due film storici su personaggi chiave ma dimenticati della storia italiana. E poi ce ne sono svariati altri. Io sinceramente ci ho visto molta varieta'. Insomma continuo a essere dell'idea che in questo decennio si sono fatti film buoni, che possa essere utili a tutti vederli e gustarli, e che le mayor americane abbiano investito poco su di loro, preferendo altri film (non americani) che non erano sicuramente superiori a quelli citati... ma lo dico senza sarcasmo. Ci poteva stare un qualche premio internazionale, ma non ne faccio un dramma visto che cmq molti film hanno inciso su di me.
Se poi si pensa anche ad autori emergenti (o meno) che non hanno avuto molto successo causa distribuzione deficitaria, in questo decennio, mi viene da ricordare il film "Signorina effe" e "Dopomezzanotte"