<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183</id><updated>2012-02-02T19:15:51.245+01:00</updated><category term='Cinema italiano'/><category term='musica'/><category term='mondi vicini e lontani'/><category term='personaggi'/><category term='Viaggi e città'/><category term='politica'/><category term='essere e divenire'/><category term='simboli'/><category term='giovani'/><category term='you should be dancing'/><category term='Cinema americano'/><category term='Universita&apos;'/><category term='argentina'/><category term='Coscienze'/><category term='letture'/><category term='tecnologie'/><category term='Puglia'/><category term='lessico'/><category term='Cinema europeo'/><category term='Calcio'/><category term='napoli'/><category term='cambiamenti'/><category term='filosofia'/><category term='meridionali'/><category term='torino'/><category term='canada'/><category term='aria nuova'/><title type='text'>filosofeggiando</title><subtitle type='html'>Filosofeggiare: parlare, discutere, esprimersi, conoscersi, conoscere... l'amore per la sapienza passa attraverso le esperienze, le ispirazioni, i sentimenti, propri e quelli condivisi e appresi dagli altri. E' questa la motivazione che mi ha spinto ha creare questo blog... spazio e tempo di scambio per pensieri e parole.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>171</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3543827458211646241</id><published>2012-02-01T22:55:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T16:08:02.328+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Universita&apos;'/><title type='text'>Valore legale della laurea: discutiamone</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-X9YUlfns4dM/Tym0ywaiJ5I/AAAAAAAAAnY/MHmGdHGbW3Y/s1600/laurea.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="194" width="260" src="http://1.bp.blogspot.com/-X9YUlfns4dM/Tym0ywaiJ5I/AAAAAAAAAnY/MHmGdHGbW3Y/s400/laurea.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Faccio una premessa: sono teoricamente per l’abolizione del valore legale della laurea (e scrivero’ il mio post piu’ lungo di sempre, spero non molliate la lettura prima di averla conclusa). Non ho mai amato nel corso della mia lunga vita da studente che si e’ conclusa a 28 anni con il dottorato (per cui sono uno sfigato per meta’), le prese di posizione a favore del titolo di studio a prescindere. La rincorsa ad esso, in quando conditio sine qua non per accedere ad una posizione in un corcorso pubblico poi (in questi giorni di questo si parla, tanto per tenere la barra del ragionamento fermo) l’ho reputata sempre e solo una bruttura della nostra societa’. Mi spiace dire cio’, non lo faccio a cuor leggero, perche’ so benissimo quanti sacrifici si facciano sia come studenti, sia come genitori per poter studiare. Pero’ e’ anche vero che studiare per la sola possibilita’ di accedere ad un concorso pubblico, oltre ad essere una delle soluzioni piu’ irrazionali nell’affrontare una vita, e’ una delle piu’ negative esperienze che si possano fare, soprattutto se allo studio, o all’argomento di studio che si affronta non si e’ portati o appassionati, perche’ al di la’ dell’universita’ poi, ci saranno quelli che sono appassionati dello studio o di quella materia o di quel settore, e li vedrai passare sempre piu’ determinati perche’ effettivamente motivati. Questo tutto in linea teorica, ora vediamo in pratica.Tra le idee che si ventilano per la nuova riforma (che sembra aver spaccato questo governo e che per questo motivo il suo capo, ha deciso di affrontare piu’ in la') ve ne sono alcune:1-Togliere valore legale al voto.2-Togliere valore legale tout court (salvo per quelle ove si richiedono specifiche competenze come ingegneria o medicina), quindi anche una specie di svalutazione della laurea piena (3+2) a quella di primo livello (la laurea che tiene contente le suocere per intenderci).3-Dare preminenza all’universita’ di provenienza ove ci si e’ laureati (scartando il voto e il settore) per la valutazione del candidato nel concorso.A livello pratico al momento direi che si possa mettere in pratica il punto 1 soltanto. Non credo che un governo a scadenza come questo debba inoltrarsi in una riforma epocale di questo tipo. Spiego anche il motivo per cui sono a favore del punto 1. Sappiamo benissimo che ci sono universita’ che sono piu’ generose di altre nel dare voti di laurea. Ne ho gia’ parlato del perche’ di tutto cio’ e su cui non voglio tornare.Il governo, nei suoi esponenti piu’ sensibili al tema, come il ministro interessato, propendono per la terza soluzione, e in una intervista pre-nomina, ammetteva: “bisogna mescolare il sangue”. Allora, facendo due piu due, dico subito che se si vuole andare su quella strada: a) non deve essere un governo a breve respiro come questo a fare una simile cosa; b) bisogna ragionarci su almeno un annetto e fare qualcosa che riguardi il mondo universitario nel suo complesso e non propenda per la solita soluzione che avvantaggia il nord del paese.Ebbene si, perche’, una riforma che dia attuazione al punto 3 fatta in fretta e furia (almeno nelle apparenze) e’ palesamente una riforma che va in una sola direzione: non rendere piu’ liberale e meritocratico l’accesso alle cariche della pubblica amministrazione, ma rendere ancora piu’ ricche le solite universita’ che gia’ ogni anno, oltre al loro bacino naturale di utenza (i giovani del loro territorio) attingono a quelle di altre regioni. Premetto che sono d’accordo con il ministro che attraverso il mescolamento del sangue, si migliorano le societa’, che cosi’ facendo si arricchiscono oltre che di donne e uomini, di idee e volonta’ (il Canada ove vivo ne e’ la dimostrazione lampante), mi piacerebbe non vedere soltanto ogni anno i soliti 23mila studenti che prendendo il treno (o quello che resta di loro) lasciano il sud e vanno al nord. Allora se mescolamento deve essere (per arricchire tutti e non solo una parte del paese come al solito) mi piacerebbe vedere anche un flusso contrario (dato che nella prima uscita pubblica come ministro lo stesso ha anche asserito che la priorita’ e’ il Sud, allora ministro sia controcorrente sino in fondo e dia un segnale di discontinuita’ rispetto all’andazzo degli ultimi decenni). Con il ministro precedente, di cui non ricordo il nome, si comincio’ a valutare le universita’ attraverso una agenzia chiamata anvur, a sua volta chiamata a stimare una classifica degli atenei virtuosi, in modo da assegnare i soldi ministeriali del FFO (fondo di finanziamento ordinario degli atenei) oltre che in base al numero delle immatricolazione (e qui abbiamo visto gia’ chi se ne avvantaggia) anche in base a criteri meritocratici. Ora come sia stata stilata questa classifica, non me ne frega francamente molto al momento, dato che ci sono diverse classifiche al mondo (universalmente riconosciute) e tutte tra loro non propriamente in accordo (tra l’altro il posizionamento delle universita’ italiane nella QS world ranking, sono tutte ben oltre il 100esimo posto e non rispecchia nel posizionamento quella dell’Anvur) e tutte differiscono poiche’ si prendono in esame alcuni parametri piuttosto che altri valutandoli ognuno in modo diverso. Per cui se gia’ sulle classifiche tecniche e internazionale non c’e’ conguita’ immaginiamoci su quella stilate da organismi filogovernativi. Adesso esulero’ un po’ dal tema, ma per fare un inciso. Se ci riferiamo al governo passato che volle fare la classifica dei buoni e dei cattivi per le universita’, e nel campo dell’ istruzione, si distinse oltre che per le tante cose di cui si e’ ampiamente discusso per tre anni, per la sua rimozione dai programmi di letteratura delle superiori di quasi tutti i poeti, scrittori e commediografi meridionali ... premi nobel come Pirandello, Quasimodo, Deledda, filosofi di fama mondiale come Sciascia incluso, per me quella classifica non e’ assolutamente da prendere in considerazione, perche’ macchiata in nascita da malafede. E poi chi mi assicura che quando mi presento al concorso, anche tenendo buona la bonta’ della classifica (come dimostrato ampiamente condizionabile dagli interessi delle forze politiche), la mia universita’ che 10 anni fa era tra le prime ora non sia tra le peggiori e viceversa. Quindi in linea teorica esisterebbe una mobilita’ di detta classifica, non ci si stratifica per secoli in delle posizioni (le classifiche internazionali vengono stilate ogni anno, e al loro interno si notano differenze di posizionamento ogni anno, alcune minime, altre molto piu' marcate). Per cui diciamocelo chiaro, le universita’ migliori per giudizio e per pregiudizio sono preponderatamente al Nord, pero’ dobbiamo fare in modo do mescolare il sangue per dirla con il ministro (con cui concordo)... quindi se si vuol far crescere il Sud come si fa? La risposta e’ semplice, ma di difficile attuazione... mandare un po’ di gente lontano da casa, perche’ per crescere non bisogna stare fino a 25, 28, 30 anni vicino a mamma e papa’ (come dice qualcuno in questi giorni parlando di questa possibile riforma), sempre nel proprio paesello o quartiere; pero' dato che migliaia di meridionali gia’ lo fanno, la mamma e il papa’ dovrebbe cominciarla a lasciarla anche chi fa la sede decentrata in provincia nell’universita’ "virtuosa" del Nord. Per carita’ ci saranno sicuramente anche studenti settentrionali che si muovono da casa ma saranno di un ordine di grandezza inferiore ai 23mila meridionali, magari vanno a fare un master all’estero o un anno di erasmus, si muovono dal Veneto al Piemonte, ma non c'e' molta comparabilita' col numero che ho tirato fuori prima (e nessuno va al Sud poiche' teoricamente e' un ambiente universitario meno appetibile). Arriviamo alla morale. Caro ministro, se ci accontentiamo come primo passo (e direi che al momento possa bastare) di una piccola spinta al sistema, allora direi che si puo’ togliere il valore legale del voto. Se lei mi assicura che il suo governo durera’ almeno due anni, allora prima di tutto bisogna eliminare le sedi decentrate degli atenei (virtuosi e non, a  prescindere insomma), usare quelle risorse per l’assistenza ai piu’ meritevoli e piu’ bisognosi (borse di studio, collegi) si chiama redistribuzione delle risorse ed equita' sociale, non solo territoriale, fare in modo che ad ogni scatto di carriera i ricercatori e i professori siano obbligati a cambiare sede universitaria e non a restare sempre nella stessa. E’ inimmaginabile fare laurea, dottorato, assitant, associate e full professor tutto in una sola universita’ negli USA, in UK e in Canada (i tre paesi che si dividono quasi totalmente la torta delle prime 100 posizioni nei ranking internazionali universalmente riconosciuti). O mescoliamo tutto e tutti, o si ricade nell’errore dell’altro governo, seppur questa volta in buona fede (togliere e continuare a togliere al Sud quanto piu’ possibile per dare al Nord). Se cosi' fosse in questo panorama si aggiunge anche la mirabolante legge regionale del Piemonte, che oltre ad accogliere ogni anno migliaia di studenti dal Sud (quindi migliaia di euro in entrate tra affitti in nero, tasse universita’ consumi etc.), ha diminuito le loro possibilita’ di usufruire di borse di studio (che al massimo coprirebbero non piu’ di 1/3 di tutte le spese) perche’ non nativi della regione ove compiono il corso di studio. (Cornuti e mazziati).Se si imbocca questa strada sul serio, allora si deve riformare tutto il sistema. Parliamone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3543827458211646241?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3543827458211646241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3543827458211646241' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3543827458211646241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3543827458211646241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2012/02/valore-legale-della-laurea-discutiamone.html' title='Valore legale della laurea: discutiamone'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-X9YUlfns4dM/Tym0ywaiJ5I/AAAAAAAAAnY/MHmGdHGbW3Y/s72-c/laurea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1958179826344803476</id><published>2012-01-19T20:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T17:24:06.772+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema italiano'/><title type='text'>In omaggio a Terraferma di Emanuele Crialese</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LOoR9D114sw/Txh176aVjPI/AAAAAAAAAnA/st_nLtkdfGA/s1600/crialese.bmp" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="195" width="258" src="http://3.bp.blogspot.com/-LOoR9D114sw/Txh176aVjPI/AAAAAAAAAnA/st_nLtkdfGA/s400/crialese.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ho visto il film di Emanuele Crialese “Terraferma” il giorno prima che venisse segato dalla lista dei film in odor di Oscar come pellicola straniera per l’anno in corso. Premetto che non sono tra quelli che reputano la bonta’ dei film direttamente proporzionale alla quantita’ di premi che essi debbano vincere (e viceversa) a questo o quel festival, ne’ tantomeno alla quantita’ delle tanto acclamate statuette losangeline, pero’ la cosa mi e’ dispiaciuta molto, poiche’ questo film non ha nulla da invidiare ai film stranieri che sono stati premiati negli ultimi anni. Fatto sta che l’Italia da piu’ di 10 anni non porta a casa questo ambito premio, che con tutte le pinze del caso, serve soprattutto a dare visibilita’ e un certo prestigio al cinema nazionale. In questi dieci anni, molte volte mi e’ capitato di parlare con tanti amici o semplici conoscenti, riguardo la situazione del cinema italiano, e molte volte mi veniva detto: “L’ultimo film italiano di successo e’ stato “La vita e’ bella” di Benigni, dopo di che il buio”. Io non condivido per nulla questa definizione, in questi dieci anni il cinema italiano non ha realizzato centinaia di capolavori, ma sicuramente una decina di pellicole che potevano ambire alla statuetta e 3 o 4 che potevano bellamente vincerla ce ne sono state; allo stesso tempo le mayor di distribuzione americane (che senz’altro facilitano la possibilita’ di vittoria di un film straniero alla notte degli oscar qualora decidano di promuovere la distribuzione di un film straniero in Nord America), hanno deciso si snobbare i lavori italiani (per carita’ avranno avuto i loro buoni motivi) dell'ultimo decennio.Crialese per esempio, e’ un ottimo regista che ha realizzato 3 opere di valore (“Respiro” e “Nuovomondo” sono dei gioiellini), tra cui l’ultimo “Terraferma” con una superlativa capacita’ di scrivere storie che riguardano gli ultimi, gli umili, gli emarginati, i perdenti con i loro aneliti di liberta’ e di riscatto, miscelando molto dolore ma anche molta vitalita’ in ognuno dei suoi personaggi . Tra i film dell’ultimo decennio da ricordare e gustarsi con un certo orgoglio e che reputo di livello tale da potersi permettere un premio internazionale di tutto rispetto, dal successo “Benignano” ad oggi ci includo non solo quest’ultimo  del cineasta siciliano ma anche : “L’ora di religione”, “La meglio gioventu’”, “La prima cosa bella”, “Centochiodi”, “Il mestiere delle armi”, “Il cuore altrove”, “Il resto di niente”, mi lancio e dico che persino Moretti con “Habemus papa” poteva aspirare ad un successo che andasse oltre la gauche transalpina. Se vogliamo scendere di un gradino, ma tenere contento il pubblico straniero per via della descrizione degli stereotipi italici allora ricorderei “1960” di Salvatores  e “Gli amici del bar Margherita” oppure “Il regista di matrimoni”, se proprio si vuol andare sul sicuro che tanto piace all’estero.E’ esistito poi in questi dieci anni un cinema fatto da giovani autori che ha dato lavori interessanti, pero’ senza ottenere una buona distribuzione nelle sale (salvo pochi casi come “Il divo”), ergo un buon successo di pubblico. Nonostante tutto, in generale io sono speranzoso per il cinema italiano del futuro, poiche’ di film che ci hanno spinto a riflettere sulla nostra storia recente se ne sono fatti a sufficienza, cosi’ come di film che ben rappresentano le tematiche piu’ importanti delle vicende borderline di molti italiani anche (ed in questo “Terraferma” ne e’ un emblema), oppure che sono andati a scandagliare la storia non piu’ recente (ed in questo il Giovanni delle Bande Nere di Olmi e la Eleonora Pimental de Fonseca della De Lillo sono degli esempi calzantissimi ed emblematici). Di sicuro si poteva prentendere di piu’ (non dal punto di vista dei premi ma della quantita’ di buoni film), e su questo sono d’accordissimo, ma ricordo anche, che la fabbrica cinematografica holliwoodiana, con volumi di produzione che sono di un ordine di grandezza (se non due) piu’ alti del cinema italiano, non produce lavori interessanti in proporzione agli stessi ordini di grandezza di produzione... per cui io il bicchiere lo vedo mezzo pieno, e spero che Crialese possa portare il suo cinema in giro per il mondo nei prossimi decenni, che Antonella De Lillo continui sulla scia poetico-storica intrapresa con il suo “Il resto di niente”, che Martone (grande regista teatrale, che nel poco tempo libero gira ottimi lavori cinematografici) ci dia qualche altra perla come il suo ultimo “Noi credevamo” etc. etc.p.s.: sicuramente avro’ dimenticato qualche autore, qualche film, forse non ho visto dei film che meritano. Chi vuole puo’ lasciare nei commenti suggerimenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1958179826344803476?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1958179826344803476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1958179826344803476' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1958179826344803476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1958179826344803476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2012/01/in-omaggio-terraferma-di-emanuele.html' title='In omaggio a Terraferma di Emanuele Crialese'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LOoR9D114sw/Txh176aVjPI/AAAAAAAAAnA/st_nLtkdfGA/s72-c/crialese.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-2533011625097228582</id><published>2012-01-17T19:21:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T20:55:18.821+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meridionali'/><title type='text'>Lo steccato</title><content type='html'>&lt;i&gt;Avevo scritto questo post durante la scorsa estate, in seguito alla lettura di un blog che parlava dei tanti difetti dei meridionali scritti da un meridionale nato al nord. Lo avevo rimosso, poiche' mi si sembrava che si erano ventilate mascheratamente  pretese di diritti di autore suppongo, non so in base a cosa honestly (e poi uno dice che i blogger dovrebbero essere un tantino piu’ liberali dei normali scrittori-giornalisti!), forse in base al fatto che l'altro blogger parla solo di questi argomenti? (quindi tutti coloro che parlano dell'eterna diffidenza Nord Sud dovrebbero citarlo? Francamente mi sembra un po' troppo!). Ho vissuto le esperienze che descrivo, tutte autentiche, nessuna inventata,  a caldo sulla mia pelle e non su quella di qualcun altro. Anche le iperboli che uso sono le mie, fanno parte di un sarcasmo che cerca di sdrammatizzare soprattutto questo argomento e questo scampolo abbastanza lungo della mia vita (13 anni di fila, sicuramente troppi). Avevo cancellato questo post, per paura di aver urtato l’altrui sensibilita’, artistica e non solo. Poi mi sono ricordato di un personaggio della Recherche e mi sono detto: “ Non credo di dover dar conto a qualcuno di quello che mi e’ capitato”. Dilettandomi di Proust che cito in questo post, a volte penso che  dovrei comportarmi come il barone di Charlus, non per le sue tendenze sessuali, ma per quanto riguardo il suo acuto menefreghismo nei confronti di chi ti rompe i coglioni. Alla fine credo che l’interpretazione che ne diede Malkovich nel film di Ruiz fosse molto corretta. Morale della favola: Futtatinn! (scusate il termine dialettale).&lt;/i&gt;)&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-y_gJ0VIHBCo/TxW72W6ABfI/AAAAAAAAAm0/J9fhPL42wcU/s1600/tomsawyerbythefence.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="399" width="300" src="http://1.bp.blogspot.com/-y_gJ0VIHBCo/TxW72W6ABfI/AAAAAAAAAm0/J9fhPL42wcU/s400/tomsawyerbythefence.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ammetto con estrema facilita’ che nei tanti anni che ho vissuto al Nord, le persone che meno sopportavo erano i figli dei meridionali nati al Nord (ad essere sincero sopportavo poco anche i loro genitori in svariati casi). Ricordo all’inizio della mia esperienza torinese, di aver condiviso la mia camera di collegio con un compagno di corso piemontese, e che in quel collegio eravamo per meta’ meridionali “doc’, per meta’ piemontesi “doc”. Ricordo che tra noi ci si studiava (oltre che studiare o far finta di studiare le cose per cui si era li) e ci si conosceva. Certo c’erano i paraocchi tipici: tu le mangi le mozzarelle, tu l’ascolti ancora Peppino di Capri (Gigi D’Alessio era allora un emerito sconociuto), al tuo paese urlano tutti per strada... oppure nell’altro versante ma e’ vero che al Nord i genitori se ne fottono dei figli, e’ vero che siete tutti atei e filocomunisti, e’ vero che le famiglia si sfasciano come neve al sole etc... insomma le sagre del luogo comune.Dopo un mese di convivenza, pacifica a volte, riottosa in altri, ognuno si incanalava nelle proprie amicizie ed affinita’, e la barriera iniziale terrone-polentone veniva disciolta, con la creazione dei gruppetti che avevano nella condivisione degli interessi e dei fini il loro mezzo aggregante. Per cui dopo meno di un mese ero tra i metallari, tra cui ricordo un allucinante bassista sardo, uno strampalato nuotatore piemontese, il mio compagno di stanza che amava la techno ma anche il metal (era un veltroniano, ma ancora non lo sapeva) e altri elementi che come me desiderano bombardarsi le orecchie a 19 anni con le chitarre distorte. C’era il gruppo ovviamente che giocava a carte, quello che si dava al cazzeggio totale, quello che la gnocca prima di tutto, le ragazze che si coalizzavano per il predominio della stanza TV per evitare che si guardasse calcio 26 su 24 8 giorni su 7... etc. etc. etc. L’esperienza “multiculturale” fu ripetuta in un collegio successivo l’anno seguente, abbastanza tra i banchi dell’universita’ dopo. Devo dire, che in ogni caso, dopo l’iniziale mese in cui venivo etichettato con mozzarella, mandolino, pummarola ‘ncoppa, dal nordico puro, poi venivo visto come quello che ero: miei pregi, miei difetti, mio passato, mie idee sul futuro.Certo immancabilmente in ogni posto pubblico in cui entravo per la prima volta, per tutta il periodo di residenza piemontarda, tutti li a chiederti: “Ma sei mica sardo?” Per 13 anni e mezzo, dire ogni santa volta : “No sono pugliese” , ti sfracassava il cazzo alla grande (ovviamente non perche’ ti stanno sul culo i sardi), e  loro che idiotamente continuano: “E come mai hai questo accento sardo?”... e tu li che scoppi dalla voglia di rispondere: “per la stessa ragion per cui tuo padre e tua madre, una determinata notte forarono quel maledetto profilattico!”. Vorrai mica spiegar loro che la Puglia ha due differenti macroregioni linguistico-dialettali, e che  io  sono nato sulla linea che le demarca, avendo questa cadenza che non e’ ne’ barese ne’ salentina assomigliante un po’ al sardo! Perdindirindina, vuoi spiegare al tabaccaio, o al dipende della ASL uno dei passaggi piu’ interessanti dell’esame di dialettologia delle facolta’ di lettere! Rischi che al posto delle sigarette ti prendono per uno psicopatico che vuole qualche sostanza stupefacente nella loro dolce bottega o nel loro immarcescibile ufficio. Allora non ti resta che ignorarli o prenderli per il culo (adducendo una quasivoglia cazzata che colleghi l’accento ad una fantomatica lunga permanenza in Sardegna, magari in una localita’ da ricconi o in qualche sperduto paesino della Barbagia) si sa il provincialismo ha molti modi per esprimersi, non solo quello del pettegolezzo terronico. Ma questo, per chi decide di andare a vivere a Torino (o al Nord in generale) e viene dal Sud e ha un lievissimo accento borbonico, deve farsene una ragione. Certo se poi ti capita di sbagliare un congiuntivo apriti cielo! E’ una esperienza che frustra il giovane e rispettoso trapiantato nella terra delle partite iva. Per fortuna a me non e’ mai capitato e se fosse capitato, avrebbero dovuto provarci appena a farmelo notare, li avrei sotterrati con i loro strafalcioni tipici!Ma torniamo al figlio del meridionale. Come dicevo se con il nordico, ci metti al piu’ un mese per fargli capire se sei uno che rientra o meno nei suoi canoni “meridionalici” da film vanziniano, con il trapiantato ci metti molto di piu’ e a volte non ti basta una vita. Con loro ti senti sempre chiuso in una definizione, sembra che vogliano rinchiuderti in un cassetto. Puoi amare i Metallica, cosi come tuo padre puo aver suonato la chitarra elettrica amando i Led Zeppelin, loro dubitano... credono che tu di nascosto ascolti Gigi D’Alessio e che in pubblico devi smarcarti mostrando gusti un pochino piu’ internazionali.  Puoi leggere la Recherche di Proust e amare Platone, loro credono che in fondo ti sei comprato quei libri, ma solo per farne mostra in casa, nel migliore dei casi e’ un segno di emancipazione ora che vivi nella civilta’, in realta’ appena torni al paese, il tuo argomento letterario torna ad essere la scappatella di qualche ragazza di paese, nel migliore di casi ti si concede il fatto che tu possa discorrere di Jose’ Mourinho e delle sue massime filosofiche sul terzino fluidificante che fa il centrattacco.... altro che il divino Marcel e la filosofia dell’anima! Si l’anima de li ..... tua!Il figlio del meridionale al nord, dubita sempre se tu sei un trapiantato, soprattutto se non rientri nei suoi canoni di terrone. C’e’ qualcosa che non quadra, gli scombussoli i suoi piani. Lui ha questa linea di demarcazione. Dopo qualche anno, cominci a capirli e a indulgere nei loro confronti, un po’ anche tu trapiantato cominci a costruire lo steccato, per cui per dimostrare che sei un civile, butti da un lato alcune cose, dall’altro lato alcune altre... e cominci a vivere stando sullo steccato e giustificando le tue azioni, una volta poiche’ le prendi dal lato destro, un’altra volta perche’ le prendi dal lato sinistro. In quel momento capisci che essere italiani, specie se non vivi nella terra delle tue origini e’ una cosa non proprio semplicissima, e in quel momento ti viene spontaneo il liberatorio "iatavinn a fancul", facilmente comprensibile anche dal fiero altoatesino e dal francofono valdostano. &lt;i&gt;"Ora che da terrone vivo all’estero, mi sento piu’ a casa che nel Nord Italia. Per cui cari terroncelli, se avete voglia di abbandonare la vostra regione, emigrate in un posto che ne valga la pena (aggiunto nella seconda versione)".&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-2533011625097228582?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/2533011625097228582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=2533011625097228582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2533011625097228582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2533011625097228582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2012/01/avevo-scritto-questo-post-durante-la.html' title='Lo steccato'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-y_gJ0VIHBCo/TxW72W6ABfI/AAAAAAAAAm0/J9fhPL42wcU/s72-c/tomsawyerbythefence.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-6440522026651379786</id><published>2012-01-16T20:53:00.002+01:00</published><updated>2012-01-17T00:28:19.841+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>A difesa del libro, contro l'e-book</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7FiSO0x8uEo/TxSMj0RiYwI/AAAAAAAAAmo/EH1TGa9m4Us/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="198" width="254" src="http://4.bp.blogspot.com/-7FiSO0x8uEo/TxSMj0RiYwI/AAAAAAAAAmo/EH1TGa9m4Us/s400/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il magico mondo di internet si apri' definitivamente nella mia vita in un uggioso pomeriggio autunnale del 2000; anche se ne conoscevo l`esistenza dal lontano 1995 quando dalla postazione internet (unica) del mio ITIS andavamo a cercare qualche sito di musica coi miei compagni di classe. Uno dei miei coinquilini, in quel pomeriggio, nei laboratori informatici della mia universita'  disse: "Perche' non apri anche tu una casella di posta elettronica?". Tra il lusco e il brusco, ma tra tanto scetticismo dissi si. Mi sembrava una cosa mentalmente contorta avere una casella di posta elettronica... mi dicevo: scomparira' tutta la mia bella corrispondenza in carta coi miei amici (allora) sparsi per la sola Italia, pero' dai ne guadagnero' in velocita` di contatto... ecco velocita', il concetto che fece scattare la molla. Dopo 12 anni mi accorgo di come la posta elettronica altro non sia che un mezzo per farti lavorare di piu' e come il tempo l`abbiano risparmiato coloro che ti danno lavoro e non tu. Ma allo stesso tempo e' diventato uno strumento di tortura anche per coloro che dovrebbe giovarnese, dato che invece che parlare di persona, nelle aziende di ogni specie e livello si preferisce mandare una email dai propri pari livelli ai propri sottoposti, alienandosi sempre di piu nei rapporti personali. Certo ci sono i lati positivi, specie per chi vive lontano dalla propria patria come me.L'email e' solo un esempio. A volte mi sobbalza in mente l'idea che tutta sta tecnologia dell'informazione sia una presa per il culo, altro che nobel per la pace a internet (a proposito ma a chi era venuta questa strampalata idea... qualcuno dira'..ma digita su google e lo scoprirai... quanto sei arretrato!!). Ed e` cosi' che piano piano la rete e le sue diavolerie hanno permeato le nostre vite, togliendoci i nostri vecchi feticci (cd, dischi, vinili, VHS, DVD, giornali, riviste, enciclopedie etc.) trasportando musica, film, notizie, pettegolezzi, cazzate, cose serie, tutto in un enorme calderone, che stando ai suoi astanti dovrebbe facilitare la via alla conoscenza delle masse... ok non discuto che sia vero, va bene, ma bisognerebbe anche elencare i difetti di un tale calderone.. pero' dai desisto un pochino anche qui, anche io uso la rete, ho un blog, ho un account twitter (a proposito ma a che cosa gioverebbe avere un account in cui puoi postare al massimo 140 caratteri? A scrivere boiate non troppo lunghe?), leggo i quotidiani on line, ho l`ipod, gli i-tunes ho debellato dalla mia vita praticamente tutti i supporti per musica e film, gia' quando vivevo in Italia non compravo quasi piu un quotidiano etc etc etc... va bene, questo alla rete lo concedo, arrivo al compromesso sin qui, pero' su una cosa non transigo, a costo di essere chiamato retrogrado, trombone, romantico, nostalgico, conservatore, persino troglodita: i "miei" libri. E si perche' quelli non me li dovete avvolgere nella profilassi dell`e-book (poi questa mania degli anglicismi ad ogni costo e` una vera vergogna), in questo scatolone di plastica e cristalli liquidi ove scarico con un click ogni cosa: dai romanzi di Bufalino, alle commedie di Pirandello, al saggio su Aristotele, alla Storia del periodo vattelapesca, all`autore emergente che 8 volte su 10 e' una cagata, al libro sul controllo dei reattori a flusso continuo. Perche' per me ogni libro e' un pezzo di vita che comincia nella libreria che ho visitato per comprarlo, lo stato d`animo che avevo nello scieglierlo li' e non in un altro posto, le sottolineature che ci aggiungo, le rimarcature, gli appunti che ci scrivo sopra, le matite o le penne che uso per sottolinearlo, le gioie e i dolori che a questo oggetto-feticcio ho trasmesso con gli stati d`animo che ho vissuto mentre lo leggevo o quelli che avevo a prescindere da essa, le gocce di sudore delle mie mani mentre ne giravo le pagine, gli starnuti che ci ho riversato sopra, gli odori dei treni, delle navi e degli aerei che lo hanno impregnato nelle mie avventure, i profumi delle mie fidanzate adolescienziali, e quello di mia moglie ora, i profumi del cibo che lo hanno intriso mentre leggendo qualcuno cucinava durante le mie mattinate letterarie. I libri non sono semplici supporti come lo possono essere altri oggetti dediti alla trasmissione del sapere, della cultura e della bellezza, sono dei ricettacoli di vita!!! Mi capita ogni tanto di tornare a casa dei miei e nel vedere qualche volume letto anni e anni fa, vedo trasalite alla mente momenti stupendi e grigi (ma egualmente importanti) della mia vita, gli anni, i mesi, i giorni impiegati per leggerli, il minuto adoperato nella loro scelta, le persone che mi erano accanto, reali e desunte dalla pagina letta, sensazione che ritorna in me, solo sfogliando con tutta la volgarita` sensoriale del grossolano tatto, o del piu` fine olfatto, o della piu` sublime vista, solo sbirciandone a volte il dorso.Ebbene patiti della tecnologia, spero che l`ultima vostra  dea pagana da venerare vada a finire nella geenna del dimenticatoio, lasciatemi i miei libri, quelli letti e soprattutto quelli (spero decina di migliaia) ancora da leggere!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-6440522026651379786?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/6440522026651379786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=6440522026651379786' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6440522026651379786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6440522026651379786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2012/01/difesa-del-libro-contro-le-book.html' title='A difesa del libro, contro l&apos;e-book'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7FiSO0x8uEo/TxSMj0RiYwI/AAAAAAAAAmo/EH1TGa9m4Us/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-2705440156263979892</id><published>2011-12-14T19:47:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T18:09:23.197+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><title type='text'>Natale in Canada</title><content type='html'>&lt;i&gt;Chiedo venia per il titolo vanziniano!&lt;/i&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yf60zOcT0fA/TujvEs_kvDI/AAAAAAAAAmQ/GYIa9S0nXQ4/s1600/untitled.bmp" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="155" width="207" src="http://1.bp.blogspot.com/-yf60zOcT0fA/TujvEs_kvDI/AAAAAAAAAmQ/GYIa9S0nXQ4/s400/untitled.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Quest’anno ci apprestiamo a passare il Natale per la prima volta in Canada, per me sara’ anche la prima volta lontana dall’Italia e dalla mia famiglia di origine. Lo scorso anno, lasciammo la terra degli aceri nei primi di dicembre, gia’ un metro di neve aveva riempito le campagne, le strade, i giardini delle casette in stile vittoriano e il tutto ci parve fuori da ogni concezione umana. Partimmo con un sapore dolceamaro, quasi felici per lo scampato pericolo di restare nella nostra casetta isolati dal resto del mondo per via di cotanto biancore dal cielo (sto esagerando scusate!... pero’ e’ bello vedere le facce dei tuoi interlocutori quando dici loro che hai visto una nevicata da un metro in meno di 48 ore), un po dispiaciuti perche’ ci sarebbe piaciuto vedere come i canadesi si preparavano a vivere questa festa, contenti perche’ si tornava a casa dopo tanti mesi lontani. Quest’anno siamo qui e notiamo come la gente si diverta ad allestire il proprio alberello di Natale e in molti casi anche il  presepe nel giardino di casa, giardini che quest’anno per miracolo non presentano ancora il consueto manto bianco. E’ bello vedere come i bimbi, i veri “proprietari” di questo paese, si divertano ad addobbare di luci e oggetti vari i loro giardini, che di sera sembrano illuminati a giorno. Lo so, in Canada si fa uno spreco allucinante di energia elettrica, a noi europei cio’ puo’ suonare politically incorrect, pero’ qui funziona al momento cosi’. L’effetto e’ comunque molto piacevole, molto bucolico, a tratti sembra di tornare un po’ tutti bimbi, e ti vien voglia di fotografare tutte queste minicartoline natalizie e di conservarle nei tuoi ricordi.Se viaggi nei paesini dell’Ontario in questi giorni, con le campagne spoglie dai loro raccolti di grano, fieno, granoturco, ma non ancora di neve, sembra di attraversare un paesaggio autunnale da poesia di Leopardi, con colori naturali che virano dal verde al marrone, con le farm che espongono fuori i loro trattori, le loro trebbie e ogni tipo di macchinario agricolo, quasi a fare bella mostra e sfida verso il “cattivo tempo” che non arriva, quasi a marcare il territorio da parte dell’uomo nei confronti della natura che al momento sembra essersi presa una tregua. Entrando nei paesini di questo lembo di terra avvolto dagli Stati Uniti, noti come ci siano tante botteghine condotte a livello familiare che vendano prodotti artigianali, ma anche cibo, a volte anche tutto insieme, e ti accorgi che se e’ vero che il Nord America ha imposto al mondo i modelli commerciali su grande scale, e’ anche vero che riesce a preservare, specie nelle sue campagne, una dimensione di vita ancora fatta di piccole cose che mi ricorda molto i paesini del Sud Italia di quando ero piccolo.Proprio ieri, entro in una bottega (ricavata nel pian terreno di una casa in stile vittoriano) in cui ad una signora che serve al banco si affianca sua figlia che nel retrobottega preparava splendide torte profumate. Di lato hanno una stanzetta in cui tra luci e pupazzi in Christmas style trovi tavolini per consumare quello che loro preparano per il pranzo, nel mentre si affacciano al loro bancone camionisti in cerca di un boccone caldo da mandar giu’ prima di avventurarsi alla frontiera e stare al freddo dei loro abitacoli, in attesa dei controlli della dogana,  signore di una certa eta’ che vanno a compare il pane o il latte.Il Canada mostra tutta la sua carineria in queste piccole cose. E’ un paese che non riesce ad assurgere alla bellezza dell’architettura e dell’arte europea (che molte volte si tramuta in snobismo e campanilismo ottuso da parte dei suoi abitanti), anche nei modi di pensare l’urbanistica e la vita sociale delle citta’ (fatta eccezione Montreal e forse nemmeno a Toronto)difficilmente si va alla ricerca del concetto di eleganza e bellezza, per cui tutto sembra cosi’ sospeso tra natura e civilta’, bellezza e bruttezza, una sospensione delle menti e delle anime che trova nel concetto di "carino" il minimo comune denominatore per fare in modo che tutti si sentano a casa e accolti. Ma tornando a quella bottega, entro nella stanzetta, mi siedo ad un tavolino di fronte alla luminosa finestra addobbata a festa, e godendomi quella poca luce di questi giorni di autunno, mentre mangio il mio panino, una signora entra nella stessa stanza, sorridendomi mi saluta, guarda i grembiulini per bimbi che sono esposti a qualche metro dal mio tavolo, molto probabilmente cuciti da qualche altro familiare della signora del banco, saluta garbatamente augurandomi buon appetito e va via... pochi minuti dopo tra un boccone e un altro, arriva la figlia della proprietaria del negozio, mi chiede se desidero dell’altro caffe’, e che se voglio posto restarmene tranquillamente al tavolo senza problemi sorseggaindo senza alcuna fretta il caffe' che mi resta. La ringrazio per la sua gentilezza, le dico che purtroppo devo tornare a lavoro e prima di andar via getto un ultimo sguardo dalle finestre la cui luce filtrata dagli addobi natalizi sembra ancora piu’ forte. Abbandono la stanza, mi dirigo all’uscita, e vedo questa strana fila di camionisti e vecchiette in ordine, senza che nessuno urli, senza che nessuno maledica qualcunaltro o maledicendo questo o quel governo, educatamente mi accompagnano all’uscita con quello sguardo tra il bonario e il gentile.  Mi metto in macchina, e con una musichetta di sottofondo molto country, attraverso questo piccolo paesino e le campagne. Tra un trattore e una sagoma della Madonna tra campagne e giardini, campanili e fienili, mi sembra di essere tornato indietro di 30 anni. Penso: Non sara’ come stare a casa in Puglia, o come passeggiare tra i monumenti del Guarini, ma di certo a Sabaudia City non ho mai assistito a tanta cordialita’ e rilassatezza in pochi metri quadri. Anche in questo il Canada mi ha insegnato qualcosa: essere snob e scorbutici non serve ad un cazzo. Take it easy!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-2705440156263979892?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/2705440156263979892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=2705440156263979892' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2705440156263979892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2705440156263979892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/12/natale-in-canada.html' title='Natale in Canada'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-yf60zOcT0fA/TujvEs_kvDI/AAAAAAAAAmQ/GYIa9S0nXQ4/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8474817601758839047</id><published>2011-12-05T01:21:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T01:09:56.332+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema europeo'/><title type='text'>Un poliziotto da happy hour (?)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-8AMCaVIyTLY/TtwOl6hWpMI/AAAAAAAAAmE/qXol2CaVaj4/s1600/poliziotto.htm" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="266" width="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-8AMCaVIyTLY/TtwOl6hWpMI/AAAAAAAAAmE/qXol2CaVaj4/s400/poliziotto.htm" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ammetto che la passione per il cinema, ricollegandomi al post precedente, e’ nato a Torino, un po’ perche’ avevo poco tempo per leggere negli anni dell’universita’, un po’ perche’ Sabaudia City e’ una citta’ cinematografica, un po’ perche’ per gli squattrinati studenti universitari e’(era) un divertimento abbastanza economico. Prima pero’ di immergermi nella cinefilia piu’ snob ed estrema, i miei gusti cinematografici erano abbstanza naif o per tirarla all’osso quasi dualistici... il cinema per me sino ai 18 anni era un pendolo che oscillava tra Sergio Leone e i film di OO7.&lt;br /&gt;I film della spia piu’ famosa del mondo mi piacevano, perche’ per quanto esotici, per quanto turistici e folcloristici (per via delle location sempre fighissime in cui venivano girati, nonche’ per l’alta concentrazioni di belle donne che facevano da spalla a big Sean) parlavano quasi sempre di come il male e il bene cercano di spartirsi le sorti del mondo. In tutti quei film era ben evidente da che parte stava l’uno, da che parte stava l’altro. Non ti ponevi grossi interrogativi esistenziali, smangicchiavi una bella focaccia o dei pop corn mentre ti “degustavi” anche il film, andavi a letto contento e con la pancia piena.&lt;br /&gt;Quelli di Leone, no! Erano all’opposto. I personaggi erano tutti, su diverse gradazioni cattivi, il bene era un concetto vago quanto quasi intangibile (tanto che forse in uno dei suoi titoli, dovette forzatamente –a mio avviso- introdurre la dizione buono nei confronti di uno dei suoi personaggi, che era meschino quanto meno quanto gli altri), si parlava poco, si parlava quasi per aforismi surreali (soprattutto nella trilogia del dollaro) si sfiorava in alcuni casi un ridicolo involontario (senza peraltro essere mai ridicoli) che tanto faceva da faccia di bronzo per tutti quelle figure al limite tra la commedia dell’arte e il teatro dell’assurdo. Inutile dire che nonostante si parlasse poco, in quei film stavo zitto, e mi dava fastidio oltre al ronzio della mosca, anche il semplice masticare di un chewgum del mio prossimo.&lt;br /&gt;Eravamo come vediamo quasi agli antipodi: il ciarliero ed elegante 007 da una parte, l’uomo con e senza sigaro dall’altra. Immaginavo da piccolo: da grande mi piacerebbe essere un po’ l’uno e un po’ l’altro anche se era come mettere insieme il diavolo e l’acqua santa... poi mi sono arreso all’essere un quasi muto alla Eastwood, e per non tormentare il prossimo con la mia logorrea ho aperto un blog! Il mio lato Sean credo abbia vinto, dato che come lui vagabondo abbastanza per il mondo. &lt;br /&gt;Ora che sono grande le cose sono leggermente cambiate anche su altri versanti, il cinema oscilla tra tanti punti con tanti pendoli e a Sergio Leone ho anche abbinato quasi per inconscio  un altro “maledetto” del cinema:  Sam Peckimpah, e ammetto che quando ci sono i film di questi due registi in TV, caspita, puo’ crollare anche il tetto, mi fisso li e ripeto a memoria le batture scarne di quei movies.&lt;br /&gt;L’altro giorno, mi imbatto in un film con un titolo italiano improbabile (Un poliziotto da happy hour), mi chiedo se deve essere la solita stronzata hollywoodiana, decido di vederlo, e invece cosa mi ritrovo: un grandissimo spaghetti western in salsa irlandese e contorno poliziesco. E cosi, andando avanti mi scopro i cattivi che citano Nietzsche e Schopenauer, hanno ripensamenti sulle loro vite malvagie interrogandosi maieuticamente sui significati dei loro transiti terreni, ma si guardano bene dal cambiar loro una virgola e per completare mi ritrovo un poliziotto che non si capisce se essere tonto o intelligente, ma sicuramente e’coraggioso e politicamente scorretto. Insomma per i tanti miei coetanei, abituati a vedersi “Per un pugno di dollari” almeno una volta l’anno nella fanciullezza (qualcuno a questa frase azzardera’ a dire qualsiasi cattiveria nei nostri confronti), consiglio caldamente la visione. Il finale e’ degno pero’ del miglior Peckimpah, non posso dirvi altro, perche’ titolo a parte (quando si tratta di tradurre letteralmente, ovviamente le produzioni non lo fanno) il film vi riportera’ indietro di 25 anni, con tanta soddisfazione, nonostante non si sia diventati ne gli uomini senza nome di Leone, ne le spie di sua maesta’di Fleming!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8474817601758839047?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8474817601758839047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8474817601758839047' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8474817601758839047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8474817601758839047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/12/un-poliziotto-da-happy-hour.html' title='Un poliziotto da happy hour (?)'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-8AMCaVIyTLY/TtwOl6hWpMI/AAAAAAAAAmE/qXol2CaVaj4/s72-c/poliziotto.htm' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-4634018123447438716</id><published>2011-11-24T21:42:00.002+01:00</published><updated>2011-12-15T01:09:25.632+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema americano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><title type='text'>TFF, Julio Bressane e "O cinema marginal brasileiro"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-RZRT8pp2Q8M/Ts6sWC1epaI/AAAAAAAAAl4/7fu5bBNmc6s/s1600/julio_bressane_-_the_rat_herb_%25282%2529_low%255B1%255D.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="238" width="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-RZRT8pp2Q8M/Ts6sWC1epaI/AAAAAAAAAl4/7fu5bBNmc6s/s400/julio_bressane_-_the_rat_herb_%25282%2529_low%255B1%255D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tra i ricordi piu’ belli che mi legano a Sabaudia City, uno tra i piu’ forti e’ quello con il suo film festival. Non che ne abbia seguiti molti, pero’ di sicuro quei pochi che ho abuto la ventura di seguire mi hanno lasciato molto soddisfatto. Sono riuscito a vedere qualche film fino al 2003, poi causa i troppi impegni di lavoro, non sono piu’ riuscito a partecipare.&lt;br /&gt;Nell’autunno del 2002, periodo nella quale ero alla ricerca di lavoro, riuscii ad avere un passi aggratis come giornalista per una rivista universitaria (dato che per loro dovevo scrivere un articolo sull’edizione del 2002), e mi persi in quella marea di film legati al mondo del cinema marginale (come lo chiamano i brasiliani), nell’italiano di oggi struprato dagli anglicismi: cinema underground. &lt;br /&gt;Gia’ l’anno prima, vidi uno dei piu’ bei film mai visti di sempre ovviamente sconosciuto ai piu’, proveniente dall’Africa e di cui non ricordo assolutamente il nome, l’anno seguente mi imbattei in una retrospettiva su uno dei cineasti piu’ importanti do cinema marginal brasileiro, e parlo di Julio Bressane; e di lui mi fermero’ a parlare un po’. &lt;br /&gt;A chi snocciola film su film di hollywoodiana fattura, consiglio vivamente di non andare a cercare nulla di questo artistoide stralunato, e per alcuni versi geniale proveniente da Rio. Per chi invece vuole vivere il cinema come un’esperienza a cui attingere immagini che provengono dal mondo onirico, e perche’ no a volte dall’inconscio piu’ profondo e remoto, bene che si faccia avanti. Se per parametro, i film di Abel Ferrara per esempio, vi disgustano, allora bene astenetevi alla grande!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bressane che si formo’ nel Cinema Novo brasiliano, corrente artistica non solo cinematografica a mio modesto avviso, che si rifa’ al Neorealismo italiano e alla Nouvelle Vague francese, si ritaglia nella sua sterminata e prolissa produzione autentiche chicche. I film del nostro sono assolutamente lenti, di quella lentezza che metterebbe a dura prova anche la pazienza di una lumaca, ma pieni di immagini dai colori forti e caldi, in cui dominano quasi sempre tra tutti il rosso e il giallo dei costumi, ma anche la luminosita’ crespuscolare e pomeridiana di Rio, perche' come fa dire ad uno dei suoi protagonisti in un film, il Brasile e' soprattutto il pomeriggio della siesta (inteso come il periodo piu' intenso di avvenimenti anche se onirici). Tra tutte le sue muse ispiratrici (attrici o personaggi storici)credo che Rio sia la sua musa ispiratrice piu' importante.  Ma non finisce qui, perche’ come molto spesso accade ai registi (non solo marginali) latinoamericani (a livello di potenza delle immagini, siamo ai livelli dello Jodorowsky regista, certo con molta meno magia sulle spalle), i suoi film si popolano di immagini potentissime per carica cromatica, ma anche solo empatica e sensuale, che ti ammaliano e ti trasportano, in un flusso di ambientazioni e personaggi quasi incontrollabile (come nel suo splendido Sao Jeronimo, storia della vita di San Girolamo, ambientato nel Nord Ovest del Brasile), o come nel caso di Mandarim e Tabu’ film che vertono sull’amore spassionato che l’autore ha per la musica e che riversa nei vari personaggi che li interpretano  ( in tabu' l'attore principale e' un ancora giovane Caetano Veloso).&lt;br /&gt;Ma oltre ai personaggi che sono usciti fuori dalla fantasia e dall’inconscio, i film hanno il merito di trattare le varie sfaccettature di molti uomini e di molte donne che hanno contribuito alla formazione della cultura brasiliana (padre Antonio Vieira, Oswald De Andrade, Mario Reis e tanti altri che non conosco) che il regista fantastica di far incontrare e confrontare con assoluta liberta' storica. Tra i suoi film piu’ poetici e controversi, ricordo Film d’amor, presentato l’anno successico al TFF (2003), una storia ambientate tra 4 mura in un appartamento di questa splendida e decadente metropoli meridionale (una Rio che riassume in se l’universo del Sud) tra 3 personaggi che decidono di trascorrere un week end insieme discorrendo di tutto e vedendo scorrere tra loro litri di alchool. Tra i film che mi sento di consigliare nella sua produzione, vi e’ anche uno strampalato ma bellissimo “Dias de Nietzche em Turim”, in cui il filosofo tedesco viene accompagnato nella capitale sabauda da un misto di musiche classiche e Bossa Nova, discettando con se medesimo dei libri che li avrebbe partorito, alla luce delle bellezza austere e severe di Torino.&lt;br /&gt;Regista che puo’ creare repulsione, in molte sue immagini e in molte sue scelte (fu espulso dal Cinema Novo, perche’ troppo anticonformista, anche all’interno di un gruppo di cineasti che di certo non aveva accettato i canoni del cinema commerciale), credo sia un’ottima testimonianza per capire cosa e’ un paese complesso e multiforme come il Brasile e perche' no anche l'America Latina ancora non totalmente nordoccidentalizzata nei gusti e nei costumi. &lt;br /&gt;Credo che tra Bressane e il TFF di una volta ci fosse qualcosa in comune, la volonta’ di rispondere a quelle spinte energetiche viscerali e sotterranee che da sempre agiscono nelle vene pulsanti di alcuni persone, alcune localita’, alcune citta’. Il Festival che oggi si apre a Torino, con lo spirito di questo cineasta e di quelle edizioni, mi sento di dire anche se lontano, ha molto meno a che fare. Peccato!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-4634018123447438716?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/4634018123447438716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=4634018123447438716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/4634018123447438716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/4634018123447438716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/11/tff-julio-bressane-e-o-cinema-marginal.html' title='TFF, Julio Bressane e &quot;O cinema marginal brasileiro&quot;'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-RZRT8pp2Q8M/Ts6sWC1epaI/AAAAAAAAAl4/7fu5bBNmc6s/s72-c/julio_bressane_-_the_rat_herb_%25282%2529_low%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8831317237026316017</id><published>2011-11-08T17:19:00.000+01:00</published><updated>2011-11-08T17:19:10.234+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='personaggi'/><title type='text'>Michel Platini era un dritto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-SkKPac2rM18/TrlWdUyJQ6I/AAAAAAAAAlU/oBxTP8f6WDc/s1600/michel.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="132" width="176" src="http://2.bp.blogspot.com/-SkKPac2rM18/TrlWdUyJQ6I/AAAAAAAAAlU/oBxTP8f6WDc/s400/michel.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Scusate la mia juventinita’, ma oggi non so perche’ vorrei parlare del Michel Platini calciatore.&lt;br /&gt;Come tanti personaggi della storia del calcio che ho descritto nel mio blog sino ad oggi, le roi Michel, come orgogliosamente lo chiamavamo noi juventini nella sua parabola calcistica cisalpina, era antipatico. Era antipatico come Cruijff per esempio ma per motivi diversi. &lt;br /&gt;Michel era antipatico un po’ per default in quanto  aveva quell’aria snob, tipicamente antipatica per noi italiani, fieramente francese. Michel era abbastanza tagliente, sia quando fendeva l’arco delle porte con le punizioni a foglia morta, sia perche’ quando rispondeva ai giornalisti prendeva abbastanza per i fondelli ma con nonchalance. Era antipatico perche’ non mancava occasione per dire quando fosse forte giocando al pallone, era antipatico poiche’ pur tenendo al suo fisico asciutto (magrissimo rispetto ad oggi, non solo al suo, ma anche rispetto ai suoi colleghi piu’ giovani di oggi giorno) amava fumare, e faceva notare che lui le sigarette poteva fumarsele, era Bonini (il mediano) che non doveva fumare. &lt;br /&gt;A Michel, ma soprattutto alla sua antipatia, la dirigenza juventina fece parecchia indulgenza, ad altri giocatori, con molta meno boria e prosopopea fu perdonato molto meno. Certo Sivori era una testa calda, e lo si sopporto’ per anni, come fosse un vizio, Michel lo si sopporto’ fino a che lui decise che la sua carriera doveva terminare. Perche’ forse e’ stato il giocatore piu’ forte che nella storia juventina abbia indossato quella maglia e vincendo tantissimo.&lt;br /&gt;Certo di Michel molti di noi juventini ricordano momenti di calcio superlativo, una sua esultanza un pochino fuoriluogo a Brussel resta forse l’unico neo della sua carriera. Ma era un grande ed era antipatico, ma essendo un vincente, l’antipatia molte volte veniva usata come arma per sentirsi ancora piu’ intoccabili e scostare le tante polemiche italiche.&lt;br /&gt;Collegando Michel a mio nonno, che di calcio non se ne impippava per nulla, ricordo una cosa che lui mi diceva sporadicamente da piccolo: la differenza fra un fesso e un dritto (dal pugliese furbo) e’ che il dritto sa quando deve togliersi di mezzo, e cioe’ nel suo momento di maggior prestigio. &lt;br /&gt;Tornando a Michel, lui sapeva bene una cosa: che con la Francia un mondiale non l’avrebbe mai vinto. Negli anni ’80 il mondiale che doveva vincere il Brasile nell’82, lo vinse l’Italia con 4 anni di ritardo; per quello dell’86, non c’era storia, era gia’ scritto a caratteri cubitali che l’avrebbe vinto Maradona (con altri 10 buoni giocatori argentini). Platini glielo fece capire a Tigana, mentre batteva il rigore contro il Brasile che buttava fuori i verdeoro: non possiamo battere in fila Brasile, Germania Ovest e Argentina da soli io e te.&lt;br /&gt;La Juventus in cui giocava nel 1985, era forte, ma non era delle piu’ forti degli anni ‘80. Lui aveva allora 30 anni, eta’ per cui un calciatore si avvia sul viale del tramonto per qualche annetto ancora. L’anno prima con la Francia aveva stravinto l’europeo, intuiva che la coppa del mondo per nazionali  nell’estate (a fine stagione 85-86) non l’avrebbe mai vinta,incomincio’ a chiedersi se non fosse il momento per chiudere una carriera allucinante. Con un ultimo scudetto alla Juventus, e con la Coppa Intercontinentale per club, non potendo piu’ vincere quella per nazioni cincischio’ un annetto ancora, poi decise di attaccare la scarpe al chiodo.&lt;br /&gt;Il ritiro avvenne a soli 32 anni (quando colleghi del suo stesso blasone sono andati molte volte oltre i 35, ma ricavandone ben poco), per motivazioni fisiche secondo la versione ufficiale... la verita’ secondo me e’ un’altra: che i dritti come diceva mio nonno e gli antipatici sanno quando e’ il momento di ritirarsi. Di lui, noi juventini serbiamo come ricordo piu’ vivo, i suoi 2 secondi sdraiato per terra, con la testa su un braccio, dopo che un arbitro tonto, aveva annullato uno dei gol piu’ belli della storia del calcio nella finale intercontinentale di Tokio, per motivi oscuri alla razionalita’ umana, nella sua intelligente antipatia prese per i fondelli in maniera elegante uno che stava al calcio, come Picasso alla fisica nucleare. Michel era antipatico... e gli antipatici a me piacciono a prescindere dalle maglie che indossano! Tutti gli altri lo ricordano come un vincente. Mio nonno aveva ragione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8831317237026316017?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8831317237026316017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8831317237026316017' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8831317237026316017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8831317237026316017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/11/michel-platini-era-un-dritto.html' title='Michel Platini era un dritto'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-SkKPac2rM18/TrlWdUyJQ6I/AAAAAAAAAlU/oBxTP8f6WDc/s72-c/michel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8605334778642533820</id><published>2011-11-07T18:39:00.006+01:00</published><updated>2011-11-07T18:43:01.074+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='napoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='essere e divenire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meridionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>Speranza e carita' in Eduardo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8ouybJh1xwI/TrgYnKkwgnI/AAAAAAAAAlI/M5Z0lcmKQnQ/s1600/289px-Napoli-milionaria.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="300" width="289" src="http://3.bp.blogspot.com/-8ouybJh1xwI/TrgYnKkwgnI/AAAAAAAAAlI/M5Z0lcmKQnQ/s400/289px-Napoli-milionaria.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni in cui si parla sempre e soltanto di soldi, mi sono imbattuto nella visione di una delle piu’ grandi opere teatrali italiane (lo dico con pomposa maesta’, poiche’ ad Eduardo non basta dedicargli una strada per il contributo che ha dato alla cultura del nostro paese) che parla effettivamente tanto di soldi. Ho rivisto con felicita’ ed angoscia, gioia e tristezza (proprio come era il carattere dell’autore) quella mirabolante e affascinante commedia drammatica che e’ "Napoli milionaria", e debbo ammettere che ci sono rimasto di stucco. Il motivo principale e’ dovuto al fatto che davanti a certi capolavori, restare impassibili e’ quasi impossibile, poi mi sono chiesto, poiche’ mi ha scombussolato tanto? Credo che in Eduardo, come e piu’ che in Pasolini per esempio (qualche giorno fa ricorreva l’anniversario della morte di quest’ultimo) ci fosse una visionarieta’ lucida e folle allo stesso tempo (hanno descritto con 40 anni di anticipo quello che sarebbe accaduto all’Italia), e credo che Don Gennaro Jovine che di quella commedia ne era il protagonista, ben possa esprimere tale commistione. Jovine-Eduardo sono perfettamente inscindibili, poiche’ in loro c’e’ quel richiamo mistico alla scoperta dei valori che l’umanita’ intorno a loro va perderndo, e ambedue hanno quella pietas divina e quella speranza fottutamente italiana, che proprio nei momenti peggiori, porterebbe ad una possibilita’ di rendenzione. Quel Jovine-Eduardo che tornando dalla guerra ha gli occhi apparentemente persi nel nulla, in realta’ perfettamente focalizzati sulla barbarie, sulla miseria, sulla crudelta’e da uomo buono (ma non fesso, come oggi si cerca di rendere sinonimo) crede che siccome si e’ toccato il fondo, non si potra’ piu’ tornare indietro. Jovine ha fiducia, o meglio ha fede, ha fede in se stesso, ha fiducia negli altri, forse viene lambito anche da un soffio di fede divina, soprannaturale. Ma al primo confronto coi suoi prossimi si accorge come quella fede e quella fiducia siano state in realta’ violentate, distrutte ed annientate... ma lui e’ ancora li’, soffre in silenzio, ascolta, parla il meno possibile, poiche’ capisce che davanti al mare di merda che gli sopraggiunge, parlare a vanvera non fa che peggiorare la situazione. E tu ti domandi, a quel punto -soprattutto quando si augura che il figlio venga arrestato (poiche’ possa redimersi)- che qualcosa in lui o non quadra (pazzia) o che forse e’ oramai sintonizzato su frequenze lontane da quelle dalle umane meschinita’. Sembra stia per perdere tutto, alla fine, con un sospiro appena, grazie alla sua angelica fermezza, alla sua quiete interiore, alla sua visione salvifica del futuro sembra possa redimere la sua famiglia che nel giro dei soldi si e’ persa.  E’ una fede intrisa di speranza ma imbevuta di dolore, quindi non tanto vana. ha da’ passa’ a nuttata, e’ un inno di speranza e fede... un inno tipicamente italiano, che si fonda nella previsione dell’aiuto fraterno, della comprensione reciproca... prima o poi, ma mi spieghero’ ancora meglio. Chi ha avuto la ventura di leggersi le Operette Morali di Leopardi, ricorda benissimo come il tanto decantato pessimismo cosmico del poeta marchigiano, venisse attutito dalla speranza, e dalla fede nella capacita’ degli esseri umani di aiutarsi tra loro per resistere alla natura avversa, e alle banalita’ dilaganti che spacciano la felicita’ come fosse una ricetta per la cucina (il positivismo tonto, come lo intendeva Leopardi). In questo ci ho visto qualcosa di molto italiano nel bene e nel male, soprattutto poiche’ ricordo come alle superiori, venisse fatto un parallelo inevitabile tra il recanatese e Schopenauer, paragone che a tanti anni di distanza e con tutto il rispetto per De santis non c’azzecca un cazzo, non e’ che siccome due persone indossano un vestito simile sono per questo comparabili. La speranza per noi e’ sempre l’ultima a morire... nel bene e nel male. Fa parte del nostro DNA! A volte credo che come popolo forse la speranza ci limiti molto, a volte credo sia l’unica cosa che ci resta. Certo la speranza di Eduardo-Jovine e’ qualcosa di nobile, ponderato, misurato, rinnovatore.. ma sempre speranza e’. A volte sono d’accordo con Monicelli che la speranza e’ una grande stronzata, una presa per il culo..a volte no.... Resto dubbioso.... Eduardo e’ anche questo: certezza del dubbio, incertezza persino nel sentirsi pieno di speranza e di fiducia nella fratellanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8605334778642533820?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8605334778642533820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8605334778642533820' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8605334778642533820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8605334778642533820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/11/speranza-e-carita-in-eduardo.html' title='Speranza e carita&apos; in Eduardo'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8ouybJh1xwI/TrgYnKkwgnI/AAAAAAAAAlI/M5Z0lcmKQnQ/s72-c/289px-Napoli-milionaria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8963530902670786520</id><published>2011-10-13T16:32:00.006+02:00</published><updated>2011-10-19T18:40:09.228+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Canada: aggiornamenti sulla scena politica</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-NxMyk7CiNvU/Tpb2rCxRyiI/AAAAAAAAAkY/UQ9Y6lUezF8/s1600/montreal.bmp" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="179" width="282" src="http://2.bp.blogspot.com/-NxMyk7CiNvU/Tpb2rCxRyiI/AAAAAAAAAkY/UQ9Y6lUezF8/s400/montreal.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Una delle cose che colpisce del Canada per chi come me proviene dall’area mediterranea e italica in generale, e’ che tutto si puo’ affrontare con calma, senza isterismi, e con una buona dose di pragmaticita’, essendo sempre il piu’ razionali possibili. E’ anche vero che qualora la situazione esca dai binari classici della consuetudine, invece che ingegnarsi e trovare nuove soluzioni, si finisce per reiterare in maniera pedante ed anche un po’ tonta i modelli conosciuti, finendo come spesso succede in circostanze come queste, quando poco si affila l’ingegno, nello scadere nell’irrazionalita’ piu’ oscura.&lt;br /&gt;Bene, questa premessa e’ doverosa, cosi’ come e’ necessario esprimere bene lati soleggiati e lati d’ombra dell’indole canadese, per spiegare meglio come in tale predisposizione alla vita, si possa esplicare la politica canadese.&lt;br /&gt;Ebbene da circa 16 mesi, mi trovo nelle terra degli aceri, e come se niente fosse ho assistito a due campagne elettorali, una per eleggere il governo federale nella passata primavera, e una settimana fa il governo provinciale dell’Ontario. In Italia una cosa del genere potrebbe essere assimilata alle elezioni politiche e a quelle regionali nel giro di meno di 8 mesi. &lt;br /&gt;Partiamo dalle elezioni federali. &lt;br /&gt;Il Canada come molti sanno e’ una confederazione di province (10 per l’esattezza e di 3 territori per lo piu’ al nord e scarsamente abitati) che e’ tale sin dalla sua nascita come nazione. I compiti del governo federale sono abbastanza equamente suddisivisi con le provincie (parlo di economia, relazioni con l’estero, giustizia, immigrazione etc. etc.) spesso tra governo centrale e governo locale si deve arrivare a dei compromessi o visioni comuni per poter affrontare determinate questioni quali l’immigrazione per esempio o il walfare: i due livelli di governo devono collaborare e non andare ognuno per la propria strada. In questo credo che il Canada abbia -a prescindere dai nomi dei propri amministratori- una buona qualita’ nella visione del fare politica: non ammazzarsi tra amministratori, cercare di trovare un optimum per l’interesse generale e particolare, anche se cio’ non e’ poi cosi’ semplice da realizzare.&lt;br /&gt;La cosa che piu’ pero’ mi ha colpito non e’ neanche questa. In febbraio (se non vado errato) il premier federale Stephen Arper, appartenente al partito conservatore, decide per evidente stallo parlamentare della sua maggioranza (che era relativa e non assoluta, quindi meno del 50%+1 seggi) di andare alle elezioni poiche’ stanco di dover sempre mediare in un parlamento una maggioranza sempre in divenire. Tutti gli altri partiti tra cui lo storico partito liberale -per tradizione vicino alla tradizione laburista inglese e a quello democratico americano della East Coast-,  il partito socialisteggiante (fortino di voti in aree altamente industrializzate come l’Ontario, raccoglitore dei consensi di moltissimi metalmeccanici) dei Neo democrats e il blocco quebecoise (che da lunghissimo tempo avvalora le tesi secessioniste della regione francofona) insieme all’altro storico partito canadese appartenente alla destra conservatrice (molto vicino per orientamento ai tories inglesi, molto meno ai repubblicani americani specie nelle loro ultime versioni tea party) di Harper, si danno l’appuntamento elettorale, si sfidano in televisioni e nelle innevate praterie canadesi, con garbo e rilassatezza, affrontandosi in dibattiti televisivi a viso aperto, con tanto di domande serrate di giornalisti, interloquendo in maniera compassata ma estremamente precisa sui contenuti dei loro programmi, discettando delle soluzioni degli altri, mostrando che fare politica vuol dire avere visioni ben precise di dove si vuole andare come comunita’. In una campagna elettorale di questo tipo, fa breccia tra i giovani, soprattutto della regione francofona (quella maggiormente colpita dalla crisi economica mondiale) il leader del partito neodemocratico Jack Layton, che in un periodo in cui soprattutto le fasce piu’ deboli della popolazione hanno bisogno di sostegno e certezze, le sue visioni e i suoi progetti che assicurano piu’ tutele sociali a chi meno tutele monetarie possiede. La valanga Layton travolge a “sinistra” il partito liberale, cancella lo storico movimento indipendentista quebecoise (che dagli anni ’90, dopo la sconfitta al referendum per la secessione sembra impantanato oramai in vecchi sogni totalmente fuori dal contesto attuale mondiale) e diventa il primo partito di opposizione. A pochi mesi dalla sua esplosione elettorale, Layton muore per un cancro il suo partito ora cerca al suo interno altri carismatici front man che sappiano catalizzare l’energia del momento). Intanto il leader conservatore Harper, che con polso duro, aveva tenuto le redini dell’economia canadese (molto influenzabile dalla crisi internazionali, per via delle ricchezze petrolifere i cui valori sono fortementi oscillanti a seconda di come l’Europa e gli USA si muovono), stravince nelle provincie centrali, soprattutto nell’ Alberta, perla petrolifera del Nord America, e incassando la maggioranza assoluta, promette di ridurre il deficit federale nella legislatura a venire, per dimostrare al mondo che il Canada e’ un paese in cui investire e’ una cosa saggia, sperando cosi’ di attirare investitori stranieri e uscire con slancio dalla crisi (qui comunque si cresce economicamente a ritmi del 2% annui dal post 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una settimana fa si e’ chiusa l’elezione provinciale dell’Ontario. Il premier liberale uscente ha conquistato per la terza volta la carica di primo ministro, e’ oltre a dare un segno di vitalita’ del suo partito che alle elezioni federali aveva subito un brusco ridimensionamento, conquista la provincia economicamente piu’ variegata e potente  del Canada, tra le prime del Nord America. Ho notato come ancora una volta i canadesi hanno preferito insistere sui governi uscenti, anche se di segno opposto (la riconferma delle formazioni governanti uscenti si e’ verificata anche nell’agricolo Manitobae nell'Alberta anche se con cambio di leadership), poiche’ hanno voluto premiare la capacita’ dei loro amministratori di tenere il volante fermo durante il turbine che si abbatte sul capitalismo occidentale e che ha influenzato anche il Canada. Se e’ vero che l’Ontario ha visto la chiusura di parecchi gioielli dell’industria mondiale negli ultimi anni  tra le quali la mitica fabbrica Ford di Saint Thomas (nella quale venivano costruite le limousine Lincoln), il ridimensionamento dello spin-off Microsoft (con al seguito la tecnologia Blackberry sconfitta dagli i-instrument della Apple) nel campus di Waterloo (una delle piu’ importanti universita’ mondiali in campo informatico)  -dimostrazione di come anche lavori ipertecnologicizzati non mettano al riparo dalla crisi occupazionale o dalla concorrenza spiatata in molti settori dell’high tech- si e’ assistito in questa regione al confine tra campagna, industria, servizi ad alto contenuto tecnologico al fiorire di nuovi posti di lavoro nel campo della green economy, raggiungendo vette di produzione pari alla “storica” california sulla spinta imposta dal confermato premier liberale. Cosi’ come e’ stato visto di buon occhio l’interventismo di Dalton McGuinty nel dare una mano statale al salvataggio di Chrisler e GM in Ontario(il che ha permesso di non mandare sul lastrico migliaia di famiglie), cosi’ come e’ piaciuta all’elettorato la sua capacita’ di spiegare il perche’ dell’innalzamento delle aliquote sull’IVA provinciale, i progetti per il futuro economico, sociale e dell'immigrazione, la voglia di premiare le imprese che assumono e che si aprono alla dimensione internazionale dei loro tecnici e quadri dirigenti.&lt;br /&gt;In un periodo in cui sono chieste al mondo occidentale decisioni rapide, i politici canadesi le hanno prese. Non so se saranno quelle giuste, poiche’ i parametri da tenere in considerazione per il superamento della attuale crisi economica mondiale sono difficilmente tutti gestibili con razionalita’, ma una cosa e’ certa: qui non si perde mai tempo anche se tutto appare rilassato e compassato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8963530902670786520?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8963530902670786520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8963530902670786520' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8963530902670786520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8963530902670786520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/10/canada-aggiornamenti-sulla-scena.html' title='Canada: aggiornamenti sulla scena politica'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-NxMyk7CiNvU/Tpb2rCxRyiI/AAAAAAAAAkY/UQ9Y6lUezF8/s72-c/montreal.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-2589522536824891775</id><published>2011-09-24T06:11:00.001+02:00</published><updated>2011-09-24T16:08:41.537+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>Helmut Haller, un nome un dribbling</title><content type='html'>Quando nella mia mente penso ad uno che arriva sempre secondo, mi balzano in mente due nomi: Toto Cutugno ed Helmut Haller. Sorvolando sul primo dei due secondi, oggi vorrei parlare del biondo centrocampista, quasi ala, un po’ mezzala, punta a tratti, giocatore di football teutonico, catapultato giovanissimo -ma gia’ famoso- in Italia, nonche’ trascinatore a meta’ anni 60 di una grandissima vittoria nel campionato di calcio italiano in &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pL9BiWcI2kY/Tn1YZRxw3_I/AAAAAAAAAj4/mUpWg_DFBLk/s1600/haller-trikot-juventus_250.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="254" width="250" src="http://1.bp.blogspot.com/-pL9BiWcI2kY/Tn1YZRxw3_I/AAAAAAAAAj4/mUpWg_DFBLk/s400/haller-trikot-juventus_250.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;una piazza che di scudetti nella sua storia ne ha visti pochini: parlo di Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io lo rammendo perche’ di lui come al solito, me ne parlo’ mio padre in tempi lontani, e diceva che Haller era proprio forte, non certo come Sivori che ti veniva voglia di leccarti il televisore per le cose che faceva, ma di certo era un grande anche lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Haller arrivo’ a Sabaudia City nel 1968, aveva trascinato la Germania Ovest in finale a Wembley due anni prima (diciamo che quella Germania avrebbe dovuto vincere tranquillamente il mondiale pero’ poi si sa come quella finale ando’ a finire), fatto sta che il primo gol di quella partita lo mise a segno Helmut, ed e’ una delle poche cose che potete trovare su di lui in youtube.&lt;br /&gt;Ma tornando ai sabaudi, e parlando di Juventus, lui dovette sostituire il da poco “esonerato” per motivi disciplinari Sivori (che agli allenamenti e ad alcune partite a volte preferiva le scappatelle non certo col morto) per via di un certo Heriberto Herrera allenatore, che aveva una visione del calcio un po’ monacale, ginnica e dedita al collettivo (quindi capite anche voi che Sivori in quella Juve era come un cavolo a merenda). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tornando ad Haller, vi risparmio un po’ della storia di questo eterno secondo dato che con enorme giubilo ho notato tanti siti (juventini soprattutto) –inciso per i siti juventini: “dimenticavo, raga se avete bisogno vi cito nel post ditemelo, non vorrei che faceste i permalosi". Chiuso l’inciso.- che hanno scritto pagine con bei ricordi di uno dei migliori centrocampisti europei di sempre,e io mi vorrei fermare invece su quello che almeno nella mia fantasia Haller, l’eterno secondo, disse ai suoi celebri compagni di avventure nella Juventus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Heriberto Herrera&lt;/b&gt; (che nonostante paraguayano, immagino con accento tedesco):&lt;br /&gt;Tu pionto panzone, tevi togliere quella maletetta panza. Ta occi niente piu’ pirra. Capito. Niente piu’ night club e la sera a tormire alle 9, come le calline, perche’ qui comanto io.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Haller&lt;/b&gt;: (io Helmut l’ho sempre immaginato con accento romano, anche se a Bologna lo chiamavano il napoletano).&lt;br /&gt;Aho’ ma questo e’ un prete o n’allenatore de calcio! Comunque ancora deve comincia’ e gia’ me scassa er ***** piu de mi mojie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Altafini&lt;/b&gt;: Che gollasso amisci di Telemontecarlo!&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Haller&lt;/b&gt;: E dimme armeno grazie per el crosse che t’ho fatto, brutto fijo de na…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Haller&lt;/b&gt;: A Dino, stasera se famo 2 bire, e poi annamo ai Murazzi fino a e 3 de notte, no o sai che e’ pieno cosi’ de fica!&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Zoff&lt;/b&gt;: Mahhh… no Helmut io vado a letto, sai a me potrebbe farmi male tanto divertimento.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Haller&lt;/b&gt;: E chi te ammazza a te Zoffe! Buonanotte a Dino, tu si che giocherai fino a 40 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Causio&lt;/b&gt;: (considerato da tutti l’erede naturale di Haller, col suo lieve accento salentino): Ma a tie chi t’ha ‘mparato a crussare accussi’ bueno Helmut?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Haller&lt;/b&gt;: A Franco, fatte 3 bire e poi vedi come te venghino li crosse?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Causio&lt;/b&gt;: No Helmute, io so fedele a lu cafe’ Quarta, nu posso bere altro, i come insultare lu salentu sinoe!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno prima della finale Juventus Ajax 1973, Helmut che di soppiatto origlia una potentissima telefonata e poi biascica qualcosa).&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Boniperti (o G. Agnelli?)&lt;/b&gt;: Senta Signov Vickpaleck, questa seva dovrebbe fav giocave una squadva d’attacco, dobbiamo dimostvave a questi olandesi, che anche in Piemonte noi si fa bel calcio. Tenga in panchina Hallev che ama tvoppo la palla e mandi avanti un attacco a tve punte con Altafini, Anastasi e Bettega.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Haller&lt;/b&gt;: Vabbe’ ho capito, pure stavolta arrivo secondo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao Helmut un grande saluto, un grazie non tanto per quello che hai fatto (purtroppo per limiti di eta’ non ti ho mai visto giocare), ma per quello che non hai fatto:&lt;br /&gt;non insegnare ai tuoi connazionali i dribbling non diventando allenatore o responsabile di qualche settore della nazionale tedesca. Immagina se i tedeschi oltre a correre, nei mondiali cominciassero a fare qualche dribbling come facevi tu!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-2589522536824891775?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/2589522536824891775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=2589522536824891775' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2589522536824891775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2589522536824891775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/09/helmut-haller-un-nome-un-dribbling.html' title='Helmut Haller, un nome un dribbling'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pL9BiWcI2kY/Tn1YZRxw3_I/AAAAAAAAAj4/mUpWg_DFBLk/s72-c/haller-trikot-juventus_250.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8754296708284499067</id><published>2011-09-16T21:07:00.000+02:00</published><updated>2011-09-17T18:57:18.182+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema italiano'/><title type='text'>Habemus Moretti</title><content type='html'>Per chi segue questo blog immagino sia gia’ assodato, che Nanni Moretti come regista e come attore mi e’ sempre piaciuto poco, per non dire molto poco. Non vorrei ritornare sull’argomento sia perche’ ne ho gia’ scritto, sia perche’ ho di recente visto il suo ultimo film e con immensa sorprersa devo ammettere che mi e’ piaciuto molto.Un mio professore all’universita’ diceva che solo i fessi non cambiano mai idea, avra’ ragione lui? Rispondo a questo punto: speriamo!Mi sono fermato a chiedere perche’ “Habemus Papam” ha avuto su di me un buon impatto e ho provato a dare alcune risposte che cercassero di chiarirmi le idee.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5GoBkiI3p8w/TnOefoIGiiI/AAAAAAAAAjo/mLDJQcJp6Cw/s1600/habemus%2Bpapam.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="194" width="259" src="http://2.bp.blogspot.com/-5GoBkiI3p8w/TnOefoIGiiI/AAAAAAAAAjo/mLDJQcJp6Cw/s400/habemus%2Bpapam.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il film riesce ad abbinare l’autobiografia dell’autore ad alcuni dubbi, sia di natura filosofica, sia di natura spirituale che da sempre affligono noi tutti poveri esseri mortali, ben innestandoli in un periodi di transizione e di crisi quale e' quello attuale, ed in questo Moretti ha avuto un grande merito.Qualche giorno fa, su un quotidiano italiano, ho letto un interessante riflessione del fisico Andrea Aparo sulla necessita’ dei “perche’” nella vita di ogni giorno, sulla energia vitale che ha la domanda e la curiosita’ sia nella vita dei bimbi, ma anche in quella degli adulti, energia che permette di aprire nuovi lidi di conoscenza nella vita anche se ad un prezzo alto che e’ quello di allontanarsi dalle comodita’ e dalle banalita’ che una vita scontata e senza il minimo dubbio puo’ dare.Ebbene il film di Moretti ben si collega alla necessita’ dei “perche’”, della domanda, dell’indagine, della necessita’ di conoscere fin negli abissi del proprio inconscio l’ineluttabilita' del destino che e’ stato assegnato a qualcuno piuttosto che a qualcun altro, quindi si pone su una prospettiva di crescita e di apertura, a differenza di molti suoi altri film ed apparizioni non filmiche, ove il nostro ha quasi sempre parlato “ex cattedra”.  Ricollegandoci all’articolo di Aparo, sembra che oramai da tanti decenni, nella nostra societa’ di dubbi non ce ne siano piu’, tutto e’ dato per limpido ed assodato, e nessuno puo’ piu’ scalfire le certezze granitiche di ciascun essere, di ciascun gruppo, si ciascun settore etc..In questo caso il fatto che il dubbio, assalga simbolicamente l’uomo che piu’ al mondo, dovrebbe averne meno, e’ si una morettata, ma ben si addice al tempo che viviamo, poiche’ credo che negli ultimi anni, di cose al mondo, nel bene e nel male ne sono cambiate tante, e tante ne cambieranno ancora. “Habemus Papam’ ha altresi’ il merito di avere molte punte poetiche, soprattutto nella descrizione delle solitudini di tanti esseri umani che si incontrano e si sfiorano nei luoghi di una Roma sfuggente e impalpabile, ove ogni cosa e’ diventata transitoria e inneffabile allo stesso tempo. Mi e’ rimasto dentro anche la visione di questo anziano, che vagando come un angelo tra i giovani, riesce ad essere sfiorato da loro in rapporti che sebbene superficiali, intaccano ancora piu’ il suo cuore, il suo essere e la sua anima, la quale in questo espandersi capisce quanto ancora grande sia la strada che ha davanti.L’ego di Moretti che discetta di Darwinismo davanti ad un cardinale anziano, mentre si giocano due fanciullesche partite di pallavolo tra cardinali, senza prendersi troppo sul serio dimostra che qualcosa anche nelle granitiche certezze del nostro Nanni stanno scricchiolando?p.s.: Il Michel Piccoli del film, sembra essere uscito da un set di De Oliveira e catapultato su quello di Moretti. Immenso!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8754296708284499067?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8754296708284499067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8754296708284499067' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8754296708284499067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8754296708284499067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/09/habemus-moretti.html' title='Habemus Moretti'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5GoBkiI3p8w/TnOefoIGiiI/AAAAAAAAAjo/mLDJQcJp6Cw/s72-c/habemus%2Bpapam.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-906064045301695289</id><published>2011-09-06T21:21:00.000+02:00</published><updated>2011-09-07T00:57:23.772+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Non studiate: Risposta a Ilvo Diamanti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_uusIe_fUec/TmZyyeu0j1I/AAAAAAAAAjg/k9-za0AYHbI/s1600/aiuto_studiare.gif" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="187" width="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-_uusIe_fUec/TmZyyeu0j1I/AAAAAAAAAjg/k9-za0AYHbI/s400/aiuto_studiare.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Caro prof. Diamantiho letto con molta attenzione il suo editoriale (http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2011/09/01/news/non_studiate_-21096938/?ref=HRER1-1) riguardo la scuola (pubblica) e l’istruzione e volevo puntualizzare qualcosa. Premettendo che ho molta stima di lei come studioso e giornalista, avrei qualcosa da aggiungere alla sua provocazione.Condivido in pieno il fatto che nella nostra Italia, cosi’ come in quasi tutti i paesi che stanno affacciandosi o sono gia’ nel terzo mondo, l’istruzione abbia una validita’ molto limitata, e che conta molto di piu’ la furbizia, nel cercare non solo il successo effimero, ma anche qualcosa che sia molto piu’ nobilitante come il lavoro, o a volte il solo e banale arricchimento del portafogli a cui molto spesso non corrisponde un arrichimento dell’anima e dello spirito.Lei incita i giovani provocandoli (io a 34 anni non mi reputo piu’ tra essi, ma nella giovinezza ci sono stato sino all’altro ieri) a non studiare e quindi a non frequentare la scuola (pubblica) poiche’ nella societa’ di oggi, specie quella italiana, essere colti serve a poco, anzi e’ addirittura controproducente e pericoloso se si vuole ambire ad avere un certo prestigio nel mondo del lavoro, se non addirittura ad ottenerlo un lavoro... e su questo sono parzialmente d’accordo con lei. Sono parzialmente d’accordo con lei, perche’ se e’ vero che la crescita culturale di un individuo in questa societa’ e’ di ostacolo alla sua realizzazione, e altresi’ vero che i metodi per aspirare all’essere  “colto” come lei dice non passano piu’ dalla scuola italiana da molti anni, prima ancora che arrivassero le tecnologie della rete con tutta la sua carovana di oggettucoli al seguito (iphone, ipod, ipad, e-book, e e-shit). La scuola non e’ diventata quel carrozzone inutile soltanto perche’ la televisione ha trasmesso per piu’ di due decenni modelli di successo e di ispirazione giovanile che passavano attraverso il fancazzismo, ma perche’ nella scuola, anche quando certa televisione ancora non era posta in essere, il fancazzismo veniva non dico premiato, ma quantomeno tollerato alla grande da voi professori. Da ex-studente al prof. Diamanti (seppur universitario, quindi avulso al mondo delle scuole superiori) le posso ben dire che gia’ negli anni novanta (ma anche nei "gloriosi" anni ottanta) le scuole superiori sono diventate dei diplomifici ove il merito veniva rispettato molto poco, ove la bocciatura veniva praticata in casi estremi, e il livellamento degli studenti (lei mi dira’ comunque ognuno aveva voti diversi a seconda di quanto studiava, ma io le rispondo: non e’ sufficiente alla valutazione degli scolari) su condizioni abbastanza vicine alla soglia minima di “alfabetizzazione” generale era diventato lo status generale piu' diffuso. Se lo svilimento della figura del professore e’ avvenuto grazie ai media e alla nuova societa’ dei media, e’ anche vero che la categoria ci si e’ adeguata molto bene, perche’ diciamocelo chiaro, una scuola (pubblica) seria (quindi un tantinello selettiva), avrebbe avuto bisogno di molti meno docenti (quindi sarebbe stato come tagliare la sedia su cui molti si sedevano, come in tantissimi altri svariati settori della societa’ italiana), poiche’ se la scuola fosse stata seria, chi non aveva voglia di andare a scuola avrebbe benissimo cominciato a guardarsi intorno e a imparare un mestiere, piuttosto che rimpinguare tante aule di tanti istituti e licei. Il miraggio del diploma facile e/o per inerzia non l’ha voluto internet e-o la tv... molto probabilmente non l’avete voluto neanche voi (poiche’ sia chiaro non do solo a voi la colpa di avere eliminato la premiazione del merito e parallelamente la seria valutazione del demerito nella scuola), pero’ diciamo che vi ci siete adeguati abbastanza bene.Se parliamo dell’Universita’ e’ vero che i governi (piu’ o meno tutti) vi hanno tagliato molte risorse (alcuni piu’ di altri, e sappiamo anche bene quali), pero’ e’ anche vero che le Universita’ non sono state delle brillanti punte di etica e di merito anche qui, non tanto nella valutazione degli studenti stavolta, quanto nella valutazione di un’altra delle sue componenti fondamentali... pero’ su questo non vorrei dibattere, poiche’ molto dibattito e stato gia’ fatto. Vorrei entrare piu’ nel nocciolo e non nel solo e tanto chiacchierato malcostume italico (genere letterario che sta facendo la fortuna di tanti suoi colleghi giornalisti stavolta). E’ proprio sicuro che l’universita’ di oggi possa rendere colti? L’universita’ che diventa sempre piu’ settoriale e monotematica (anche grazie alla propagazioni di corsi di laurea ai limiti dell'incredulita'), creando degli ipertecnici (nel caso di lauree tecniche, ma non solo), capaci di “nanometrizzare un transistor” (e’ un esempio tra i tanti) ma in tanti casi “ignari” di elementi fondamentali (per provenienza scolastica preuniversitaria  e per omissione universitaria) del sapere minimo della lingua, della letteratura, della filosofia (in casi ancora piu’ gravi di geografia e storia)? Magari tanti dei laureati di oggi avranno appreso bene l’inglese all’universita’ (poiche’ qualcuna gia’ richiede tra i prerogativi per l’ottenimento della laurea un esame certificato tipo IELTS o altro), ma come lingua veicolare del lavoro nella societa’ globale, non di certo come il linguaggio di Samuel Taylor Coleridge, Walter Scott per non parlare di Shakespeare. E in questo appiattimento sulla monospecializzazione dei saperi (in alcuni casi gia’ asservito a qualche nobile finanziatore che promette di aiutare questa o quella universita’) quanto il corpo docente universitario ha avallato coscientemente, incoscientemente e/o con inerzia e ignavia queste idee?Chiunque abbia avuto a cuore la cultura, e il divenir piu’ colto, stia tranquillo prof. Diamanti, se e’ riuscito nell’impresa non deve certo dir grazie alla scuola o all’Universita’, ma perche’ ha avuto la passione che gli ardeva dentro e l’ha fatto di sua spontanea volonta’.  Quanti giovani e meno giovani, hanno passato pomeriggi, notti, giorni, ritagli di tempo, leggendo e approfondendo le cose che a scuola o universita’ non si approfondivano, non si discutevano, o semplicemente non venivano prese in considerazione per i motivi di cui sopra (ora ci si riesce anche attraverso i mezzi della rete)?Mi spiace professor Diamanti scriverle questa lettera. La scuola e l’universita’ oltre a non essere utili in questa societa’ utilitaristica (e ad aver perso una delle prerogative per cui quella pubblica era nata: frullatore sociale) non serve neanche a divenir colti. E in questo non lei, non la sua categoria, ma la sua generazione deve renderne conto alla storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-906064045301695289?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/906064045301695289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=906064045301695289' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/906064045301695289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/906064045301695289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/09/non-studiate-risposta-ilvo-diamanti.html' title='Non studiate: Risposta a Ilvo Diamanti'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_uusIe_fUec/TmZyyeu0j1I/AAAAAAAAAjg/k9-za0AYHbI/s72-c/aiuto_studiare.gif' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-811038427299194766</id><published>2011-08-29T22:36:00.002+02:00</published><updated>2011-09-01T01:53:35.433+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meridionali'/><title type='text'>Scene da un matrimonio (al Sud)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-mYhmOQkNyXs/Tlv4YNY0v8I/AAAAAAAAAjY/ZhZWQbB1aMI/s1600/scene%2Bda%2Bun%2Bmatrimonio.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="400" width="278" src="http://2.bp.blogspot.com/-mYhmOQkNyXs/Tlv4YNY0v8I/AAAAAAAAAjY/ZhZWQbB1aMI/s400/scene%2Bda%2Bun%2Bmatrimonio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sui matrimoni al Sud esistono varie leggende, alcune sono vere, altre un po’ meno. Come sempre, quando si parla di Sud, il genere caricaturale e’ quello piu’ utilizzato, le iperboli nella descrizione di qualsiasi uso e costume meridionale sono d’obbligo, al Sud e’ difficile essere misurati sia nel fare l’azione molte volte, ma altrettanto lo e’ in molti casi anche nel descriverle specie se nel meridione non si e’ vissuto (per vivere in meridione intendo anche passarci l’inverno, l’autunno e la primavera, non solo l’estate dalla nonna), anche qualora l’azione meridionale ha i connotati dell’equilibrio e della moderazione. Quindi si parla sempre del numero degli invitati che supera l’ordine delle migliaia, per non parlare dei kg di cibo procapite che si destina a ciascun invitatato. &lt;br /&gt;Dopo tanti anni passati all’ombra dei corvi (al Sud si chiamano cornacchie e portano iella) e dei palazzi sabaudi, incominciavo a temere anche io che al sud ci ero nato e cresciuto, e che nel Sud avevo consumato decine di feste di matrimonio da bimbo -divertendomi sempre come un pazzo- la mia stessa festa di matrimonio. Se nasci al Sud e li' ci vivi -e non decidi per alcun motivo al mondo, di andare a studiare, lavorare e vivere altrove- la festa si fa piu’ o meno, rispetto a dei canoni consolidati da tempo... . Nessuno fa una piega (e ci mancherebbe, in ogni posto del mondo, alcune cose vengono fatte rispettando alcuni riti e consuetudini piu' o meno consolidate da tempi piu' o meno remoti)... certo ultimamente si discute sulla quantita’ di cibo per i piu’ sensibili al tema, si puo’ fare un ragionamento serio sul numero di invitati (a non tutti piace invitare i cugini di quarto grado o i compagni di classe delle elementari che non vedi da 20 anni) pero’ piu’ o meno si rientra in canoni stabiliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono dei riti da seguire, quasi inderogabili: il vestito, i fiori, il bouquet, la casa della sposa in un certo modo, i parenti che devono andare di qua e di la... piu’ o meno si sa come va. Il benessere economico purtroppo ha trasformato dagli anni sessanta in poi i banchetti nuziali in maratone culinarie (questo e’ inevitabilmente vero, ed in questo la generazione dei nostri genitori si e’ lasciata andare, cosi’ come in molte altre aspetti della vita sociale ed economica del nostro paese) che potrebbero benissimo essere piu’ moderati (ma su questo si ha poco da decidere dato che tutti i ristoranti si sono omologati), per il resto piu’ o meno le cose sono un copione gia’ scritto.&lt;br /&gt;Ebbene, quel copione, l’abbiamo ricalcato (ovviamente non in toto) abbastanza anche io (che vivo lontano dal Sud da vari lustri) e mia moglie (che non solo non e’ meridionale, ma non e’ nemmeno italiana) e devo dire, che tutti i miei e i nostri timori “settentrionalistici” sono stati fugati. Per tante cose.... perche’ e’ stato belle vedere tutti i nostri amici e parenti unirsi in festa con noi, vederli contenti nello stare insieme, nel mangiare (piu’ o meno tanto secondo i canoni pugliesi), nel ballare, nel cantare, nel saper far festa. Nel vedere nel loro affetto, nella loro gioia, nella loro volonta’ di condivisione della nostra gioia un momento di vicinanza... perche’ se e’ vero che molte volte la gente del sud e’ invadente, e’ anche vero che sa condividere con te la quotidianeita’ del vicinato e della parentela, con tutti i problemi annessi e connessi a vicinato e parentela, e che non sempre farsi i fatti propri fa rima solo con discrezione, a volte fa rima anche con menefreghismo. Perche’ se e’ vero che nei piccoli centri del Sud, molte volte la famiglia e’ un po’ troppo allargata, e’ anche vero che la gente sa far festa quando ce ne e’ bisogno e che queste feste la gente dimostra, che divertirsi e fare baldoria una volta ogni tanto non e’ una cosa di cui vergognarsi, anzi  e’ una cosa di cui  godere e condividere con gli altri e con i festeggiati.&lt;br /&gt;Assistevo alla nostra festa e vedevo come anche i nordici puri e i non puri si divertissero, cantavano, socializzavano, chiacchieravano, ridevano, urlavano, con meridionali e spagnoli (i quali si sono adeguati ai canoni del matrimonio al sud senza stare tanto a razionalizzare), e pensavo: allora non e’ poi cosi’ male neanche per loro, dato che li vedi felici e contenti.&lt;br /&gt;In questi giorni rivedo le scene del mio matrimonio, un po’ come in quel famosissimo film di Bergman, e riscopro visi e volti che con me e mia moglie hanno scambiato un sorriso, uno sguardo, un occhiolino, un abbraccio, un bacio, una stretta di mano, una lacrima. L’energia del momento mi rende e ci rende ancora felici e fieri dei nostri affetti di ogni latitudine e cultura. &lt;br /&gt;Poi penso a tutti coloro che parlano male dei matrimoni al Sud e dico: allora perche’ non criticate i matrimoni in India, o quelli in Cina o quelli in Africa.... perche’ criticate solo quelli al Sud, credo che anche in Cina, in India, in Africa o a Kuala Lumpur, qualcosa che non rientra nella moderazione settentrionale ci sara' pure!...  Perche’ allora voi criticoni, non vi sposate come piace a voi, e la smettete di rompere il cazzo sui matrimoni al Sud cosi’ come su tante altre cose! Esiste una esclusiva matrimoniale... e se si' in base a quale minchia di motivo? Ognuno che si diverta nella propria festa nuziale come cazzo vuole... io mi sono divertito alla mia e mi dispiace solo non poterlo piu’ rifare, perche’ e’ stata una vera figata! :-)&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-811038427299194766?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/811038427299194766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=811038427299194766' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/811038427299194766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/811038427299194766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/08/scene-da-un-matrimonio.html' title='Scene da un matrimonio (al Sud)'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-mYhmOQkNyXs/Tlv4YNY0v8I/AAAAAAAAAjY/ZhZWQbB1aMI/s72-c/scene%2Bda%2Bun%2Bmatrimonio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-475027060039212978</id><published>2011-08-13T10:20:00.002+02:00</published><updated>2011-08-13T10:27:09.385+02:00</updated><title type='text'>Il sole d'agosto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UPVO6z0h3GM/TkY0N9HJDTI/AAAAAAAAAjQ/A0jOwW79F1E/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="200" width="234" src="http://1.bp.blogspot.com/-UPVO6z0h3GM/TkY0N9HJDTI/AAAAAAAAAjQ/A0jOwW79F1E/s400/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Post di transizione, causa impegni meno frivoli, e più pregnanti.&lt;br /&gt;Ciò nonostante, non posso esimermi dal mettere in luce la solita boutade estiva, che viene quasi sempre a galla, per colpa di qualche colpo di sole intenso, tipico agostano. Insomma vi ricordate le classiche battute tra il lusco e il brusco dei politicanti abbronzati e in cannotteria tra mari e monti. Bene quest'anno dato che i politicanti sono impegnati in cose molto serie, qualcun altro accorre in soccorso alla commedia in vernacolo nell'arena della furbata volpesca e dice (mi vergogno persino a scriverla questa):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.corriere.it/economia/11_agosto_11/proto-consulting-colloqui-pagamento_86e318f2-c42a-11e0-9d94-686c787ab248.shtml&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi leggendo questa notizia, mi è balzato in testa di fare una lista delle 5 cose che mi mancano dell'Italia e delle 5 cose che per fortuna ho perso... lo sò è un giochetto stupido, però a fare sempre il saggione mi annoio, specie d'estate, si rischia di finire come quello di cui sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cose che non mi mancano e che sono contento di aver perso:&lt;br /&gt;1) La propensione al lamento dei miei connazionali (che purtroppo non riesco a scrollarmi di dosso io stesso, specie quando anch'io ci torno)&lt;br /&gt;2) La vista dei furbi che mostrano e si vantano di essere tali&lt;br /&gt;3) Il calcio italiano e il codazzo di polemiche a seguire&lt;br /&gt;4) Il traffico cittadino e su strada ai limiti della barbarie&lt;br /&gt;5) L'aria di superiorità che molti italiani assumono nei confronti di altri italiani per svariati motivi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cose che mi mancano&lt;br /&gt;1) La facilità di andare al mare e in montagna senza doversi fare ore e ore &lt;br /&gt;2) Le tante persone oneste che lavorano e si fanno il fondello doppio per riparare ai danni dei furbi di cui sopra&lt;br /&gt;3) L'elasticità mentale &lt;br /&gt;4) La possibilità di passeggiare nelle città che più amo (Napoli, Roma e Genova)&lt;br /&gt;5) Le amicizie e gli affetti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buone vacanze&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-475027060039212978?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/475027060039212978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=475027060039212978' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/475027060039212978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/475027060039212978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/08/il-sole-dagosto.html' title='Il sole d&apos;agosto'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-UPVO6z0h3GM/TkY0N9HJDTI/AAAAAAAAAjQ/A0jOwW79F1E/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3274915904122197104</id><published>2011-07-25T19:51:00.006+02:00</published><updated>2011-07-26T17:56:11.198+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>El Diego: Forlan</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JTj9b9OWVtU/Ti2wkhjsbfI/AAAAAAAAAi8/phIHizjCvFs/s1600/forlan.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="143" width="182" src="http://2.bp.blogspot.com/-JTj9b9OWVtU/Ti2wkhjsbfI/AAAAAAAAAi8/phIHizjCvFs/s400/forlan.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;- Tiro da media e lunga distanza con destro e sinistr&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=PIhpRLCHkXM"&gt;&lt;/a&gt;o senza alcuna distinzione nel risultato&lt;br /&gt;- Assist precisi e tempestivi&lt;br /&gt;- Dribbling &lt;br /&gt;- Leadership maturata dopo i 27 anni, sia nella squadra di club che in nazionale, entrambe trascinate nelle prime posizioni delle competizioni giocate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I media italiani lo snobbano perche' non gioca la sciampions ligh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Godetevi questi due videoclip su Diego Forlan, uno dei migliori giocatori al mondo del momento (e forse degli ultimi 10 anni). Tutto il resto sono chiacchiere e distintivo! Andas Diego, con el viento que le tira el culo a la pelota!Carajo que golazos! Ridatemi il calcio vero per favore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=8M7qkXLYEC8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=PIhpRLCHkXM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3274915904122197104?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3274915904122197104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3274915904122197104' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3274915904122197104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3274915904122197104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/07/el-diego.html' title='El Diego: Forlan'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-JTj9b9OWVtU/Ti2wkhjsbfI/AAAAAAAAAi8/phIHizjCvFs/s72-c/forlan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8494084580609080658</id><published>2011-07-20T17:25:00.003+02:00</published><updated>2011-07-20T20:00:18.273+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Ti devo dire una... Scusa non ho tempo scrivimi un'email</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-DwIFadyhsAg/TibzbQWp8XI/AAAAAAAAAik/Opl_ynH5Zf8/s1600/email.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="228" width="221" src="http://3.bp.blogspot.com/-DwIFadyhsAg/TibzbQWp8XI/AAAAAAAAAik/Opl_ynH5Zf8/s400/email.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per una strana coincidenza della danza della realta’, nel giro di tre giorni mi sono imbattuto in una intervista su youtube al prof. Giovanni Reale (studioso di filosofia antica, e uno dei massimo esperti di Platone al mondo) e in un articolo di Zucconi sulla stampa, entrambi aventi come argomento di approfondimento le nuove tecnologie e le email che hanno abbattuto la dimensione del dialogo tra esseri viventi.&lt;br /&gt;Premettendo che non sono contro la tecnologia, onde evitare che gli scientisti e i tecnologisti ad oltranza ed in servizio permanente ed effettivo, mi rompano l’anima con i loro slogan da stadio: sei per il ritorno all’era della pietra, e stronzate di questo tipo; sono sempre dell’idea che bisogna pesare ogni nuovo aggeggio o funzione che la tecnologia (e quindi il mercato dopo un paio di ore dalla loro scoperta) ci offre ad ogni pie’ sospinto.&lt;br /&gt;Discutero’ oggi dell’email, che tra l’altro ha gia’ i suoi bei lustri di esistenza.  &lt;br /&gt;Ora che l’email in molti casi sia utile, non si discute. Puoi scrivere in tempo reale ai tuoi cugini in Argentina o in Australia, e codesti potrebbero risponderti nel giro di pochi minuti, con tanto di foto, video sul cagnolino, scannerizzare il disegnino del loro ultimo pargolo e porgertelo a te che vivi nella sublime e poetica Italia in un imaginifico idillio Pascoliano. Che bella l’email!&lt;br /&gt;Fatto sta che di email non esiste solo questa..ne esitono varie tipologie.&lt;br /&gt;Mi rifaccio prima di proseguire, alla nocciolo dell’intervista del Reale. Il noto studioso, ben evidenzia come con Platone, ci sia stato nell’Occidente il passaggio dalla forma di conoscenza tramandata per oralita’, ad una trasmissione del sapere per via scritta e per di piu’ in forma di dialogo. Dialogo, quindi, interazione immediata e dal vivo di due anime (prima ancora che due corpi) che si relazionano per mezzo del logos (non ovviamente solo inteso come parola e discorso, come oramai abbiamo ridotto noi moderni il logos). Forma suprema di scritto quindi, l’unico in grado di poter innalzare l’animo umano.&lt;br /&gt;Ora cosa c’azzecca tutto questo con l’email direste voi.... C’azzecca e come vi dico io.&lt;br /&gt;Ogni giorno infatti, io come milioni se non miliardi di inermi utenti computeristici al mondo apre la propria casella elettronica e trova: &lt;br /&gt;- (se non hai un buon antispam... ma anche se ce l’hai) una miriade di messaggi pubblicitari che impieghi 5 minuti almeno a etichettare e a cancellare&lt;br /&gt;- Le email delle mailing list (relativa a questa o a quella associazione a cui hai avuto la sventura di iscriverti) che ti descrivono tutte le loro attivita’, dalla cena in pizzeria, alla scampagnata in montagna, al ritrovo settimanale, alla domenica solidale, al corso di vattelappesca cosa.&lt;br /&gt;- Le email di quel tale che hai visto due volte e che ti onoltra ogni tipo di petizione popolare contro la balena che scompare nel Mar Caspio, le formiche verdi da salvaguardare nelle steppe comucche etc. etc.&lt;br /&gt;- Poi si va nel serio... apri la casella di posta di lavoro e trovi le email di lavoro.. e queste sono le piu’ bestiali. Perche’ diciamolo chiaramente le email sono diventate un mezzo usato soprattutto nel lavoro. Con la mega cazzata verba volant scripta manent, parafrasando con il culo questa espressione idiota dei latini (qualche cazzata l’avranno fatta anche loro) con la scusa che devi lasciar traccia, questa merda di email ha preso piede e ha scaturito una rivoluzione di portata millenaria, buttando alle ortiche il padre del pensiero filosofico occidentale, che sul dialogo aveva fondato tutto il suo filosofare.&lt;br /&gt;Allora vedi che nelle email aziendali ci trovi di tutto. Dalle cose piu’ razionali a quelle meno che si potrebbero bellamente evitare, soltanto andando a parlare direttamente col collega o col capo. Ti va di andare a prendere il caffe’ con collega del primo piano. Invece di andarci a piedi al primo piano, o magari di fargli uno squillo al telefono gli mandi un’email. Devi chiedere delle informazioni al capo per qualcosa... il capo e’ sempre impegnato... allora gli mandi un email... poi scopri che il capo e’ sempre impegnato perche’ passa ora a rispondere alle email. &lt;br /&gt;Hai una litigato con un collega con cui non hai molta simpatia... eccoti prima o poi tu o lui ti inviera’ una bella email scritta in cui ti riversa in faccia tutta la bile che si e’ stratificata negli anni nel tuo immacolato fegato.... cosi’ a differenza di una bella sfuriata vis a vis, che dura quei 5 minuti, l’email lascia traccia, cosi’ ogni volta che la leggi ti gira il cazzo a mille, finche’ la cosa si amplifica. Lo stesso dicasi al contrario, se qualcuno o qualcuna di ha scritto una email carina o deliziosa... rileggendola mille volte, alla fine potresti intendere che quella o quel collega ti sta facendo il filo, quando in realta’ i suoi intenti erano delicatamente grabati ei di ringraziamento per qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma... l’email... uno dei tanti strumenti di tortura, con pochi effetti collaterali positivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8494084580609080658?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8494084580609080658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8494084580609080658' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8494084580609080658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8494084580609080658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/07/per-due-strane-coincidenze-della-danza.html' title='Ti devo dire una... Scusa non ho tempo scrivimi un&apos;email'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-DwIFadyhsAg/TibzbQWp8XI/AAAAAAAAAik/Opl_ynH5Zf8/s72-c/email.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-5546461686615627780</id><published>2011-07-18T16:46:00.000+02:00</published><updated>2011-07-18T16:46:22.275+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>Catenaccio e bulldozer</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UauJonXKARE/TiRHOQSGzjI/AAAAAAAAAic/fIVSi3pkdW0/s1600/brasile_paraguay01g.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="250" width="330" src="http://2.bp.blogspot.com/-UauJonXKARE/TiRHOQSGzjI/AAAAAAAAAic/fIVSi3pkdW0/s400/brasile_paraguay01g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Oggi parlero’ di calcio, argomento frivolo, anche perche’ essendone a digiuno dalla fine dei mondiali scorsi, ho avuto un sano refrigerio per la mia anima (mi riferisco soprattutto a quella ridicola farsa chiamata calcio italiano).&lt;br /&gt;Negli ultimi due giorni in Canada, causa afa da citta’ padana, e’ quasi impossibile svolgere qualsiasi attivita’ fuori casa, per cui accendo il ventilatore a palla e mi gusto come ai vecchi tempi qualche partita di calcio. Tra le prime, le due finali della coppa del mondo di calcio femminile, e devo dire che le donne giocano un calcio di buona qualita’, con le finali un pelo al di sopra della noia media che una finale mondiale per nazionali maschile solitamente riserva.&lt;br /&gt;Poi decido di guardare un po’ di Coppa America, calcio duro e puro, e qui si delineano considerazioni gia’ fatte nei mondiali un anno fa.&lt;br /&gt;Prima partita: Argentina-Uruguay. Il derby platense e’ sempre qualcosa di poco scontato. Ovviamente per quel poco che si parla di calcio straniero (giocato) nei siti italiani, l’Argentina secondo i professoroni dovrebbe asfaltare i cugini della milonga. Le mie previsioni a inizio torneo (registrate su twitter) danno a tuttoggi i milongueri vincitori del torneo e i tangueri a guardare da casa anzi in casa. &lt;br /&gt;L’Argentina ha i giocatori piu’ forti da 10 anni a questa parte, diciamo dal dopo mondiale 2002, pero’ non vince una cippa dal 1993 (anno del loro ultimo trionfo in Coppa America). Tra l’altro con questo CT giocano un calcio essenziale e senza fronzoli (quale tra l’altro e’ nel loro DNA calcistico, non che con Maradona fossero tutti dei dribbleur.. certo quel 4-0 dai panzer ancora il pibe ce lo deve spiegare ). In meno di 15 secondi, passano dalla difesa all’attacco, 4 giocatori coinvolti nell’azione, 3 passaggi, un dribbling un tiro in porta. Per me che non amo la logorrea verbale ne quella pallonara in campo, una delizia con cui leccarsi le dita. Se poi i passaggi li fanno Iguain, Messi e Aguero, tu dici: questi possono vincere facendone 10. In realta’ conoscendo l’animo argentino, so che loro scendono in campo gia’ convinti di vincere, loro si sentono teatralmente gia’ vincitori dentro... l’anima italiana dello sborone vien fuori alla grande... certo mi spiace solo per Messi, giocatore che e’ piu’ virtuoso degli altri oltre che con la palla al piede anche negli atteggiamenti.&lt;br /&gt;L’Uruguay gioca specularmente uguale all’Argentina, pero’ sono meno teatrali. Se il tango e’ ballo ma anche teatro, la loro milonga e’ ballo (sulla stessa melodia e armonia) ma piu’ veloce, per cui c’e’ poco tempo per teatrare. Morale della favola, con un allenatore buono (che qualcuno caccio’ dall’Italia ancora non si sa il motivo) e con lo snobbato dai media italiani Forlan (perche’ non gioca la shampo league, ma la coppetta uefa) anche stavolta gli uruguayani arrivano in fondo ad una competizione di livello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra partita: Brasile-Paraguay. Qui la cosa e’ piu’ interessante. Sembra di assistere a Olanda-Italia degli europei del 2000. Una squadra attacca alla disperata, l’altra si difende, facendo fare la figura di superman al suo portiere in un catenaccio che neanche avendo in panchina Zoff, Cesare Maldini e Trapattoni insieme avresti mai visto. Certo noi non possiamo fare la morale agli altri sul catenaccio. Le nostre fortune calcistiche di molti club e di alcune selezioni nazionali su questo modulo si sono fondate. Ok quindi parliamo di Brasile. Non so se il Brasile ha presentato la squadra delle riserve (spesso succede nella Coppa America), di certo c’e’ che questo Brasile come molti “Brasili” visti negli ultimi 25 anni di brasileiro ha poco o nulla. A volte ti imbatti nel faccione e nel fisico di Maicon suo emblema!! (come direbbe Peppino De Filippo: Ho detto tutto!). Onesto terzino fluidifante diresti. Si ma col fisico di Ben Johnson, lo stesso modo di correre, e la faccia di Mike Tyson se fosse stato un tipo tranquillo. E’ il giocatore riferimento (un terzino) di questo Brasile che corre come se fossero valchirie tedesche, non azzardano un dribling neanche a pregare le sfere celesti, che credono di abbattere il muro guarany come se fossero dei bulldozer (ma meccanici). Capisci subito, che con gente che gioca cosi’ (che molto probabilmente in altri tempi non avrebbe mai praticato il calcio, ma chesso’ io il football americano, o l’onorevole atletica leggera, nel piu’ romantico dei casi la boxe) finira’ ai rigori e il Paraguay passera’ il turno. E puntualmente questo si avvera.&lt;br /&gt;Vedi i verdeoro avvicinarsi al dischetto come se dovessero sbranare la palla... infatti tutti la tirano alle ortiche. L’ultimo si concede un qualche schiribizzo. Un giocatore che ha la faccia di Ficarra (del duo Ficarra e Picone..grandi comici, ma per il bene dell’umanita’ mai praticato calcio professionale) che corre facendo delle fintarelle ridicole (sembrava fosse stato colto da un attacco di emorroidi acuto) scarabocchia un tiraccio a lato del palo. &lt;br /&gt;Brasile... a meno di equivoci totali, e di campioni lasciati a casa a riposo, una squadra sul viale del tramonto. Una scuola calcistica completamente da reinventare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-5546461686615627780?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/5546461686615627780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=5546461686615627780' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/5546461686615627780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/5546461686615627780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/07/catenaccio-e-bulldozer.html' title='Catenaccio e bulldozer'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UauJonXKARE/TiRHOQSGzjI/AAAAAAAAAic/fIVSi3pkdW0/s72-c/brasile_paraguay01g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-6724153960224177784</id><published>2011-07-01T10:48:00.001+02:00</published><updated>2011-07-02T09:23:48.931+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Universita&apos;'/><title type='text'>Come scegliere una tesi di laurea</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-8Kih0V63ARU/Tg2J4fabB1I/AAAAAAAAAh0/RR2RFXBHbf8/s1600/laurea.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="117" width="221" src="http://4.bp.blogspot.com/-8Kih0V63ARU/Tg2J4fabB1I/AAAAAAAAAh0/RR2RFXBHbf8/s400/laurea.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non molti decenni fa si dibatteva in Italia (quando i problemi erano un po’ più leggeri degli attuali) dell’inutilità’ delle tesi di laurea, e parole di feroce sarcasmo ne ebbe al riguardo un ottimo corsivista come Giorgio Manganelli, il quale al solo pensare alle famose discussioni di tesi, davanti a commissioni di gente assonnata ed annoiata, e a quella tesi che nessuno leggerà mai, tranne l’autore e in alcuni casi neanche questi,  il tutto rapportato alla abnorme quantità di carta e polvere che di anno in anno, i volenterosi studenti e laureandi contribuivano a far crescere nelle biblioteche universitarie coi loro o “altrui” manoscritti , era roba da poderosi capogiri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma al di là delle simpatiche parole del nostro Giorgio Manganelli, per chi vuol laurearsi oggi, ma con buona pace anche tra 20 e 30 anni la tesi s’ha da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tesi di laurea, al di là della definizione ufficiale che potrete trovare sui siti istituzionali delle università, e’ la presentazione di un lavoro per lo più semestrale se si stratta di tesi sperimentale, anche meno (di solito trimestrale) se si tratta di tesi compilativa, che lo studente universitario di laurea magistrale, deve presentare ad una commissione di professori (per lo più interni al suo stesso corso di laurea) per potersi laureare e guadagnarsi 7 o 8 punti in più nel punteggio finale (rispetto alla media dei voti del suo curriculum accademico) di laurea. Ovviamente in Italia ci sono atenei che riescono a dare sino a 10 punti e in “alcunissimi” casi anche di più… ma sorvoliamo questo “piccolo dettaglio”... si sa anche le università che danno 10 e più punti hann’a campa’ e qualcuno tiene famighija.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restando nel canonico, cioè ai famosi 7-8 punti, suggerirei prima ancora di entrare nel dettaglio della scelta della tesi, un piccolo calcolo matematico a tutti coloro che si accingono a scegliere un argomento di tesi. Valutate la vostra media  esami, la riportate da 30esimi in 110ecimi, e ci sommate 7 o 8 punti. Sappiate che viene considerata una laurea a pieni voti una valutazione finale tra 99/110 e 110/110, quindi sia che siate sotto il primo numero, sia che stiate in quell’intervallo, la cosa cambia di veramente poco. Se quei 7 o 8 punti vi permettono di arrivare alla soglia del 99, allora si direi che una tesi sperimentale sa d’ha fare eccome, negli altri casi una tesi compilativa (che da diritto a 3 o 4 punti) da farsi tra una pausa sigaretta e una bella limonata va più che bene e permette di evitare patimenti e diciamocelo anche tranquillamente, perdite di tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale argomento di tesi scegliere? Di solito lo studente medio, onesto, volenteroso, e che se ne frega di tutto quello che gli hanno detto i suoi predecessori (giustamente ognuno vuole sbattere in faccia al mondo per proprio conto) inizia a farsi un giretto tra i suoi prof, vedendo cosa costoro propongono… le tesi su proposta degli studenti sono sempre meno, ed e’ difficile poi trovare un professore che avvalli la ricerca proposta dal ligio scolaro (nonostante come idea di partenza la tesi dovrebbe funzionare così). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto dopo il tour, il nostro bravo allievo laureando, valuta quello che gli e’ stato proposto, scegliendo tra le tante opzioni pervenutegli quella che più gli aggrada come argomento di ricerca… ed eccoci alla seconda falla! Non potendo quasi più proporre, allora si sceglie. A questo punto io vi consiglio una cosa: non scegliete in base all’argomento, ma in base alla vostra sintonia con quello che potrebbe essere il vostro relatore, fate mente locale ai colloqui avuti durante il tour, e scegliete in base a colui che vi ispira più fiducia.. si avete letto bene, fiducia. Purtroppo dopo i già lunghi anni passati a superare esami (molti talmente utili alla vostra sopravvivenza come donna e uomo sapiens), non e’ salutare spendere più di 6 mesi per un qualcosa che Manganelli denigrò così magistralmente 30 anni fa (e di cui 30 anni fa si discuteva di eliminare). Sono tante e purtroppo maggioritarie le esperienze di coloro che incappano nel baronetto di turno (i baroni di una volta erano cosa seria), che ti prospetta un lavoro da eseguire (perché badate la tesi altro non sono che un lavoro facente parte dei progetti di ricerca dei vostri prof e in cui il diligente alunno altro non e’ che manodopera a costo zero) e poi te lo modifica e te lo prolunga in corso un numero non definito di volte (e di cui ora, segreto di Pulcinella, vi ho svelato le motivazioni). Quindi fidatevi delle vostre impressioni durante il famoso tour, annotate quello che avete provato quando eravate a colloquio con Tizio e con Caio oltre quello che Tizio e Caio vi hanno proposto, e soprattutto raccogliete le esperienze dei vostri compagni che con Tizio o Caio già hanno fatto una tesi prima di lanciarvi a pesce, per evitare di fare poi effettivamente la fine del pesce (lesso).. passate il vostro ipotetico relatore ai raggi X.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se andiamo nel campo delle idealità, sempre più assottigliato purtroppo, vi auguro di imbattervi in un relatore coscienzioso e onesto (in termini di rapporti umani ovviamente), che vi possa seguire durante questi 6 mesi con una certa regolarità  e che vi possa trasmettere un po’ del suo sapere. Nel bene, se la tesi di laurea funzionasse sul serio, sarebbe l’unico punto in comune che le attuali aziende chiamate università hanno in comune con le antiche accademie, di cui loro indegnamente usurpano il nome. In bocca al lupo per lo sprint finale!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-6724153960224177784?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/6724153960224177784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=6724153960224177784' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6724153960224177784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6724153960224177784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/07/come-scegliere-una-tesi-di-laurea.html' title='Come scegliere una tesi di laurea'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-8Kih0V63ARU/Tg2J4fabB1I/AAAAAAAAAh0/RR2RFXBHbf8/s72-c/laurea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1321911082754182717</id><published>2011-06-28T20:27:00.003+02:00</published><updated>2011-06-28T20:32:52.520+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Si riparte!</title><content type='html'>Ho provato a staccarmi dalla scrittura per qualche tempo, ma non ce l'ho fatta. Dopo poco meno di tre mesi e' ritornata in me la voglia di scrivere, confrontarmi (anche solo con me stesso) di tutto quello che mi accade intorno e dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jyWFR1CbOcI/TgoePLwK56I/AAAAAAAAAhk/9CVDCNo2BVs/s1600/grecia.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="259" width="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-jyWFR1CbOcI/TgoePLwK56I/AAAAAAAAAhk/9CVDCNo2BVs/s400/grecia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt; In questo lasso di tempo molte cose sono successe in Italia e altrove, nella mia vita e in quella di tanti altri miei coetanei in Italia, in Europa, e in Grecia soprattutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' proprio la situazione in Grecia, forse la spinta piu' forte per riaprire questo spazio di scrittura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque sia appassionato di filosofia come il sottoscritto, ha un amore nascosto o palese per la Grecia, per quella luminosa e illuminante terra tra il VI secolo a.c. e la fine dell'Accademia platonica, per quel luogo dell'anima non solo terrestre, che ha dato alla storia dell'Occidente tutte le categorie per scrivere, interpretare e redisegnare la sua storia, nella scienza, cosi come nella politica, nella religione cosi' come nell'anima di ciascuno di noi, con se stessi e in rapporto all'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riapro il blog perche' sono estremamente convinto che la storia dell'Europa oggi abbia un punto di non ritorno, che geograficamente e simbolicamente coincide col suo punto di partenza. Tra qualche mese ho la vaga impressione che nulla in Grecia e in Europa sara' piu' come era fino a qualche giorno fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filosofeggiamo di nuovo insieme...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1321911082754182717?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1321911082754182717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1321911082754182717' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1321911082754182717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1321911082754182717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/06/si-riparte.html' title='Si riparte!'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jyWFR1CbOcI/TgoePLwK56I/AAAAAAAAAhk/9CVDCNo2BVs/s72-c/grecia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-5892550028661556765</id><published>2011-04-19T00:49:00.000+02:00</published><updated>2011-04-19T00:49:40.208+02:00</updated><title type='text'>Chiudendo i battenti</title><content type='html'>Come tutte le cose umane, anche quelle che sono virtuali come un blog, dopo un inizio si arriva sempre ad una fine. &lt;br /&gt;Dolorosamente, ma con chiara consapevolezza, chiudo questo sito, che per quasi tre anni mi ha accompagnato nella quotidianeita'. &lt;br /&gt;Chiudo perche' le cose che volevo esprimere piu' o meno le ho espresse tutte, perche' i motivi per cui questo blog era nato si sono esauriti a poco a poco: l'avevo aperto essenzialmente come spazio di scrittura ma anche di discussioni, come mezzo per esprimere quello che pensavo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sarebbe piaciuto scrivere e discutere di piu' di filosofia, ma l'ultimo anno soprattutto ho avuto poco tempo per dedicarmi a questa affascinante disciplina, cosi' come poco tempo ho dedicato alla lettura (se non ci si arricchisce, lo scrivere diventa puro esercizio fine a se stesso) negli ultimi tempi. Sono venuti a mancare tanti altri input, soprattutto il confronto quotidiano con la gente del mio paese che ha generato tanti miei post, e la lontananza, che lo si voglia o no, tende ad allentare la stretta delle discussioni, per cui si vede quello che accade nel proprio paese con piu distacco, alcuni dicono con piu' lucidita' ma io non condivido in pieno la seconda affermazione (per essere lucidi, basta essere persone serie e sincere, soprattutto con se stesse), e quando si elabora un pensiero in questi casi, a volte mancano le parole, perche' i pensieri tendono a farsi piu' intimi e si tende ad elaborarli con maggiore attenzione, con meno foga e veemenza, con piu' circospezione, e le risposte che trovi o ti dai, molte volte preferisci che restino ancora li' a decantare per un po', in attesa del periodo o della persona mirata a cui rivolgerle, e non in un diario di bordo pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel salutare tutti coloro che mi hanno seguito con attenzione, affetto, ma anche solo con sporadicita', c'e' il mio augurio per un futuro pieno di bellezza e di arte, di amore e di condivisione, di lontananza assoluta dalla banalita' di attenzione per ogni particolare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-5892550028661556765?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/5892550028661556765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=5892550028661556765' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/5892550028661556765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/5892550028661556765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/04/chiudendo-i-battenti.html' title='Chiudendo i battenti'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8801843478383986202</id><published>2011-04-06T16:02:00.002+02:00</published><updated>2011-04-08T15:30:31.796+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='personaggi'/><title type='text'>Il mite</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NGXuUw9weh0/TZxyZIE2GrI/AAAAAAAAAgg/fHYNlN2s_TI/s1600/senna.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="127" width="204" src="http://1.bp.blogspot.com/-NGXuUw9weh0/TZxyZIE2GrI/AAAAAAAAAgg/fHYNlN2s_TI/s400/senna.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa con la mia ragazza ci siamo imbattuti nella visione di un documentario su Ayrton Senna. Premetto che sono stato un appassionato di Formula 1 sino al 1994, anno che coincise con la sua morte. Credo che con la sua dipartita e con il ritiro in quello stesso periodo di altri grandi del volante dal grande circo (come lo si ama definire), l’automobilismo sportivo si sia un po’ avviato versi i binari della noia o diventando un ottimo surrogato della camomilla che facilita le penichelle degli assolati pomeriggi domenicali estivi. &lt;br /&gt;Ma tornando al nostro, ammetto che Senna non era il pilota per cui impazzivo, nonostante fosse il migliore (e ci vorrebbe ben poco per dimostrarlo anche solo a parole), in quegli anni infatti tenevo per la Ferrari (che infatti negli anni in cui Senna era in pista stava beatamente a guardare) ed ero un grande ammiratore di una testa di rapa come Nigel Mansell, pilota generoso ed estroso, che buttava via gran premi su gran premi solo perche’ gli piaceva stracciare primati bislacchi, o semplicemente perche’ quando respirava i fumi di scappamento delle vetture che lo precedevano, diventava una specie di toro impazzito pronto ad ogni manovra azzardata pur di respirare davanti a lui aria pulita.&lt;br /&gt;Che dire riguardo quello che mi ispirava Ayrton... che era un grande pilota, che sapeva dosare azzardo e calcolo e che per me si collocava in una specie di serena e ponderata via di mezzo tra Prost che era tutto dedito al calcolo (soprattutto nella seconda parte della sua carriera, che in effetti coincide solo coi miei ricordi) e Mansell che era l’estro dell’irrazionalita’ piu’ avventuriera. Davanti ad un pilota di quel calibro che comunque diede prove sportive di grande impatto (come il Gran premio del Brasile vinto col cambio rotto sulla sesta per meta’ gara) c’era solo di augurarsi passasse alla Ferrari.&lt;br /&gt;Ricordo come fosse ieri il giorno della sua morte. Era un tranquillo pomeriggio di maggio, mio padre e mio fratello seguivano il Gran Premio di San Marino, io mi apprestavo a uscire di casa per recarmi su un campo di calcio con gli amici per giocare al pallone, ancora mi ricordo lo schianto a quella maledetta curva del Tamburello della Williams guidata da Senna. Pensai tra me che non era successo nulla, quante volte a rotta di collo piloti si erano schiantati su quella pericolosissima parte di circuito (ricordo Berger per esempio). Una volta sul campo di calcio, avevamo le radioline accese per seguire piu’ che altro il campionato di calcio che si avviava alla fine, quando di botto arrivavano notizie sempre peggiori da Imola sulla salute di Ayrton, alcuni gia’ avevano annunciato la sua morte. In quel momento, d’impatto tutti ci si fermo’ e non si gioco' piu', poiche’ la morte aveva colpito uno dei simboli mondiali dello sport, perche’ per noi adolescenti di allora Senna nelle nostre vite c’era sempre stato, era come un highlander, il pilota della John Player Special (come noi chiamavamo la Lotus) prima e delle litigate con il ricciolo francesino poi, non poteva lasciarci cosi’.&lt;br /&gt;Ai miei ricordi di teenager di Senna che ho voluto ricordare poco sopra, erano del tutto avulsi i risvolti della sua vita privata, ma anche quelli di sportivo dietro le quinte del grande circo. Il documentario sopra menzionato mi ha svelato il perche’ di tante cose che di Senna, io e i miei coetanei, avevamo percepito a livello inconscio (i piu’ appassionati ne erano di certo a conoscenza), i risvolti di un uomo di fede, intriso di una fede mistica e poco colorata, folcloristica e vantata all’esterno, che molte volte aveva descritto la gara di auto nel suo abitacolo, come una sorta di viaggio guidato dall’inconscio, ove la parte cosciente dell’essere Ayrton, poco avrebbe potuto fare da sola. Ma l’essere umano e l'anima Ayrton era di piu’, e se e’ vero che da un lato ha odiato sportivamente parlando Prost che tanto gli era diverso per indole e per potere politico nella Formula 1 (i due si stimavano a vicenda e questo forse e' ora che venga anche a galla), altrettanto vero e’ che lo ha amato come avversario, trovando in lui un riferimento umano e spirituale di evoluzione, che non solo ha fatto evolvere lui stesso, ma ha fatto per riflesso evolvere anche Alain.&lt;br /&gt;Un punto cruciale del documentario (autorizzato tra l’altro dai genitori del pilota) ha avuto l’indubbio merito di mettere in evidenza come all’inizio del loro antagonismo sportivo Prost abbia addirittura ridicolizzato la fede di Senna, mentre si nota come durante la cerimonia funerea del compagno rivale, Alain fosse il collega piu’ frastornato e sinceramente commosso, l'ultimo a cui via radio dall'abitacolo della sua auto Senna aveva rivolto parola, che erano parole di grande encomio e commozione. &lt;br /&gt;Del Senna visto nel documentario mi sono piaciute anche altre cose, tra cui la concentrazione, la profondita’, il suo viso da bimbo scavato a fine carriera da uno sguardo da anziano. Ho notato come la concentrazione che e’ una specie di background per i piloti professionisti, si fosse trasmessa di pari passo alle azioni che il nostro metteva in atto sia per i suoi colleghi (spronandoli a ponderare ogni difficolta’ che la nuova evoluzione elttronica avrebbe potuto avere sulle pericolosita’ del loro mestriere) sia per i suoi affetti e per le scelte che questi ultimi effettuavano nelle semplici e complesse circostanze dell'essere; la profondita’ nell’approccio ad una vita fatta di sacrifici, ma anche di tante soddisfazioni, gioie e ricompense economiche che andavano condivise simbolicamente ma anche tangibilmente con gli altri e non solo nel buio egoismo (nel quale molti divi sportivi e non solo molte volte si chiudono); quello sguardo scavato negli occhi a pochi mesi prima della morte, che cosi’ fortemente strideva con la sua faccia da eterno fanciullo, segno che la velocita’ dell’auto era corrisposta per lui anche ad una velocita’ di evoluzione dell'anima altrettanto sostenuta.&lt;br /&gt;Sia il documentario, che molte notizie sugli ultimi momenti di vita di Senna trovate in giro, mettono ben in evidenza alcune cose, di cui sono rimasto profondamente impressionato e che lascio alla curiosita’ del lettore scoprire, e che spiegano il perche’ quest’uomo sia diventato per la gente dimenticata del suo Brasile, un punto di riferimento imprescindibile, nonostante Ayrton abbia sempre messo da parte atteggiamenti da divo o posizioni da capopolo come altri sportivi baciati dalla fortuna e dal talento hanno adottato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8801843478383986202?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8801843478383986202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8801843478383986202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8801843478383986202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8801843478383986202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/04/il-mite.html' title='Il mite'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NGXuUw9weh0/TZxyZIE2GrI/AAAAAAAAAgg/fHYNlN2s_TI/s72-c/senna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1189078018430516742</id><published>2011-03-27T23:16:00.001+02:00</published><updated>2011-03-27T23:17:57.123+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema americano'/><title type='text'>Tra una partita di Pele' e una a Risiko</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-a90RWRlgNFU/TY-pBUztqLI/AAAAAAAAAgA/ygolxiFHoDA/s1600/kamchatka.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="182" width="278" src="http://4.bp.blogspot.com/-a90RWRlgNFU/TY-pBUztqLI/AAAAAAAAAgA/ygolxiFHoDA/s400/kamchatka.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dA_LQuqbEiI/TY-pPg4u43I/AAAAAAAAAgI/GBo12uEf_qo/s1600/estate.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="82" width="82" src="http://2.bp.blogspot.com/-dA_LQuqbEiI/TY-pPg4u43I/AAAAAAAAAgI/GBo12uEf_qo/s400/estate.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i più bei film che negli ultimi mesi ho avuto la fortuna di guardare ce ne sono due che consiglio caldamente a tutti coloro che hanno voglia di andare a fondo nella comprensione dell’animo umano.&lt;br /&gt;Sto parlando di due film sudamericani, il primo del regista brasiliano Cao Hamburger: “L’estate in cui i miei genitori decisero di andare in vacanza”, il secondo del regista argentino Marcelo Pineyro: “Kamchatka”. &lt;br /&gt;Tra i due film c’e’ molto in comune, primo tra tutti il fatto che la storia viene narrata e vissuta da due bimbi, il secondo molto importante anch’esso, e’ che entrambi i bimbi descrivono la loro visione del Brasile e dell’Argentina negli anni delle dittature militari dei loro rispettivi paesi. &lt;br /&gt;Il motivo per cui mi sento di dedicare un post a queste due pellicole, e’ molto semplice: l’assoluta mancanza di violenza nei due movies e ciò nonostante la capacità di raccontare in modo crudo e reale il significato intollerabile della sopraffazione, della meschinità, del delirio degli esseri umani, riuscendo ad operare in questa operazione cinematografica, un analisi attenta di un periodo storico tremendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno potrà obiettare che già altri registi abbiano descritto storie intrise di dramma e delirio con gli occhi dei bimbi, molti ricordano “La vita e’ bella” di Benigni o il film che sempre dal Brasile in quell’anno gli venne contrapposto e parlo di “Central do Brasil”. Però mentre nel primo caso, il film potrebbe essere visto come il tentativo di un padre di mascherare una realtà tragica ad un bimbo troppo piccolo perche’ possa tollerarla (quindi “La vita e’ bella” e’ pur narrato dagli occhi di un grande o comunque la  visione del bimbo ne e’ fortemente influenzata, nel secondo stiamo parlando soprattutto di una storia di redenzione personale di una adulta abietta, la quale a contatto con il mondo infantile e con quello campagnolo del profondo nord brasiliano, trova una specie di redenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo i due film che ho citato in testa, non edulcorano nulla, e non offrono possibilità alcuna di redenzione agli adulti, che vengono visti da questi quattro occhi, ma soprattutto da queste due anime, come burattini che si muovono in un teatrino mossi da istinti bestiali e sfrenatamente irrazionali, ma di quella irrazionalità folle e miserabile, che nulla ha a che spartire con la magia e la fantasia; anzi la fantasia di questi bambini, riesce a velare appena una realtà dura loro creata dai grandi. Ed e’ così che Pele’ e Clodoaldo diventano per Mauro personaggi surreali televisivi (quasi dei cartoon) che attraverso il calcio riescono a smussare quell’angoscia scaturita dalla scomparsa (non in senso di morte, come oramai noi italiani chiamiamo ipocritamente la morte) dei suoi genitori, mentre per Harry di Kamchatka la fantasia dei giochi mescolandosi alla realta’ diventa solo un filtro luminoso che serve a colorare un quotidiano fatto di drastici cambiamenti con l’instaurarsi della repressione nel suo paese di cui il bimbo intuisce in piena percezione la sua drammatica carica violenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto ai film persiani degli ultimi 20 anni, in cui come ne “Il palloncino bianco” il regista pone nelle gesta e nelle labbra dei bimbi qualcosa che sarebbe meglio non far dire ai grandi (ed in questo si manifesta una predisposizione “politica” dei registi persiani odierni, oggi molto apprezzati in Europa), in questi due film sudamericani (che di certo faranno parte di un complesso cinematografico continentale più ampio e secondo me potrebbero essere la punta di un iceberg) si respira la voglia di revisionismo di un passato prossimo che ha bisogno di essere rielaborato e analizzato a fondo, nei motivi più profondi ed inconsci, dopo che cinematografia, letteratura e storiografia hanno già ben delineato le maniere in cui la brutalita’ di quegli anni venne a galla (parlo per esempio del drammatico inquietante e violento film “La notte delle matite spezzate”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che due dei più bei film latino americani degli ultimi anni, affrontino con tal piglio questo argomento, e’ un indice di come questo continente abbia alle spalle il proprio passato senza averlo rimosso, avendo la mente proiettava verso il futuro, a differenza di altri continenti che riversando nel cinema le loro soffocate paure (con punte allucinanti oramai di violenza) dimostrano di come il futuro sia piu’ che altro una paura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1189078018430516742?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1189078018430516742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1189078018430516742' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1189078018430516742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1189078018430516742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/03/tra-una-partita-di-pele-e-una-risiko.html' title='Tra una partita di Pele&apos; e una a Risiko'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-a90RWRlgNFU/TY-pBUztqLI/AAAAAAAAAgA/ygolxiFHoDA/s72-c/kamchatka.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1544192566436478803</id><published>2011-03-17T15:17:00.003+01:00</published><updated>2011-03-19T01:06:54.494+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Napoli 1799, 1861, 2011.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7UN4Ipydulc/TYIX84ZnQsI/AAAAAAAAAfg/8hk66j83s1g/s1600/defilippo.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="123" width="211" src="http://3.bp.blogspot.com/-7UN4Ipydulc/TYIX84ZnQsI/AAAAAAAAAfg/8hk66j83s1g/s400/defilippo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni sto leggendo una raccolta di romanzi brevi di Raffaele La Capria sulla citta’ di Napoli (sua citta’ natale) scoprendo e riscoprendo molte cose su questa metropoli che per motivi consci ed inconsci ha su di me un’attrazione fatale.&lt;br /&gt;Napoli e’ un concetto (oltre che una citta’) dualistica perche’ appartiene all’ordine dell’umano. Sembra aver perso quel contatto col divino che la potrebbe rendere unica ed unitaria, e pertanto rivolgendosi al tragico e vigoroso mondo degli umani, o forse perche appartendo solo piu' al mondo o alla mondanita’, essa ha perso i connotati del solo paradiso e del tempo dell’armonia, diventando cosi’ il riflesso e lo specchio dell’inferno e del paradiso allo stesso tempo (anche se oggi, piu’ di 20 o 30 anni fa, l’aspetto infernale sembra essere piu’ appariscente).&lt;br /&gt;Perche’ questa citta’ si sia trasformata da gioiello della civilta’, ambito regno e metropoli perennemente contesi tra Francia e Spagna, culla dei diversi “barocchi” italiani, epicentro dell’illumismo mediterraneo, ultima frontiera di un regno europeo retto da un monarca illuminato (ben oltre la Rivoluzione francese, e sto parlando di Ferdinando II di Borbone), resta (ma solo per chi ha voglia di perpretrarlo) ancora un ministero, nonostante i tanti libri e le tante indagine storiografiche sin qui condotte. &lt;br /&gt;La Capria afferma che Napoli cadde per sempre in quel lontano (ma non troppo) 1799, anno nel quale la rivoluzione liberale e giacobina della borghesia illuministica e filofrancese napoletana, venne annientata e distrutta (portata persino sul rogo) dal popolo adorante il suo re per mezzo dei lazzari da quest’ultimo plagiati e profumatamente pagati. La tesi di La Capria e’ senza dubbio fondata, ma dimentica altresi, che Napoli al momento dell’annessione (e con a rimorchio il suo regno) non era affatto quell’avanguardia della miseria come ci hanno fatto credere i libri di storia scolastici sinora. Certo che la gente delle campagne e dei vicoli popolari della capitale non viveva nei lussi, pero’ era altrettanto vero che non aveva mai conosciuto le umiliazioni, le spoliazioni, il dramma dell’emigrazione come subito dopo l’Unita’ e che a Napoli si concentravano piu’ di meta’ di tutte le ricchezza della allora unita Italia. &lt;br /&gt;Al di la’ di cio’, resta inconscio in ogni napoletano quel sentimento di straniamento rispetto ad una realta’ dolorosa soprattutto se raffrontata a questo etereo (ma tangibilissimo per chi vive li) senso di armonia perduta nel Passato, il che ha fatto precipitare questo angolo di cielo e di infinito nel mondo, sottoponedolo alla tortura del dualismo, che se da una parte si allaccia alla poesia (e quindi sublima la decadenza all’arte cercando di smussarla), dall’altra si abbraccia alla frustrazione (realizzando la resa nei confronti della storia e della civilta’ che intorno le cambiano venendone cosi’ sopraffatta).&lt;br /&gt;Chi ama Napoli, e’ perche’ ha in se un’armonia perduta, il napoletano (e per prolungazione chi questa citta’ la ama) porta appresso questo senso di straniamento e per dirla sempre con La Capria ha bisogno di gridare al mondo, qualcosa che si deve aggiustare in lui e nella sua “patria”, sia che egli appartenga al popolo, sia che egli appartenga alla borghesia di questa metropoli. Individuare quale sia la causa di questa armonia perduta, psicanaliticamente potrebbe aiutare, ma non risolve il problema;  per innalzarsi ci deve essere sicuramente la volonta’ di riscatto, che per quanto riguarda la citta’ in questione dovrebbe significare la volonta’ di interpretare e proiettarsi per anni e anni in un nuovo destino, evitando di crogiolarsi in questa melanconica nostalgia (ovviamente, ma non troppo, oltre ci sono condizioni esterne che cercano di perpetuare questa decadenza!).&lt;br /&gt;Chi odia Napoli ( e purtroppo in Italia sono tanti, e anche in meridione, non solo oltre la linea gotica) e’ perche’ ha una fottuta paura che prima o poi anche la sua vita o la sua citta’ o il suo territorio ne diventino una propaggine. Coloro che la disprezzano, non amandone i suoi lati oscuri e molte volte detestandone anche le sue punte poetiche, e' perche' in loro c'e' qualcosa di rimosso eppure compiuto in un determinato passato, e’ anche in questo caso la psicanalisi avverte dallo stare attenti alle rimozioni, perche’ sono sentimenti pericolosi e potenzialmente dannosi, che qualora esplodessero alla luce della coscienza non darebbero possibilita' di dominio e di scampo.&lt;br /&gt;Amanti e detrattori di questo luogo “mondano” in fondo si somigliano tantissimo, poiche’ rappresentano la faccia di una stessa medaglia, e molte volte mi rendo conto, di come a livello inconscio, stia prevalendo in Italia, quella mentalita’ che La Capria individua nella mancanza di spirito innovativo da parte della borghesia napoletana (sopravvissuta alla controreazione dei lazzari e del popolo) che per paura di essere inforcata dal popolo, lo rabbonisce e lo circuisce con quello che piu’ questo popolo desidera dimenticandosi la missione che gli spetta: quella di guida verso il futuro e le sue sfide e non di naufragio in una dolce decandenza, nel ricordo di una verosimile o fantomatico passato glorioso.&lt;br /&gt;Napoli, che piaccia o no a molti, siamo noi, Napoli e’ un pezzo d’Italia ed e’ l’Italia, a volte ci specchia, a volte si nasconde in noi e non riusciamo a vederla in uno specchio. Dimenticarla o abbandonarla (da parte dei napoletani e dei non napoletani) significa perdere una parte importante del nostro inconscio che se ben sfruttato potrebbe dare buoni frutti per il nostro futuro oltre i 150 anni di unita’ che oggi si celebrano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1544192566436478803?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1544192566436478803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1544192566436478803' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1544192566436478803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1544192566436478803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/03/nuova-polis.html' title='Napoli 1799, 1861, 2011.'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7UN4Ipydulc/TYIX84ZnQsI/AAAAAAAAAfg/8hk66j83s1g/s72-c/defilippo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3844774309509303883</id><published>2011-03-10T05:14:00.004+01:00</published><updated>2011-03-10T13:59:56.712+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema europeo'/><title type='text'>Grazie Truffaut</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gE2lftboUNc/TXjLQlmg4MI/AAAAAAAAAew/pjMoAnLctBI/s1600/truffaut.bmp" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="143" width="181" src="http://1.bp.blogspot.com/-gE2lftboUNc/TXjLQlmg4MI/AAAAAAAAAew/pjMoAnLctBI/s400/truffaut.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Voglio ricordare per la Festa della Donna un regista francese che mi e’ stato molto a cuore e di cui ho amato tantissimi suoi film: sto parlando di Francois Truffaut. &lt;br /&gt;Accostare Truffaut al mondo femminile credo sia una cosa quasi ovvia, banale, scontata, eppure credo che secondo me non lo sia più tanto, poiché Truffaut l’abbiamo amato in tanti, soprattutto tra chi come me e’ stato un accanito frequentatore di cineforum e tra chi e’ riuscito a vedere i suoi film al cinema nel periodo d’oro della sua parabola artistica (purtroppo lontana in termini temporali) e forse lo teniamo nascosto dentro o forse qualcosa di lui e dei suoi film l’abbiamo dimenticata… fatto sta che Truffaut e’ sideralmente lontano da tanto cinema attuale (non solo italiano) e dal nostro italico orticello di ieri e di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensare a Truffaut e al suo cinema e’ un po’ come perdersi in un mare di emozioni tutte al femminile e ti sembra quasi di entrare in una vecchia canzone di Fiorella Mannoia o di Mia Martini, però portato per mano e accompagnato da una guida come forse poteva essere Virgilio per Dante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammetto che mi sono fatto coccolare da film come Jules e Jim, e ho sofferto anche io come tanti per quella Adele Hugo, dimenticata dal padre e dal suo amato desiderando ardentemente essere li’ accanto a Isabelle Adjani e regalarle una carezza che sempre le era stata negata; oppure per una sera sola, sperare di essere il protagonista de “L’uomo che amava le donne” o essere reclutato per un breve cameo anche io nel suo fantasioso e goliardico “Effetto notte”. Con Truffaut ho imparato tante cose riguardo al cinema, riguardo alle donne, riguardo me stesso… e forse e’ vero che qualche volta il cinema può insegnare qualcosa anche nel bene (insegnare cose banali o cattive e’ molto più semplice e molto cinema ci riesce benissimo). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Fellini era il regista dell’incomunicabilità’ tra universo femminile e universo maschile, Truffaut e’ quello che ha tentato di porgere una mano all’altra meta’ del cielo, cercando di non usarla per toccare solo il fondoschiena di quest’ultima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3844774309509303883?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3844774309509303883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3844774309509303883' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3844774309509303883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3844774309509303883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/03/grazie-truffaut.html' title='Grazie Truffaut'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gE2lftboUNc/TXjLQlmg4MI/AAAAAAAAAew/pjMoAnLctBI/s72-c/truffaut.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8719168449586276347</id><published>2011-02-28T02:44:00.003+01:00</published><updated>2011-02-28T18:16:06.986+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='simboli'/><title type='text'>Mediterraneo per noi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7Djy3WMuF8U/TWr-YbVVDlI/AAAAAAAAAcQ/CAJJgRGlnv8/s1600/mediterraneo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 186px; height: 139px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-7Djy3WMuF8U/TWr-YbVVDlI/AAAAAAAAAcQ/CAJJgRGlnv8/s400/mediterraneo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578550784059313746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Già in altre occasioni, in questo blog, e’ stata analizzata la simbologia che si associa ai quattro elementi fondamentali che hanno dato il via alla speculazione filosofica quindi alla scienza. Secondo Talete, primo filosofo occidentale, in principio era l’acqua e dall’acqua tutto ne derivava. A questo elemento e’ stato abbinato nei secoli a seguire la simbologia delle emozioni, da quelle più profonde e virulente, a quelle più soffici e morbide. Il mare, contenitore e contenuto allo stesso tempo di questo elemento, e’ diventato per i nostri pensieri la più grande, poetica, tecnica e tangibile esperienza dell’acqua, quasi assumendone le proprietà di archetipo, quindi per similitudine simbologica archetipo delle emozioni. &lt;br /&gt;Chi e’ nato ed e’ vissuto per tanti anni in una città di mare può ben comprendere quello di cui sto parlando. Il mare e’ lì immobile e maestoso, ma anche turbolento e contratto, mostrandoti e facendoti da specchio a quello che non passa per il tuo cervello, a quel fiume di energia interna, che molte volte e’ inconscia, altre volte affiora alla coscienza, sballottando come una bandiera esposta ad una tempesta, le nostre granitiche certezze razionali. Anche chi non ha mai vissuto in una città di mare, può capire per negazione questo concetto, ed infatti un grande poeta italiano scrisse e interpretò una canzone sul tema: “Genova per noi”,  sorta di canto di rispetto e paura per cittadini genovesi e per la misteriosa città marittima, da parte dei contadini del Piemonte, i quali ogni volta che arrivavano nel “bagnato e umido”, capoluogo ligure, avvertivano qualcosa in se che riusciva a sfuggire alle loro vite ancorate ai saldi e razionali valori della madre terra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni scopriamo con furia e stupore, come il nostro mare, quello in cui siamo immersi geograficamente parlando per due terzi dei nostri contorni di territorio nazionale (nonché “immersi” in esso), sia da quasi due mesi una pozzanghera sulla sua sponda meridionale, sul punto di ebollizione. Da molti giornalisti e commentatori in questi giorni viene evidenziato come per decenni il nostro mare sia stato un muro invalicabile, un confine naturale che e’ diventato confine storico e culturale, trasformando come spesso accade nella storia, una espressione culturale in geografia, materia molto più agevole e grossolana per evitare seri approfondimenti (si chiama Medio Oriente anche il Nord Africa, omettendo il fatto che la capitale del Marocco sia più a Ovest di Londra, Parigi, Madrid e Roma!!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questi sconvolgimenti che tra Tunisia, Libia ed Egitto (con propaggini nel vicino Oriente, questa volta si geograficamente parlando), abbiamo un po’ tutti paura. Paura conscia di poter essere invasi da un esodo di dimensioni bibliche di genti che sfuggono a miseria, disperazione ed assolutismo; paura inconscia, perché un po’ tutti avvertiamo il fatto che una democratizzazione di queste regioni, possa ridimensionare ancora una volta i nostri privilegi di europei occidentali, già ridimensionatisi dopo il crollo di un’altra ondata di libertà che ha soverchiato il comunismo nel mondo (non solo nell’Europa Orientale). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paura e’ vero che fa novanta, ma e’ pur vero che alimenta tante spinte innovative che senza di essa non avrebbero luogo. Aver paura oggi del prossimo che si chiama sponda sud del Mediterraneo, significa in realtà aver paura di noi stessi, delle nostre emozioni di popolo, soppresse in quel mare che da simbolo filosofico e’ diventato soltanto confine naturale (materiale) tra noi e l’altro, quell’altro che altri non e’ che il nostro inconscio, in cui si sono ammassate emozioni e pulsioni che credevamo dimenticate e che in realta’ erano li’ solo sopite in attesa che un giorno qualcuno le portasse alla luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Mediterraneo e’ stato sempre cosi’, inconscio dei paesi e dei popoli che si affacciano, ma anche di coloro che lontani, volevano con esso confrontarsi. Spazio pieno di creativita’ e passioni, emozioni che si trasformavano in poesia e affari allo stesso tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mare che e’ un mondo che potrebbe quasi bastare a se stesso per mille motivi che vanno dal punto di vista economico a quello più spirituale ed etereo,  specchio su cui si sono affacciati predicatori e filosofi, profeti e illuminati, santi e carnefici. Lembi di terra sottratti all’acqua ma su di essa specchiantisi,  su cui si sono costruite città che allo stesso tempo possono essere considerati templi di civiltà: basta visitare i centri storici di Genova, Napoli, Venezia, Barcellona, Valencia, Tunisi, La Valletta, Alessandria d´’Egitto etc. etc.  e  riusciremo a capire senza tante parole e senza tanti preconcetti (o forse distruggendoli del tutto) la portata che questi centri hanno avuto nei periodi storici in cui loro hanno interpretato questo mare come parte della propria vita e della propria missione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8719168449586276347?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8719168449586276347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8719168449586276347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8719168449586276347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8719168449586276347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/02/mediterraneo-per-noi.html' title='Mediterraneo per noi'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7Djy3WMuF8U/TWr-YbVVDlI/AAAAAAAAAcQ/CAJJgRGlnv8/s72-c/mediterraneo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8385698506769351158</id><published>2011-02-22T01:03:00.003+01:00</published><updated>2011-02-22T17:48:44.461+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Perche' Sanremo e' Sanremo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-3FuE5uPX5JM/TWL-I2Z0ghI/AAAAAAAAAcI/ASKFljkzswY/s1600/vecchioni.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 172px; height: 168px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-3FuE5uPX5JM/TWL-I2Z0ghI/AAAAAAAAAcI/ASKFljkzswY/s400/vecchioni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576298716634317330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non seguo Sanremo da circa 5 o 6 anni, non che lo seguissi con assiduità anche prima, sicuramente da ragazzino mi piaceva ascoltare alcune canzoni e alcuni interpreti e fare il tifo per loro, lo dico senza vergogna. Allo stesso modo cerco di evitare adesso che non lo seguo atteggiamenti da snob; mi limito a non guardarlo e a non rompere i coglioni a chi lo segue, reputo molto piu’ idioti quelli che cercano di smarcarsi dal solito polpettone nazional popolare adducendo scuse tipo: io ascolto Bach e Vivaldi, figurati se ascolto un festival di canzonette (anche un idiota totale sa ben distinguere che stiamo parlando di categorie e ordini di grandezza differenti che non ha alcun senso mettere in scala gerarchica) o peggio addurre la scusa che io ascolto jazz quindi non mi sporco le mani con strofette strappalacrime o strappamutande (dimenticando che molti grandi del jazz sono saliti su quel palco, tra l’altro uno dei più grandi del genere ha persino fatto da coppia a Toto Cutugno!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come recitava un refrain della stessa kermesse quando a presentarla c’era Pippo Baudo, “Sanremo e’ Sanremo” nel senso che in questa competizione canora si consolidano tutti i nostri pregi e difetti di popolo in un cortocircuito dell’ovvio che e’ difficile non notare. In questa manifestazione in cui a quattro note e accordi messi in croce, si riallacciano passioni popolari antiche da notte dei tempi (l’amore del popolo italiano per la canzone, così come quella di altri popoli per il ballo), così come il nostro classico ragionare con la pancia che si manifesta nella scelta della canzone che vincerà con il televoto oggi, col totip, con le varie giurie popolari, di esperti, di critici, di vip e compagnia bella prima. C’e’ in questo nostro eterno votare la donna e l'uomo sul palco, la nostra aria da professorini e da secchioncelli pedanti (pleonesticamente fuori dalla scuola) che devono sempre dimostrare al prossimo che io ne so qualcosa in più, cosi' come la donna e l'uomo sul palco manifestano la nostra passione per l'arrigamento (anche canoro) del popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi sento di disprezzare Sanremo neanche quando a vincerlo sono gli sbarbatelli del talent scout ne’ mi sento di riqualificarlo quando a vinverlo e’ uno dei pilastri della canzone d’autore italiana come Roberto Vecchioni, uno che rispetto come uomo (oltre che come cantautore) perche’ per aver scritto un pezzo come “Stranamore”  in anni scomodi dove si rischiava la pelle e le gambe, bisognava avere due palle abbastanza grosse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanremo e’ Sanremo, perche’ prima o poi ci vanno tutti o ci sono andati tutti, belli e brutti, buoni e cattivi, snob e popolusti, filo jazzisti e urlatori alla napoletana, poiché in ogni italiano e in ogni cantante italiano, piu’ o meno bravo, piu’ o meno sofisticato, piu’ o meno artista, soprattutto in quanto italiano, c’e’ sempre latente in se la voglia del palco, del teatro, di avere davanti a se una folla che ti ascolta silenziosa anche solo per 3 minuti, perche’ altrimenti non mi spiego come un maestro come Battiato che ha letto tutto Gurdjeff (credo uno dei pochi al mondo), lavorato con Jodorowsky, e citato in sue canzoni l’esoterismo di Guenon, gli venga anche solo l’idea di andarsi a fare un giro di là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando su Youtube il video della canzone vincitrice, notavo che a suonare ed arrangiare il pezzo vincitore c’era la PFM con al basso un “certo” Patrick Dijvas,  uno che muove le dita sul basso, come se fosse una chitarra (cosa che pochi bassisti al mondo hanno saputo e sanno fare), che nel concerto citato nel precedente post era il bassista degli Area, e Vecchioni in quello stesso concerto cantava per Demetrio che pochi giorni prima scomparso. Quando si dice l’inconscio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì ho realizzato in pieno che Sanremo e’ in se l’essenza dell’Italia : quella dell’arte, si avete letto bene, quella l’arte dell’ arrangiarsi (oltre che quella di arrangiare i pezzi musicali), forse l’unica capacità che ci tieni uniti come popolo, che non ci fa mai alzare la testa per scacciare i nostri mali, l’unica risorsa per sfangarla sempre e comunque, poiche’ noi non abbiamo bisogno di una piazza ma di un palco con qualcuno sopra per la nostra rigenerazione, la nostra riconversione, le nostre speranze, le nostre illusioni, il nostro modo ancestrale di confondere la vita con la recitazione (anche cantata).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;p.s.: nello stesso anno in cui nasceva Sanremo, De Sica e Zavattini firmavano uno dei capolavori assoluti del cinema mondiale: Umberto D. L’allora ministro per la cultura, dichiarò il film osceno e discriminatorio per la visione dell’Italia all’estero, i panni sporchi bisognava lavarli in famiglia. Sanremo doveva fare da contraltare a quel film. “Dall’arte all’arte di arrangiarsi”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8385698506769351158?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8385698506769351158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8385698506769351158' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8385698506769351158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8385698506769351158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/02/perche-sanremo-e-sanremo.html' title='Perche&apos; Sanremo e&apos; Sanremo'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-3FuE5uPX5JM/TWL-I2Z0ghI/AAAAAAAAAcI/ASKFljkzswY/s72-c/vecchioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1428565885476668604</id><published>2011-02-03T18:00:00.006+01:00</published><updated>2011-02-04T01:37:57.310+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Beat and Progressive Rock in Italian Style</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TUrfqhlsTZI/AAAAAAAAAb4/gG0FhNT7Kn0/s1600/demetrio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 236px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TUrfqhlsTZI/AAAAAAAAAb4/gG0FhNT7Kn0/s400/demetrio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569509810861002130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TUrflsNMNpI/AAAAAAAAAbw/Cw65m9m7Svg/s1600/pfmdeandre.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 184px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TUrflsNMNpI/AAAAAAAAAbw/Cw65m9m7Svg/s400/pfmdeandre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569509727811679890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Canada oltre che tante soddisfazioni lavorative e sociali (che in parte erano previste), mi ha regalato anche la possibilità di poter condurre un programma di musica italiana con al seguito un affetto caloroso da parte di coloro che mi ascoltano ogni domenica mattina (ricevo durante il programma tante telefonate di italiani anziani qui trapiantati decenni or sono e di loro figli che a volte mi ringraziano soltanto per questo servizio che do alla comunità). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’estero (e’cosa risaputa) gli italiani si sentono italiani prima ancora che napoletani e milanesi, rossi o celesti, capelloni o pelati, scapoli o ammogliati, e tra le tante cose che ci unisce c’e’ anche la musica leggera. Si ascolta di tutto, da Carla Boni (e non Bruni) a Simone Cristicchi, da Paolo Conte a Renzo Arbore con una trasversalità assoluta riguardo alle età, ai gusti, alle provenienze geografiche degli ascoltatori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte cose riguardo la musica leggera del mio paese le conoscevo già e affondavano le radici non solo nei campi classici delle canzone di grido degli anni ‘60 o dei cantautori degli anni ’70, ma andavano al di là grazie al fatto che in famiglia da piccolo, mia mamma preferiva ascoltare la radio piuttosto che guardare la TV e che mio papà fosse stato investito nei '60, come tanti giovani in quegli anni, dalla volontà di suonare una strumento musicale e mettere su un complesso con gli amici(come allora si chiamavano i gruppi musicali) e quindi ero entrato a contatto da bimbo con nomi di gruppi Beat italiani e non.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Beat fu un movimento culturale e giovanile (ma non solo giovanile) che meriterebbe un post a se (e non solo), e credo di non aver sufficienti elementi per poter scrivere con esattezza quello che esso rappresentò. Se ci limitiamo al campo della musica italiana, credo che qualcosa vada però sottolineata e vale la pena ricordare qualche nome. I Pooh qualche anno fa hanno proposto un album coverizzando pezzi di band italiane di quegli anni, riscuotendo successo e critiche (come e’ normale che sia quando si rifanno pezzi altrui). Tra i nomi che io vorrei ricordare ci sono “I corvi”, quartetto formidabile in quanto a capacità virtuosistiche(chitarra assolutamente in linea se non superiore alla media inglese del tempo) che si impose al grande pubblico con una cover di Sonny and Cher: Bang Bang, resa celeberrima in questi ultimi anni da Nancy Sinatra per le musiche di quel filmetto che e’ stato Kill Bill di Tarantino. La versione della Sinatra e’ una nenia al cospetto di quella de I Corvi, quest'ultima si snoda su vari crescendo tra voce narrante e voce cantante, con atmosfere psichedeliche degne dei Floyd con Barrett.  Inutile stare qui a rivangare la storia che essi scopiazzavano inglesi e americani, perché se e’ vero che vari gruppi come i Dik Dik si limitavano a fare “fotocopie” di canzoni dei loro colleghi anglosassoni (anche con buon esito), altri trovavano una semplice ispirazione o una specie di immersione in una corrente culturale che lambiva anche l’Italia (persino Lucio Battisti in una sua performance televisiva di fine anni ’60, interpretò e arrangiò a suo modo la famosa “Proud Mary” dei Creedence Clearwater Revival, e a nessuno e’ mai venuto in mente di chiamarlo copione… in quegli anni il beat attraversava i giovani e il loro modo di esprimersi, con la musica soprattutto). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nomi potrebbero essere tanti, ma vorrei ricordare pochi altri ancora e sottolineare la loro siderale lontananza dalla riproposizione odierna di loro vecchie canzoni in trasmissioni televisive da talent scout. Chi ha avuto la ventura di ascoltare una delle tremila cover di “Pugni Chiusi” de “I Ribelli” (quella di Pelu' poi ai limiti della denuncia), deve immancabilmente andarsi a sentire l’originale cantata da Demetrio Stratos (cittadino greco trapiantato a Milano). Una volta ascoltata la voce di Demetrio ci si convincerà autonomamente che stiamo parlando di un fenomeno vocale di portata straordinaria. Dopo alcuni anni con I Ribelli egli lasciò musica commerciale e Beat per dedicarsi ad un altro “correntone” del rock anni ’70, e che in Italia vide un fiorire interessantissimo di artisti, gruppi e pezzi di notevole spessore tecnico, virtuosistico e poetico. Gli Area di cui Stratos era leader e vocalist, riuscirono ad imporsi sul palcoscenico europeo con pezzi di notevole spessore anche nei testi (mi suona alquanto balzano vedere qualche sbarbatello oggi scimmiottare “Gioia e Rivoluzione” in televisione in prima serata!!), non da meno la Premiata Forneria Marconi ando' e riscosse successo anche oltreoceano, e sarebbe un delitto dimenticare Il Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme. Ma tornando a Stratos, il nostro, dopo un lungo decennio speso tra concerti, sperimentazioni, studi di etnomusicologia origine e uso della voce, si spense nel 1979 a New York per una malattia rarissima. Fu ricordato in un concerto a Milano dalla sua band pochi giorni dopo(Celentano si autoinvitò, ma gli fu chiesto educatamente di non presentarsi: quando si dice che certi EGO e’ difficile tenerli a bada). Nello stesso anno De Andre’ firmava insieme alla PFM uno dei punti piu’ alti della musica italiana: un tour dove alla poesia di Amico Fragile, Franco Mussida &amp; Franz Di Cioccio unirono le loro doti di virtuosi di chitarra e batteria con arrangiamenti da brivido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho dimenticato sicuramente qualcosa, ma ricordare la vita che si spense cosi’ in fretta di Demetrio (uno dei pochi di quella generazione che non baratto’ il quieto vivere alla sperimentazione, alla innovazione e alla crescita spirituale ed umana) e l’unione di progressive rock con la magia della canzone d’autore credo sia il meglio per ricordare tutti insieme una grande storia italiana. Altro che Cavour!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1428565885476668604?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1428565885476668604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1428565885476668604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1428565885476668604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1428565885476668604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/02/beat-and-progressive-rock-in-italian.html' title='Beat and Progressive Rock in Italian Style'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TUrfqhlsTZI/AAAAAAAAAb4/gG0FhNT7Kn0/s72-c/demetrio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-9131896620960119646</id><published>2011-01-20T17:25:00.003+01:00</published><updated>2011-02-03T18:40:49.418+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='argentina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>La biblioteca di Borges</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TThij62SRwI/AAAAAAAAAbo/c_tpUtnPLCo/s1600/babel-dante8.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TThij62SRwI/AAAAAAAAAbo/c_tpUtnPLCo/s400/babel-dante8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564305708848137986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Capita a volte di chiedersi perche’ certe passioni sono per una persona piu’ forti che in un altro. Per quanto mi riguarda ad esempio, la lettura e’ sempre stata una costante della mia vita, senza la quale molto probabilmente la mia esistenza avrebbe avuto molta meno ricchezza interiore. Sin da bimbo la sola idea di cominciare a leggere una novella, breve per quanto si voglia, mi faceva entrare in un mondo nuovo, in altre vite, in altre citta’, in personaggi che per quanto fantasiosi sembravano appartenere alla mia vita quotidiana. &lt;br /&gt;Col passare degli anni, soprattutto negli anni universitari, la lettura si faceva piu sporadica e meno quotidiana per via della mancanza di tempo, ripiegai pertanto sul cinema, molto piu’ “veloce” e “meno impegnativo” per poter soddisfare la mia anima bisognosa di quella scoperta infinita che la lettura era riuscita a darmi in tanti anni; vivendo a Torino poi, il cinema lo si respira un po’ dappertutto, ed e’ quasi impossibile per chiunque viva li’ ed ama il mondo “del racconto” non imbattercisi. Alla fine  credo che in questo la danza della realta’ mi abbia riservato un gran regalo, dandomi un ottimo surrogato.&lt;br /&gt;Ma le passioni quelle vere, restano sempre li, possono sembrare in apparenza assopite, dormienti, rintanate, ma hanno il carattere magmatico della lava che prima o poi erutta e fuoriesce dal vulcano. &lt;br /&gt;Avevo piu’ o meno 20 anni, quando mi capito’ tra le mani, nella biblioteca del collegio universitario in cui vivevo, un libro il cui spessore era a dir poco esile, il cui titolo e la cui premessa mi incuriosirono non poco: “Il manoscritto di Brodie”. Serie di novelle scritte da Jorge Luis Borges, molto colorate e picaresche, ambientate quasi tutte in una Buenos Aires che allora per me era un’idea come un’altra, cosi’ come tante cose allora erano idee come altre, ma piu’ idee di altre. Ricordo che lessi quelle pagine in poche ore, mi sembro’ quasi di dimenticarle, anche se serbavo in me il ricordo fascinoso di quella lettura che nominava “essenze” come Belgrano, Palermo, Recoleta, Mataderos. Qualche anno dopo, mi ritrovai in quelle essenze che in realta’ erano posti, quartieri fascinosi e ammalianti di quella citta’ sontuosa e cortigiana che e’ Buenos Aires, e all’improvviso, come l’acqua che evapora negli assolati meriggi estivi, mi ritornavano in mente le vite, i protagonisti e le vicissitudini dei personaggi nel manoscritto di Borges e scoprivo che quell’idea che prendeva forma, era piu’ idea di altre, gia tanti anni prima che la conoscessi e che certe cose non le si puo’ spiegare razionalmente. Ma la cosa non finiva qui, perche’ passeggiando lungo una stupenda avenida portena, mi imbattei in uno strano edificio in stile post-moderno e ultrafuturista in cui una targa indicava: Biblioteca Nazionale Argentina, qui vi lavoro’ (non mi ricordo le date) il grande J.L.Borges. Da quel preciso istante partii con la mente immaginandomi l’interno di quella biblioteca (che non visitai all’interno), come una sorta di citta’ fatta di libri, in cui trovi pile di volumi al posto delle case, corridoi tra scaffali che in realta’ diventano corsi e strade, angoli che si trasformano in piazze. Non mi sbagliai di molto, perche’ la mia curiosita’ mi porto’ a scoprire che Borges aveva nella sua propria dimora, una biblioteca di  siffate dimensioni e di cotanto significato simbolico, in cui lui, quasi cieco, si divertita a passeggiare tra gli scaffali della letteratura francese, italiana, russa per finire ai testi religiosi, che aveva affiancato ai testi di letteratura fantastica data la colleganza di argomenti. E cosi dinanzi a quella biblioteca si fondavano in me i ricordi di quel libro, questa immagine onirica corrispondente ad una realta’ quantomeno certa, nella fusione di un istante che sembrava diventare eterno per via delle diramazioni in tanti posti, in tanti luoghi, in tanti personaggi che con noncuranza si sommavano a tutto cio’ che i miei sensi mi avevano fatto percepire come realta’, nella moltiplicazione di una vita che divantava una, nessuna e centomila, in quella magia che si incontra nella lettura e nella scrittura come egregiamente Calvino descrisse ne “Una notte d’inverno un viaggiatore”: “il collegarsi a qualcosa di piu’ grande che entra e ti porta via con se, a patto di lasciarsi liberi da ogni condizionamento psicologico personale, sia che tu abbia in mano una penna, sia che tu abbia sotto gli occhi un libro”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-9131896620960119646?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/9131896620960119646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=9131896620960119646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/9131896620960119646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/9131896620960119646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/01/la-biblioteca-di-borges.html' title='La biblioteca di Borges'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TThij62SRwI/AAAAAAAAAbo/c_tpUtnPLCo/s72-c/babel-dante8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-4418626896053822045</id><published>2011-01-17T16:54:00.004+01:00</published><updated>2011-01-17T17:03:05.378+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Blue or White</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TTRmqojrpRI/AAAAAAAAAbg/VL_AhsaWRnU/s1600/grecia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 172px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TTRmqojrpRI/AAAAAAAAAbg/VL_AhsaWRnU/s400/grecia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563184322337023250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ammetto che ultimamente scrivo poco sul mio blog. Dopo quasi tre anni di post quasi settimanali, le cose che si volevano dire le si e’ dette piu’ o meno tutte, il mio mondo interiore e le mie idee si sono palesate in maniera spero sufficientemente chiara con coloro che hanno avuto la ventura di leggerlmi sia saltuariamente, sia per caso, sia per affezione nei miei confronti.&lt;br /&gt;Il fatto di stare lontano dalla propria terra crea anche questo piccolo distacco dalle vicissitudini che si compiono giorno dopo giorno nei propri posti di origine, e se e’ vero che a volte lo sguardo si fa piu’ lucido, e’ altrettanto vero che stare lontani impedisce quella partecipazione emotiva, affettiva, umana e spirituale che il vivere in loco fornisce.&lt;br /&gt;Mi accorgo di come nel 2008, nel 2009 e parte del 2010, avvenimenti che sconvolgevano il nostro paese venivano da me commentati con passione, veemenza, parole forti, a volte sarcastiche, e come oggi in me prevalga la linea del si si, no no di evangelica memoria. Mi sembra che il di piu’ venga dalla stoltezza. Come si puo’ giudicare, commentare e cercare di comprendere il referendum di Mirafiori, vivendo a migliaia di km di distanza, dopo aver vissuto per 13 anni, in quella specie di citta’ condominio che si chiama Torino, ove ogni relazione umana e inestricabilmente avvinghiata in mille collegamenti umani e professionali, come se si vivesse in un minuscolo centro di provincia. Inutile stare qui a dire cosa rappresenta la Fiat, non dico per l’Italia, ma per quella citta’, credo che sia lampante anche al piu’ disattento dei suoi abitanti, visitatori ed estimatori, che senza quella fabbrica Torino sarebbe stata relegata a non altro che grigia citta’ di frontiera.  Ma non voglio scrivere un post su Torino, ne ho gia’ scritti molti, altalenanti e rispecchianti i miei stati d’animo nei suoi confronti.&lt;br /&gt;Pero’ allo stesso tempo qualcosa resta da dire, soprattutto alla luce dei risultati avuti in quel referendum nonostante mi sia difficile farlo. Purtroppo per ben esprimere il mio parere, usero’ piu’ che le mie parole, ancora una volta un rimando cinematografico, che credo possa considerarsi esaustivo della storia del lavoro, soprattutto operaio di Torino e di riflesso dell’Italia dal 1980 sino ad oggi. Sembrera’ questa una premessa presuntuosa, e pertanto chiedo venia a tutti coloro che cosi’ mi percepiranno, non e’ mia intenzione essere borioso. Pochissimi hanno avuto la fortuna di vedere un film emblematico come “Signorina effe”, storia per immagini che narra le vicissitudini di una famiglia di meridionali emigrati a Torino per ovvi mativi di lavoro. Padre operaio metalmeccanico nella grande fabbrica, madre casalinga, due figlie e un figlio. Gli anni passano, il padre lascia il posto al figlio in fabbrica, una delle due figlie brava all’universita’ che aspira a diventare dirigente sempre nella stessa fabbrica. Sullo sfondo le lotte operaie degli anni ’70, le vite dei figli che si intersecano con molti contestatori alcuni dei quali violenti, i figli che inconsciamente o consciamente si vergognano dei genitori in quanto meridionali, i colletti bianchi che cercano di staccarsi e affrancarsi dall’universo operaio. Il tutto per chi ricorda la storia di quegli anni si concludera’ con la marcia dei 40mila colletti bianchi, che con quella mossa, misero fine ad una partita che la classe operaia da allora e’ ininterrottamente decise di non giocare piu’ . Il finale di respiro familiare ve lo risparmio, cosi’ chi di voi non ha visto il film puo’ gustarselo.&lt;br /&gt;Tre giorni fa, in quello stesso stabilimento, piu’ o meno qualcosa di simile a quell’episodio del 1980 si e’ svolto. Da un lato il no delle tute blu, dall’altra il si vincente dei colletti bianchi verso il nuovo piano di ristrutturazione aziendale.  Apparentemente sembra sia avvenuto lo stesso,in fondo qualcosa e’ cambiato drasticamente, poiche’ come dicono forse inconsciamente gli amministratori di quella citta’ “E’ il “mondo” che ci chiede questo cambiamento”.&lt;br /&gt;Ebbene se e’ vero che in altre zone del mondo si sta delocalizzando industria per risparmi sul costo del lavoro, e’ anche vero che molto mondo si sta rendendo conto che forse certi prodotti che per produzione si vanno spostando a sud est, non sono poi cosi’ vitali. I dati di vendita delle auto nel mondo ‘cosiddetto evoluto” scendono drasticamente, non solo perche di grano da spendere ce n’e’ di meno, ma perche’ effettivamente si capisce che anche usare il treno, il bus o andare a piedi non e’ poi cosi’ male. Che oramai molte pratiche burocratiche e non le sbrighi da casa con un click e  che effettivamente per scopare, piu’ che l’auto ti servono il cervello e gli organi genitali (quanta pubblicita’ ci e’ stata somministrata negli anni abbinando a questi prodotti il fattore libidinoso). &lt;br /&gt;Dietro quel no operaio, non so cosa ci sia, non avendo parlato con quegli operai, ma provando a immaginare posso ipotizzare una presa di coscienza o un istinto inconscio al rigetto di un lavoro, perche’ di questo si tratta in quanto la fabbrica diceva: “O ti prendi il lavoro alle mie condizioni o resti a piedi!”. In questo no, non c’era (per motivi di disgregazione lampanti della classe operaia) la sfida verso il padrone, c’era la sfida dei singoli nei confronti di se stessi: dico no, perdero’ il lavoro, macchisenefrega, faro’ qualcosa di piu’ utile nella mia vita che produrre qualcosa la cui utilita’ e’ sicurmante meno certa di tanti anni fa. In questo no, inconscio quanto volete, c’e’ quel rapporto ancetrale tra colui che con le proprie mani svolge il proprio lavoro per veder realizzati sotto i propri occhi la sua opera (certo con annessi tutti i problemi di ordine psicologico che una ripartizione in catena di montaggio puo’ comportare)e la sua utilita' e bellezza finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dall’altro quel si vittorioso di misura. tanti saranno stati sicuramenti i "si" di rassegnazione al "O cosi’ o pomi’", ma sono sicuro che erano tanti anche i "si" che cercano ancora di trovare un appiglio razionale a quel mondo totalmente irrazionale che e’ il modello occidentale dell’economia portato su scala globale. Molti di quei "si" sono il tentativo di nascondere a se stessi prima di tutto che qualcosa sta crollando, non si sa bene cosa ma e’ cosi’. Per capire ancora meglio cosa sta crollando, vi rimando al finale del film che vi ho suggerito sopra!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-4418626896053822045?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/4418626896053822045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=4418626896053822045' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/4418626896053822045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/4418626896053822045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/01/blue-or-white.html' title='Blue or White'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TTRmqojrpRI/AAAAAAAAAbg/VL_AhsaWRnU/s72-c/grecia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-7373636006430695836</id><published>2011-01-04T20:59:00.006+01:00</published><updated>2011-01-04T22:51:20.367+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='essere e divenire'/><title type='text'>Relativita' e Principio di Indeterminazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TSN9JkZuCrI/AAAAAAAAAbY/MHSUFVEq-is/s1600/relativita.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 192px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TSN9JkZuCrI/AAAAAAAAAbY/MHSUFVEq-is/s400/relativita.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558423968449170098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TSN9E0h-o1I/AAAAAAAAAbQ/qDjJHL7VgSs/s1600/indeterminazione.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 232px; height: 218px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TSN9E0h-o1I/AAAAAAAAAbQ/qDjJHL7VgSs/s400/indeterminazione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558423886879433554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tra le piu’ grandi teorie della fisica del XX secolo, quella della Relativita’ di Einstein e il Principio di Indeterminazione di Heisemberg sembrano aver segnato oltre che la storia della Fisica (con le loro ricadute tecnologiche nella vita di tutti I giorni), l’immaginario collettivo attraverso l’opera di tanti filosofi e scienziati (molti hanno tentato una sintesi di complementarieta’ tra le due teorie con risultati sinora negativi che credo resteranno tali) i quali si sono interrogati sul significato profondo che queste due “alternative” visioni dell’Universo (nel suo immensamente grande e nel suo infinitesimatamente piccolo)hanno avuto sul nostro modo conscio e inconscio di intendere la realta'.&lt;br /&gt;Viste in apparenza “La teoria della Relativita’” di Einstein puo’ essere bene interpretata come l’ultima teoria meccanicistica dell’Ottocento positivista (come ha avuto modo di sottolineare il fisico torinese Angelo Tartaglia nel suo ultimo libro), un universo in cui tutto e’ gia’ scritto attraverso un’equazione matematica, dove un evento puo’ essere descritto come un punto contraddistinto da 4 coordinate, una in piu’ rispetto alle classiche 3 spaziali poiche’ a loro si puo’ aggiungere quella temporale.  Pertanto se e’ impossibile poter individuare geometricamente (disegnandolo) questo evento su un piano cartesiano (dato il limite delle 3 dimensioni), possiamo benissimo circoscriverlo con un’equazione matematica, che governeremo attraverso 4 variabili, cosa che un qualsiasi studente di Analisi I potrebbe trattare senza eccessivi problemi. Cosi’ operando, in un universo che si puo’ districare attraverso questa equazione, noteremmo come tutto sia effettivamente determinato sin da principio e come il tempo, assumendo le connotazioni  di una variabile matematica, perde la sua visione quantitativa di passato e futuro, e un evento seppur circoscritto in uno spazio lo e’ anche per quanto riguarda il suo accadimento temporale, in un universo in cui la cristallizzazione di cause ed effetti ci porta da un estremo a vedere tutta la nostra esistenza come qualcosa priva di senso, (qualche nipotino tonto di Voltaire direbbe che la nostra vita e’ non-sense in un mondo ove tutto e’ predeterminato), o come qualche altro fisico, filosofo o teologo un tantino superficiale accorderebbe a questa teoria una visione poco consona a sviluppi spirituali dato che la possibilita’ di interazione della volonta’ umana e’ praticamente nulla. Da un punto di vista squisitamente personale ho sempre considerato entrambe queste interpretazioni della teoria einsteniana un tantino riduttive e legate ad una contrapposizione vetusta ed ottocentesca della filosofia, della fede e del rapporto tra entrambe. Perche’ se e’ vero che individuando un evento come predeterminato da 4 dimensioni, e quindi cristallizzandolo in questo punto senza possibilita’ di intervento, e’ pur vero che qualcuno quell’evento l’ha dovuto piazzare li’ predeterminandolo in quel modo, e se e’ vero che la concatenazione degli eventi (tutti inestricabilmente avvinghiati, correlati e concausanti-concausandi) toglie spazio alla volonta’ umana, dall’altra apre uno scenario: un motore esterno all’uomo l’ha dovuto disegnare in quel modo. In pratica nella relativita’ io ci trovo qualcosa di aristotelico per dirla con la filosofia greca, ma sicuramente e senza ombra di dubbio, persino qualcosa di biblico data la vicinanza di questa perfetta e immobile macchina che non sbanda di un nanometro da quanto (pre)programmato... altro che non-sense! Einstein senza punto motore e’ puro nulla, ed e’ proprio per questo che questa teoria e’ per me molto collegabile alla figura del principio divino creatore Javhe’ di biblica memoria, allo stesso tempo geloso custode dell’ordine precostitutito, imperturbabile, ieratico e severo: l’eterno essere. Questo dimostrerebbe come tanto ateismo scientista altro non sia se non un monoteismo assoluto e tiranno (i cui seguaci non nominano mai il loro primo motore!).&lt;br /&gt;Per contro e’ sin troppo facile per credenti e non, individuare in quella impossibilita’ di stabilire la posizione esatta di un elettrone  (se lo consideriamo come particella solida) con relativa introduzione del concetto di probabilita’ di posizione dall’heisenbergiana teoria, una visione dell’universo che permetta l’intervento della volonta’ dell’uomo o quanto meno la prospettiva di un universo al cui concetto di determismo si possa rispondere con un ventaglio probabilistico di possibili scenari e in cui la capacita’ dell’agire, e del fare il bene e il male da parte dell’essere umano ha spazio di intervento, quindi una sua eventuale elevazione spirituale. &lt;br /&gt;Ma cosi’ come per Einstein la metafora biblica di Jahve’ ci puo’ insegnare a comprendere un riflesso del divino, per Heisenberg senza paura di sembrare arroganti potremmo avvicinare un’altra visione della divinita’ di biblica memoria, che e’ quella di Elhoim, il perenne divenire, l’evoluzione del cosmo, dell’universo, dell’uomo, della materia, sin giu’ alle fondamenta dei suoi costituenti cosi’ difficilmente classificabili secondo i criteri umani.&lt;br /&gt;Einstein e Heisemberg: l’ultimo riflesso di millenni scorsi tra essere e divenire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-7373636006430695836?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/7373636006430695836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=7373636006430695836' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7373636006430695836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7373636006430695836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2011/01/einstein-vs-heisenberg.html' title='Relativita&apos; e Principio di Indeterminazione'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TSN9JkZuCrI/AAAAAAAAAbY/MHSUFVEq-is/s72-c/relativita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-7498019899059674158</id><published>2010-12-22T10:50:00.001+01:00</published><updated>2010-12-22T10:53:59.494+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Universita&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lessico'/><title type='text'>Riformatorio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TRHKrWb6-WI/AAAAAAAAAbE/rwtJjWjVAvY/s1600/atena.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 225px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TRHKrWb6-WI/AAAAAAAAAbE/rwtJjWjVAvY/s400/atena.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553442661630409058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dal mio ritorno in Italia ad oggi, scorrendo le pagine dei giornali e spulciando a destra e a manca la TV, sento solo e soltanto parlare della prossima riforma universitaria, che con altissima probabilità oggi diventerà legge della Repubblica. Ho già scritto due anni fa in ottobre, un post sull’argomento, da allora ad oggi molte cose sono rimaste identiche, per cui quel post potrebbe considerarsi ancora esauriente e conforme al mio pensiero attuale. Alcune cose nel mondo sono però drasticamente cambiate, e credo che qualche precisazione vada effettuata. Innanzitutto la protesta che oggi vedrà in strada molti studenti (al di là degli appelli a starsene a casa) sarà realizzata  e speriamo senza tanti incidenti, però duole vedere che pochi giornalisti e partecipanti hanno sottolineato che oltre che gli studenti italiani ci sono anche i colleghi inglesi che fanno lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi ha una minima infarinatura sulla gestione delle università nel mondo ben conosce la differenza tra mondo accademico anglosassone a forte impatto privato tramite fondazioni (con le sue propaggini nelle ex colonie di sua maestà) e il mondo universitario europeo a forte impatto statale tra cui il modello attuale dell’università’ italiana si colloca con i suoi pregi e i suoi mille difetti. Chi segue ultimamente i dibattiti giornalistici e non solo, si sarà accorto qualche mese fa, che in una delle tante classifiche sugli atenei di tutto il mondo (che ha fatto il giro di giornali e siti on-line), il primo modello colloca con una percentuale vicina a numeri da plebiscito bulgaro i suoi migliori atenei in quasi tutte le prime 200 posizioni. L’Italia in quella classifica (redatta da un istituto inglese) non compare se non oltre la 200esima posizione, come a dire: il nostro sistema universitario non e’ nella serie A del mondo accademico mondiale. Altre classifiche, come quella stilata dall’Università di Shanghai (tra l’altro la più unanimemente riconosciuta da tutti gli atenei del mondo) vede l’Italia presente tra le prime 200  solo 3 o 4 volte ma “solo” tra la 180esima e 200esima posizione. Detto così, con questi numeri, potremmo tirare la croce sul sistema universitario italiano, e guardandoci in faccia, dire che forse è l’ora di rendere un po’ più anglosassone un modello che non primeggia al mondo anzi che sembra perdere in termini di funzionalità e competitività. Se però ci sforziamo di vedere chi di solito, in tutte le classifiche, risulta sempre tra le prime 3 posizioni, noteremmo che c’è sempre l’Università di Cambridge, la quale guarda caso, si trova in Inghilterra, paese che oltre ai 30 ridicoli cm di neve, si sta facendo flagellare dalle proteste studentesche, per via di un allucinante aumento delle rette universitarie pari al 300% da un anno all’altro (numero inflazionistico mai visto forse nemmeno nelle peggiori dittature sudamericane!). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo preambolo lungo e noioso, sicuramente parziale, che non tiene conto della produttività scientifica di molte persone serie che in ambedue i modelli universitari ci lavorano, portando a casa prestigiosi premi, brevetti e pubblicazioni, illuminati da sudore e passione, sono un sintomo di un qualcosa che nel mondo universitario (ma anche in quello sociale economico e civile) occidentale non va più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché se è vero che l’università italiana, deve essenzialmente a se stessa (e a qualche politico locale da 4 soldi) la spinta sua ad autoriprodursi in sedi decentrate, corsi universitari dai nomi ai limiti del fantascientifico e del grottesco, clonazioni di facoltà e cadreghe, reclutamenti poco meritocratici; è altresì vero che il modello british, non se la passa poi meglio se pretende dai suoi iscritti così tanti sghei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frequentando entrambi i modelli mi sento di dire con tutta franchezza che a questi problemi tecnici, come al solito se ne associano di altri molto più inconsci e spirituali. Il modello di civiltà occidentale e di riflesso le sue “strutture scolastiche e di istruzione superiore” vivono nel vicolo cieco del materialismo più cupo, e da tempo hanno perso di vista la funzione essenziale e antica che al termine accademia (come Platone intendeva) si associava, nonche il significato simbolico che alla dea Atena (a cui si rifà il secondo modo di chiamare l’università) la mitologia greca aveva abbinata. Sappiamo bene tutti che le nostre università si sono trasformate in laureifici, ove non si fa altro che considerare gli studenti dei numeri a cui sbattere in faccia quattro nozioni in croce che più o meno potrebbero servire nel mondo del lavoro, così come molti operatori del settore sanno bene in cuor loro, come alcune ricerche si adeguano su idee poco lungimiranti solo per assecondare industrie e politici (che fino a poco tempo fa erano i finanziatori principali nei due sistemi) i quali badavano molto poco alla sacra passione della conoscenza, molto più ai loro ritorni in termini di portafoglio e di popolarità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdendo di vista il fine ultimo di questa istituzione, si è perso di vista la formazione spirituale oltre che tecnico-umanistica degli studenti riducendo la scelta di un ateneo da frequentare ad una specie di agenzia di collocamento ante-litteram e svendendo la passione per la conoscenza al dio denaro e al mito di Narciso, si è smarrito senza possibilità di redenzione il senso del fare ricerca e quindi espandere i limiti della conoscenza umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il cuore che mi duole, mi spiace dire a chi protesta oggi e a chi vuole riformare l’Università italiana (ma prima o poi tutto ciò toccherà anche agli atenei oltralpe, oltremanica e oltreoceano), l’inutilità del loro adoprarsi perché accanto al mondo universitario è il mondo occidentale che sta crollando sotto il peso della sua visione parziale e ottusa della vita, oramai incanalata nel tunnel della materia, ma sono altrettanto sicuro che il sacro fuoco di Atena rinascerà sotto altre forme perché nessun sistema politico, economico e sociale, è mai riuscito a fermare il divino e perenne divenire dell’essere umano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-7498019899059674158?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/7498019899059674158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=7498019899059674158' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7498019899059674158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7498019899059674158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/12/riformatorio.html' title='Riformatorio'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TRHKrWb6-WI/AAAAAAAAAbE/rwtJjWjVAvY/s72-c/atena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3687175465492715692</id><published>2010-12-09T17:13:00.006+01:00</published><updated>2010-12-14T11:36:42.679+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><title type='text'>La leva calcistica del '77</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TQEAxFFyEHI/AAAAAAAAAa8/gnOoCtvo-Yg/s1600/DSCF1922.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TQEAxFFyEHI/AAAAAAAAAa8/gnOoCtvo-Yg/s400/DSCF1922.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548717059077181554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Siamo arrivati&lt;/span&gt; a quota 6 mesi della nostra esperienza canadese. Il tempo sembra essere volato come un airone nei cieli azzurri d’estate, mentre il cielo canadese diventa sempre piu’ impenetrabilmente bianco come se ci trovassimo all’interno di un manto di ovatta che ti avvolge tra cieli, alberi e strade per via della neve che cade ininterrottamente da tre giorni. Il freddo che sembra essere sceso su questo estremo lembo meridionale del paese nordamericano ti fa rendere conto che nonostante il Canada ci abbia accolto con i guanti di lino e trattati al pari di cittadini ed esseri umani di serie A, le nostre radici sono nelle calde e assolate lande del mediterraneo, quelle che Montale aveva tramutato in poesia e Joan Manuel Serrat in canzoni. &lt;br /&gt;London Ontario, nonostante non abbia la bellezza di una citta’ europea, o la dinamicita’ tagliente ed eccitante delle metropoli nordamericane, ha lasciato qualcosa in noi: i sorrisi della gente anziana che qui decide di venire a vivere la pensione, ma allo stesso tempo le urla di gioco dei bimbi che liberamente stanno nei cortili e per le strade secondarie dei quartieri (un po’ come quasi tutti noi trentenni italiani abbiamo potuto fare nel nostro paese, prima che i giochi ai computer e la paura del prossimo, rinchiudesse i bimbi nelle case), la facilita’ di entrare in comunicazione con gente proveniente da tutto il mondo, la disponibilita’ e la correttezza nei rapporti di lavoro, ultimo ma non per ordine di importanza, la gioia di vivere e pensare un futuro che non sia solo angoscia e paura di fare un passo in piu’ del normale (che in fondo significa capacita’ di essere giovani nell’animo oltre che sulla carta d’identita’).&lt;br /&gt;In questi sei mesi, abbiamo avuto la fortuna di assistere al rispetto delle culture e delle diversita’ etniche, culturali, religiose, linguistiche, relazionali, scoprendo che esiste una societa’ della tolleranza del prossimo che sa farsi anche sincretismo ed evoluzione materiale, perche’ alla base vi e’ una evoluzione spirituale che rende il lato tangibile costruito su solide basi, ed un rigore inflessibile nella tutela di questi principi (nessuno qui si sogna di insultare qualcun altro per via della sua religione, provenienza geografica men che mai per i suoi orientamenti sessuali).&lt;br /&gt;Scrivo questo post ascoltando le note di una canzone di De Gregori: “La Leva calcistica del ’68”. Era una canzone che mi coccolava e mi trascinava sulle ali dei miei sogni di bimbo, era la colonna sonora dei miei pomeriggi d’estate, quando il sole cocente rendeva quasi impossibile ogni volonta’ del fare, e non ti rimaneva altro che rilassarti godendoti la natura selvaggia e colorata della mia amata Puglia naufragando dolcemente sulle note e sulle rime di questa canzone, cosi’ come di altre ancora che avevo registrate nella mia musicassetta. Oggi a tanti anni di distanza scopro che tanti pugliesi e italiani miei coetanei (sono circa 4 milioni se non di piu’) hanno fatto la mia-nostra stessa scelta... &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;siamo&lt;/span&gt; qui in Canada, negli USA, Nord Europa, Sud America, Cina ed India; quando ci &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;incrociamo&lt;/span&gt;, ci &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;guardiamo&lt;/span&gt; in faccia e non abbiamo neanche bisogno di chiederci se si e’ italiani, lo si capisce da quegli occhi: ognuno ha la sua canzone che vibra dentro, rappresenta il cordone con la parte piu’ bella del nostro paese, quella che dalle storie umili del Nino di De Gregori ha saputo estrarre il succo piu’ bello di un’appartenenza che nonostante tutto ci rende orgogliosi, anche se i frutti del nostro albero cadono altrove, e guardandoci sentiamo che oltre ad una patria, un destino e delle scelte ci hanno unito! &lt;br /&gt;Il Canada ha segnato per sempre la mia vita, e dopo tanti anni lontano dalla mia terra, e dopo tante partenze, finalmente sento quel dolore che Shakespeare abbinava alle partenze. Spiace dire che per 13 anni, la partenza da Torino era sempre abbinata una felicita’ che di certo era collegabile alla volonta’ di tornare alla mia famiglia e ai miei amici, ma inequovocabilmente anche al piacere di staccare da una citta’ la cui pesantezza dei suoi abitanti che anche dopo solo 4 mesi si faceva –per me che li non vi nacqui- insopportabilmente asfissiante; cosi’ come la stessa felicita’ mi lambiva il cuore quando lasciavo la mia terra per andare a Torino, per scappare da un mondo (e da tanta gente) troppo piccolo e ripiegato troppo su se stesso, per realizzare i sogni di quei pomeriggi in compagnia del caldo e de “La leva calcistica del ‘68”.&lt;br /&gt;Il fatto che Marta ed io abbiamo un po’ di tristezza che ci cala nel cuore nel momento di questa partenza (&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sia pur momentanea&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ndr&lt;/span&gt;), ci fa capire che qualcosa di noi restera’ per sempre in Canada, e un pezzo di Canada sara’ gelosamente custodito nei nostri cuori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3687175465492715692?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3687175465492715692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3687175465492715692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3687175465492715692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3687175465492715692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/12/la-leva-calcistica-del-77.html' title='La leva calcistica del &apos;77'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TQEAxFFyEHI/AAAAAAAAAa8/gnOoCtvo-Yg/s72-c/DSCF1922.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-4692718984681217212</id><published>2010-12-01T22:15:00.006+01:00</published><updated>2010-12-01T22:50:32.332+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='personaggi'/><title type='text'>Monicelli-Moretti: 5-0</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TPa-dPHmoSI/AAAAAAAAAa0/qI0wbJTd4yk/s1600/moretti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 96px; height: 72px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TPa-dPHmoSI/AAAAAAAAAa0/qI0wbJTd4yk/s400/moretti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545829400637251874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TPa-ZDlBW6I/AAAAAAAAAas/TpUN6VXVTvU/s1600/monicelli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 88px; height: 66px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TPa-ZDlBW6I/AAAAAAAAAas/TpUN6VXVTvU/s400/monicelli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545829328819936162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se esiste un’Italia che continua a vivere nonostante non sia mai “esistita” questa e’ l’Italia de “I Soliti ignoti”, de “La Grande Guerra”, de “I compagni”, de “L’armata Brancaleone”, tutto in una immagine, anzi una carrellata di ritratti che gira il mondo nei cineforum e nelle rassegne cinematografiche per pochi intimi e per platee numerose, per vecchi e giovani appassionati di cinema, ma anche solo per chi ama l’Italia nei suoi stereotipi belli e brutti, cialtroneschi e coraggiosi. Mario Monicelli e’ andato via due giorni fa decidendo che aveva dato abbastanza, come regista, ritrattista, uomo, dopo aver introdotto nelle vite di tutti noi -rendendoceli personaggi quasi ai limiti della familiarita’ i due pirla-eroi interpretati da Sordi e Gassman nel film sulla prima guerra mondiale, i rubagalline de I soliti ignoti, le macchiette surreali di Gassman e Volonte' nell'armata per le crociate. Monicelli apparteneva per modestia personale, per mancanza di ego spropositato e per inclinazione artistica a quel gruppo glorioso di cineasti che attraverso la commedia avevano descritto bene l’Italia dagli anni '50 agli anni '70 nelle sue varie anime e nelle sue vicissitudini, sapendo aderire molto spesso alla realta’ come i grandi (anche da un punto di vista egocentrico non solo artistico) del Neorealismo riuscirono a fare qualche anno prima. &lt;br /&gt;Non entro nemmeno nel merito delle qualita’ di cineasta di questo immenso italiano, non ne sarei all’altezza, e sinceramente credo che anche lui non amerebbe la retorica. Se c’e’ uno spezzone che e’ rimbalzato su internet durante il giorno della sua dipartita e che mi ha fatto riflettere, e’ quella specie di “diverbio” che il nostro ebbe con Nanni Moretti sul finire degli anni ’70 in uno studio televisivo riguardo le modalita’ di fare cinema in “tempi moderni”. Visto li’ per li’ sembra un semplice scambio di opinioni tra un giovane 24enne animato da furore giovanile e un tranquillo 60enne che si lascia scorrere tutto addosso. Visto sotto altri punti di vista e’ una specie di staffetta tra due generazioni, la prima che ha visto sulla propria pelle l’orrore di tutto il novecento concentrato in poco piu’ di 30 anni e ne e’ saputa uscire fuori alla grande, e sull’altra sponda un figlio di quella stessa generazione, che per il solo fatto di non aver vissuto quegli anni e di aver studiato al liceo o all'universita' qualche filosofo post-moderno, crede di essere meglio. E cosi’ davanti alla supponenza puerile e greve del giovane, il vecchio trasuda rilassatezza, tranquillita’, ascolto, predisposizione al dialogo, lontananza siderale da atteggiamenti baronali che pure gli potrebbero essere concessi. Sull’altro versante si continua ad osservare questa paranoia del sapientino, piccolo piccolo, molto borghese, proprio perche in quei modi cosi’ tristemente e sfacciatamente anti qualcosa, si cela un certo conformismo di quella generazione, la stessa che Pasolini vedeva come inetta ed edipica, la quale rivoltandosi contro i padri borghesi, non voleva far altro che prenderne il posto senza esserne all’altezza, sentendosi intimamente superiore, con una mancanza cronica di un qualsiasi scatto spirituale oltre che materiale.&lt;br /&gt;Il problema non e’ Moretti in se, e’ il fatto che di Moretti ne abbiamo avuti tanti e ne abbiamo le tasche piene, perche’ nella loro inettitudine si e’ spianata la strada a quello scorpionismo che da sempre alberga nel nostro DNA di popolo, e che oggi sembra essere incontrastato in ogni sua forma... &lt;br /&gt;ed ecco quindi una carrellata di “inutili antiscorpionici moretteschi" che sarebbero potuti essere altrettanti personaggi di un ultimo ipotetico film di Mario, tonti (ma questa volta in maniera amara) quanto i protagonisti dei soliti ignoti,  codardi (ma questa volta sino all'ultimo) come i protagonisti de La Grande Guerra, storditi (ma questa volta senza neanche un sussulto di illuminazione) come il crociato dell'armata brancaleone:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-il  giornalista che quando scrive sa tutto lui e riesce a collegare le Guerre Puniche con i punti di sutura al labbro di Obama.&lt;br /&gt;-il politico che crede di avere le risposte sui mali dell’essere umano a portata di mano, pero’ quando gli dici che la globalizzazione ti ha tolto il posto di lavoro, lui ti risponde che non capisci nulla del mercato&lt;br /&gt;-il meridionale emigrato al Nord che non fa altro che parlare male del sud, ma lui quando ci va in vacanza d'estate si comporta esattamente nel modo in cui lui dipinge i meridionali&lt;br /&gt;-il classico borghese con un piede qua e uno la, che se deve candidarsi per qualcosa aspetta che anche il Dalai Lama lo sostenga per una poltrona un po’ piu’ importante di quella che gia’ occupa.&lt;br /&gt;-l'uomo che nei discorsi al bar con gli amici e colleghi non fa altro che ripetere che gli italiani sono tutti un branco di cagasotto, pero’ lui si astiene persino dall'andare a votare (o al massimo se va a votare vota per quello che secondo i sondaggi puo' vincere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao Mario!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-4692718984681217212?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/4692718984681217212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=4692718984681217212' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/4692718984681217212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/4692718984681217212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/12/monicelli-moretti-5-0.html' title='Monicelli-Moretti: 5-0'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TPa-dPHmoSI/AAAAAAAAAa0/qI0wbJTd4yk/s72-c/moretti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1860717925496549135</id><published>2010-11-08T01:57:00.005+01:00</published><updated>2010-11-08T21:14:13.167+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema europeo'/><title type='text'>Camaron de la Isla. La leggenda oltre il tempo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TNdM4KP2kkI/AAAAAAAAAak/NQQa1O1eJtA/s1600/Camaron+de+la+Isla.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 285px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TNdM4KP2kkI/AAAAAAAAAak/NQQa1O1eJtA/s400/Camaron+de+la+Isla.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536978794582544962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Correva l’estate del 2006 quando un mio collega spagnolo mi passò un CD di flamenco; ancora ricordo le sue parole: “Ascolta questo disco sicuramente ti piacerà”. Non feci in tempo ad arrivare a casa, senza leggere il titolo ne’ l’autore infilai il CD nel mio lettore e dalla casse ne uscì una musica che mi bloccò e mi fece restare in mobile in meditazione per circa un’ora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lessi titoli e autore e per la prima volta nella mia vita fece ingresso Camaron de la Isla, entrò e non uscì più. Quella musica che mi strabiliò era “La leyenda del tiempo” e tuttora ogni volta che la ascolto l’emozione che mi suscita e’ la stessa.&lt;br /&gt;Qualche sera fa mi e’ capitato di vedere il film biografico su questo grande cantante girato nel 2005, e seppur presentando tutti i limiti di una biografia filmica  di un personaggio “positivo” (quindi con cadute nell’agiografia) il regista  Jaime Chavarri ha reso sul grande schermo un affresco sentito e abbastanza aderente alla realtà del re andaluso e gitano Jose Monge, in arte il Gambero dell’Isola, così come suo zio decise di soprannominarlo per la magrezza e per i  capelli rossi, e così come Jose’ stesso decise di etichettarsi per dare onore all’isola di San Fernando dove la mamma l’aveva dato alla luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se pensiamo alla sua breve ma intensa parabola artistica ed umana –la quale fu costellata di alcuni vizi come il tabagismo (responsabile della sua morte per cancro ai polmoni) e dell’uso saltuario di droga- potremmo notare delle ovvie similitudini con  tanti artisti musicali rock del XX secolo quali Elvis, Jim Morrison, Jimy Hendrix, Janis Joplin, che ad una vita trascorsa sull’onda del successo e degli eccessi contrapposero una vita privata sregolata che finì per stroncarli prima del tempo. Eppure per Camaron un parallelo di questo tipo risulterebbe ingiusto, poiché seppur di eccessi e di successi ne ebbe tanti e in tutto il mondo, essi non costituirono l’asse portante della sua luce artistica ed umana; poiché Jose’ a differenza dei grandi del rock (i quali si facevano portatori di un genere moderno, nuovo e giovanile) lui prese per mano un genere musicale popolare in piena decadenza (seppur colto e raffinato per via di una tradizione che si era arricchita nei secoli di veri e propri virtuosi della chitarra, della danza e dei costumi nel lungo incedere della storia) e riuscì a ridargli linfa, carisma, appeal, modernità, pur tenendolo ancorato nel suo alveo di partenza. In questa operazione Camaron non ha nulla in comune a questi miti, e anzi potrebbe essere accostato ad un altro genio del XX secolo come Piazzola, che fece arrivare il Rio della Plata del tango nelle radio e nei media di tutti il mondo. Ma se da un lato Camaron condensa in se l'immagine del cantante legato fortemente ad un genere e ad un territorio, diventandone icona (un po’ come successo a Gardel per il tango e per l’Argentina), dall’altro la sua sperimentazione musicale -che ne “La leyenda del tiempo” trovo’ il suo apice- non trova eguali nella musica contemporanea. La sua capacità artistica consentì la realizzazione di un album sui generis che divenne a suo tempo genere, riuscendo a captare le spinte di cambiamento che negli anni 70 lambivano interi continenti, e avrebbero con lui lambito la sua Andalusia e la sua Spagna. Chi ascolta il pezzo, che prende il testo da una lirica di Garcia Lorca, ne resta stupefatto per la voce rauca e graffiante, ma anche per quel ritmo che oltre che dalla mani e dalle nacchere e’ scandito da un basso elettrico stratosferico e alla maestria di Tomatito alla chitarra acustica, si affianca  un iperbolico refrain affidato ad una tastiera hammond, ad un sithar indiano, ad un flauto e ad un violino. E così, ascoltando quell’album, e’ come se ti affacciassi improvvisamente su quel fenomeno pregevole e virtuoso-istico che fu il progressive rock  che in quegli anni spopolava in Europa, ma anche ad alcune correnti del jazz moderno… il tutto rielaborato in chiave andaluso-flamenca, anzi meglio, gitano-romani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’artista Camaron non può essere analizzato soltanto da un punto di vista musicale seppur eccezionale, poiché alla sua immensa capacità innovativa e intuitiva, non puo’ prescindere dalla sua essenza di uomo, fanciullo, poeta, nell’arte come nella vita, ed in tutto cio’ il film di Chavarri ci ha dato il ritratto di un uomo che eternamente bambino ha vissuto le sue esperienze di vita, come se fosse in un sogno, affrontando la vita, il successo, la sua mitizzazione già in vita, come se fosse in un mondo surreale, riportando molte volte nei sogni la sua tragica realta´di orfano, povero, tossicodipendente, malato terminale di cancro. In questo interscambio, tra realta´ e fantasia si snoda l’esistenza di questo fanciullo che seppur diventando adulto, non si inaridi' mai e non perse la curiosita´nell'avvicinarsi e scoprire i sentimenti delle persone che gli vivevano accanto, giorno per giorno, anche nelle sue difficolta’ piu’ profonde, o forse proprio in queste, le quali attraverso una rielaborazione interna e spirituale sfociavano in quel mistero di un fascino vocale immenso rappresentata dalla sua voce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riascoltando uno dei suoi ultimi concerti a Parigi, solo con Tomatito al suo fianco, in quella voce si può scorgere il suo dramma di orfano, la sofferenza per la sua amicizia interrotta con Paco de Lucia, l’amore immenso per sua moglie Chispa, il dolore di una malattia che stroncandolo lo avrebbe portato nell’Olimpo della musica. Spero non me ne vogliano gli appassionati di flamenco, ma in questa parabola eccezionale l’unico parallelo e' farlo solo con Edith Piaf, ma se proprio vogliamo lasciarlo cosi’ com' e’, Camaron era e resta unico, non solo nel suo genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Enamorado de la vida, aunque duela” da Volando voy, volando vengo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1860717925496549135?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1860717925496549135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1860717925496549135' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1860717925496549135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1860717925496549135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/11/camaron-la-leggenda-oltre-il-tempo.html' title='Camaron de la Isla. La leggenda oltre il tempo.'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TNdM4KP2kkI/AAAAAAAAAak/NQQa1O1eJtA/s72-c/Camaron+de+la+Isla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-5469977613810909249</id><published>2010-11-02T17:59:00.005+01:00</published><updated>2010-11-04T16:52:49.679+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Universita&apos;'/><title type='text'>Diritto allo studio universitario: Chiuso!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TNBD4XgHZWI/AAAAAAAAAac/NDX4To4zZYg/s1600/mappamondo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 279px; height: 349px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TNBD4XgHZWI/AAAAAAAAAac/NDX4To4zZYg/s400/mappamondo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534998577698792802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni, sta per essere stralciato in Italia, come se nulla fosse, senza un battito di ciglio da parte di molti, dei media soprattutto, un diritto che l’Italia aveva saputo conquistare alla fine della Seconda Guerra mondiale: il diritto allo studio universitario (insieme a molti altri diritti ovviamente).&lt;br /&gt;Diritto che prevedeva fino a pochi giorni fa l’elargizione di borse di studio, posti letto, buoni mensa per gli studenti meritevoli che non avessero le possibilita’ economiche per proseguire gli studi oltre il diploma. Oggi compare finalmente su “Repubblica” un articolo di approfondimento in cui si dice che il consiglio dei ministri ha ridotto del 90% i fondi da destinare agli enti di diritto allo studio universitario, I quali sono coloro che organizzano e distribuiscono queste risorse su scala regionale. Fino a qualche giorno fa tra l’altro, tutti, indipendentemente dalla regione di origine, potevano usufruire dei servizi che questi enti fornivano, in base all’appartenenza regionale dell’ateneo in cui si andavano ad iscrivere… cosa sancita dalla Costituzione Italiana. &lt;br /&gt;Capisco che in un periodo in cui i diritti si affievoliscono e diminuiscono giorno dopo giorno, per motivi apparentemente solo di quadratura di bilanci, ma in fondo anche per motivi squisitamente ideologici (anche se a questo governo la parola ideologia fa ribrezzo) uno in piu uno in meno non cambia di molto l’ordine di grandezza delle cose. Inoltre a cio’ si somma quella invidia pervadente che oramai e’ stratificata in ogni cellula della societa’ italiana, per cui se scompare un diritto va bene cosi’, perche’ quelli che teoricamente lo perdono sono sempre peggiori del mio circolo di amici, parenti, di me stesso solo soletto a volte. Si somma cosi’ ad una generale indifferenza mediatica, un menefreghismo sguaiato e per certi versi razzista dei singoli, che va dal classico: meridionali, dipendenti statali, comunisti fino a evasori fiscali, mantenuti, studenti a vita, finti ammalati, finti invalidi etc. etc.. In nome di questi stereotipi, la maggioranza silente, accetta step by step ogni perdita di diritti, e a me viene in mente una metafora: e’ come se una parte dell’ equipaggio di una barca “bucata” in mezzo al mare dicesse di sentirsi a posto e protetta solo perche quel buco e’ lontano dalla posizione in cui essi si trovano! &lt;br /&gt;Ma vorrei dedicare questo post al diritto allo studio universitario, prendendo avvio dalla proposta del governatore piemontese figlio di meridionali, il quale ha ipotizzato che quei pochi soldi che rimangano nelle casse dell’Edisu della sua regione vengano elargiti ai soli studenti con residenza piemontese. Che questa proposta sia controproducente per il territorio che amministra ci vuol poco a dimostrarlo (in questo mi chiedo se agisca inconsciamente in lui il sangue meridionale che ha nelle vene). Io figlio di un operaio del Sud, mi sono laureato in tempo percependo ogni anno una borsa di studio elargita dall’Edisu piemonte e spendendo quei soldi tutti nella citta’ di Torino, con affitti, rette dei collegi, spesa nei supermercati per mangiare, nei negozi di abbigliamento per vestire, al pub e al cinema quando mi andava di svagarmi e contribuendo in quanto iscritto ad un ateneo piemontese ad un trasferimento da Roma verso il mio ateneo di una parte del FFO (il fondo di finanziamento ordinario di ateneo che arriva dal governo centrale verso l’universita’ anche in base al semplice numero di iscritti)... se non avessi vinto le borse di studio, prima di tutto non sarei andato a studiare a Torino. Avendo poi studiato in Piemonte, ho contribuito per anni ad accrescere la ricchezza del Piemonte (e non della mia amata Puglia) perche’ li ci ho lavorato dopo, per ben otto anni dopo la laurea… ma questi sono ragionamenti materiali, anche evidenziando i danni che una tale scelta comportano a chi vuol privilegiare il proprio territorio, non permettono di identificare il problema reale.&lt;br /&gt;Il diritto allo studio universitario e’ un diritto che in “teoria” permettere anche a chi non ha genitori gia’ laureati e professionisti, la possibilita’ di accedere a professioni di un certo prestigio: quelle che consentono, per dirla con una parola fuorimoda, la mobilita’ sociale, che altro non e’ la possibilita’ di dimostrare  valore, talento, capacita’ di lavoro in certe mansioni specifiche, indipendentemente dalla tua carta di identita’ e in professione piu' privilegiate rispetto ad altre. Altre volte, come ho gia’ espresso in altri post, un percorso universitario potrebbe limitarsi ad essere anche solo una possibilita’ di crescita spirituale dell’ individuo, chiunque esso sia, permettendo alla persona in questione, la possibilita’ di conoscere benissimo tutta la letteratura orientale per esempio, e di lavorare come impiegato in uno stabilimento metalmeccanico… sono tutti fatti di quell’impiegato se vuole conoscere Puskin, Dostojesky e Tolstoj e poi fare il contabile, se il suo spirito si bea di conoscere tutto cio' nonostante faccia un lavoro distante anni luce dalla esegesi di Guerra e Pace... non vedo quale potrebbe essere il problema!&lt;br /&gt;Passando dalla teoria alla pratica, sappiamo tutti benissimo, quanti furbastri ci siano in Italia, e quanti di loro dichiarando il falso abbiano percepito borse di studio senza che ce ne fosse bisogno negli ultimi decenni. Sappiamo altrettanto bene pero’ come ancora certe professioni che richiedano laurea e specializzazioni, siano in mano a caste vere e proprie (nel senso indiano del termine e non di quello attualmente in voga in Italia) e quindi dico: perche’ molti si sentono appagati solo perche’ tolgono un diritto che non hanno percepito a causa di un furbastro che ne ha abusato, permettondo cosi’ con maggior forza la continuazione delle caste nel nostro paese? Perche’ di questo stiamo parlando: tagliare il diritto allo studio universitario significa senza se e senza ma, ritornare indietro di qualche decennio, quando a studiare all’universita’ ci andava solo il figlio di coloro che all’universita gia’ ci era andato, il figlio di colui o colei che esercita un lavoro da casta, non di certo il figlio del piccolo commerciante, dell’operaio, dell’artigiano di bottega.&lt;br /&gt;P.s. Per quanto riguarda il diritto allo studio elargito su base regionale di residenza: Se una regione ha come privilegio quello di avere in un ateneo ubicato sul suo territorio un docente illustre, se non un ateneo illustre nel suo insieme, che attira studenti da mezzo mondo, ha il dovere di contribuire che anche altri studenti di altre zone del paese e del mondo possano essere suoi studenti. In tutto cio’ non c’e’ solo il riconoscimento per il docente e per l’ateneo, ma una delle basi per la conoscenza universitaria (non a caso il nome, che si avvicina alla matrice UNIVERSALE) che necessita di una circolazione di idee, contenuti ed ispirazioni il piu ampia e trasversale possibile perche’ essa possa alimentarsi e generare innovazione, ricerca, conoscenza, interscambio, quindi a cascata sviluppo e ricchezza. Chiudere il diritto allo studio in questo modo (oltre al decurtamento scriteriato del 90% su scala nazionale), significa inevitabilmente portare quei semi buoni, rappresentati da docenti illuminati e luminari della loro materia, in altri territori, ove la circolazione della loro conoscenza e del loro sapere possa crescere, accrescersi e contaminarsi. Un’ universita’ e un territorio che si chiudono (per volonta’ propria e/o per necessita’ di cassa) sono destinati a veder chiudere molte altre cose immediatamente dopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-5469977613810909249?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/5469977613810909249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=5469977613810909249' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/5469977613810909249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/5469977613810909249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/11/diritto-allo-studio-universitario.html' title='Diritto allo studio universitario: Chiuso!'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TNBD4XgHZWI/AAAAAAAAAac/NDX4To4zZYg/s72-c/mappamondo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1385538675380340597</id><published>2010-10-19T00:56:00.003+02:00</published><updated>2010-10-20T15:25:25.012+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi e città'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondi vicini e lontani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Taranto: Tarantolismo e futuro</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TLzRXxqt1YI/AAAAAAAAAaM/1Xvq6hbM6fA/s1600/taranto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 194px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TLzRXxqt1YI/AAAAAAAAAaM/1Xvq6hbM6fA/s400/taranto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529524648903824770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni, per le solite coincidenze del non esistente caso, o per dirla con le parole di Jodorowsky per quella imperscrutabile danza della realta’, mi trovo ad affrontare la lettura di un interessante libro sul tarantolismo (a proposito, consiglio l’acquisto e la sua lettura agli appassionati di pizzica pugliese e non solo: La danse du desir. Il resto del Tarantismo. Scorpione editrice Taranto) e a incontrare un manager aziendale canadese, che alla  risposta sulla mia città italiana di provenienza, mi dice di conoscere le ascendenze etimologiche del nome Taranto, nonché le relazioni etnologiche tra i ragni della zona, i loro morsi e le conseguenze sciamaniche che si riversano nel ballo che dall’aracnide prendono nome. Stupefacente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato il suo nome, la sua fisiognomica, i suoi atteggiamenti sobri, al limiti del flemma britannica, capisco che non e’ un italo canadese, e che quelle cose le conosce perché le ha semplicemente studiate, lette o forse sentite viste in un documentario o in qualche film. Non approfondisco oltre le sue conoscenze sull’argomento, causa lavoro e sua imminente partenza in aereo, glissiamo gli argomenti del pranzo su questioni più ingegneristiche per concludere un lavoro portato avanti per due mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno a casa e comincio a riflettere sulla coincidenza, e sul fatto che un quebecoise conosca qualcosa su una danza che nella mia città e’ praticamente scomparsa e che grazie ad un revival che parte dai film di Winspeare (attraverso le reinterpretazioni moderna dell’officina Zoe’)  ritorna alla luce sul panorama internazionale su circuiti cinematografici d’essai (ma non solo) e in patria venga oramai “distribuito” gratuitamente e con passione dai tanti ragazzi del Salento, che negli ultimi 20 anni, trasferendosi in massa al Nord nelle tante università al di là di Roma, hanno mantenuto attraverso questa danza, un legame viscerale e contiguo con la loro terra, che al tempo stesso la città di Taranto, e molte zone della sua provincia (a nord del Salento) hanno purtroppo quasi del tutto perso (esiste quasi solo e per fortuna ancora nei perimetri delle associazioni di folclore locale).&lt;br /&gt;Ritornando al nostro libro, curato da un professore di filosofia del Liceo Archita di Taranto (Roberto Nistri, che non conosco di persona, ma di cui apprezzo questo lavoro), trovo un interessante punto, in cui convengo con lui: il tarantolismo oggi in piena epoca postindustriale non ha nulla a che vedere con in tarantolismo che si praticava qualche decennio fa, perché mancano i contesti in cui questa danza manifestava il suo valore. Se prescindiamo infatti dal fatto che parliamo di una pratica sciamanica (come più o meno ebbe a spiegare il grande studioso Ernesto De Martino ne “La terra del rimorso”) deviamo nel territorio del folclore, che per carità e’ una cosa nobilissima, ma diversa dalle valenze antropologiche, ma anche squisitamente culturali che questa danza aveva prima della seconda guerra mondiale in questa microregione. &lt;br /&gt;Non mi addentrerò comunque in questo terreno che mi riservo di studiare e approfondire, chiedendo anche venia a tutti coloro che leggeranno e che hanno dedicato anni allo studio di questo fenomeno leggendolo sotto questa luce, ma vorrei entrare in qualcosa di diverso, più profondamente radicato alla mia città e alla sua trasformazione, nonché al legame che essa ha vissuto con la sua tradizione popolare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza del manager canadese, Taranto e’ conosciuta ai più in Italia e agli italiani, soprattutto per le sue acciaierie, prima ancora che per il suo porto militare. Le acciaierie una volta pubbliche, dal 1993 privatizzate, sono diventate dai fatidici anni sessanta, la chiave di cambiamento di un territorio, costiero e di entroterra, fatto di pastorizia, agricoltura, e pesca, che non viveva nell’opulenza, ma sicuramente nella dignità, anche se non dissociato dallo sfruttamento del latifondismo. In questa sua dimensione, questa terra viveva un rapporto ancestrale, lunghissimo, che percorreva attraverso i secoli un percorso di unità fino alla ricostruzione della città avvenuta nel medioevo, dopo la decadenza e la distruzione della Taranto filo-greca. Tenere ben presente questo elemento, e’ praticamente come tenere in mano il filo che sembra essersi smarrito. Con l’industrializzazione pesante che su Taranto (ma che anche nella vicina Brindisi) veniva decretato dai poteri centrali (unendo in un destino comune queste due città che gli antichi romani avevano posto in antitesi per poter meglio governare la regione) si compiva sul piano storico il taglio più cruento e drammatico sulla contiguità storica di questa terra. Quella drammatica decisione, se e’ vero che venne decisa altrove e catapultata su questa realtà, e’ altresì vero che venne maturata in seguito a tumulti pesanti che si verificarono negli anni 50 in città, quando un cantiere navale che dava occupazione a tanti operai, decise il ridimensionamento del suo stabilimento jonico. In pratica l’avvio verso l’industrializzazione la città l’aveva già avuto, seppur in un settore molto più vicino alla sua “natura”, ma poco in paragone a quello che avvenne subito dopo. In realtà a differenza di quanto ci hanno insegnato a scuola nelle ore di storia, tutto il Regno delle Due Sicilie si stava avviando verso la rivoluzione industriale nella prima meta dell’Ottocento, cosa che però l’Unita`interruppe bruscamente (solo per il Sud of course!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con quella scelta non si catapultò su Taranto solo una fabbrica, ma si trasformò quel territorio e la sua anima attraverso la “riconversione” (per dirla con una parola oggi di moda) dai lavori ivi presenti nella figura “moderna” dell’operaio. Ma c’e’ di più. Con la fabbrica e l’operaio compariva anche una visione di intendere la realtà (da parte soprattutto del popolo, non tanto della borghesia) alla luce di un positivismo e un ottimismo materialista che lì erano estranei, soprattutto tra gli strati popolari (sicuramente dal primo periodo postunitario alla seconda guerra mondiale). Per cui ad una riconversione di mansioni, avveniva una vera e propria conversione dei credi, che in quelle latitudini abbinava al culto cristiano mediterraneo, la pratica di questo “sciamanesimo magico”, molto radicato e collaterali a miti e simboli ancestrali che il positivismo ovviamente etichettava spocchiosamente con superstizione. In questo stravolgimento economico e sociale, c’e’ un po’ il sunto di due-tre secoli di una direzione industriale rivoluzionaria e occidentale, realizzati però in meno di un lustro. Non credo che Taranto sarebbe mai rimasta immune dall’industrializzazione (anche se molte zone del sud le si e´tenute ben lontane da essa, affinché dessero braccia e menti ad altre zone del paese), il fatto stesso che ci fossero dei cantieri navali e l’Arsenale della Marina, era una testimonianza di un cambiamento che in quella direzione doveva prima o poi avvenire. Ovviamente si può discutere sulla modalità con cui e’ avvenuto, ma non risolveremmo i problemi di oggi che lambiscono drammaticamente quella parte di Puglia. Forse dovremmo iniziare a parlare delle modalità con cui entrare in quel periodo che il professor Nistri definisce come postindustriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Definire come e quale sarà il periodo postindustriale di Taranto, vuol dire da un punto di vista materiale, fare in modo che le tante persone che in quella fabbrica ci lavora, vengano ovviamente “riconvertite” in operai, tecnici, dirigenti che dovranno ricondurre al ripristino delle condizioni ambientali di quelle zone i cui tassi di inquinamento sono noti a tutti (con relative incidenze tumorali sulla popolazione). Ma il discorso non si deve fermare sul solo piano materiale, se non si cambia anche sotto il profilo spirituale, il tutto resterà cosi come e’ e alla fabbrica si sostituirà un altro agente esterno che ci impedirà di evolverci come comunità. &lt;br /&gt;A mio avviso riprendere il filo interrotto negli anni 60 del secolo scorso, con le proprie radici popolari vuol dire riprendere in mano un discorso di millenaria importanza, poiché un essere umano e una comunità che perdono l’indirizzo di partenza del proprio percorso (l’indirizzo di casa in pratica) sono inevitabilmente un essere umano e una comunità che difficilmente camminerà avendo bene in mente un indirizzo di arrivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta ripristinato tutto ciò (la provincia di Lecce ad esempio quei legami non li ha quasi mai persi essendo stata quasi immune al fenomeno della industrializzazione pesante), forse riusciremo a guardarci tutti quanti negli occhi e a decidere quale sarà il futuro dei nostri figli su quel territorio, avendo la forza di decidere noi stessi quale domani sia giusto per noi tutti, senza farcelo imporre ancora una volta lontano dalla nostra terra. Se non riusciamo a ricollegarci in primis a quella tradizione, i veleni materiali e spirituali resteranno sempre nei nostri terreni, circoleranno nei nostri corpi e nelle nostre menti però stavolta senza una danza e una musica capaci di farceli espellere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso Taranto, vedo concentrato e condensato un pezzo importante di storia dell’Occidente in pochissimi decenni, non solo quello di tutta una comunità a cui appartengo. A Taranto potrebbe spettare la funzione di un laboratorio non solo pugliese, per tramutare quell’aggettivo postindustriale in un aggettivo molto più efficace ed identificativo capace di delineare una ben preciso orientamento per il futuro italiano, ed europeo. Nelle grandi sfide, si celano le opportunità per i grandi rinnovamenti e le rinascite!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1385538675380340597?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1385538675380340597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1385538675380340597' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1385538675380340597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1385538675380340597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/10/taras-taranto-tarantella-e-futuro.html' title='Taranto: Tarantolismo e futuro'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TLzRXxqt1YI/AAAAAAAAAaM/1Xvq6hbM6fA/s72-c/taranto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3496501359807585871</id><published>2010-10-12T01:27:00.002+02:00</published><updated>2010-10-12T15:54:42.517+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema europeo'/><title type='text'>Persepolis. Un viaggio da Zarathustra ai nostri giorni</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TLOeURuQZMI/AAAAAAAAAaE/PsMRr2baopc/s1600/cartel-persepolis.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TLOeURuQZMI/AAAAAAAAAaE/PsMRr2baopc/s400/cartel-persepolis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5526935238905717954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tre le visioni cinematografiche che più mi hanno colpito nel corso degli ultimi anni, ci sono due lavori: il primo e’ il film più sconvolgente e maledetto che Abel Ferrara abbia realizzato, e sto parlando di “The addiction”, nel secondo caso invece parlo del cartoon Persepolis, lavoro tratto dall’omonimo fumetto di Marjane Satrapi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente tra i due “film” non c’e` molto in comune, e mentre il primo e’ una visione da incubo, di quelle capaci toglierti il sonno per alcune notti, nel caso di perse polis parliamo di una specie di operetta morale degna del miglior Leopardi,data la vastità dei temi che un fumetto-cartone riesce a elaborare in immagini disegnate e “quasi” colorate che ci vengono regalate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo, per chi non lo ricorda, si rifà al nome della prestigiosa città ubicata nel centro del vastissimo regno di Persia, il quale dominato per molti secoli prima di Cristo da una dinastia colta, illuminata e filantropa come quella degli Achemenidi, vide nel re Dario, il propulsore nonché il mentore per la spinta alla sua costruzione nel VI secolo AC. Di quella folgorante città, restano oggi, lontane da ogni centro abitato dell’Iran moderno i resti di tempi e statue che rendevano grazie ad una delle religioni più importanti nella storia dell’umanità’: il Zoroastrismo; che per l’enorme quantità di archetipi che oggi sono resistite allo scorrere impetuoso del tempo e della storia, e che nonostante la quasi scomparsa della pratica di questo culto, ha influenzato profondamente le filosofie e le religioni moderne di mezzo mondo. E’ oramai opinione assai diffusa, se non del tutto accettata, anche se non scientificamente provata, che i Magi che resero omaggio al Cristo bambino, fossero degli esponenti di spicco, del culto del profeta Zoroastro.  Prima ancora che questo episodio centrale nella storia del Cristianesimo avesse luogo, quella città eretta a contemplazione di una religione dedita alla spiegazione razionale e intuitiva dell’eterna lotta del dualismo celeste e infero tra il bene e il male, delle assoluta parità di condizioni di vita e opportunità tra donna e uomo, di tolleranza e rispetto verso la natura e verso il prossimo, veniva rasa al suolo per sempre da Alessandro Magno, il quale spintosi fino agli estremi confini orientali allora immaginabili, radendo al suolo quella città, costrinse alla fuga sulla via della seta che portava in Cina, molti dei suoi praticanti, i quali a loro volta fecondavano con le loro pratiche e speculazioni, molti dei concetti speculativi e divini dei “continenti” che attraversarono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ancora più in la nei secoli, passando da Alessandro e dal Cristo, l’incontro che il zoroastrismo e la sua capitale ebbero con il pensiero greco prima (e’ quasi impossibile separare Alessandro dal suo tutor Aristotele), e con quello cristiano poi, dovette scontrarsi ultimo con l’Islam, che quasi ne decretò la sua scomparsa, cosi come allo stesso tempo, l’antica Persia culla zoroastriana si convertì nella sua quasi totalità al culto del profeta Maometto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ d’obbligo per chi ha intenzione di vedere e parlare di questo cartone animato, avere ben presente questi elementi, per poterlo capire e leggere al di là del solo frangente politico odierno che viene di primo acchito agli occhi durante la sua visione. Perche’ la storia (autobiografica) narrata da Marjane Satrapi e’ la storia dell’Iran moderno, della antica Persia e della condizione esistenziale della donna, dell’uomo, dei giovani e degli anziani, di chi ha la speranza che alberga nel cuore, e di quella speranza la vede spegnersi debolmente ogni giorno che passa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché se c’e’ una visione storica contemporanea innegabile che pervade tutta l'opera ben connotandola (l’Iran dagli ultimi anni di dittatura dello Scià fino agli ultimi anni di Repubblica islamica, che l’autrice ha oltremodo voluto sottolineare alla premiazione del suo lavoro, durante il Festival del Cinema di Cannes) non può sfuggire a nessuno, che nel desiderio di emancipazione di quella piccola ragazza che da Teheran va prima a Vienna e poi a Parigi, e’ velato il significato immortale dell’eterno errare dello spirito umano per il mondo, per trovare un senso ad una vita singola, che trova radice e terra in una patria che ti resta per sempre attaccato al tuo corpo, come un sangue che scorre nelle vene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E accanto alla descrizione dei genitori di Marjane (che col tempo vedono le loro speranze accendersi in una nuova vita e spegnersi nelle proprie) e dello zio dissidente (sia contro lo Scia’ che contro la Repubblica, il quale cerca di instillare nella nipote il coraggio per poter lottare nelle cose che crede), c’e’ la narrazione di quel dolce legame che la ragazza mantiene con la sua nonna, memoria storica familiare, ma allo stesso tempo scrigno prezioso da cui attingere la saggezza che può illuminare la scelta da viandante (tanto descritta da filosofi contemporanei come viatico per vivere nel mondo attuale) che Marjane decide di vivere nella sua vita. In questo legame profondo e viscerale che guida la ragazza nelle sue vicissitudine di adolescente e di giovane, si trova un collante essenziale tra questa opera e quel suo titolo, così misterioso e filosofico, che cerca di catapultare tutti noi nella dimensione della ricerca, della propria essenza, della sua realizzazion;, stando diritti davanti ad uno scorrere impetuoso di eventi, che se non decidiamo di osservare alla luce della nostre radici, rischiamo viva le nostre vite al nostro posto. Persepolis vive ancor oggi, anche grazie a questo piccolo grande film.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3496501359807585871?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3496501359807585871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3496501359807585871' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3496501359807585871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3496501359807585871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/10/persepolis-un-viaggio-da-zarathustra-ai.html' title='Persepolis. Un viaggio da Zarathustra ai nostri giorni'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TLOeURuQZMI/AAAAAAAAAaE/PsMRr2baopc/s72-c/cartel-persepolis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-2365084245797737664</id><published>2010-10-05T02:04:00.003+02:00</published><updated>2010-10-05T15:17:49.179+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coscienze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Io sto con Edwards</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TKpsIypyGrI/AAAAAAAAAZA/DYo0J4mnLww/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 236px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TKpsIypyGrI/AAAAAAAAAZA/DYo0J4mnLww/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524346791215110834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le indiscrezioni che sembrano essere uscite dalle già fresche (per via del clima) stanze svedesi del Karolinska Institutet, sembrano orientate a dire che il prossimo premio Nobel per la medicina andrà a Robert Edwards, ricercatore che insieme allo scomparso Steptoe, e’ da ritenersi il padre della fecondazione assistita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solitamente non sono uno che davanti ai premi Nobel e alle sue giurie si toglie il cappello a prescindere, dato che molti Nobel sono stati dati a casaccio (quello ad Obama appena eletto sfiorava il ridicolo). Oggi però davanti a questa futura premiazione: chapeau, facendo anche un grande ripensamento su qualcosa che credevo giusta e che ora reputo sbagliata (il mio professore di reattori Chimici diceva che solo gli idioti non cambiano mai opinione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni anni fa, in Italia si votarono alcuni referendum sull’argomento procreazione assistita. In quel frangente la mia coscienza mi disse che era meglio astenersi. Mi trovai a parlare con molti miei amici e conoscenti anche più grandi di me, alcuni medici. Molti se non tutti, erano d’accordo sull’astenersi dal voto, e tra le cose più strane della vita, alla faccia di tutti le scatole chiuse, quasi tutti erano di idee progressiste e poco cattoliche (quindi il Cardinal Ruini non intervenne molto nell’orientare quelle decisioni).  Tutti convenivamo sul fatto che avere dei figli non deve essere una cosa così necessariamente obbligatoria, se non ne puoi avere pazienza. Vuol dire che farai del volontariato in più, che leggerai qualche libro in più, che magari potrai dedicarti ad altro. Molti tra coloro che pensavano ciò avevano avuto già dei figli, alcuni altri, come i miei coetanei allora, ai figli ancora non ci pensavano (me compreso). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni qualcosa in me e’ cambiato. Leggendo un bel post su La Stampa di Gramellini riguardo la mamma, che pur in coma e’ riuscita a dare alla luce il suo quinto figlio (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=876&amp;ID_sezione=56&amp;sezione=), per via di alcuni commenti mi sono trovato a pensare. Oggi poi arriva questa notizia, e sui vari siti di quotidiani italiani, trovo lo stesso tipo di commenti. Non sono tanti per carita’ (ovviamente in ambedue i casi ci sono quelli pro e quelli contro, quelli che la scienza e quelli che la chiesa, gli odifreddini e i messorini, e le due fazioni sono in maggioranza assoluta), però fanno male, perché a firmarsi sono soprattutto uomini e donne della mia età che si identificano con nick le cui ultime cifre sono pinco_pallo78, sempronia77 e via dicendo. E cosa dicono mai questi pochi ma precisi interventi: “Ma bisogna per forza moltiplicarsi? Bisogna ad ogni costo avere dei figli? Non siamo già tanti su questo pianeta, ci vogliono persino i 4 milioni di Edwards (vorrei far notare che 4 milioni su 6 miliardi rappresentano lo 0,067% della popolazione mondiale). In questi commenti non c’era il discorso etico, ma la domanda esistenziale: “Fare figli, e perché?”, e sottinteso anche serpeggia il mal di pancia: “A cosa servono i figli?”.  Premetto che non appartengo a quella categoria di persone che ritiene i figli doni di Dio, quindi quelli che arrivano arrivano (forse e’ qui che dovrebbero essere trovate alcune delle cause della sovrappopolazione mondiale: la spinta delle religioni a far moltiplicare i propri fedeli per sentirsi i più numerosi sul pianeta), molto probabilmente qualche tempo fa avrei pensato uno di quei post, ma sicuramente non avrei avuto il coraggio di scriverlo, però oggi qualcosa in me si e’ rotto, e voglio urlarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni, ho visto tantissimi miei coetanei aver figli, e sentirmi dire: “Sai caro Pietro, sembra che qualcosa di devastante in me e’ accaduto, non sono più quella o quello di prima, la mia vita e’ diversa, sembra che si sia accesa una luce”. Altre volte ho ascoltato dei neo nonni dirmi: “Sai Pietro, avere un nipote e’ come innamorarsi un’altra volta”. Tra le tante confidenze notavo come qualcosa fosse profondamente mutato in quelle vite, davanti a quella bimba o quel bimbo partorito. Lì  ho iniziato a capire che avere un figlio non e’ un diversivo come un altro (come fare volontariato o leggere un libro), e che le sofferenze per coloro che non riescono a concepirne sono enormi, poiché nella vita di un altro essere che nasce, da te concepito, oltre ad una prospettiva biologica di “semplice” riproduzione “animale” si celano misteri, emozioni, cambiamenti immensi, che stravolgono tutto quello che si e’ e quel che si diverrà. Nella nascita di un figlio si cela quella voglia disperata di sfuggire alla morte, al nulla, all’oblio, poiché nei suoi ricordi, nel bene e nel male, le orme di un genitore saranno per fortuna o purtroppo impresse per sempre. Nella vita che nasce c’e` insieme la paura per il nuovo, la passione per la vita, la speranza di vivere qualche anno ancora oltre la propria vita materiale, nei ricordi di coloro che resteranno e con cui tu avrai più di chiunque altro condiviso una parte profondissima della tua esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo oggi ringrazio l’accademia di Svezia per quel premio che daranno tra qualche mese a mister Edward, per questo davanti ai miei tanti coetanei italiani che scrivono quei post terribili (di calcolo ingegneristico, nichilismo e razionalismo assoluto) provo per loro un senso di sconfitta generazionale, una generazione che ancora una volta da segno di resa davanti ad un sistema che non ci vuol dare la speranza nella vita, nei figli, nel futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-2365084245797737664?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/2365084245797737664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=2365084245797737664' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2365084245797737664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2365084245797737664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/10/io-sto-con-edwards.html' title='Io sto con Edwards'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TKpsIypyGrI/AAAAAAAAAZA/DYo0J4mnLww/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3387505690815487101</id><published>2010-09-29T20:24:00.003+02:00</published><updated>2010-09-30T00:11:57.308+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologie'/><title type='text'>Foglie artificiali per produrre energia. Per saperne di piu': forum</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TKO5gCjIQHI/AAAAAAAAAY4/h7dnHWxt77Q/s1600/DSCF0761.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TKO5gCjIQHI/AAAAAAAAAY4/h7dnHWxt77Q/s400/DSCF0761.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522461528177524850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni sono riuscito a scrivere poco, purtroppo causa lavoro arrivo a casa stanco, e ho poca voglia di mettermi a scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso pertanto di lanciare un forum relativamente ad un argomento che mi sembra interessante: la foglia artificiale per produrre energia. Ho letto su vari blog, che dall'Universita' del Nord Carolina, un gruppo di ricercatori ha pubblicato su Journal of Materials Chemistry, un articolo che spiega come utilizzando della clorofilla in una soluzione acquosa, e con la presenza di nanotubi di carbonio, si riesca a produrre energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente non sono un esperto di questo settore, ma mi piacerebbe approfondire. Sono sicuro che qualcuno dei miei lettori avra' letto qualcosa di piu' particolare in merito (magari anche l'articolo scientifico). Mi piacerebbe che qualcuno scrivesse nei comment, con un linguaggio non troppo scientifico, qualche delucidazione. C'e' da fidarsi per il futuro (nei blog viene subito chiarito che le rese per la produzione di energia sono basse), si potra' raggiungere una elevata resa, quindi scalare su dimensioni grandi e con efficienza sufficienti questa intuizione? O stiamo parlando di qualcosa simile all'idrogeno (quindi stupidaggini)? Ovviamente mi auguro di no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a tutti coloro che vorranno intervenire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3387505690815487101?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3387505690815487101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3387505690815487101' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3387505690815487101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3387505690815487101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/09/foglie-per-produrre-energia-per-saperne.html' title='Foglie artificiali per produrre energia. Per saperne di piu&apos;: forum'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TKO5gCjIQHI/AAAAAAAAAY4/h7dnHWxt77Q/s72-c/DSCF0761.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3520624332709396921</id><published>2010-09-18T22:49:00.003+02:00</published><updated>2010-09-18T23:02:19.158+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologie'/><title type='text'>Biocombustibili</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TJUnRAS12DI/AAAAAAAAAYw/BwpRrOiNyrw/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 144px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TJUnRAS12DI/AAAAAAAAAYw/BwpRrOiNyrw/s400/untitled.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518360091502696498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi scriverò qualcosa circa il mio lavoro qui in Canada: come produrre biocombustibili. Sull’argomento si e’ detto e’ scritto molto, soprattutto si e’ lasciato il campo aperto alla divulgazione a gente che farebbe bene a far altro. Ricordo qualche anno fa, una trasmissione televisiva che ha altissimi indici di ascolto che pontificava sull’olio di colza dimostrando che esso possa essere perfettamente usato come combustibile in un auto.  Ora diciamo che la colpa non e’ tutta colpa di questa trasmissione che ha fatto del qualunquismo (da qualche decennio)il suo motto principale, ma anche di una comunità scientifica, che in Italia sa fare poca divulgazione, perché la ritiene un po’ troppo riduttiva rispetto alla attività scientifica a tutto tondo. &lt;br /&gt;Per cominciare bisogna specificare cosa e’ un biocombustibile.Con questa magica parolina stiamo parlando di un combustibile che ha origine dalla trasformazione di una biomassa. Cosa e’ allora una biomassa? (la domanda nasce spontanea!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La biomassa e’ un materiale di origine organica sia vegetale che animale, che non ha subito il processo di fossilizzazione, che e’ il processo a cui e’ stato sottoposto per millenni il petrolio che estraiamo dal sottosuolo per esempio. Alla luce di questa definizione possiamo quindi affermare che l’uso di una biomassa (il legno, ma anche i residui della mietitura del grano, o della produzione della birra o del vino), può essere usato direttamente per produrre energia, bruciando direttamente la stessa, senza incrementare la quantità di anidride carbonica presente nell’ecosistema, poiché l’anidride carbonica prodotta dalla combustione di una biomassa e’ praticamente la stessa che le piante hanno immagazzinato nella propria struttura per crescere e che alla loro morte sarebbe tornata nell’ecosistema per via della loro decomposizione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Produrre energia direttamente dalle biomasse per combustione e’ una cosa che si fa da millenni (basti pensare al legno), però coi secoli abbiamo assistito progressivamente ad una evoluzione dei combustibili in funzione degli usi per cui essi venivano adoperati (auto, aerei, caldaie domestiche per riscaldamento) e della produzione di inquinanti che essi emettevano durante la loro combustione. Pertanto si può dire che un combustibile solido, come il legno (e molte altre biomasse) risulta essere poco pratico e versatile da usare nei moderni impianti per la produzione di energia (pensiamo ad esempio ad un auto), ed in aggiunta, nonostante il suo bilancio come anidride carbonica, non va ad intaccare l’effetto serra, produce notevoli problemi sotto la produzione di altri inquinanti (pensiamo alla produzione di particelle solide con diametri più o meno grandi e più o meno pericolose per la salute umana). Passare quindi dallo stato solido allo stato liquido (meglio ancora se gassoso) del combustibile risulta venire incontro alle due esigenze: praticità e minor impatto ambientale dopo combustione. Il  combustibile che teoricamente inquina meno (effetto serra a parte, poiche’ il metano deriva dalla fossilizzazione di cui dicevamo sopra) e’ infatti il metano, che e’ il più leggero dei combustibili gassosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ritornare al “mitico(?!)” olio di colza, di televisiva fama, esso poteva assumere a “dignità” di combustibili moderno, per via del suo stato (liquido), che una volta versato in un serbatoio di auto, e bruciato, dava sviluppo a quantità di calore (gas caldi), tali da muovere un auto, con prestazioni simili a quelle ottenibili da una stessa quantità di gasolio o benzina, e magari, pagarlo anche meno dei due di prima, fottendo così quei brutti produttori di petrolio. Non voglio entrare nei meccanismi di formazione dei prezzi di combustibili, però l’idea di togliere campi all’agricoltura da alimentazione per l’agricoltura da carburanti e’ un’idea che rasenta l’aberrazione più totale . Specificato quindi che i campi vanno usati per coltivare piante e per far pascolare gli animali, i biocombustibili, se si devono fare, bisogna usare biomasse che sono gli scarti dell’agricoltura, e non il loro prodotto diretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che così, si può cominciare a parlare di qualcosa di sensato (da un punto di vista razionale, non dobbiamo scomodare neanche l’etica). Uno dei metodi più attuali e ultimamente studiati, specie qui in Canada, per produrre biocombustibili, da residui dell’agricoltura, e’ quello di usare un’antica operazione chimica chiamata pirolisi. &lt;br /&gt;La pirolisi (dal greco “fuoco”+”scissione”) e’ un processo chimico che permette grazie a quantità ben determinate di calore di decomporre sostanze di tipo organico in completa assenza di ossigeno (altrimenti parliamo nuovamente di combustione o ossidazione parziale). Se decidiamo di usare come biomassa della segatura da falegnameria ad esempio, sottoponendola a temperature vicino ai 400-600 gradi, in un volume privo di ossigeno, nel giro di pochi minuti cominceremo ad ottenere un vapore (decomponiamo la struttura solida della segatura in molecole più piccole, che a quella temperatura sono gassose) che una volta condensato possiamo trovare sottoforma di un liquido, che ha proprietà simili a quelle di un combustibile classico di origine fossile: il biocombustibile per l'appunto. La parte di vapore che non riesce ad essere condensata, la si chiama con nome di bio-gas, e puo’ essere a sua volta “raccolta” ed eventualmente usata per il riscaldamento della biomassa stessa, rendendo il processo autosufficiente da un punto di vista energetico -a differenza della produzione dell’idrogeno (la bufala del secolo) che ha un processo totalmente negativo se lo si produce dai combustibili fossili, o utilizzando energia elettrica non rinnovabile (sole, vento o idroelettrico). &lt;br /&gt;Un residuo della pirolisi delle biomasse e’ rappresentato dalle bio-ceneri, le quali conservano molti degli elementi chimici presenti nelle prime, oltre che elevate percentuali di carbonio. Provenendo da fonti di tipo agricolo, dovrebbero contenere alte percentuali dei minerali presenti nelle coltivazioni, pertanto utilizzabili come fertilizzanti nei campi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto non e’ ancora così idilliaco come potrebbe apparire. I biocombustibili che si ottengono per pirolisi delle biomasse, purtroppo hanno alte percentuali di acqua (che anche le galline sanno non essere tutto sto gran che per fare una combustione) e durante il tempo perdono le loro caratteristiche propellenti come combustibili (importante sarebbe studiare la loro stabilità nel tempo). Le bio-ceneri allo stesso tempo necessitano di una loro ben precisa identificazione chimica ed eventuale raffinazione prima di essere “buttate” tal quali in un terreno. Ma fiduciosi lavoriamo e lavoro per questo. In quel del Canada!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3520624332709396921?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3520624332709396921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3520624332709396921' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3520624332709396921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3520624332709396921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/09/biocombustibili.html' title='Biocombustibili'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TJUnRAS12DI/AAAAAAAAAYw/BwpRrOiNyrw/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-254174926778325364</id><published>2010-09-09T03:34:00.003+02:00</published><updated>2010-10-08T19:34:11.079+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi e città'/><title type='text'>We love Montreal</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TIg6PAREmgI/AAAAAAAAAYo/gGyAEN6yraA/s1600/DSCF1296.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 102px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TIg6PAREmgI/AAAAAAAAAYo/gGyAEN6yraA/s400/DSCF1296.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514721773159225858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Prima che l´inverno cominci, abbiamo deciso di concederci l’ultima uscita per lo sterminato Canada, e in compagnia di due miei colleghi, Marta ed io, ci siamo avviati in Quebec, destinazione Montreal.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’e’ subito da sottolineare il fatto che per un europeo, arrivare in questa città e visitarla, e’ un po´come sentirsi nel vecchio continente. Le strade cominciano a stringersi, l’architettura degli edifici storici ha una chiarissima impronta francese, cosi come quella di molti palazzi e case private e delle tantissime chiese cattoliche in perfetto neogotico transalpino. I colori che si vedono nella vecchia Montreal sono il grigio delle pietre con cui i palazzi sono rivestiti (quasi a ricordare i paesi della Normandia) e il fiume che lambisce il centro storico, fa sobbalzare alla mente Lione. &lt;br /&gt;Questa anima europea che pervade la capitale quebecoise, la rende una città che presenta delle anologie con Buenos Aires: situate al di là dell’atlantico, ma troppo ancient Europe per sentirle completamente americane.&lt;br /&gt;Eppure, così come ci sono delle cose profonde che distinguono nettamente Buenos Aires da Madrid o Napoli, ci sono degli aspetti più o meno reconditi che separano Montreal da Parigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A prima vista, e da italiano, verrebbe spontaneo fare una battuta: Montreal e’ bella, ma non ha i francesi, quindi ancora più bella; battuta che ha tra le pieghe tante verità ma che risulta essere alquanto riduttiva, anche se vera. &lt;br /&gt;Montreal e’ una città inequivocabilmente fredda per via del suo clima (che già ai primi di settembre si fa sentire) ma attraversata da un fiume di calore che si manifesta nelle strade affollate, nei pub, nei ristoranti. Montreal come Buenos Aires e’ una capitale musicale, lo si capisce dalle tante orchestrine jazz sparse in giro, nei locali, ma anche per strada. Il jazz che si suona e’ quello caldo classico, non di certo quello dei virtuosi moderni, sterile e freddo perché semplicemente sfoggio di tecnica. E questa musica la “odori” tra le squisite portate dei ristoranti, che qui hanno la cura di combinare gusti e sapori di tutto il mondo, in una commistione di dolce e salato e agro che tanto sa di contaminazione, ed in questo Montreal non solo e’ americana, ma anzi e’ profondamente canadese. &lt;br /&gt;Ma accanto al jazz, la città e’ pervasa di rock soprattutto nelle sue serate, in cui i giovani si immergono passeggiando. E dai locali senti fuoriuscire i profumi delle cucine, ma anche le note dei grandi gruppi rock anni ’70, e mentre di giorno puoi mangiare e ascoltare le note e le canzoni di Nat King Cole e Lionel Hampton, la sera sorseggiando la birra ascolti gli Yes, i Jethro Tull, i Free, e a differenza dei miei coetanei italiani a cui per lo più devi sempre rendere conto di questi nomi (mi riferisco soprattutto a quelli rock) -come se a conoscerli fossi una specie di troglodita- qui li ascoltano e li conoscono tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Montreal riesce a coniugare una gamma amplissima di gusti caldi e sopraffini nel cibo e nella musica, nell´architettura e nell’urbanistica classica ma anche moderna appena fuori dalla Viux Ville. Una contaminazione di tanti stili, dolcemente avvicinati tra loro per abbracciarti e cullarti. Montreal e’ una camicia di raso che ti scende sulla pelle, e la chitarra e il sax di “The year of the cat”. Vibra e ti fa vibrare, prima che il freddo cominci a farti tremare!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-254174926778325364?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/254174926778325364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=254174926778325364' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/254174926778325364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/254174926778325364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/09/vecchia-e-nuova-montreal.html' title='We love Montreal'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TIg6PAREmgI/AAAAAAAAAYo/gGyAEN6yraA/s72-c/DSCF1296.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-696474145012506206</id><published>2010-08-29T17:14:00.007+02:00</published><updated>2010-09-14T18:08:20.577+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coscienze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='personaggi'/><title type='text'>Jimmy Carter e le crisi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/THp97VbHI5I/AAAAAAAAAYg/pEco9ET1EDA/s1600/nk.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 292px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/THp97VbHI5I/AAAAAAAAAYg/pEco9ET1EDA/s400/nk.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510855552357835666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Le ultime notizie arrivate dagli USA in questi ultimi giorni ci dicono che la ripresa economica del colosso nordamericano non c’e’ (quando gli economisti parlano, usano spesso un gergo edulcorato per non indurre a catastrofismi pericolosi, pertanto il loro dire che la crescita e’ un po’ al di sotto delle aspettative, significa che la crescita non c’e’), una notizia che di certo non fa stare tranquilli a Est dell’Oceano Atlantico e forse anche più a Est.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda notizia, che ovviamente i media italiani hanno quasi dimenticato, riguarda le trattative con esito positivo, condotte in maniera “privata” dall’ ex presidente americano Carter, per la liberazione di un ostaggio americano alla corte del dispotico leader comunista nordcoreano Kim Jong Il. Su “Repubblica”, l’eterno inviato dagli USA Zucconi (ultimamente abbastanza permalosetto sul suo blog, per quanto riguarda la questione Mondadori, ma non alziamo la voce che potrebbe sentirci) ha scritto un bell´articolo sulla storia politica presidenziale e post presidenziale dell’ingegnere georgiano. Apparentemente queste due notizie poco hanno a che vedere l´una con l´altra, eppure il legame c’e’ eccome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come lo Zucconi ci rammenta, la presidenza Carter viene vista dagli storici contemporanei come un fallimento, una specie di parentesi transitoria e involutiva della leadership mondiale americana, dovuta a fattori esterni alla stessa (crisi petrolifera), interni alla stessa (crisi degli ostaggi in Iran), una specie di intermezzo folcloristico tra le cavalcate internazionali di Nixon (con tante scie al seguito… lasciamo a voi indovinare il colore e il liquido delle scie) e quelle  economico-liberiste di Reagan che hanno sicuramente contribuito a sconfiggere in tempi brevi e in maniera definitiva l’impero sovietico. In mezzo, il buio o poco più se si esclude il trattato di Camp David. Eppure così non e’. E vediamo il perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste un’interessante lettura della storia fatta sulla base dei dati energetici delle civiltà nella storia. Alcuni tecnici in Italia (e nel mondo), hanno calcolato per tutte le epoche storiche il consumo pro-capite medio di petrolio durante un anno per essere umano, equiparando a livelli di unità di misura le diverse energie usate (umane, animali, termiche, solari etc.) al Keq (chilogrammo di petrolio equivalente). Ebbene, si vede, che su tutto il pianeta e in quasi tutte le civiltà post-preistoriche il consumo di petrolio “fittizio” (cioè l’energia usata per vivere, commerciare, e produrre) era pressoché la stessa. Con il Rinascimento questo valore ha subito una brusca impennata (rammentiamo che durante il Rinascimento la natura era considerata qualcosa da domare) e di li sino ai nostri giorni, il consumo pro-capite di ogni essere umano e’ andato crescendo, a livelli vertiginosi sino ad oggi. Mediamente per tutti gli abitanti del pianeta dal Giappone al Cile, ovviamente in maniera diversa e non omogenea (un indiano continua ancor oggi a consumare molto meno di uno statunitense).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due crisi energetiche degli anni 70 (precisamente 1973 e 1977, la seconda durante la presidenza Carter per l´appunto) furono il campanello d´allarme di un sistema economico che cominciava a scricchiolare. L’era del petrolio a quattro soldi era praticamente finita, sarebbe cominciata l’era del petrolio un po’ costoso -diciamo tra amici- una cosa che avrebbe cambiato i destini dell´economia mondiale (durante la crisi in Iran, il valore del barile di petrolio era di 80$ odierni). Ebbene, davanti ad un cambiamento di tale portata, praticamente un fuoco sotto l’economia occidentale, un drastico campanello d’allarme verso modalità di produzione, modalità di consumo, stili di vita, il “disastro” di Carter non fu la crisi degli ostaggi in Iran (la politica estera paga sempre poco), ma il discorso “Crisis of confidences” del 15 luglio 1979, in cui l’ingegnere (nucleare) venuto dal Sud avvertiva che forse era ora di cambiare qualcosina “ridimensionandosi” un po’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo atto fu la fossa della sua morte politica come presidente e uomo di partito (democratico), e la cosa raccapricciante agli occhi dei più nella nostra mentalità democratica moderna e’ che a scavarsela fu proprio lui. Che coglione diremmo noi tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sì, perché nell´attuale visione moderna democratica un capo di stato deve assecondare il popolo, e non guidarlo, perche' a volte guidarlo significa perdere consenso e quindi posti di potere che ne derivano dal voto popolare. E così il simpatico coltivatore di arachidi venne trombato sonoramente da Reagan che davanti alla crisi energetica disse all’America: fottetevene, e continuate da dove eravamo arrivati prima che arrivasse questo biondo terrone! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora non e’ che gli americani siano diversi dagli altri occidentali e da tutti gli esseri umani in generale (ammettiamo che a nessuno piace fare sacrifici, anche alle anime più pie ed ecologiste), in Italia e in Europa i politici si guardano bene dal dire le cose che disse Carter nel 1979! Scherzi, sono mica così “stupidi” da tagliarsi la sedia sul quale stanno seduti, indicando che e’ ora di dare un cambio sostanziale ai nostri stili di vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così per il nostro inviato, Carter passa per il presidentuolo capitato alla Casa Bianca quasi per caso, solo perché qual buontempone di Nixon l’aveva fatta un po’ grossa con le intercettazioni, quindi votiamo un democratico quale che sia per punire i repubblicani cattivi! E poi per miracolo (amicizia con Chavez e Castro a parte, in effetti queste amicizie ambigue, l’ingegnere se le poteva risparmiare) nel suo periodo post-presidenziale, l’uomo di fede (Carter e’ un battista fervente, così come Bush piccolo) del Sud gira il mondo cercando finanziamenti per la ricerca scientifica su malattie bruttissime, crea un centro di cooperazione internazionale vicino ad uno dei più prestigiosi Campus americani, nel 1994 consiglia a Clinton di andarci piano con la Corea del Nord perché non sono dei tipi così malleabili, scrive un libro sulla questione palestinese creando non poche polemiche, ma pur sempre assumendosi tutte le responsabilità su quanto scritto, compie diverse missioni “non ufficiali” per la liberazione di suoi concittadini ostaggi (questo e’ un refrain della sua carriera) ultima portata a termine l’altro giorno nella monarchia socialista ereditaria al di la del confine cinese. Strano che uno da pirla si trasformi in una “specie” di illuminato dopo, ma per il nostro inviato speciale e’ così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra lettura storiografica, più agiografica riguardo Carter cita: “Il presidente giusto nel momento sbagliato”.&lt;br /&gt;Be non concordo nemmeno (anzi ancor meno) con questa visione più revisionista. Carter fu il presidente più o meno giusto nel momento esatto. Solo che si preferì non ascoltarlo, perche le cose che diceva non suonavano come le solite favolette. La storia dopo 30 anni ci sta presentando il conto (agli USA e all’Occidente tutto), e molti al di qua dell’Atlantico se ne stanno accorgendo nei numeri che non tornano nonostante Obama and friends (un’amministrazione con due Nobel, mica pizza e fichi), qualcuno se ne sta accorgendo per via delle catastrofi “naturali” avvenute nell’ultima estate, gli studiosi di energia hanno capito che qualcosa non va in termini di consumi energetici non più sostenibili ne’ da un punto di vista tecnico, ne’ da un punto di vista morale (in Bangladesh il teq per abitante nel 2009 e’ leggermente inferiore a quello di un uomo della preistoria… qualcosa non va in tutto ciò).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questioni di coscienza morserono lo stomaco di Carter quella sera del 14 luglio 1979. Coscienza… (bene/male)detta coscienza! Mi chiedo a sto punto (non c’entra nulla lo so, chiedo venia): “Se Carter fosse un inviato speciale in Italia e parlasse male di un magnate americano, secondo voi pubblicherebbe i suoi articoli e i suoi libri per la casa editrice di tale magnate?”&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-696474145012506206?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/696474145012506206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=696474145012506206' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/696474145012506206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/696474145012506206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/08/jimmy-carter-e-le-crisi.html' title='Jimmy Carter e le crisi'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/THp97VbHI5I/AAAAAAAAAYg/pEco9ET1EDA/s72-c/nk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-5446953741588726232</id><published>2010-08-25T01:01:00.005+02:00</published><updated>2010-08-30T19:51:59.193+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><title type='text'>Da Taranto a Toronto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/THRQPC8Fg_I/AAAAAAAAAYY/AuCJZ5vjDK4/s1600/TORonto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/THRQPC8Fg_I/AAAAAAAAAYY/AuCJZ5vjDK4/s400/TORonto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509116463598109682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Sabato scorso Marta ed io abbiamo passato un giorno a Toronto. Sin dal primo momento che ho iniziato a realizzare l'idea che dovessimo venire a vivere in Canada anche se in un'altro posto, il nome di questa citta' mi e' rimbalzato nella mente tante e tante volte, forse perche' risuonava cosi' simile a quello della mia citta'.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ebbene, dopo due mesi di vita tra le foglie di acero (ancor per poco verdi) abbiamo preso un pullmann ed eccoci catapultati in una delle prime cinque metropoli nordamericane, una tra le prime tre piu vivaci da un punto di vista culturale, quella ove gli standard di benessere sono i piu' elevati tra tutte le altri metropoli mondiali. Insomma queste erano le cose che ci siamo sentiti dire, prima di metterci piede, e con curiosita' ci siamo lasciati alle spalle la sonnecchiante campagna dell'Ontario per questo bagno metropolitano che un po' ha suonato per me che adoro le citta', ma anche per la mia ragazza che non disdegna il caos metropolitano come il vero battesimo canadese.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Toronto per chi ci arriva in pullmann o in treno da una qualsia altra localita' di campagna e' una specie di mazzata sulla cornea, perche' si staglia tagliente ed imponente con i suoi grattacieli ricoperti di vetro come una specie di lama di coltello che sprofonda tra le sterminate pianure forestali di questa regione. Ma anche se di primo impatto puo' sembrare un pugno nello stomaco assestato alla tranquillita' di tutto cio' che la circonda, la metropoli canadese non perde i caratteri sostanziali di questa terra fatta di cortesia ed efficienza appena la penetri nelle sue viscere. Il traffico anche se abbondante e' ordinato, rispettoso del prossimo, mai chiassoso (anche a Toronto i clacson non vengono suonati!! bisognerebbe portarci i torinesi da sta parte i quali usano il clacson piu' della frizione), se lo si guarda con distacco sembra persino lento (ovviamente il concetto di velocita' e' sempre regolato dalla grandezza degli spazi, che qui nelle sue arterie piu' importanti e' enorme).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E cosi' dopo avere attraversato le periferie ed essere scesi nella downtown, ci siamo diretti lungo Spadina Strett, corso che una volta rappresentava la dorsale principale della citta' tra fine ottocento e primi del novecento, specie di fiume per merci ed esseri umani, che attraverso la progressiva trasformazione in Chinatown della sua parte centrale, continua ad avere quella missione, come se a questa strada la storia avesse consegnato un ben preciso codice DNA. E cosi' tra le case dei vecchi coloni sembra di passeggiare a Pechino o Nanchino, anche se per la maggior parte i cinesi che vivono qui sono della zona di Hong Kong. E' un mercato convulso ma vivo, vedi la gente che va a fare la spesa come se fosse in paese, i bambini, gli anziani, il vociare, il chiacchiericcio, le bici che ti passano ad un centimetro dalla gamba, insegne in cinese, sculture di draghi sui pali della luce. Ti giri e vedi sullo sfondo i fantasmagorici palazzi del centro citta' e davanti questo angolo di Cina: il contrasto tra moderno e antico, caldo e freddo, yin e yang meglio non si sarebbe potuto esprimere. Credo che gia' questo siano uno dei connotati di Toronto: armonia tra estremi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Proseguendo su Spadina street, quasi all'altezza di College street si entra a destra nel mercato di Kensington Market, una vera esplosione anarchica di negozi che vendono ogni cosa, dalle tende anni '70, ai dischi di Aretha Franklin, a cappellini della ex germania est (incredibile ma vero) a cianfrusaglie degne di Porta Portese. Ma qui il bello che ogni negozietto e' curato con creativita', con graffiti sopraffini, colori, armonia e musica, si soprattutto musica dal vivo, con tanto di gruppi che ti suonano con le vecchie stratocaster e le hammond! Che figata. In questo kilometro quadro trovi una marea di giovani di tutto il mondo, qui solo per godere di questa gioia di vivere, in un ambiente che piu' eccitante da un punto di vista culturale non potrebbe essere. Ti guardi attorno, e affianco alla rock band ti trovi la pescheria, e poi il ristorante messicano, quello che ti vende i tappeti, il murales con una coppia di sposi in bici, dipinti come se fossero un violino e l'arco. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oltre Kesington c'e' Little Italy, che qui e' veramente Little. Nulla a che vedere con San Telmo a Buonos Aires in termini di grandezza, e credo nulla a che vedere con Little Italy di New York quarant'anni fa. Qui il quartiere degli italiani e' si piccolo, ma splendidamente tenuto nelle casa, nei negozi, nelle strade tirate a lustro come se dovesse passarci un corteo nuziale. Senti parlare calabrese soprattutto, ma dalle facce che trovi in giro si vede subito che qui la gente viene a passeggiarci perche' e' un posto cool. Cosi' trovi la botteguccia stile paese di una volta che ti vende di tutto, ma anche stilosi negozi di arredamento che danno lustro al buon gusto italiano, con buona pace per i francesi. Gli italiani che vedi in giro sono per lo piu' anziani, hanno facce contente, simpatiche, rilassate, credo che per loro emigrare in Canada sia stata una grande fortuna in termini di vita. Il prezzo pagato per il cambio e' stato sicuramente contraccambiato con sicurezze che se fossero rimasti in Italia non avrebbero avuto. In piu' qui a differenza di altri posti ove gli italiani (meridionali) sono stati, non hanno maturato sensi di superiorita' verso le localita' natie. Vedi subito che amano la loro terra con la stessa intensita' e con la stessa ingenuita'. Nei loro occhi scorgi Crotone, Pescara, Padova, ma hanno altrettanto presente che vivere a Toronto e' una radice della loro esistenza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E cosi' dopo questo bagno metropolitano, rieccoci prendere il pullmann, dirigerci verso la nostra citta'. Toronto intanto cominciava ad accendere le sue luci, quelle di strada, quelle di casa, il calar del sole che in questo giorno ha fatto a botte con la pioggia, ci consegna una metropoli che nei suoi grattacieli perde il proprio pudore, la propria privacy. Scopriamo che le finestre di questi appartamenti, sono senza tende, al loro interno puoi scorgere una donna che cucina, dei bimbi che giocano, dei ragazzi che si trovano per festeggiare, un anziano signore che guarda la TV. Un´idea di cittadinanza che non ha bisogno di coprirsi e nascondere la sua bellezza, che in fondo e´ la sua essenza.  E' proprio vero come dice un mio collega: Il Canada e' Home sweet home, e in questo slogan, anche la sua citta' piu' grande e  multiculturale sembrava dircelo sabato sera con questo gesto. Io mi sento di dire che Toronto e´ strada, ma anche casa, e´ il freddo del clima, ma anche il calore con cui i suoi abitani vivono le proprie case. Laddove la natura manca, l´essere umano pone. Laddove la natura comanda, l´essere umano si ritira. Yin e Yang!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-5446953741588726232?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/5446953741588726232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=5446953741588726232' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/5446953741588726232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/5446953741588726232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/08/da-taranto-toronto.html' title='Da Taranto a Toronto'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/THRQPC8Fg_I/AAAAAAAAAYY/AuCJZ5vjDK4/s72-c/TORonto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-7646426226288677272</id><published>2010-08-20T22:50:00.003+02:00</published><updated>2010-08-30T19:52:34.369+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coscienze'/><title type='text'>Diranno che sei vecchio..</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TG7q91_6V7I/AAAAAAAAAYI/pO3d3gYUqUg/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 179px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TG7q91_6V7I/AAAAAAAAAYI/pO3d3gYUqUg/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507597742508758962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Negli ultimi giorni, causa la morte di Cossiga, mi sono messo a riflettere su un momento importante delle nostre vite, ammesso che ci si arrivi: la vecchiaia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ovvio che il picconatore con tutti i segreti che si e' portato nella tomba ha scaturito in me diversi pensieri riguardo quello che gli anziani debbano dire e non dire ai piu' giovani, specie se sono stati nella loro vite baciati da potere, ricchezze, prestigio, fama e soprattutto carriere.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Mi spiego meglio facendo un esempio all'interno del mio settore. Nel 1993 l'accademia di Svezia, decide di premiare con il nobel per la chimica il biochimico americano Kary B. Mullis, per i suoi studi sulla PCR, reazione che permette di amplificare in vitro frammenti di DNA, con ricadute molti importanti in campo medico, ma non solo. &lt;br /&gt;Mullis, si trovo' cosi' giovanissimo ad essere insignito del piu' prestigioso premio che uno scienziato possa ricevere in vita, diciamo quindi che aveva raggiunto la vetta (beato lui a soli 49 anni) che molti -ma ovviamente non tutti- si augurano nella vita. E' dopo cosa si fa?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Diciamo che in tanti nella propria esistenza sono pronti a piccoli e grandi compromessi pur di fare carriera, e su questo nulla da eccepire. La spinta a raggiungere le vette e' innata nello spirito dell'essere umano. Non tutti usano gli stessi mezzi per arrivare alla meta. C'e' chi usa soltanto la propria bravura, chi la furbizia, chi la stoltezza, chi il raggiro e via dicendo. C'e' chi e' disposto a fare amicizie poco simpatiche, per dirla con un aggettivo soft, chi vede piccoli e grandi soprusi, e molte volte sta zitto e va avanti. Qualcuno per paura di non arrivare alla meta chiude gli occhi davanti a tanta immondizia che purtroppo nel mondo c'e' e ci sara' sempre, perche' l'immondo fa parte del mondo. Ma ancora, capisco che qualcuno voglia arrivare li' in alto, e su tanta immondizia ci cammina turandosi il naso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ok, non voglio tirarvela per le lunghe, tornando al nostro, cosa ha fatto Mullis dopo quella strepitosa vittoria, quando dalla vetta piu' alta ha cominciato a guardare il basso? &lt;br /&gt;Ha fatto una cosa molto strana: ha cominciato a dire quello che pensava, a sputtarare molto perbenismo che aveva incontrato nella sua vita di accademico, si e' permesso persino di inviare un articolo scientifico che contraddiceva i principi elementari della chimica ad una delle riviste piu' importanti del settore, scoprendo che venne accettata di botto senza battito di ciglio (e chi si rifiuterebbe di non pubblicare un lavoro di un Nobel), quando per lo stesso lavoro che gli era valso il Nobel, qualche lustro prima gli fu cestinato varie volte prima che fosse accettato. Insomma, diciamocelo chiaramente, fece tutto quello che ti viene in mente di fare quando si e' giovani, ma non lo si fa per le ripercussioni che puo' avere sulla tua reputazione, quindi sulla tua carriera, ma anche sulla semplice vita personale. Chi puo' contraddire un Nobel, al massimo ti possono dire che sei pazzo, ma ad un certo punto da quella posizione, chissenefrega!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ritornando al nostro orticello, tantissimi "vecchietti" hanno svolto un lavoro simile a quello di Mullis, in altri settori. Un esempio su tutti fu Tiziano Terzani, corrispondente di Der Spiegel, Corriere e Repubblica. La sua vecchiaia, che coincise con una malattia incurabile, fu uno dei momenti piu' lucidi e sereni della sua vita, poiche' con l'anima in pace col mondo, senza rancori verso nessuno, avendo perdonato tutti i cattivi incontrato, e rielaborando le esperienza positive vissute, qualche sassolino (per non dire qualche bel macigno) se lo tolse dalle scarpe. Dopo cotanta carriera come corrispondente, credo che uno andato in pensione possa dirla qualcosa di quello che realmente pensa dei tanti posti, popoli, tradizioni che ha vista, al diavolo il politically correct.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Purtroppo, non tutti i vecchietti si comportano cosi'. Purtroppo per loro prima di tutto, perche' immagino la secchezza di una vita sempre dedita ad ossequiare questo o quell'altro, e che non finisce neanche una volta raggiunto il top. Mi chiedo allora: ma questa gente che aspetta a dire finalmente quello che pensa? Oppure stanno aspettando un altro Nobel, un'altra dirigenza, un'altra presidenza nell'aldila'?&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-7646426226288677272?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/7646426226288677272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=7646426226288677272' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7646426226288677272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7646426226288677272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/08/diranno-che-sei-vecchio.html' title='Diranno che sei vecchio..'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TG7q91_6V7I/AAAAAAAAAYI/pO3d3gYUqUg/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-7803097620321027217</id><published>2010-08-11T22:54:00.004+02:00</published><updated>2010-08-13T22:54:38.234+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Universita&apos;'/><title type='text'>Scelta dell'Universita': Istruzioni per l'uso</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TGMOn6O6q1I/AAAAAAAAAYA/-IUszc3P71s/s1600/universita.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 236px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TGMOn6O6q1I/AAAAAAAAAYA/-IUszc3P71s/s400/universita.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504259248386386770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Questo e’ il periodo in cui tanti ragazzi che meno di un mese fa hanno sostenuto l’esame di maturita’ si apprestano a fare la loro pre- iscrizione all’Universita’.&lt;br /&gt;Il periodo coincide molto spesso (se non sempre) con dei puntuali articoli su quotidiani e settimanali circa le statistiche riguardanti il numero dei laureati in Italia, le loro possibilita’ future di inserimento nel mondo lavorativo, le loro maggiori e minori chances rispetto a chi la laurea non ce l’ha. E’ interessante notare che in questi articoli agostani, venga rimarcato quasi sempre, che l’Italia ha il minor numero di laureati d’Europa per numero di abitanti (in percentuale of course, i numeri che oramai noi siamo abituati a manovrare non superano il 100, che tristezza!), che un laureato ha maggiori possibilita’ di lavoro rispetto ad un diplomato o a chi non ha nemmeno il diploma, che ci sono delle facolta’ che assicurano un maggior inserimento nel mondo del lavoro rispetto ad altre, alcuni settimanali pubblicano poi la consueta griglia delle universita’ (ancora non si sa in base a quali parametri e su quali fondamenta, facenda la solita becera classifica degli atenei promossi e di quelli bocciati). Durante il resto dell’anno le statistiche poi dicono quasi sempre un’altra cosa, soprattutto che oggi giorno anche i laureati faticano a trovare lavoro in Italia, e quelli afferenti alle cosiddette facolta’ piu’ orientate al mondo del lavoro sono destinati a lunghi anni di precariato anche loro... &lt;br /&gt;Io credo che il modo di selezionare l’Universita’ da parte dei ragazzi ma soprattutto di consigliare da parte dei loro genitori, ex professori delle superiori e dai giornali (agostani soprattutto) sia fortemente sbagliata: quella cioe’ di scegliere il corso di studi in base alle possibilita’ di lavoro poi.  Vorrei consigliare ai ragazzi che ancora non hanno deciso (e purtroppo sono pochi, poiche’ al 10 di agosto, molti hanno le idee chiare per i loro 5 anni a venire), di scegliere la facolta’ e il proprio corso di laurea in base alle proprie inclinazioni, alla propria natura, a quello per cui si e’ portati e non in base a quello che ti suggerisce l’ISTAT,  il settimanale, papa’ o il professore di matematica, poiche’ costoro ragionano soprattutto col maledetto portafoglio, e gli articoli a favore di una universita’ o facolta’ non vengono redatti solo in base agli indici ISTAT, ma anche sulla base delle simpatie che alcune rettori (simpatizzanti a loro volta di questa o di quella corrente di partito e di pensiero)hanno su molte redazioni di giornali.&lt;br /&gt;Senza entrare in polemica con nessuno (tanto basta andare su wikipedia e scoprire le appartenenze politiche di molti professori e rettori universitari, per non parlare poi di molte loro comparse nei governi negli ultimi 20 anni), vorrei dire che ho passato i miei ultimi 14 anni in questo mondo, nelle facolta’ di ingegneria, da sempre considerate tra le piu’ promettenti per il futuro. Nello stesso tempo si e’ formata intorno ad esse una sorta di aura agiografica, per cui i corsi di laurea ad essa attinenti sono difficilissimi e la media di anni per conseguire la laurea tra le piu’ alte. Su queste cose una e’ sicuramente vera: la seconda; sulla difficolta’ tutto e’ relativo. Se uno e’ portato per la comunicazione orale, ovvio che ci mettera’ tantissimo tempo a laurearsi in una universita’ in cui si fa tutto con numeri! Cosi’ come uno bravo coi numeri e’ sprecato a fare Giurisprudenza! A volte un po’ di buon senso.&lt;br /&gt;Nella mia esperienza di studente, sentivo dire: ingegneria e’ difficile ma poi trovi lavoro; mio padre vuole che diventi ingegnere; mio padre dice che con questa laurea trovo lavoro dietro l’angolo, etc etc etc. A distanza di 1 anno molti abbandonavano (tant’e’ che si fece una idiota riforma per evitare l’abbandono universitario, rendendo molto superficiali i programmi dei primi 3 anni, purtroppo non solo a ingegneria). Dopo i primi  2 anni molti “superstiti” cominciavano a perdere il ritmo degli esami, inizavano a disprezzare le materie, perche’ non effettivamente portati o perche’ non era nelle loro corde studiare materie immerse nei numeri, alla fine molti arrivavano al beneamato titolo come se avessero guadato un fiume in piena attraversato da coccodrilli sanguinari. Fermo restando che una esperienza del genere (cosi’ faticosa) e’ pur sempre una grande prova di vitalita’,sacrificio ed impegno (quindi torna utile per altro) credo che ingegneria come altre facolta’ vadano affrontate in maniera un po’ diversa, sacrifici si, ma lo studio deve essere anche gioia di imparare e formarsi come donne e come uomini anche condividendo momenti belli di apprendimento (che purtroppo oggi molti ragazzi equiparano al cazzeggio).&lt;br /&gt;Per iscriversi ad una Universita’ bisogna prima di tutto avere dentro il sacro fuoco della voglia di conoscere cose nuove, studiare e maturare da un punto di vista mentale. Oggi piu’ di qualche anno fa, frequentare un ateneo deve significare anche confrontarsi con un corso di studio che offre la possibilita’ di aprirsi al mondo, poiche’ non e’ detto che il lavoro sia dietro l’angolo, per cui consiglio caldamente ai nuovi ragazzi di frequentare atenei in cui ci sia una elevata internazionalizzazione, preferibilmente andare all’estero (questo e’ un invito soprattutto agli studenti meridionali, che smettano di arricchire le universita’del Nord con le loro iscrizioni in massa ai soliti 4 o 5 atenei al di sopra di Roma).&lt;br /&gt;E occhio ragazzi, sciegliete in base a quello che piu’ vi piace studiare, perche’ un corso di laurea affrontato con noia  e difficolta’ in questi vostri prossimi 5 anni, significa, che se lavorerete nello stesso settore in cui avrete studiato, avrete altri 40 anni di noia e difficolta’ nel mondo del lavoro (e 40 anni sono tantissimi!).&lt;br /&gt;I migliori consiglieri siate voi stessi. Ascoltate cosa vi dice la vostra voce interiore, ascoltate qual e’ la vostra missione piu’ profonda e scegliete cosi’ la vostra facolta’ e il vostro corso. Ne guadagnera’ la vostra vita in bellezza, conoscenza, gratificazione, ne guadagnera’ la societa’ perche’ la gente svolgera’ lavori per cui e’ portata e che ama. &lt;br /&gt;Studiando cose per cui si e’ portati si matura la vostra passione per quegli argomenti. Avere passione per qualcosa, significa aprire tutte le porte della vostra vita, farle sfociare in un corso di studi superiori significa portare le passioni a livelli profondi. La chiave del vostro futuro e’ dentro voi stessi, non in chi vi dice che e’ quella facolta’ piuttosto che in un’altra.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-7803097620321027217?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/7803097620321027217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=7803097620321027217' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7803097620321027217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7803097620321027217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/08/scelta-delluniversita-istruzioni-per.html' title='Scelta dell&apos;Universita&apos;: Istruzioni per l&apos;uso'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TGMOn6O6q1I/AAAAAAAAAYA/-IUszc3P71s/s72-c/universita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3417479585159257097</id><published>2010-08-04T18:20:00.006+02:00</published><updated>2010-09-14T18:07:57.919+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meridionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>In omaggio a donna Sellerio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TFmTt5Y778I/AAAAAAAAAX4/6vkbOPpcj1A/s1600/sellerio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 112px; height: 112px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TFmTt5Y778I/AAAAAAAAAX4/6vkbOPpcj1A/s400/sellerio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5501590836518580162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Nel mio blog mi e’ gia’ capitato altre volte di ricordare persone appena scomparse rendendo grazie alle loro opere soprattutto in campo artistico.&lt;br /&gt;Oggi vorrei ricordare, a poche ore dalla sua morte, la signora Sellerio, fondatrice di una piccola ma nobilissima casa editrice che negli anni ha avuto il merito di scoprire talenti del calibro di Camilleri, ma anche scrittori rafinatissimi e struggenti come  Gesualdo Bufalino e filosofi taglienti come Leonardo Sciascia.  Con la scoperta del primo, la Sellerio editrice e’ riuscita a entrare nel grande circuito della distribuzione libraria italiana (arrivando a volumi di vendite delle consuete case distributrici e divoratrici di altre zone del paese.. situate lascio a voi immaginare), con il secondo ha dato un manto di eleganza letteraria sopraffina al suo catalogo che risulta essere ad oggi uno dei migliori del panorama letterario italiano, e con Sciascia il vanto di aver avuto nei suoi cataloghi uno dei migliori intellettuali italiani ed europei del XX secolo.&lt;br /&gt;Della signora Sellerio, credo che quasi tutti sappiano pochissimo della sua vita privata, e credo che agli affezionati fan della sua casa editrice, poco importi di tutto cio’. Da appassionato lettore la ringrazio per avermi fatto conoscere “Diceria dell’autore”, romanzo capolavoro ambientato in una Sicilia onririca, angelica e per alcuni versi eterea di un altrettanto discreto romanziere, professore di liceo, lettore divoratore di tutta la letteratura mondiale di primo livello, lavoratore indefesso che ha covato nei decenni questo affresco siciliano, che in realta’ e l’affresco di un mondo intimo e spirituale che abbraccia chiunque abbia la sensibilita’ per capire che il cambiamento e la fiducia in esso e’ l’unica via d’uscita al male di vivere che cotanta lettaratura italiana di inizio secolo, aveva cosi’ limpidamente abbinato ai nostri tempi. La lettura di Diceria, per chi ha avuto la fortuna di farlo, e’ la calata nei dolori fisici e spirituali di un’anima che abbandonandosi alla vita e al suo fluire inarrestabile riesce a guarire da tutte le angosce. Le atmosfere calde e assolate di quella torrida e barocca Sicilia, sono entrate dentro di me, e fanno parte integrante del mio essere... una delle esperienze piu’ belle mai vissute nella mia vita.&lt;br /&gt;Mi piace vedere adesso la signora Sellerio e il professore Bufalino, seduti davanti ad una tazzina di the, sorseggiando e leggendo qualche brano di un nuovo scrittore emergente, e li’ vicino loro, immerso nella lettura di un quotidiano, Leonardo Sascia, che li ascolta con discrezione, ma con attenzione, pronto a dar loro qualche suggerimento.&lt;br /&gt;Questo trio di siciliani, che ha saputo regalare al mondo un pezzo importante e pregiato di arte, cultura, e lavoro (si avetde letto bene, lavoro) italiano.&lt;br /&gt;Grazie signora Sellerio, spero che dal cielo continui a suggerirci ottima letteratura!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3417479585159257097?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3417479585159257097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3417479585159257097' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3417479585159257097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3417479585159257097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/08/diceria-dimostrata-di-una-grande.html' title='In omaggio a donna Sellerio'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TFmTt5Y778I/AAAAAAAAAX4/6vkbOPpcj1A/s72-c/sellerio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-6557726478804967225</id><published>2010-08-03T00:49:00.006+02:00</published><updated>2010-09-07T15:34:54.444+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lessico'/><title type='text'>Questione di "feeling"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TFdNXUbp5JI/AAAAAAAAAXw/SQUfoLjWYDI/s1600/lingua.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 165px; height: 196px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TFdNXUbp5JI/AAAAAAAAAXw/SQUfoLjWYDI/s400/lingua.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500950532873381010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;E’ passato il nostro primo mese qui in Canada, e le impressioni che si sono stratificate in questi 30 e passa giorni sono talmente tante che un solo post non basterebbe per esprimerle tutte. &lt;br /&gt;Su una cosa vorrei pero concentrare un attimo l'attenzione: la comunicazione.&lt;br /&gt;Quando si parla di comunicazione, a noi tutti viene in mente la lingua parlata, le parole su tutte. E’ altrettanto risaputo che una buona parte della comunicazione non passa per la bocca ma per altri canali: gestualità, sguardi, tono della voce etc. etc. Ebbene tutti noi questa cosa l’abbiamo sentita dire molte volte, io stesso la condividevo in pieno, ma in queste prime settimane in Canada l’ho sperimentata sulla mia pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco abbastanza bene l’inglese, leggo e scrivo articoli tecnici in questa lingua (quindi ho un vocabolario molto orientato e limitato in un solo settore), non posso altresì negare che molte volte capisco poco i miei interlocutori quando parlano, e ho ancora notevoli difficoltà a esprimermi nella lingua della regina. &lt;br /&gt;Non ho problemi a fare la spesa, a chiedere l’ora, andare in giro e leggere un menu, chiedere consigli su un bus da prendere piuttosto che un altro. Su altre questioni pero' noto che l'attuale mia padronanza di questa lingua non mi permette di esprimere in pieno tutti i miei pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si entra nel profondo subentrano i problemi: parlando con colleghi con cui condivido tante ore delle mie giornate, si passa da dialoghi prettamente tecnici, a discussioni riguardanti il proprio paese, oppure a semplici confessioni sulle proprie visioni; si spazia su argomenti che sono tra loro i più disparati possibili e qui molte volte sembra che le parole mi manchino, che qualcosa nel mio inglese sia ancora lacunoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La padronanza di una lingua straniera e’ una cosa difficile, la velocità con cui si colma questo vuoto dipende dalle capacita di ciascuno di aver un buon rapporto con la comunicazione verbale, e’ una cosa molto soggettiva.  Bisogna avere pazienza, credo che le cose si aggiusteranno da sole col tempo, infatti giorno dopo giorno mi sento una spugna che assorbe nuovi verbi, nuovi aggettivi, nuovi slang.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma al di là di questa sperimentazione, ne compio un’altra che investe altri canali. Scopro che molta della gente con cui entro in contatto riesce a capirmi nonostante le mie parole non siano corrette, o io non ne abbia addirittura a disposizione per cui sono costretto a fermarmi con la bocca e vedere nella mia mente i pensieri continuare a scorrere come un fiume in piena. Vedo come i colleghi percepiscano alcuni miei stati d’animo, alcune mie sensazioni, nonostante io non abbia spiccicato parola. Molte volte davanti a qualcuno che mi sciorina frasi lunghissime a velocità “supersonica”, più o meno capisco, anzi percepisco.&lt;br /&gt;E così tutto sembra avvolto da una materia eterica (lo so che l’etere non esiste! I fisici stiano tranquilli)  e il mio corpo sembra pieno di antenne pronte a captare ogni cosa, fino alla piu’ impercettibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno dira’: “Ma il tutto non e’ stressante?” Ovvio che si, ma alla lunga, le cose vengono naturali, cosi come l’acquisizione di un ampio vocabolario di inglese (o di una qualsiasi altra lingua).  Sviluppare gli altri sensi, per sopperire alla mancanza di parol,e le quali sono un'arma a doppio taglio, che molte volte usiamo senza essere perfettamente consapevoli delle loro controindicazioni, o dei segnali più profondi che le smentiscono in maniera "segreta" ma altrettanto significativa. Fermare i pensieri e fare il vuoto nella propria mente e' una cosa che i maestri spirituali di tutte le tradizioni hanno detto essere il primo passo per conoscere se stessi. Che questa discrepanza tra pensieri e parolie possa aiutarmi/ci a chiarire molte cose dentro di me/noi?&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-6557726478804967225?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/6557726478804967225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=6557726478804967225' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6557726478804967225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6557726478804967225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/08/questione-di-feeling.html' title='Questione di &quot;feeling&quot;'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TFdNXUbp5JI/AAAAAAAAAXw/SQUfoLjWYDI/s72-c/lingua.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3523514243014580918</id><published>2010-07-18T22:21:00.005+02:00</published><updated>2010-10-08T19:34:41.399+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Il caso FlashForward</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TENip1SGolI/AAAAAAAAAXo/qlFAzeJxHYI/s1600/flashforward.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 324px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TENip1SGolI/AAAAAAAAAXo/qlFAzeJxHYI/s400/flashforward.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495344441139307090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Tra le serie televisive più attese della passata stagione Flashforward ha ricoperto senza ombra di dubbio un appuntamento cruciale per tutti gli appassionati di fantascienza, ma non solo. Oltre modo, il suo finale sospeso, ha lasciato milioni di fan, soprattutto in Nord America, un tantino contrariati, tanto che migliaia di donne e uomini per gli Stati Uniti e in alcune città del Canada (tra l`altro la serie e´ tratta da un romanzo dello scrittore canadese Sawyer) hanno reagito male alla notizia che la major tv ABC non ne protrarrà altre puntate, ne altri sequel, organizzando simpatiche proteste. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A leggere queste notizie riportate in migliaia di blog nel mondo, c’è da ritenere il tutto una delle tante boutade dei soliti appassionati incalliti contro la solita freddezza razionale di produttori che hanno visto calare l´indice degli ascolti durante la programmazione e che pertanto hanno deciso di non rischiare soldi investendoli in un progetto che ha perso appeal lungo le sue 22 puntate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C`e´ comunque da chiedersi: “Perché Flashforward lungo la sua “esistenza” ha perso milioni di spettatori?” Secondo me ci sono dei motivi che hanno tenuto desti più spettatori all’inizio: la novità iniziale e il suo accattivante tema di fondo riguardanti il collasso dell´umanità´ e la sua caduta in una sorta di premonizione del futuro di ciascun essere umano durante i 2 minuti e 17 secondi di stand-by (con annessi incidenti e catastrofi su scala sociale di portata incommensurabile). In un secondo momento e’ subentrata nello spettatore una inevitabile  identificazione di se stesso nei personaggi della serie. Poi qualcosa si e´ spezzato dopo le prime 8 puntate, e su questo punto dirò qualcosa in seguito.  &lt;br /&gt;All’inizio e´ giusto sottolineare che e’ stato mozzafiato vedere, non tanto la spy story, quanto il comportamento che ogni personaggio del film aveva nei confronti della propria premonizione. La conoscenza del futuro, da tempo immemore, ricopre una delle curiosità più ancestrali per l’umanità tutta ad ogni latitudine e in ogni epoca storica. La previsionalita´ del futuro ha portato donne e uomini ad interrogarsi sul significato del cielo stellato, sui contenuti dei sogni, sui segni dei fenomeni naturali, cercando di trovare in essi qualcosa che potesse disvelare il domani.  Sia a livello di società che a livello di singoli si cerca di prevedere il futuro per poterlo meglio affrontare. In questo senso l´episodio biblico in cui il faraone d´Egitto faceva interpretare i suoi sogni per scoprire il futuro a Giuseppe, credo sia uno dei più emblematici riguardante questo tema. Ma sicuramente ancora oggi, dopo secoli (se non millenni) di profezie legate agli astri, si cerca di determinare alcuni accadimenti attraverso modelli matematici: l´economia lo fa per quanto riguarda le necessita monetarie di singoli e comunità, e abbiamo visto che come strumento, negli ultimi dieci anni non e´ che sia poi più precisa dell´astrologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnica moderna, si riserva di fare delle opportune modellazioni al computer che si fondano sulle leggi della fisica che governano certi fenomeni, per ottenere dei risultati previsionali su quanto può accadere in laboratorio sui fenomeni chimici e fisici in questione; ma anche qui, molte volte, parlando con dei “modellisti” provetti e con mente non troppo ristretta, mi sono sentito dire: “la modellazione va bene, ma in laboratorio e´ tutta un´altra storia”. La previsione computeristica può dare un´idea più o meno precisa, ma la realtà supera spesso anche qui, quanto previsto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Un interessante, quanto poco conosciuto libro del fisico ungherese Arthur Koestler, analizzava come il caso, poco avesse a che vedere con questo mondo di previsionisti, e come anzi, l`apparente casualità della nostra esistenza, sia in realtà una ben precisa causalita´ che affonda le sue radici al di là della dimensione temporale (limite umano per leggere l´esistenza), e quasi si leghi a forze non umane che governano l´universo e di cui ciascuno di noi, puo trovare il senso, semplicemente scoprendo se stesso a livelli profondissimi. &lt;br /&gt;Flashforward infatti, nelle prime 8 puntate tiene tutti incollati alla sedia, poiché fa vedere come ogni essere umano, di fronte alla premonizione verso il futuro possa comportarsi e farsi influenzare da essa stessa, rendendosi così complice di qualcosa di artificioso. Prevedere il futuro in moltissimi casi, porta a realizzare la previsione stessa, poiché l’essere umano tende inconsciamente ad incarnarla, senza interporre tra se stesso ed essa alcuna forza cosciente, anzi facendosi agire da un abbandono inconscio. &lt;br /&gt;Flashforward ha perso colpi, appena qualcuno dei suoi protagonisti ha dimostrato che quelle premonizioni, altro non erano che dei possibili scenari, quindi non un assaggio reale di quanto effettivamente sarebbe successo. Alcuni protagonisti si lasciano agire dalla previsione incarnandola, altri si adoprano affinché la propria coscienza, stretta nei limiti della propria essenza unica ed ineguagliabile, abbia quello spiraglio d´azione minimo per cui non si viva sotto i limiti rigidi di un caso tanto arbitrario quanto tiranno, ma all´interno di un frammento di infinito in cui ciascuno e´ riflesso di una coscienza infinita, molto più grande dei limiti razionali, emozionali, corporali dell´ego.&lt;br /&gt;In questo il ricorso della serie a spiegazioni da fisica quantistica, la quale ha fondato tutta la sua essenza sul dualismo materia-energia e sulla reciproca influenza osservato-osservatore, credo sia stato un colpo di rara genialità, purtroppo ancora troppo in anticipo sui tempi.&lt;br /&gt;Paradossalmente la serie diventerà tra qualche anno un flashback più che essere stata durante la sua "esistenza televisiva" un flashforward: la morale di fondo della fisica moderna continua a prenderci tutti in giro riguardo le nostre certezze correnti, fondate tutte sulla linea retta del temporalismo e del razionalismo più estremo.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3523514243014580918?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3523514243014580918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3523514243014580918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3523514243014580918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3523514243014580918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/07/il-caso-flashforward.html' title='Il caso FlashForward'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TENip1SGolI/AAAAAAAAAXo/qlFAzeJxHYI/s72-c/flashforward.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-2701632965086322472</id><published>2010-07-11T19:23:00.003+02:00</published><updated>2010-07-11T19:39:46.344+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>Comunque andra´ a finire: Voti mondiali</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TDn-rZAwp-I/AAAAAAAAAXg/YVaIAdQZgWI/s1600/fifa-world-cup-shakira-waka-waka.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 279px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TDn-rZAwp-I/AAAAAAAAAXg/YVaIAdQZgWI/s400/fifa-world-cup-shakira-waka-waka.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492701241956935650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Comunque andrà a finire questo mondiale (lo sapremo tra tre ore), credo che i voti per quanto visto possano essere espressi indipendentemente da a chi verrà assegnato il primo posto. La Spagna ha deciso che comunque andrà a finire festeggerà i suoi giocatori. Pur non conoscendo direttamente l´Olanda, immagino che anche nel paese dei tulipani una eventuale sconfitta non verrà presa come un`umiliazione, anzi;  credo che tutti sono perfettamente consapevoli che disputare una finale dopo piu´ di 30 anni e fuori dall´Europa e´ un risultato di cui fregiarsi. Non tutti al mondo hanno l´ansia da prestazione come in Italia (paese in cui si esonerano allenatori che arrivano secondi in campionato o coppa campioni). Questo mondiale se dovesse essere ricordato, sicuramente lo si dovrebbe ricordare con il fair play con cui e´ stato affrontato da tutte le squadre, senza isterismi a cui noi italiani siamo abituati a vivere il soccer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SPAGNA: 9.&lt;br /&gt;La squadra iberica non ha mai abbandonato la sua idea di calcio basata sul palleggio e sul possesso palla (el toque toque). Restando fedele alle sue tradizioni, con l´aggiunta di un vero avvoltoio da area di rigore come David Villa, si trova finalmente tra le grandi squadre del pianeta grazie ad un Europeo stravinto e ad una finale mondiale da disputare. Tradizione e capacità di concretizzare tramite un attaccante di rapina, stile Paolo Rossi, la portano ad un passo dalla storia. Il loro faro e` un giocatore che gioca in mezzo al campo, ma lo trovi anche in attacco e in difesa (come diceva Di Stefano del piu grande giocatore europeo di sempre): Iñiesta. Il suo calcio e´ il calcio di Crujff, non per nulla il grande antipatico ha pronosticato gli iberici campioni. Tradizione, opportunismo e classe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OLANDA: 9&lt;br /&gt;Trasformando la propria tradizione calcistica fondata su un possesso palla ossessivo quanto sterile, gli orange si sono affidati ad un modulo molto italianeggiante, guardingo, difensivo fatto di contropiedi rapidissimi (ora li chiamano ripartenze… che termine vomitevole). La rapidita´ di Snejder e la classe di Robben sono state messe al servizio di questo progetto. Comunque vada, c’e` da togliersi il cappello. Evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;URUGUAY: 8&lt;br /&gt;Se la Spagna rappresenta un gruppo prima ancora che una squadra, l´Uruguay rappresenta una unione di solisti uno dei quali il miglior giocatore del mondiale. Fino alla semifinale il maestro Tabarez cuce una difesa granitica, affidandosi alle magie di Forlan (vera gioia del torneo i suoi gol) e ai gol di Suarez per andare oltre la storia. Poi la vertigine della posizione da alla testa soprattutto al portiere, e l´Uruguay, squadra spettacolo del mondiale, che unisce grinta platense e improvvisazione sudamericana, affonda alla quarta piazza. Rivelazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GHANA: 7,5&lt;br /&gt;Rispetto all´Uruguay le manca solo la cattiveria e l´astuzia. Promessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GERMANIA: 6&lt;br /&gt;Arriva nella quaterna finale, ma come spesso le accade, non alla prima piazza (cosa che nei mondiali le e´ riuscita tre volte, ultima 20 anni fa con un rigore ridicolo, “con l´Italia tutta che doveva vendicare la semifinale persa”). Se la tradizione calcistica spagnola, tramite alcuni pizzichi di innovazione porta i rossi per la prima volta in finale, la tradizione oramai sterile dei tedeschi li pone sempre li dove si trovano, tra i primi, ma quasi mai primi. Nonostante gli innesti da multinazionale, la sua idea di calcio dal 1954 ad oggi non ha avuto alcun sostanziale cambiamento, forse sono gli unici a non essersi mai evoluti calcisicamente parlando. Pedalare pedalare pedalare resta il loro verbo. Stantii.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRASILE e ARGENTINA: 5&lt;br /&gt;Squadre date per finaliste ancor prima dell´inizio, si fermano al primo incontro serio, la seconda volta in due mondiali consecutivi. A loro discolpa il fatto che i loro giocatori vengono spremuti nei loro club europei molto più degli indigeni per ovvii motivi (ti porto in Europa e ti strapago e tu fai tutto e di più rispetto a quello che ti chiedo: e´ la legge della globalizzazione calcistica). Sicuramente peccano un po’ di umiltà (soprattutto i verdeoro). Hanno perso le loro caratteristiche peculiari dal 1986 (la fantasia i pentacampeones, la cattiveria i platensi del sud a favore di quelli del Nord). Restano due “continenti calcistici” che sfornano ottimi giocatori, tra i migliori al mondo. Rimandati a “settembre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INGHILTERRA, FRANCIA, ITALIA: 4&lt;br /&gt;Affidano tutto ai loro allenatori credendo siano degli stregoni. L´Inghilterra non ha capito che ha dei giocatori un tantino mediocri da piu´ di 20 anni, e che affidare un gruppo di giocatori cosi cosi ad un buon allenatore al massimo può far evitare figuracce, ma nulla più. La Francia ha un buon gruppo di giocatori, ma affidare per la seconda volta una nazionale ad un folle che non fa giocare la finale ad uno dei centravanti più prolifici della storia, perche del segno dello scorpione, e´ da suicidio collettivo. &lt;br /&gt;L´Italia che non fa programmazione calcistica da piu di 10 anni, riaffida la squadra decotta ad un allenatore che oramai ha fatto la sua storia e che "pertanto" in un attacco di sacchismo acuto, non fa giocare le partite all´unico attaccante buono. Morale della favola fuori già dopo il girone. Bocciate.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-2701632965086322472?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/2701632965086322472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=2701632965086322472' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2701632965086322472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2701632965086322472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/07/comunque-andra-finire-voti-mondiali.html' title='Comunque andra´ a finire: Voti mondiali'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TDn-rZAwp-I/AAAAAAAAAXg/YVaIAdQZgWI/s72-c/fifa-world-cup-shakira-waka-waka.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1917576705097623927</id><published>2010-07-06T22:50:00.004+02:00</published><updated>2010-07-11T19:39:19.448+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema europeo'/><title type='text'>Cella 211: Allacciare le cinture</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TDOysNl5DGI/AAAAAAAAAXY/3ryyc1bdB3E/s1600/cella_211_3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 262px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TDOysNl5DGI/AAAAAAAAAXY/3ryyc1bdB3E/s400/cella_211_3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490928843327343714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Tra i film che consiglio caldamente di cercare in DVD, dato che le case di distribuzione cinematografiche italiane l’hanno come spesso accade a film che non siano la solita solfa, quasi “snobbato”, consiglio Cella 211. Premetto che se siete di stomaco un tantino debole, e avete atteggiamenti da anime pie, e` meglio lasciar stare. Se invece volete fare un salto nelle vostre ombre e nelle zone piu’ nascoste e buie della vostra coscienza, allora allacciate bene le cinture perche’ questo film e’ qualcosa di veramente fenomenale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apparentemente, questa pellicola del regista spagnolo Daniel Monson, interpretata da uno degli attori emergenti del cinema iberico:Luis Tosar, appartiene al genere “carcerario”: genere che gli americani soprattutto, hanno usato per fini liberal o progressive: da Brubaker a Papillon, fino alle varie Fughe da.... riempiendo la minestra con tanti buoni propositi e con figure leggendarie entrate anche nell’immaginario collettivo come eroi positivi.&lt;br /&gt;In questo film di buoni propositi ce ne sono ben pochi, cosi’ come di figure nobili, poiche’ “Cella 211” narra di come un carcere, di punto in bianco, possa diventare un inferno, e di come questo inferno possa prendere il sopravvento su ogni buon senso e su ogni essere umano presente in quel luogo. Chi ha visto l’ultimo film di Terrence Malick, puo’ avere un’idea di come l’essere umano possa precipitare cosi’ rapidamente  in basso,  finanche raggiungendo il nichilismo assoluto. Alcune scene di “The new world” credo possano bene rendere l’idea di quello che succede in quasi tutta questa storia, nella quale all’improvviso, si spegne non solo la luce della ragione, ma anche quella della lealta’, della fratellanza, della sopportazione del dolore. Il film che ovviamente non si limita alla narrazione di cotanto vuoto esistenziale, ha il merito imprescindibile di aver reso esplicito quanto sia labile il confine tra chi e’ stato "rinchiuso" in una scatola-definizione-etichetta e colui che quella etichetta l’ha messa agli altri. Il simbolismo carcerato-carceriere e’ un’icona delle tante etichette che noi tutti poniamo agli altri, e che gli altri pongono a noi stessi, e si vede benissimo nel film, quanto quella etichetta sia fittizia, se non addirittura molte volte equivoca, e che una volta spostata l’asticella del recinto, si puo’ venire fagocitati da quella che e’ solo una “definizione in termini”, e che paurosamente puo´ assumere gli aspetti di un qualcosa di effettivo e concreto, dando realta’ a delle parole, e a degli schemi precostituiti.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pellicola di Monzon ha il merito di aver portato sul grande schermo, sia pur con un linguaggio violento e sanguinario, la condizione si instabilita’ di tutti gli esseri, le tentazioni che subiamo, la nostra fragilita’, la sicurezza in un mondo che crediamo solido e stabile, ma che prima o poi ci porta a delle prove titaniche da affrontare. Restano al di la’ dalle scene crude, e della descrizione di come una comunita’ possa arrivare sull’orlo del baratro per mancanza di regole condivise unita comunque ad una sola luce: la fiducia nell’amicizia; momento e sentimento imprescindibile, fondato sulla condivisione di una sofferenza, di un fine, di un destino al di la´ del bene, sopratutto nella sofferenza.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1917576705097623927?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1917576705097623927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1917576705097623927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1917576705097623927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1917576705097623927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/07/cella-211-allacciare-le-cinture.html' title='Cella 211: Allacciare le cinture'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TDOysNl5DGI/AAAAAAAAAXY/3ryyc1bdB3E/s72-c/cella_211_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-6664924745370770370</id><published>2010-06-29T22:25:00.006+02:00</published><updated>2010-07-02T15:52:43.982+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='argentina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>Punto finale sul Mondiale</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCpo84uH6eI/AAAAAAAAAXQ/YdRBL-rYc2g/s1600/villa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 120px; height: 120px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCpo84uH6eI/AAAAAAAAAXQ/YdRBL-rYc2g/s400/villa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488314491131652578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCpo35oPGfI/AAAAAAAAAXI/4pbeCFfzqFw/s1600/iguain.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 97px; height: 116px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCpo35oPGfI/AAAAAAAAAXI/4pbeCFfzqFw/s400/iguain.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488314405476047346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCpY7cpxJbI/AAAAAAAAAW4/vhsPzheCjrA/s1600/forlan.jpe"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 104px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCpY7cpxJbI/AAAAAAAAAW4/vhsPzheCjrA/s400/forlan.jpe" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488296874231276978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Siamo arrivati oramai alla tranche finale del mondiale, e dedichero’ alla competizione un ultimo post di riflessione sui risultati sin qui visti e per fare un punto di riepilogo. Lo faccio oggi, al compimento del quadro delle prime otto squadre, poiche’ credo sia un numero sufficiente per tirare le somme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balza subito all’occhio che nessuna squadra asiatica sia riuscita a varcare questa soglia. Mondiali di Corea a parte, dal 1990 nessuna squadra e’ riuscita ad arrivare ai quarti, constatazione che indica un ritardo enorme del calcio in quel continente, nonostante le buone prestazioni atletiche (ma nulla piu’) di Corea del Sud e Giappone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Africa rispetto al mondiale del ’90 non riesce a portare che una squadra ai quarti, nonostante il suo continente sia pieno di ottimi giocatori, egregiamente pratagonisti in Europa a livelli altissimi. Segno questo, che il continente nero oltre che in altri settori e' territorio di colonizzazione anche nel calcio, e che esiste una mancanza cronica di strutture e scuole calcistiche nazionali. Un ulteriore passo avanti del Ghana nel torneo, potrebbe sicuramente creare degli entusiasmi tali da essere di buon auspicio per il futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa che manda il numero piu cospicuo di squadre, se ne trova soltanto 3 ai quarti, segno che il vecchio continente ha dei problemi a giocare fuori dal suo recinto, ma che e’ afflitto anche da problemi strutturali molto piu pesanti. Inghilterra e Italia, coi loro club piu blasonati, hanno oramai venduto tutto il vendibile per vincere ogni anno la maledetta Champions League. Da piu di dieci anni, Chelsea, Manchester, Liverpool, Milan e Inter sono solo delle multinazionali di giocatori il cui unico obiettivo e’ vincere  questo torneo. Per far cio’ ogni stagione le dirigenze cercano di acapparrarsi giocatori bravi sparsi per il mondo e di motivarli con un buono psicologo per poter aggiudicarsi torneo e introiti. La crisi del calcio inglese viene da li, la loro squadra era modesta, pensare che Capello li avrebbe portati in finale era una speranza puerile (un allenatore poi, che ha praticamente vinto solo tornei nazionali lunghissimi senza scontri diretti) e la loro polemica sul gol annullato e francamente da Processo del Lunedi’, soprattutto alla luce del calcio banale ed elementare espresso, con nomi un tantino sopravvalutati. &lt;br /&gt;L’Uefa purtroppo, con lo smantellamento della Coppa delle Coppe e con lo sventramento della Coppa Uefa, ha ridotto a pochissimi club la competizione europea, con un appiattimento su non piu di 6 team, quando vent’anni fa, erano piu di 10 e molto piu ben distribuiti per il continente. Si vedono poco all’orizzonte le squadre di club francesi e quelle tedesche, l’Ajax, ma anche il Benfica e altre squadre portoghesi (fatta eccezione il Porto per una sola annata) una volta storia del calcio, sono lontane sideralmente dal poter competere per questa competizione. Per ripiegare si sono trasformate in delle scuole che permettono ai propri giocatori nazionali di conoscersi da ragazzini, giocare insieme, in alcuni casi emigrare, tornare e dare delle buone selezioni (vedere Portogallo e Olanda). Il calcio spagnolo, fatta eccezione per il Barcellona che ha deciso di non svenarsi e di creare un serbatoio nelle giovanili, segue la strada di Italia e Inghilterra. Il Real e’ un circo o poco piu’. Se la nazionale spagnola oggi e’ competitiva lo deve al team catalano, unica squadra che da dieci anni ha avviato una vera e propria scuola giovanile, capace di portare alla ribalta internazionale 8 o 9 ottimi giocatori, di farli giocare insieme, e grazie alla costanza e a degli ottimi talent scout, di portar loro a vincere, in pochi anni, quasi tutto (spero venga presa ad esempio da molti in Italia).  &lt;br /&gt;Discorso a parte il Sud America. Porta tra le prime otto, quattro squadre. Un risultato mostruoso se si pensa che erano partiti con 5 team. Da dieci anni, soprattutto l’Argentina, con il suo club piu’ blasonato, il Boca Junior, e’ una mega scuola di calcio, che attraverso l’opera di decine di osservatori, scova per tutto il paese, ma anche nei vicini Uruguay e Paraguay (non e’ un caso il loro avvicinamento ai quarti), decine e decine di ragazzi di ottime qualita’. Li fa crescere nei  settori giovanili, qui imparano a conoscersi e a giocare insieme a memoria. Chi non va in prima squadra -tra l’altro competitiva a livello mondiale (tanto da battere varie volte le europee nelle intercontinentali)- emigra per il mondo, ma porta con se i risultati di una grande preparazione tecnica e tattica. Tevez e compagni giocano a memoria perche’ hanno giocato insieme dall’eta’ di 10 fino ai 19 anni. Il Boca e’ la parte piu grossa di un movimento che investe altri club come il River Plate (che assicura ai giovanissimi anche scuola, alloggio e servizi), l’Estudiantes e il San Lorenzo. Praticamente, il selezionatore dell’Argentina, chiunque esso sia, deve scegliere tra una rosa di 50-60 giocatori di primissima fascia e motivarli (in questo Maradona non credo debba imparare niente da nessuno), quando le europee, molte volte (Francia e ora Germania), per arrivare a 22 convocati di pari livello, devono naturalizzare figli, nipoti e cugini di coloni o di nuovi migranti. Il Brasile viaggia sugli stessi livelli dell’Argentina, con in piu, dopo le batoste di Spagna ’82 e Messico ’86, un abbinamento di forza muscolare e di disciplina tattica che non hanno mai avuto nella loro storia (la fantasia sempre meno purtroppo per lo spettacolo). Il San Paolo sta al Brasile come il Boca all’Argentina !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia ? Come detto prima ha perso l’opera di scouting e di crescita dei giovani di due dei suoi piu grandi club. Al momento sembra aver perso su questo fronte anche la Juve, forse anche la Roma. Per anni, molte big del campionato, demandavano la crescita dei giovani a squadre di provincia (Atalanta, Lecce, Reggina, Verona etc.), per poi portare i migliori nelle proprie prime squadre. Anche qui purtroppo, molto si e’ perso.La generazione vittoriosa dello scorso mondiale (creata da Cesare Maldini a meta’ anni 90), non e’ stata rimpiazzata, perche’ da dieci anni, manca a livello nazionale, come club e di ripiego come Federazione, l’idea di far crescere dei giovani e di lanciarli sul palcoscenico come ha fatto il Barcellona. Il risultato gretto e insperato e’ anche figlio della testardaggine di Lippi per aver fatto giocare poco l’unico attaccante in forma. Si poteva arrivare tra la 16ma e 9na posizione non credo di piu’… ma meglio cosi’, magari questa sconfitta fa riflettere tutti sul futuro. Non credo che Cassano (tra l’altro titolare inamovibile agli Europei senza concludere nulla) e Balotelli (la quarta riserva di Milito nell’Inter, a sua volta quinto attaccante della stratosferica Argentina) avrebbero potuto portarci molto lontano nonostante il secondo abbia le potenzialita’ per il futuro.&lt;br /&gt;In bocca al lupo per le 8 restanti. Che vinca la migliore, giocando un bel calcio, cosa che ai mondiali da un po’ di edizioni, purtroppo manca. &lt;br /&gt;L’Uruguay dopo Schiaffino, rivede a distanza di 60 anni un fuoriclasse, non e’ un caso anche se puo’ sembrare tale.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-6664924745370770370?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/6664924745370770370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=6664924745370770370' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6664924745370770370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6664924745370770370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/punto-finale-sul-mondiale.html' title='Punto finale sul Mondiale'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCpo84uH6eI/AAAAAAAAAXQ/YdRBL-rYc2g/s72-c/villa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1673471406554191781</id><published>2010-06-28T20:49:00.005+02:00</published><updated>2010-06-28T22:33:08.811+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coscienze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Selling Italy by the pound</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCkG3GCsSpI/AAAAAAAAAWw/75Dlhak-gdw/s1600/england.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 397px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCkG3GCsSpI/AAAAAAAAAWw/75Dlhak-gdw/s400/england.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487925164512135826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Intorno all’eta’ di sedici anni, mi capito’ tra le mani un vecchio LP dei Genesis, la cui copertina gialla, con disegni pastello tipici da romanzo fanciulleschi d’appendice, attiro’ subito la mia curiosita’. Il titolo dell’album lo trovai altrettanto insolito : « Selling England by the poud »… : “Vendendo l’Inghilterra alla libbra”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo tra le mani un pezzo di storia del rock, in particolare di quella corrente sublime e per alcuni versi pedante che andava sotto il nome di Progressive, capii subito che quel disco dovevo comprarlo e correre a casa per ascolatarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di rock progressive conoscevo la PFM italiana, i primi Pink Floyd, i Jethro Tull, poco altro… alle lunghe sinfonie progressive con chitarre, violini e flauti preferivo le taglienti chitarre elettriche e le doppie casse martellanti. Ma nonostante i miei gusti, anche all’ascolto, S.E.B.T.P. si rivelo’ un capolavoro di originalita’. La voce di Phil Collins era calda e avvolgente, le atmosfere musicali create con piu’ strumenti (tra un cui un magnifico flauto), bene rendevano l’omaggio al mondo favolistico, con palese citazione a Walter Scott.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa tre anni dopo, in una galleria di Torino, durante una delle tante sere di freddo pungente, un musicista ambulante suonava col flauto il ritornello della canzone che dava il titolo all’album, e non so se per il freddo o per il ricordo di quel pomeriggio lontano in cui comprai il disco, mi scivolo’ una lacrima sul viso e nella mia mente si apri’ il mondo fatato di Walter Scott, sospeso nelle note di Peter Gabriel and company . Mi fermai davanti al flautista, ascoltai con gli occhi chiusi il refrain, e al termine porgendogli qualche moneta lo ringrazia per quell’emozione donatami. Gli chiesi se conosceva l’autore di quella musica, e lui mi disse di non ricordarselo, e che per lui quelle note erano tra le piu’ belle composizioni mai scritte per flauto (spero non gliene voglia Mozart), il tutto era piu’ che sufficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, quanti bei ricordi sono legati a quell’album misterioso, il cui titolo si rifaceva ad una espressione dolce e graziosa di un testo sospeso tra fantasy e romanticismo inglese: «  perche’ non vendere l’Inghilterra al chilo (libbra) », si chiedeva la piccola protagonista. Era una frase dettata dall’innocenza e dal mondo fatato in cui lei era immersa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina, passeggiando, quelle note mi sono tornate in mente, e mentre riecheggiavano in me facendo trasalire quegli splendidi ricordi, d’improvviso c’e’ stato un cortocircuito. E si perche’ a quelle note e’ subentrata l’idea che la favola dei Genesis, si sta tramutando in un incubo allucinante ma reale. Pensavo alla Grecia che ha messo in vendita le sue seimila isole, al mio paese, che con il federalismo demaniale praticamente vuole (s)vendere le sue bellezze naturali, artistiche e architettoniche, un tanto al chilo. Alla poesia e’ subentrato lo sgomento… alla dolce fanciulla dell’album dei Genesis, la faccia di qualcun altro che ci vuol dare a bere l’ennesimo strupro della nostra terra, della nostra dignita’ di esseri umani, della nostra storia. In realta’ si sta svendendo-violentando l’ultimo tassello di quel concetto che nel 1800 fu definito patria, dopo che e’ stato cancellato quasi totalmente il concetto di stato. Selling Italy by the pound!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1673471406554191781?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1673471406554191781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1673471406554191781' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1673471406554191781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1673471406554191781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/selling-italy-by-pound.html' title='Selling Italy by the pound'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCkG3GCsSpI/AAAAAAAAAWw/75Dlhak-gdw/s72-c/england.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-1612810270911846660</id><published>2010-06-25T22:40:00.005+02:00</published><updated>2010-06-26T00:22:35.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>Italian soccer: See you at Rio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUoVtJooRI/AAAAAAAAAVw/PftGa49Vg8I/s1600/soccer.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 289px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUoVtJooRI/AAAAAAAAAVw/PftGa49Vg8I/s400/soccer.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486836074383188242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Il football italiano torna mestamente a casa, fuori dopo il primo girone, una disfatta che non si vedeva dai mondiali del 1974.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente il calcio oltre che sul campo si gioca nei bar, sui giornali, e sui siti internet, per questo e’ lo sport piu’ amato e piu’ bistrattato : non finisce al 90mo minuto.&lt;br /&gt;Di sconfitte ne abbiamo vissute tante, dai mondiali casalinghi persi in casa in semifinale, alla finale contro un modestissimo Brasile (ma modesti eravamo anche noi, Baggio a parte)… credo che queste due sconfitte siano insieme a quella di ieri, le piu’ cocenti. Assimilammo abbastanza agevolmente quelle di Francia ’98 dato che 2 anni dopo arrivammo in una finale europea e, dando la colpa a Moreno nel 2002, ci dimenticammo in fretta della fatal Corea. Nel 2006 le cose girarono meglio: sia come fortuna, sia come forma fisica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la sconfitta fa parte del divertimento, e si, perche’ ogni volta che la nazionale perde, ci si diverte a trovare il colpevole. In questo caso le colpe sembrano orientarsi tutte verso Lippi, reo secondo i piu’ di aver lasciato a casa i fenomeni e di aver portato ai mondiali i brocchi. &lt;br /&gt;Se dovessimo fare delle analisi un po’ meno personalistiche i discorsi sono ben altri. &lt;br /&gt;Dal 1998 ad oggi, il nucleo fondante della nazionale e’ stato quasi pressoche’ lo stesso, quello che con Cesare Maldini sbanco’ tutto come under 21. Fu una generazione di giocatori di ottimo livello, che seppe portare nei club e nella nazionale ottime qualita’ sportive, calcistiche ed umane. Credo sia difficile che nasca una generazione nuova di Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Nesta, De Rossi, Gattuso, Pirlo, Totti, Del Piero e Vieri. Una cosa simile credo non si sia mai verificata nella storia del calcio italiano : 10/11 di giocatori di prima fascia (qualche tocco di fuoriclasse) ognuno nel suo ruolo (l’undicesimo l’ottenemmo con la naturalizzazione di Camoranesi). E’ vero anche che molti di loro hanno dato poco alla nazionale, molto di piu’ ai loro club (Nesta, Del Piero e Totti) e qualcuno di loro e’ stato un tantino sopravvalutato (Vieri divenne un grande bomber a livello europeo solo perche' la Juve se lo fece strapagare dall’Atletico) ma tant’e’.. di certo non erano inferiori a brasiliani, argentini e francesi nei loro anni. Il solito destino cinico e baro ha voluto che questa generazione se la dovesse vedere negli stessi anni con una generazione « transnazionale » di fenomeni naturalizzati francesi. Morale della favola 1 mondiale contro 1 mondiale ed 1 europeo, inframmezzati da quella ridicola comparsata folcloristica di Corea 2002 in cui se le cose fossero state serie la finale sarebbe stata sempre la stessa :Italia-Francia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli allenatori che si sono succeduti con questi giocatori hanno raccolto quello che potevano raccogliere, decisamente poco col materiale a disposizione, sicuramente a Lippi e’ andata meglio che a Maldini, Zoff e Trapattoni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella generazione purtroppo tocco’ il suo apice e si dissolse a Berlino in quella notte. Nessuno di loro, tranne Totti e a sprazzi Del Piero (che hanno sempre inciso poco in nazionale) ha piu’ fatto granche’ nei 3 o 4 anni a seguire, anche perche’ l’eta’ era gia’ alta nel 2006. La squadra affidata 2 anni dopo a Donadoni, fece acqua da tutte le parti, arrivo’ alla partita contro la Spagna poi campione, per via di un misero pareggio ottenuto grazie ad un rigore sbagliato da Mutu, pareggio’ poi ancora, ma senza fare neanche il solletico agli iberici, i quali come spesso nella loro storia calcistica, mozzoleano gli avversari ma senza segnare (che questa sia la loro volta buona ?).&lt;br /&gt;La squadra del 2010, per i valori che aveva poteva puntare al massimo ai quarti, di piu’ era estremamente difficile, soprattutto alla luce dell’infortunio a Buffon e Pirlo. Sostituire i 10 di cui sopra con dei pari livello e’ pressoche impossibile col materiale attualmente a disposizione, e anche con quei santini di Cassano (finta a destra e palla a sinistra, lo sanno anche i topi !) e Balotelli (il passeggiante dell’Inter, che faceva sempre panchina e veniva fischiato dai suoi stessi tifosi per la sua strafottenza quando entrava in campo) si poteva fare ben poco (ripeto al massimo i quarti di finale). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Lippi va data la colpa di aver tenuto fuori per 2 match l’unico attaccante in forma (Quagliarella), l’unico che avrebbe potuto segnare alla Nuova Zelanda, l’unico che in 45 minuti di mondiale ha fatto 2 gol (1 annullato) e 1 assist. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’e’ da sperare che una nuova generazioni di giocatori italiani arrivi al piu’ presto sul grande palcoscenico e con grosse capacita’, e che non venga bloccata dalle squadre di club, come purtroppo nel calcio italiano sempre piu’ spesso accade. Andare ai mondiali con l’attacco dell’Udinese o della Sampdoria non e’ proprio la stessa cosa che andarci con quello di squadre che giocano da decenni le coppe europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;See you on Rio !&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-1612810270911846660?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/1612810270911846660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=1612810270911846660' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1612810270911846660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/1612810270911846660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/italian-soccer-see-you-on-rio.html' title='Italian soccer: See you at Rio'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUoVtJooRI/AAAAAAAAAVw/PftGa49Vg8I/s72-c/soccer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-6408205706188658675</id><published>2010-06-23T22:35:00.010+02:00</published><updated>2010-07-01T23:12:44.644+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>Baggio-Cavour: 4-0</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUrRDKBKzI/AAAAAAAAAWY/NraOjy-N6VA/s1600/baggio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUrRDKBKzI/AAAAAAAAAWY/NraOjy-N6VA/s400/baggio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486839292925913906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Tutti sappiamo quanto sia flebile il sentimento di nazionalismo in Italia. Le ragioni per cui questo stato di fatto non si manifesta, affondano le radici molto lontano. L’unita’ della penisola con le 2 isole maggiori fu un atto di forza di una monarchia molto periferica rispetto al baricentro del regno che si andava costruendo, per ripianare i debiti che aveva, sbancando le casse del Regno allora piu’ ricco, cioe’ quello delle Due Sicilie (anche se a scuola ci hanno sempre raccontato un’altra storia, e i professoroni di alcune universita’ del Nord continuano a perpetuare questa menzogna).&lt;br /&gt;Di li’, ma soprattutto da quello che nei 150 anni dopo ne e’ seguito, nessuno mai, soprattutto tra gli strati popolari, ha mai ben capito cosa portasse in meglio il fatto di avere la penisola italica con le 2 isole maggiori unite, e per quale ragione dovessimo considerarci fratelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mandare Cialdini da Torino a massacrare gente al Sud ; demandare molti dei poteri di controllo del nascente stato centrale nel Sud ai poteri collaterali locali (i genitori delle mafie) ; impoverire il meridione e costringere all’emigrazione oltre oceano qualche milionata di merdionali e veneti ; decidere di partecipare ad una prima guerra mondiale contro la volonta’ popolare per acquisire territori marginali in sede di vittoria mutilata ; farsi governare con 20 anni di manganello, olio di ricino e qualcos’altro, per poi vedere di nuovo tutti miseramente in guerra contro ¾ del pianeta; arrivare al dopoguerra durante la ricostruzine e vedere che se  se vuoi lavorare devi andare a Torino e Milano, se no all’estero (come i tuoi nonni) o dipendente statale se va bene ; vedere che negli anni ’80 gli amministratori di allora ipotecarono il futuro di 2 generazioni di italiani a venire, creando il secondo o terzo debito pubblico mondiale…. Mi chiedo  perche’ l’italiano medio dovrebbe sentirsi ferio di appartenere a questa nazione i cui poteri fondanti e mantenenti hanno sempre ostacolato la normale vita, crescita economica e spirituale di tanti cittadini e molti territori a favore (ma con tanti punti interrogatovi) di altri, creando a volte dei danni con echi planetari nella gestione di risorse nazionali e umane prima di tutto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il calcio e’ stato l’unico punto in comune per tutti. Potevano essere altri,  la cultura e la storia della cultura italica ad esempio, partendo da Dante sino ad arrivare a Pirandello, ma purtroppo cosi’ non e’ stato, perche’ i cattedratici italiani, indipendentemente dalla loro collocazione geografica hanno sempre snobbato coloro che cattedratici non erano -li’ nasce un’altra delle lacerazioni profonde di questo paese-. La puzza sotto il naso di certa sinistra moderata odierna, deriva infatti da quel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi resta il calcio, sport abbastanza semplice da capire, in cui chiunque, al di la’ di meriti geografici, culturali o amicali, poteva (e forse puo’) emergere.. e’ sufficiente avere talento (quello non te l’ho da la collocazione latitudinale di nascita) e una buona dose di abnegazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo sport, e soprattutto nella selezione nazionale, quasi tutti hanno sentito un’appartenenza a una cosa sola : la possibilita’ di vedere realizzato un sogno, quello di un palcoscenico mondiale, in cui una delle tante selezioni, offre attraverso il proprio territorio, una manciata di giocatori capaci di primeggiare a livello planetario. Questo e’ l’unico filo di nazionalismo che noi abbiamo, ed e’ l’unico che puo’ resistere, data la sua innocenza quasi infantile (ma non per questo meno importante.. anzi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le commemorazioni del 150esimo dell’unita’ valgono a livello simbolico meno di un Italia-Nuova Zelanda (indipendentemente dal risultato) e sono sicuro che se chiedessero in giro chi e’ l’italiano che ammiri di piu’ per quanto ha fatto nella sua storia e per la storia del tuo paese, Roberto Baggio straccerebbe doppiandolo Cavour (e con tutti i meriti del caso, dato che Cavour di italiano non aveva niente, dichiaro’ l’unita’ del paese in francese !!!).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Attaccare la nazionale di calcio specie se si e’ ministri, non e’ una cosa come un’altra, e in questo io credo non ci sia una battuta fuori luogo, ma la volonta’ precisa di sfasciare l’ultima cosa che ci e’ rimasta in comune tra tanti campanili. C’e’ chi vuole fuggire con la cassa di un paese che mai e’ stato unito se non ogni 4 anni, durante i mondiali… oramai spero l’abbiano capito in tanti tutto cio’. &lt;br /&gt;Sciogliere un legame antistorico (la Padania non esiste, ed e’ anche vero che la Questione Meridionale non e’ mai esistita se non dopo l’Unita’, creata ad hoc per svaligiare il Sud e piantarlo al palo con i sensi di colpa) che oramai fa acqua da tutte le parti ora che siamo sull’orlo dello sfascio amministrativo piu’ totale. Sputare sulla nazionale e’ l’ultimo tassello di un disegno preciso, pianificato da tempo (scappare con i soldi), e di cui la Lega Nord e’ solo uno dei tanti mezzi usati da poteri che si guardano bene dal metterci la faccia davanti a tutti, ma pronti a sfruttare tutte le sue boutade.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-6408205706188658675?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/6408205706188658675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=6408205706188658675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6408205706188658675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6408205706188658675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/baggio-cavour-4-0.html' title='Baggio-Cavour: 4-0'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUrRDKBKzI/AAAAAAAAAWY/NraOjy-N6VA/s72-c/baggio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8506950760898388038</id><published>2010-06-18T19:05:00.004+02:00</published><updated>2010-06-26T00:21:45.238+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><title type='text'>... just arrived in Canada</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUrsGpGt7I/AAAAAAAAAWg/XdqNdq1JpNo/s1600/canada_pol99.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 392px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUrsGpGt7I/AAAAAAAAAWg/XdqNdq1JpNo/s400/canada_pol99.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486839757718075314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;E’ quasi arrivato il giorno del mio 33esimo compleanno, che con molta probabilita’ passero’ in Canada, Ontario, in questo verde e tranquillo paese che ha accolto me e la mia ragazza domenica scorsa.&lt;br /&gt;Lascio alle spalle tanti anni d’Italia costellati da ricordi stupendi, momenti magici, persone che hanno segnato tanto il mio cammino. Lascio alle spalle comunque un paese vecchio che distrugge i giovani, li annichilisce e li tritura come fossero merce. Ma oggi non parlero’ del mio paese natio, vi raccontero’ alcune tra le prime cose vissute in questo paese lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Canada si mostra ad ogni europeo con la sua faccia accogliente e cordiale, con andamento flemmatico ma attivo, senza urli, senza gente che ha un tono superiore ad un altro. Il passaggio doganale avviene in maniera quasi indolore se si ha i documenti in regola per poter lavorare. La polizia della dogana ti fa una foto (mentale) come giusto che sia, individua che tipo sei. Ti fanno domande mirate sulla tipologia di lavoro che andrai a fare. Dal modo in cui rispondi capiscono abbastanza velocemente se sei uno che racconta frottole o dice la verita’. Essere sinceri aiuta a velocizzare il tutto. Sparare cazzate da furbastri serve solo a prolungare le pratiche. Ho subito detto loro che la mia ragazza veniva con me come accompagnatrice, non siamo sposati ancora, in Italia non esiste la categoria coppie di fatto. Morale della favola : la mia ragazza ha avuto un  permesso da accompagnatrice common law. Li dove non arriva il Parlamento italiano, arriva il buon senso canadese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile sottolineare che qui sono tutti abbondantemente dei tipi tranquilli, poca entropia in giro, anche se uscendo da Toronto si trovano highway impressionanti, con 5 corsie per senso di marcia. Non so a cosa sia dovuta questa loro flemma e questa loro pace interiore. Dopo 4 giorni di assenza di caffe’ espresso, credo sia dovuto alla mancanza dell’assunzione di quella maledetta bevanda che noi italiani usiamo come acqua. Il caffe’ espresso e’ la cosa che ho perso per primo e di cui non sento la mancanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uffici pubblici funzionano meglio dei privati. Per fare l’assicurazione sanitaria si trova un’organizzazione perfetta, ci si mette meno di 5 minuti, e come al solito con il sorriso sulle labbra da parte dell’impiegato pubblico. Evidentemente qui lo stato e’ un’entita’ non odiata dai cittadini, e i lavoratori statali non vengono insultati quotidianamente dai media, per cui credo che lavorare per lo stato non venga percepito come una vergogna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Variano tanti concetti, il piu’ grande di tutti  e’ sicuramente quello relativo agli spazi. La citta’ di London, al di la’ del suo centro storico, per lo piu’ pieno di palazzi semiabbandonati, con ristoranti e bar nei ground floors, si dirama su arterie stradali abnormi piene di villette immerse nel verde dei boschi. Muoversi a piedi e’ pertanto una cosa impossibile, quindi al caffe’ si aggiunge un’altra perdita : il walking. Per camminare bisogna stare soprattutto nei centri commerciali sparsi per questi immensi quartieri. Li si puo’ trovare un po’ di tutto, dal barbiere alla biblioteca al supermercato. I centri commerciali sono in ogni senso la piazza del paese, li ci si incontra e si sorseggia il caffe’ americano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento ci accompagna uno strano senso di spaesamento, troppe differenze tra Italia-Spagna e Canada.&lt;br /&gt;Ogni giorno e’ un qualcosa di nuovo, un nuovo tassello in questo mosaico avventura. La calma, la cortesia e la volonta’ ci aiuteranno day by day.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8506950760898388038?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8506950760898388038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8506950760898388038' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8506950760898388038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8506950760898388038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/just-arrived-in-canada.html' title='... just arrived in Canada'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TCUrsGpGt7I/AAAAAAAAAWg/XdqNdq1JpNo/s72-c/canada_pol99.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-969012353985851156</id><published>2010-06-14T19:13:00.005+02:00</published><updated>2010-06-15T18:09:15.692+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>global soccer</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TBZj6fcmHkI/AAAAAAAAAVI/rNcqr_3C3Uk/s1600/gar.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 350px; height: 321px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TBZj6fcmHkI/AAAAAAAAAVI/rNcqr_3C3Uk/s400/gar.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482679452895157826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;I mondiali di calcio arrivano come ogni quattro anni carichi di attese, di gioia sportive, di folklore e di tanto altro. Sono una manifestazione che va molto al di la’ della semplice passione per lo sport celebrato nel torneo; si nutrono di sentimenti e partecipazioni popolari che il calcio di club difficilmente oppure solo parzialmente riesce ad ottenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di la’ di tutto cio’, un campionato di football svolto in appena un mese, tecnicamente parlando puo’ dire poco; in un lasso troppo breve di tempo e’ difficile poter esprimere per una squadra i propri valori. Eppure questa manifestazione resta avvolta da un mistero inestricabile: piu’ o meno la vincono quasi sempre gli stessi (se si fa eccezione per Inghilterra e Francia, che hanno vinto solo una volta e solo a casa loro, in alcuni casi con agevolazioni imbarazzanti). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno dira’ che il calcio, nonostante la sua diffusione oramai planetaria, gode di ottime scuole soprattutto in 4 o 5 nazioni al massimo: il che e’ abbastanza vero. Il vigore e la disciplina fisica l’hanno sempre insegnata I tedeschi, la grinta e’ di scuola platense (argentina-uruguayana), la fantasia e’ brasiliana, la tattica fa parte della scuola italiana. Su queste 4 virtu si sono giocati i destini piu importanti di questa competizione travolgendo altre scuole di pensiero e altre nazionali altrettanto virtuose nella storia del calcio (Spgna, Portogallo e Olanda). Ovvio che alcuni singoli hanno inciso nel trascinare diverse nazionali alla vittoria, e nessuno al mondo come Garrincha e’ riuscito a fare di piu’: “tascinare alla vittoria per 2 volte consecutive una selezione”: il che a mio parere lo rende il giocatore piu’ forte di tutti i tempi. L’impresa singola oltre che a Garrincha e’ riuscita anche a Schiaffino (Uruguay 1950) e Maradona (1986), non riusci’ a Eusebio (1966), Crujff (1974) a Platini (1986) ancora a Maradona nel 1990, a Baggio con una nazionale scarsa nel 1994. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono icone anche queste “non riuscite”, caratteristiche di questa competizione che se fosse dilatata nel tempo avrebbe sicuramente visto trionfare quei giocatori con quelle nazionali al seguito, cosi’ come capito’ loro coi loro club, ma al di la’ di poche eccezioni (1966, 1978, 2002, i mondiali sono stati vinti da chi piu’ li meritava per quanto visto in quel mese in cui sono avvenuti). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondiale potrebbe essere rivisto cosi’ nella sua storia, eppure qualcosa ultimamente si sta rompendo. Il calcio di club, ma soprattutto la muscolarita’ che lo sta devastando, oltre che livellare la qualita’ del gioco, sta rendendo questa competizione appiattita su pochi valori, forse su uno solo: la forma fisica. Non neghiamo che la Francia arrivo’ a vincere un mondiale poiche’ i suoi giocatori di club si risparmiarono molto (tra tutti Zidane in quel 1998) a differenza di molti altri, specie I brasiliani in quella occasione, che vengono sempre spremuti nei loro club di appartenenza (Ronaldo fu l’emblema opposto a Zidane in quell mondiale). Dopo la vergognosa parentesi del mondiale coreano la cosa si e’ riproposta a nostro vantaggio nel 2006, potrebbe ripetersi anche quest’anno . Mai come questa edizione infatti piu’ che di calciatori si parla di allenatori. La quaterna Dunga, Maradona, Lippi, Capello sta monopolizzando le attenzioni; si vuole infatti appurare come questi 4 grandi motivatori, riusciranno a spingere i loro giocatori, se in forma, alla soglia di quella finale e vincerla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le incognite restano, la Spagna potrebbe smentire tutti, dato che e’ l’unica al mondo al momento, ad esprimere un bel gioco: una sua vittoria sarebbe sicuramente una bella bandiera per tutto il movimento. &lt;br /&gt;Faccio gli in bocca al lupo piu’ sinceri alla nazionale italiana, conscio che sara’ difficile rivincere il titolo. Mi spiace come al solito notare che prima ci sia il  solito tiro al bersaglio sui giocatori. L’invidia, prima ancora del soccer e’ il nostro sport nazionale, li’ la difesa del titolo mondiale e’ al sicuro.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-969012353985851156?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/969012353985851156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=969012353985851156' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/969012353985851156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/969012353985851156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/global-soccer.html' title='global soccer'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TBZj6fcmHkI/AAAAAAAAAVI/rNcqr_3C3Uk/s72-c/gar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3684710421603919289</id><published>2010-06-11T09:24:00.003+02:00</published><updated>2010-06-11T14:42:36.969+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Figli degli anni '70</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TBHlXS-QmVI/AAAAAAAAAU4/1nWA29DIq_M/s1600/mare.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 113px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TBHlXS-QmVI/AAAAAAAAAU4/1nWA29DIq_M/s400/mare.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481414409879329106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;L’altro giorno restavo sbigottito davanti ad una notizia sbalorditiva: “Nella ridente cittadina pugliese di Putignano, famosa nel mondo per il Carnevale e gli abiti da sposa, un preside di una scuola secondaria, chiedeva un prestito ai propri maturandi per poter far loro sostenere l’esame di maturità”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno avrà da dire che di notizie simili oramai se ne sentono a bizzeffe: pezzi di stato che crollano senza che nessuno muovi un dito, accompagnati soltanto dall’indignazione di chi subisce il sopruso. &lt;br /&gt;A chi fa questa obiezione rispondo che certamente è vero, che già in altri angoli del nostro paese, non solo della mia regione e nel Sud, siamo alla frutta (sia pur in maniera diversa) con episodi a volte ancora più imbarazzanti se non raccapriccianti, ma fatto sta che un’intera classe sociale, quella media e medio-bassa, quella che regge gli stati di ogni angolo del globo, sta scomparendo insieme a questi pezzi di stato che crollano, ancor più emblematico quando crolla lo stato sotto forma di scuola, perché lì sta venendo qualcosa di abnorme, si sta violentando il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già altre volte in questo blog ho affrontato la questione di come le privatizzazioni e lo smantellamento dello stato, altro non siano che un progetto che è stato pianificato con una trentennale volontà da parte di poche oligarchie di questo paese, le quali si sono accorte con buon occhio, di come l’impero economico italiano, a forte partecipazione statale del dopoguerra, fosse un osso da spolpare e non un fiume a cui attingere beni e servizi come semplici utenti. Ovvio che la colpa oltre che su queste combriccole, va fatta ricadere su una classe politica che si è fatta ricattare, e su larghissime fette di popolazione -io oserei dire anche su una ben precisa generazione di italiani- che ha pensato solo al proprio lavoro (dipendente o autonomo che fosse), alla propria famiglia, al massimo al bene della propria realtà territoriale paesana e poco più, senza accorgersi che demandare la democrazia alle classi dirigenti è il taglio netto nei confronti della democrazia stessa, che alla base necessita di una partecipazione attiva e di controllo di tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma al di là della ricerca delle colpe, gioco ormai inutile, credo che ci sia davanti a questo spettacolo impietoso che quotidianamente viviamo, una presa di posizione importante, che una intera generazione, quale la mia, deve cominciare seriamente a prendere in considerazione: la possibilità del cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La generazione dei nati negli anni ’70, quella di cui faccio parte, ha avuto tante sfortune, ma anche alcune fortune… mi spiego. Siamo stati l’ultima generazione a poter aver una educazione un tantino restrittiva da parte dei nostri genitori, la quale ci ha permesso di emanciparci come donne e uomini dal concetto di autorità per la prima volta incontrato come giusto sia in famiglia, lanciandoci nel mondo con le ossa un tantino robuste. Abbiamo avuto la fortuna, quasi tutti, di poter frequentare le scuole secondarie, le quali negli anni ’90 non erano certamente il colabrodo che sono oggi dal punto di vista educativo ma soprattutto professionale (vista anche la mancanza sempre più cronica dell’educazione familiare dei figli e delle mancanze pecuniarie per fare offerta formativa seria ai giovani). Non siamo stati intossicati dalla televisione spazzatura; i reality sono arrivati, quando eravamo già abbondantemente fuori dall’adolescenza. Chi di noi ha voluto frequentare le università, lo ha potuto, appartenendo a tutte o quasi le classi sociali del paese, poiché negli anni ’70 e ’80, anche un operaio poteva risparmiare qualcosa e pensare poi col tempo di finanziare gli studi dei figli, e la moltiplicazione (un po’ selvaggia) delle facoltà su tutto il territorio nazionale, ha permesso a molti anche di non spostarsi troppo e di studiare vicino casa qualora i risparmi non fossero sufficienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo a molti di noi è capitato l’infame destino della precarietà, anche quando c’erano le capacità per portare avanti un lavoro, senza necessariamente la mannaia sul collo degli “aguzzini” del ricattp. A molti di noi è capitato di fare una gavetta più lunga del previsto, specie se non si era figlio di qualcuno importante. A molti di noi, è capitato di studiare lontano, oppure di andare a lavorare lontano da casa, dalla propria regione se non nazione. Alcuni di noi hanno già conosciuto cosa è la Cina, cosa è l’India, magari anche il Brasile, per lavoro non solo per diletto. Qualcuno di noi si appresta a lasciare questo paese perché sconfortato dai destini grigi che questa nostra patria ha regalato a noi trentenni, e a quelli ancora più foschi che si stanno per prefigurare per gli altri più giovani.&lt;br /&gt;A tutti i nati negli anni ’70, in quegli anni turbolenti e fumosi, di cui sembra essere nel bene e nel male dimenticato quasi tutto, vorrei lanciare un appello:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di quegli anni, l’unico vero frutto luccicante e duraturo siamo rimasti noi; come un surfista, abbiamo attraversato il mare con quella maledetta onda che ci sovrastava. Era l’onda che stava spazzando la nostra scuola, la nostra università, i nostri territori, la nostra nazione, la nostra economia. Abbiamo avuto la fortuna di non essere travolti totalmente, e anche qualora qualcuno fosse stato travolto, non si preoccupi, perché il futuro è nostro. Tocca a noi prendere in mano finalmente questo nostro paese, e portarlo fuori da quella spiaggia, su cui quell’onda si sta abbattendo. Sento che la storia, chiede a questa nostra generazione di rimboccarsi le maniche (purtroppo più che a quella precedente), e di cambiare un ordine di valori che ci ha portato tutti, grandi e meno grandi sin qui. Dobbiamo tornare a navigare e a far vedere luccicante la barca della nostra vita, dei nostri destini, dei destini delle nostre comunità, della nostra nazione. In bocca al lupo a tutti noi!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3684710421603919289?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3684710421603919289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3684710421603919289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3684710421603919289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3684710421603919289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/figli-degli-anni-70.html' title='Figli degli anni &apos;70'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TBHlXS-QmVI/AAAAAAAAAU4/1nWA29DIq_M/s72-c/mare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-3554616867938797118</id><published>2010-06-03T15:33:00.006+02:00</published><updated>2010-09-07T15:31:16.130+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondi vicini e lontani'/><title type='text'>Corrida bellis</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TAev18PXknI/AAAAAAAAAUw/YE-_MaH5R74/s1600/corrida002lz6-745281.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 321px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TAev18PXknI/AAAAAAAAAUw/YE-_MaH5R74/s400/corrida002lz6-745281.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5478540812958012018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Se esiste un paese in cui sopravvivono miti, riti e manifestazioni di cultura popolare che lambiscono fette larghissime di popolazione, parliamo soprattutto di Spagna. &lt;br /&gt;Partendo dall’atlantica regione della Galizia, immersa nella musica celtica, coltivata a suon di Cornamusa-Gaita, arriviamo alle processioni della Settimana Santa che si svolgono nella calda, assolata e desertica Andalusia. Tra questi due estremi geografici osserviamo la festa dei tori di pamplona, la festa di San Sebastian dell’isola di Mallorca, per passare a centinaia di usanze paesane e popolari che affondano le radici nella notte dei tempi. In una parola sola: folklore; insieme di manifestazioni di espressione culturale popolare, che nella fattispecie fecero innamorare della Spagna il grande scrittore premio Nobel Hemingway, così come un secolo prima gli immensi Maurice Ravel e George Bizet, che alla Spagna e alla sua tradizione regalarono due opere musicale di pregio inestimabile come il Bolero e la Carmen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste purtroppo anche in Spagna come già massicciamente altrove, una spinta verso l’omologazione e l’annientamento delle radici popolari che prende piede oggi più che mai, con un trentennio di ritardo rispetto a quello che è successo in Italia, (soprattutto nei confronti delle tradizioni popolari del Sud Italia), per cui si inizia a vedere una specie di ridimensionamento, ostracismo intellettuale, pressioni pedagogiche da parte delle regioni più ricche ed evolute nei confronti di molte delle cose prima citate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sto riferendo soprattutto alla Corrida, manifestazione cruenta, in cui a volte, interi piccoli paesi di provincia si riversano ad assistere, quando una Plaza de Toros li lambisce, e che trova echi massicci e chic, anche nelle capitali storiche della monarchia iberica: Siviglia e Madrid, ma anche nelle grandi città capoluogo delle regioni tutte. &lt;br /&gt;E’ facile per un non spagnolo etichettare questo antico rito (di origine romana, che sopravvive anche nell’estremo Sud della Francia, e in molti paesi latinoamericani) come una semplice manifestazione di brutalità nei confronti degli animali, del toro in particolare. Questo giudizio come dicevo sta prendendo piede anche lì, soprattutto nella Catalogna (il Piemonte spagnolo, la regione che dice sempre a tutti come si vive e cosa si deve fare), e perde di vista molte cose, che io stesso, prima di assistere ad una toreada in provincia di Almeria, in particolare nell’anticolo paese di Abrucena, non consideravo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ho visto tutti gli abitanti di questo sperduto centro abitato vestirsi a festa per dirigersi alla Plaza, con i bimbi che orgogliosamente mettevano i vestiti più belli (in alcuni casi i vestiti gitani o andalusi tipici della regione), tutti educatamente in fila per i biglietti muniti di bottellon o calimocho, e quando assistevano sereni e silenziosi ai boleros che suonava la banda, applaudendo poi i toreros entrare nell’arena, aizzando i tori a correre in quello spazio da mattanza battendo piedi e mani, stentavo a credere a quello che vedevo. Gli anziani nel frattempo mi spiegavano come vengono allevati i tori da corrida, lasciati liberi nei parchi, senza che si nutrano di mangimi; che i toreri di paese pagano per toreare, sperando un giorno di essere chiamati a Madrid per quanto dimostrato, che tutti gli abitanti di paese aspettano un anno per fare festa e sentirsi comunità tra le luci delle luminarie, quella plaza mobile e i bimbi  che non vedono loro di stare in braccio ai genitori, perché timorosi del toro; dopo tutto ciò e dopo quanto visto, capivo che quella follia generale era qualcosa di più di un semplice rito irrazionale.&lt;br /&gt;Assistendo alla sfida del torero verso l’animale, si comprende benissimo che è l’eterna sfida che la cultura fa alla natura, e che in Spagna si materializza in un rito di festa, perché non assuma le sembianze pompose e quasi oramai piene di hybris greca, che la scienza umana riversa sulla natura, costantemente ogni giorno. Nell’arena a differenza che in altri campi dove questa eterna lotta si svolge, la natura a volte può sconfiggere la cultura, e manifestare la sua potenza con estrema brutalità. &lt;br /&gt;La corrida non è banale, anche sotto altri punti di vista. E’ un grande spettacolo di violenza trasformato in arte, riversato in rito, affinché la follia, e la nostra rabbia oscura, possa trovare sfogo in una dimensione quasi onirica, inconscia, e orgiastica, che parte dagli spalti ed arriva ai toreri, prevenendo così una sua fuoriuscita incontrollata, selvaggia e maligna, come molte volte accade a noi come singoli, ma anche alle comunità tutte le volte che ci atteggiamo a migliori, a santini, ad eterni fanciulloni senza macchia e senza vizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La corrida affondando le radici in lontane antichità, ci fa capire come molte cose che ci hanno lasciato civiltà a noi precedenti e lontane, non sono solo vecchiume e ciarpame, ma molte volte saggezza e conoscenza dell’animo umano, che molte volte arrivano dove molte volte noi abbiamo paura di arrivare.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-3554616867938797118?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/3554616867938797118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=3554616867938797118' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3554616867938797118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/3554616867938797118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/torear.html' title='Corrida bellis'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/TAev18PXknI/AAAAAAAAAUw/YE-_MaH5R74/s72-c/corrida002lz6-745281.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-7853792412196259693</id><published>2010-05-24T10:35:00.005+02:00</published><updated>2010-05-26T12:40:42.235+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio'/><title type='text'>Brian Clough Mourinho</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_o7ORgbN_I/AAAAAAAAAUo/eRZzxIZOhng/s1600/Mourinho1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_o7ORgbN_I/AAAAAAAAAUo/eRZzxIZOhng/s400/Mourinho1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474753413425870834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Qualche giorno fa mi e' capitato quasi per caso di guardare un film inglese: "Maledetto United". Pensavo che il titolo si riferisse al Manchester United, in realta´ faceva riferimento ad un altra squadra inglese che negli anni '70 faceva incetta di vittorie: il Leeds. &lt;br /&gt;La pellicola pero' era saldamente ancorata alla descrizione di un allenatore-personaggio che da una modesta squadra di provincia, come il Derby County, arriva a fine anni '70 a vincere 2 coppe campioni di fila, con un'altra provinciale del calcio d'oltremanica: Il Nottingham Forest. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'allenatore in questione era Brian Clough, santone del calcio inglese, famoso per non aver mai allenato squadre di prima fascia in patria, e per le sue esternazioni in conferenza stampa, che ricordano alquanto quelle di un altro santone del calcio odierno; il film ovviamente non ne cita parecchie poiche`arrivarono al limite del caso diplomatico, soprattutto dopo una semifinale persa indegnamente dal Derby 3 a 1 contro la Juventus. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di li' in poi comunque di sassolini dalle scarpe l'allenatore se ne tolse molti, il film ben delinea il personaggio (a proposito, il film in questione non e' stato distribuito nella sale cinematografiche italiane, come al solito impegnatissime a proiettare capolavori d'essai) Clought a tutto tondo, e il personaggio allenatore quale in realta' e' e a che cosa effettivamente serve in una squadra di calcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sin dalle origini del football, l'allenatore servisse solo ad una cosa ben precisa: motivare i giocatori da un punto di vista psicologico, caratteriale per ottenere da loro delle prestazioni di valore anche piu' alte rispetto alle loro corde. Il resto e' solo folcklore. &lt;br /&gt;In Italia, di questo folcklore purtroppo se ne fa molto, e si e' perso di vista a cosa effettivamente il trainer serve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosi' come Clough, che all'indomani della sua semifinale persa contro la Juve, adduceva scusa improbabili quali: "Gli italiani sono un popolo di imbroglioni, tanto che i soldati italiani nella Seconda Guerra Mondiali facevano i furbi", con frasi meno forti, ma altrettanto sensazionalistiche siamo stati ipnotizzati da un ottimo psicologo di squadra e di massa come Mourinho per 2 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al lato eccellente della sua gestione motivazionale dei giocatori, abbiamo assistito alle sue conferenze stampa, sull'orlo del delirio ogni santa settimana, se non ogni santo giorno. Il personaggio, che con Clought aveva capito il potere mediatico del pallone e la sua capacita' di essere oppio delle masse, si e' adeguato ben oltre le sue personali inclinazioni alla polemica, a quello che e' il nostro paese: un paese di invidiosi, di finti intellettuali, di gente che quando parla deve sempre far vedere che la sa piu' lunga dell'altro, di finti secchioni in eta´adulta, che quando andavano a scuola a stento arrivavano al 6. Questa nostra propensione al melodramma, che da sempre detesto, si riverbera nel calcio con veemenza e amplificazione rispetto ad altri settori. E li' il "simpatico" portoghese e' venuto e ci ha presi in giro, comportandosi da italiano e forse di piu', per difendersi da quel branco di lamentoni, invidiosi e saccenti quali noi siamo (non mi riferisco solo alle tifoserie a lui avverse, ma a tutto il sistema football).&lt;br /&gt;In due anni, in una intervista non ha quasi mai parlato di calcio, di moduli, di giocatori che possono giocare a destra piuttosto che a sinistra, di terzini che possono fare i mediani o le mezzale di spinta. Le sue massime filosofiche riguardavano il luogo ove giocare una finale di coppa, l'eta´dei colleghi, le amicizie di Sconcerti, il tipo di spettacolo che l'Italia calcistica offre al mondo, sino alle sue antipatie politiche contro i premier di governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eludendo il reale, e' arrivato sul tetto d'Europa, guidando egregiamente una squadra farcita di ottimi giocatori (che ovviamente con un motivatore meno bravo sarebbe al massimo arrivata in semifinale), e facendoci una pernacchia (oltre quelle che ci ha fatto per due anni), e' rimasto nella splendida Madrid vestita a festa per San Isidro, lasciando la grigia Milano, l'Italia delle chiacchiere, il popolo degli invidiosi (quando a perdere erano gli interisti rosicavano molto anche loro, per cui gli interisti che oggi vincono oggi, ieri appartenevano alla medesima specie), vincendo quasi sempre, dimostrando che parlare di 4-4-2, Balotelli, tridente, e moviola in campo sono soltanto cazzate. Mourinho entrera´nella storia del calcio e in quella del costume italiano. Chapeau!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-7853792412196259693?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/7853792412196259693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=7853792412196259693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7853792412196259693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7853792412196259693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/05/brian-clought-mourinho.html' title='Brian Clough Mourinho'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_o7ORgbN_I/AAAAAAAAAUo/eRZzxIZOhng/s72-c/Mourinho1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8030309856919397361</id><published>2010-05-19T15:32:00.005+02:00</published><updated>2010-09-07T15:32:11.933+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Ronnies J. Dio. Rainbow's son</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_PpSH8KU_I/AAAAAAAAAUg/7WlqdxCsyrQ/s1600/rock.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 114px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_PpSH8KU_I/AAAAAAAAAUg/7WlqdxCsyrQ/s400/rock.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472974469763585010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt; Per chi ha amato l'hard rock e alcune cose dell'heavy metal come il sottoscritto, la morte 3 giorni fa di Ronnie James Dio e' una cosa che non puo' lasciare indifferenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'hard rock e' un genere musicale che genera un sentimento di appartertenenza tra i suoi fan, soprattutto oggi che il metal ha subito involuzioni virtuosistiche da parte di numerosi gruppi del Nord Europa, e mescolamenti culturali con simbologie che poco avevano a che fare coi primi gruppi dell'onda musicale e che suonano semplicemente grottesche per chi ha amato l'hard delle origini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che l'hard rock europeo sia nato dalla vena geniale ed eclettica dei ragazzi di Nottingham, passati alla storia come Deep Purple, credo che orami sono d'accordo tutti gli storici i critici e i fan del genere. Che il duo Dio-Blackmore, chitarrista eccezionale dei deepers, abbia prodotto cose eccellenti, soprattutto coi primi due dischi dei "Rainbow" e' cosa che raccoglie sicuramente meno unanimita', ma certamente piu' impressione in chi ascolta i due album.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uscita dell'album "Rising" e "Long live rock'nroll" targati Rainbow, rispettivamente usciti nel 1976 e 1978, sono delle pietre miliari del rock, capaci di non lasciare indifferente neanche il piu freddo e razionale dei fan di jazz. Dio in quegli album non era solamente la voce, era il cuore pulsante di canzoni che assumevano con lui calore, passione, forza energia, che abbinate ai virtuosismi della chitarra di Blackmore, e alla devastante doppia cassa del compianto Cozy Powell (morto in un incidente di moto nel 1998) potevano sbatterti su una poltrona come se ti avessero dato una spinta forte come la bora che tira a Trieste nei giorni peggiori.&lt;br /&gt;Chi ha ascoltato pezzi come "Stargazer" e "Kill the king" e' gia era un rocker nei gusti, sicuramente ha subito nel tempo con moderazione quel fenomeno di imborghesimento dei gusti musicali, come succede a tutti, quando con gli anni le spinte energiche si affievoliscono. Chi ha amato quei pezzi sono sicurissimo che oggi non ascolta il jazz freddo dei virtuosi moderni, figlio di una mentalita´totalmente razionalista; poiche' quel rock, non era ragione, era solo impulso e calore, ed in questo R.J.D. ne fu il piu' grande interprete vocale.&lt;br /&gt;Anche quando passo' nei Black Sabbath, sostituendo un tipo eccentrico e labile come Ozzy Osbourne il suo marchio si impresse per sempre in un disco stratosferico come "Hell and Heaven", la sua voce tagliente ed acuta si accordo' con la piu' lenta ed atmosferica chitarra di Toni Iommi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ronnie James ci ha lasciato per via del solito male incurabile che sempre di piu' taglia le vite di tanti donne e uomini del pianeta, sfatando uno dei tanti miti per cui i musicisti (specie se bravi) debbano essere obbligatoriamente dei tossici e alcolizzati, quindi morire dei loro eccessi. &lt;br /&gt;I suoi fan, ma pochi altri sanno, che Ronnie era figlio di quei tanti italiani, che per via di un paese natio amministrato da 4 idioti incapaci di far girare un'economia sana, hanno fatto modo che molti dei nostri concittadini tra i piu' grandi, abbiano dovuto sfondare altrove. Ronnie e' nell'olimpo dei grandi italiani, anche se questo a molti potra' far torcere il naso!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8030309856919397361?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8030309856919397361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8030309856919397361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8030309856919397361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8030309856919397361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/05/god-of-metal-thanks-ronnie-youre.html' title='Ronnies J. Dio. Rainbow&apos;s son'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_PpSH8KU_I/AAAAAAAAAUg/7WlqdxCsyrQ/s72-c/rock.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-6647307161055333625</id><published>2010-05-16T23:08:00.004+02:00</published><updated>2010-05-19T19:36:24.824+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondi vicini e lontani'/><title type='text'>Una casa chiamata Europa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_BfZTIio8I/AAAAAAAAAUY/vJwatyrK338/s1600/europa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 132px; height: 128px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_BfZTIio8I/AAAAAAAAAUY/vJwatyrK338/s400/europa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471978435492619202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt; Queste ultime settimane stanno mettendo a dura prova la resistenza e l'esistenza dell'Euro come moneta e all'Europa come concetto di comunita´. &lt;br /&gt;La crisi economica greca, le preoccupazioni per Portogallo e Spagna, mettono a dura prova le convinzioni, lo spirito di positivita´ e collaborazione di stati aventi storie molto diverse e storicamente a volte conflittuali, con nuove visioni dell'economia mondiale, e dei significati stessi di nazione, democrazia, comunita´regionali.&lt;br /&gt;Quello che subito si puo' affermare e`che molti politici greci del governo passato hanno fatto i furbi truccando i conti, e il nuovo governo socialista si trova a dover riversare sulla popolazione tutta (ovviamente con incidenza piu`forte sugli strati piu' deboli) le drastiche misure antidefault. L'Europa intera ha dovuto soccorrere la Grecia per evitare che i tanti avvoltoi finanziari potessero beccare su altre vittime dopo le gia' tante avute a disposizione negli ultimi 10 anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica europea, intesa come organismo unito, non e' mai esistito, e' credo che difficilmente esistera´mai... l'Europa e' un continente storico prima ancora che geografico. Ognuno tiene alla propria poltrona nazionale giustificandola con precedenti storici che affondano le radici nella notte dei tempi. Anzi oggi piu' che 20 e 30 anni fa si giustificano centri decentrati di potere (rispetto alle visioni nazionali) in virtu' di altre secolari spartizioni dei territori. La concezione di stato nazionale di ottocentesca memoria, sembra perdere giorno dopo giorno il suo appeal, pero' ad essa si contrappone non una nuova versione continentale, bensi' una forte spinta regionale (non e' un discorso solo italiano). Fare un passo indietro in nome di un fine superiore e continentale, richiede uno slancio di generosita´non da poco. Diciamocelo pure chiaramente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I politici sparsi per l'Europa soffrono tutti di quella maledetta voglia di popolarita´ che ammorba il nostro continente piu' delle tante poltrone e teste che devono accordarsi e decidere. Allontanando lo sguardo dal nostro orticello, e' ora che in Italia si cominci a parlare male di alcuni politici stranieri, solitamente osannati in patria, un po' come da tempo all'estero si divertono a insultare i nostri.&lt;br /&gt;La Spagna che versa in condizioni di penosa disoccupazione, deve ringraziare due signori a tutto tondo di questa situazione. Il tanto osannato Aznar di anni fa il quale contribui' a creare un boom economico basato solo sull'edilizia. Una volta esaurito questo mercato, l'economia spagnola si trova a languire, come tutte le economie basate sul solo mattone. L'altro osannato Zapatero, sempre dipinto come un gioioso amante del popolo, ha impiegato tre anni per mettere a punto un forte piano di tagli della spesa pubblica, colpendo i lavoratori dello stato. Ha tergirversato per un periodo lunghissimo e ingiustificabilmente, solo per paura di perdere consenso, come se dovesse finire la sua carriera da rock star.&lt;br /&gt;Non da meno l'inerzia e l'accidia della Merkel, che pur di non perdere consensi in Germania, ha fatto in modo che la crisi greca si avvitasse sempre piu su se stessa, con problemi molto piu forti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre e' ora di dire grazie all'euro, soprattutto perche' ha salvato l'Italia in piu occasioni, dopo le tante speculazioni (bond argentini, parmalat, cirio e varie altre truffe), pero' e' ora di dire anche che aver stabilito i parametri di Mastricht, senza dire come arrivare a quei numeri, e' stata una vera cazzata. &lt;br /&gt;I paesi del sud Europa ci sono arrivati costruendo case e spingendo tutto sul turismo. Alla prima ondata di crisi, il peso dell'Europa tutta e' crollato su quelle case che da anni restano oramai invendute. I nordisti come al solito fanno la morale ai sudisti. Come si vede non e' un discorso solo italiano...&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-6647307161055333625?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/6647307161055333625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=6647307161055333625' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6647307161055333625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/6647307161055333625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/05/una-casa-chiamata-europa.html' title='Una casa chiamata Europa'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S_BfZTIio8I/AAAAAAAAAUY/vJwatyrK338/s72-c/europa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-974242808729357622</id><published>2010-05-10T17:20:00.003+02:00</published><updated>2010-05-19T19:36:55.860+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><title type='text'>Torino non è casa mia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S-glIz1-h7I/AAAAAAAAAUQ/lgdAmnohZlc/s1600/pietre.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 124px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S-glIz1-h7I/AAAAAAAAAUQ/lgdAmnohZlc/s400/pietre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469662580727252914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt; Ho lasciato alle mie spalle la città di Torino, dopo 13 anni e otto mesi passati lì come studente prima e lavoratore dopo. Sulle motivazioni per cui ci sono andato a vivere ho già scritto a sufficienza in questo blog. Sapevo che prima o poi sarebbe finito questo legame di sopportazione e il poi è arrivato ieri.&lt;br /&gt;Anche di Torino e dei suoi abitanti ho scritto già a sufficienza ma oggi scriverò dell’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscendo ieri dalla città (come al solito col suo solito rumore assordante di clacson), per la prima volta lasciandomela alle spalle in macchina, e conquistando così in prima persona la meta del mio ultimo viaggio; mi rimbalzavano in mente i ricordi più belli di questi quasi 14 anni. I ricordi degli amici, e dei momenti con loro vissuti, che senza ombra di dubbio colorano e scrivono alcune (tante) tra le pagine più belle della mia vita. Amici soprattutto del Sud Italia, del Sud America, dei tanti Sud che il mondo offre, anche quello delle coscienze di alcuni settentrionali, che nel Sud hanno trovato un angolo nascosto della propria coscienza che non va disprezzato, rinnegato, insultato o piemontesemente educato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ricordi trasalivano e sinceramente gli occhi si riempivano di lacrime. Troppa vita, troppe storie, troppe emozioni vissute. Tanto dolore condiviso nell’essere tutti lontani geograficamente dalle nostre terre. Molte amicizie sono nate e si sono mantenute in vita perché avevamo nostalgia dei nostri colori, dei nostri caos. Con Torino abbiamo condiviso poco, qualche serata al cinema, qualche salotto bene in rare occasioni, poco più perché è una città popolata di gente protesa a diffidare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ brutto dirlo, ma Torino è una città che di primo impatto respinge, soprattutto per chi è abituato ad altre scale di socievolezza. Questo lo dice anche uno dei suoi agiografi più illustri, Culicchia; il quale sta al capoluogo sabaudo come De Crescenzo sta a quello campano… cioè esalta i vizi della propria città sperando che la loro mitizzazione li trasformi in virtù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre le lacrime sgorgavano involontariamente, ricordavo le tante parole cattive che i tanti “meridionali” di Torino dicono ai meridionali del Sud, il loro sentirsi superiori solo perché si sono traslati in questo posto a Nord, proprio come fanno tanti settentrionali, che per essere nati invece che traslati, nella zona più ricca del paese, si sentono meglio. La loro invidia, la loro acida superiorità, ha tanto a che vedere con l’accoglienza altrettanto tagliente che ricevettero negli anni ’60. E’ una storia vecchia, che affonda le radici lontane, ma questa acidità si protrae ancora e lambisce molti, anche chi italiano non è e ora si trova a vivere a Torino&lt;br /&gt;Voglio raccontare una storia simpatica. L’ultimo giorno, ho preso un kebab da un egiziano. Entro nel suo negozio e aveva la radio a palla, mentre cucinava e parlava male dei Napuli. Mi chiede: “Di dove sei?”. Io ho risposto: “Taranto”. Lui: “dov’è?”. Io: “In Puglia”. Lui: “A sei un napuli anche tu!”. Io: “Sì”. Lui: “Be sempre meglio dei rumeni!”. Non sapevo se ridere o far finta di nulla, alla fine ho provato per lui una grande pena, ho pensato: “Un altro essere umano ingurgitato in questo stupido gioco delle provenienze tipica torinese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torinese, falso e cortese. Frase stereotipata che gira per l’Italia. Stereotipo questa volta fasullo, poiché la falsità dei torinesi è simile a quella di tanti altri italiani, la cortesia latita alla grande. Non vorrei citare episodi personali, sempre sgradevoli come modo per avvalorare le proprie tesi, però sono stati talmente tanti, e tutti circostanziati a solo questa città, da dire difficilmente che possano essere delle casualità o delle mie predisposizioni maldestre che poi mi si sono rivolte contro. Ascoltando altri miei amici e colleghi non torinesi vedevo che c’erano molte cose a me in comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi scopri questo livore per Napoli che hanno i suoi cittadini, e scopri forse, che essendone la loro antitesi, in questa estremizzazione antinapoletana, loro ne sono l’altra faccia della medaglia. Troppo esagerati per essere veri, anche loro, come i napoletani. In questo loro smarcarsi dalla capitale del Sud, non sono diventati la capitale del Nord, ma di certo la loro anticopia più caricaturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo oggi, dopo tante amicizie lì nate, e che reputo tra le mie più importanti, capisco una frase che disse un antipatico come Fabio Capello, quando tornò a Torino come allenatore, dopo averci vissuto alcuni anni da giocatore trent’anni prima: “Dopo che sei stato a Torino, ti trovi bene ovunque”. Per questo dopo la prima ora di lacrime durante il viaggio, alla gioia dei ricordi belli, affiorava anche una sana leggerezza dei pensieri e del vivere. Torino era alle spalle. Per sempre!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-974242808729357622?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/974242808729357622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=974242808729357622' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/974242808729357622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/974242808729357622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/05/torino-non-e-casa-mia.html' title='Torino non è casa mia'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S-glIz1-h7I/AAAAAAAAAUQ/lgdAmnohZlc/s72-c/pietre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8075535781596964407</id><published>2010-04-26T16:27:00.009+02:00</published><updated>2010-10-09T00:43:51.537+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meridionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>(Pino) Aprile: "Dolce star svegli"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S9Wlqdje5hI/AAAAAAAAAUI/RhctUTvBDQQ/s1600/terroni+aprile.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 195px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S9Wlqdje5hI/AAAAAAAAAUI/RhctUTvBDQQ/s400/terroni+aprile.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464455871790507538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt; Aprile è un mese che nella storia d’Italia ha il suo peso. Il 25 aprile di 65 anni fa, l’Italia veniva liberata dal nazifascismo, ma come ha ricordato un presidente della Repubblica un po’ timido come Napolitano, veniva per la seconda volta riunificata. Ebbene sì, finalmente un politico che lo dice: riunificata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si perché il centro-sud liberato dagli americani, con quei fantocci dei Savoia stabilitisi a Brindisi era uno stato, il Nord in mano ai nazisti coi fascisti fantocci ne era un’altro. Il Sud depredato dai Savoia durante l’unificazione ne diventava il loro riparo, il Nord che alcuni dicono essere stato tanto aiutato economicamente dal fascismo diventava il capolinea di quest’ultimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ciò non c’è solo un dato storico, un semplice avvenimento (seppur facente parte di un grosso mosaico storico quale fu la seconda Guerra mondiale), ma un fenomeno simbolico di portata allucinante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pino Aprile, che col mese tanto importante, condivide la dizione del suo cognome, ha avuto la fortuna (anche se io direi più la ventura, per lui) di pubblicare un libro che suona retoricamente “Terroni”, sui motivi per cui gli abitanti del Sud sono stati costretti a diventare meridionali. &lt;br /&gt;L’Unità che la plurindebitata città di Torino si appresta a festeggiare (proprio come lo era nel 1861), fu un’ignobile devastazione di una delle macroregioni più evolute d’Europa. E’ ora che lo si cominci a gridare ai 4 venti. Dobbiamo finirla noi meridionali con il nostro piagnisteo, con il nostro atavico senso di inferiorità, costruito ad hoc da chi volle quell’unità per depredarci di ricchezze, di individui, di menti, di ogni cosa. E’ ora di dire basta ad un’economia che cerca di far sviluppare solo il Nord della penisola, al massimo il centro tosco-marchigiano quando al governo ci sono le sinistre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo pagato tantissimo in termini di morti, di sangue, di paesi incendiati e distrutti. Poi in termini di emigrazione (1,5 milioni di meridionali abbandonarono il Mezzogiorno d’Italia nel 1937, durante il tanto rimpianto da parte di molti pugliesi, oggi molto meno per fortuna, ventennio fascista, cosa che si ripropose poi negli anni '60 in piena democrazia). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sud Italia come sacca a cui attingere e mercato a cui vendere deve finire, una volta per sempre. In questo compito a noi meridionali spetta soprattutto il recupero delle nostre radici storiche, che dalla aule universitaria (purtroppo quasi tutte del Sud), attraverso questo libro di Pino Aprile, si può aprire finalmente al più vasto pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sentimenti più aspri nei confronti dei meridionali del Sud, arrivano dai meridionali che emigrarono al Nord (la base elettorale leghista è fatta per più di metà di meridionali di 2^ e 3^ generazione al Nord), persone che di fronte ai luoghi comuni sull’inferiorità culturale e antropologica (in alcuni casi pseudoscientifica, come nel caso di Lombroso) non potè far altro che arrampicarsi sulla sponda dell'accusatore, in maniera furente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo rinsaldare i legami con le nostre radici recise in quel 1861 e riscoprire le atrocità che ne seguirono nel 20ennio seguente (come già altri popoli hanno fatto nella loro storia, si è arrivati a contare 1 milione circa di morti per quel periodo). E’ l’unico spiraglio di luce che abbiamo, se vogliamo che il nostro territorio non sia più terra di spoliazione, colonia interna, terra bruciata in mano alle delinquenze. E' ora di dirlo, l'Unità nazionale fu una Guerra Civile con tanto di vincitori e di sconfitti; come tutte le guerre civili, è diritto dei perdenti cominciare a ricordare, così come è stato fatto negli USA, in Spagna, in Scozia e altrove, se si vuole che un senso unitario pervada tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno la Sicilia sarà una terra bellissima diceva Borsellino. Credo che questa frase sia condivisibile da tutti noi meridionali che non ci rassegniamo alle sconfitte che partirono in quel lontano 1861 per mano di una regione sull’orlo del default economico.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8075535781596964407?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8075535781596964407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8075535781596964407' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8075535781596964407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8075535781596964407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/04/aprile-dolce-star-svegli.html' title='(Pino) Aprile: &quot;Dolce star svegli&quot;'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S9Wlqdje5hI/AAAAAAAAAUI/RhctUTvBDQQ/s72-c/terroni+aprile.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-7049941311443405182</id><published>2010-04-21T17:01:00.003+02:00</published><updated>2010-05-19T19:38:18.822+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puglia'/><title type='text'>L'albero di Platone</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S88T6Qdd6dI/AAAAAAAAAT4/-BjgCAKuzvI/s1600/pl.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 112px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S88T6Qdd6dI/AAAAAAAAAT4/-BjgCAKuzvI/s400/pl.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462606764595603922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt; Credo di non urtare la sensibilità storica, filosofica e culturale di alcuno, dicendo che il vertice del pensiero antico, soprattutto del periodo greco (ma non solo) si raggiunse con Platone, ovviamente chiedo venia a tutti coloro che non condividono questa affermazione forte sicuramente non stupida.&lt;br /&gt;I motivi per cui Platone possa assurgere a riferimento e faro dell’antichità sono molteplici: la vastissima produzione scritta del suo pensiero (variamente, ma oramai quasi stabilmente catalogata in 9 tetralogie) che fu un riflesso del grande contributo allo sviluppo del pensiero avvenuto purtroppo per noi soprattutto  per via orale.  A Platone non finiremo mai di dire grazie per averci tramandato il pensiero di Socrate che mai mise mano ad una penna, e per la teoria delle Idee.  Proprio per questo potremmo considerarlo apice di una parabola, in quanto primo vero “artista” del logos che ci insegnò la metafisica come noi oggi la intendiamo (non solo in Occidente). &lt;br /&gt;Sicuramente meno valutata e più malamente interpretata la sua “Repubblica”, spesso avvicinata ad una specie di società oligarchica o quantomeno criptofascistoide, quando in realtà i suoi fini, a mio modesto avviso erano ben altri. Ricordata giusto il necessario la fondazione della sua Accademia (che ovviamente non ha nulla a che vedere con le attuali società per azioni che si fregiano dell’appellativo Accademia, o peggio di Ateneo).&lt;br /&gt;In questo post vorrei soffermarmi però su aspetti meno teoretici del Platone pensatore - che anche volendo tralasciare, necessitano di un giusto preambolo- ma del personaggio storico.  Platone, che già nel suo nome (in realtà soprannome che gli diede il suo maestro di ginnastica per via del vigore fisico)  si ricamò addosso una certa altisonanza che di certo avrebbe accompagnato molti episodi della sua vita adulta.&lt;br /&gt;Il nostro si avvicinò alla filosofia, al piacere della conoscenza, poiché desiderava ed ardeva diventare un politico, non un politico imbelle e qualunque(ista), ma una di quelle persone che fungendo da guida, e in quanto illuminate dal sacro “logos” avrebbero aiutato, guidato e illuminato una polis. Il suo avvicinamento a Socrate lo si deve soprattutto a tutto ciò. Dal barbuto e trasandato maestro, apprese che le domande bisogna rivolgersele soprattutto al proprio Sé, capendo chi si è, ma una volta trovata la risposta a questo amletico quesito il discepolo andò anche oltre. La condanna a morte di Socrate dovette alquanto spaventarlo e indurlo in diffidenza nei confronti della classe politica, non solo oligarchica, ma anche democratica, dato che la prima si riservava molto spesso di pensare molto a se stessa e poco al prossimo, la seconda, non aveva il coraggio di credere e ammettere che lo status quo, è solo un limite che un essere umano (quindi una comunità) si crea per vivere nel suo orticello per evitare di evolversi, tanto da essersi sporcata le mani con sangue del suo maestro.&lt;br /&gt;Secondo me qui in Platone si ruppe qualcosa. Un qualcosa che mai si sarebbe sanato, una ferita che mai si sarebbe rimarginata, ma al contempo un terreno su cui si accumularono esperienze che andarono di pari passo con la sua crescita. A differenza dello stanziale Socrate cominciò il suo errare per il Mediterraneo, per la Magna Grecia soprattutto.  Ed eccolo quindi sulle sponde dello Jonio calabrese, incuriosito da quella scuola ai limiti del trascendente e dell’esoterico (per dirla con un termine oggi di moda) del Pitagora. I numeri pitagorici e la loro musica gli schiusero a mio avviso le porte della metafisica.  In Archita, principe pitagorico della splendida Taranto filogreca, trovò un fraterno amico con cui chiacchierare e fecondare i suoi pensieri sulla polis e res pubblica. Ma Siracusa e i suoi condottieri Dionigi I e II (padre e figlio) lo attirarono più volte nell’isola, sperando di trovare in loro due illuminati capaci di porre in terra i suoi pensieri su quella Repubblica che tanto ardeva nel suo cuore. Inutile dire che fu disilluso più e più volte dalla loro ingordigia e dalla loro aggressività, tanto da essere imprigionato dal secondo, per poi essere liberato da Archita e dai tarantini al principe fedele.&lt;br /&gt;Ma tra Taranto e Siracusa il peregrinare di Platone toccò altri lidi, altri maestri (Euclide su tutti), in un rimescolamento di idee, latitudini, longitudini ed esseri umani, che lo portò a maturare quanto sopra appena accennato, sempre bene tenendo presente che le radici erano nella sua Atene.  Un albero che lì mise radice; rami e foglie che partendo da quell’antico mediterraneo, hanno lambito continenti storici e geografici, ancora senza aver fermato la propria crescita.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-7049941311443405182?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/7049941311443405182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=7049941311443405182' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7049941311443405182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/7049941311443405182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/04/lalbero-di-platone.html' title='L&apos;albero di Platone'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S88T6Qdd6dI/AAAAAAAAAT4/-BjgCAKuzvI/s72-c/pl.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-2289547318346178067</id><published>2010-04-14T17:47:00.004+02:00</published><updated>2010-04-15T17:47:40.830+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema europeo'/><title type='text'>Picnin ad Hanging Rock</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S8XkXUx8GXI/AAAAAAAAATw/vqWqxLtV8i4/s1600/picnic.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 88px; height: 126px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S8XkXUx8GXI/AAAAAAAAATw/vqWqxLtV8i4/s400/picnic.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460021212622887282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Secondo quando insegnatoci da Socrate, il bene consiste nella conoscenza e nella scienza. Un essere umano conscio del proprio Sé interiore, della propria missione terrena (legantesi soprattutto ai propri talenti), che sappia avere un equilibrio nelle sue pulsioni, è un essere che può solo operare e fare il bene. Di riflesso, attraverso questo modus operandi non può che nascere un fermento all’interno della comunità (polys) che porta tutti ad orientarsi verso un comune fine di bontà e felicità.&lt;br /&gt;Il pensiero di Socrate fu una rivoluzione di dimensioni enormi in quella lontana Atene che vedeva fiorire come funghi in un bosco autunnale dopo una scroscio d’acqua, sofisti che appigliandosi a retoriche omelie, vacue e stolte, avevano perso di vista alcuni tra i più importanti fini che i primi esponenti del movimento (Gorgia e Protagora su tutti) avevano spostato dal Cosmos dei fisici all’umano.&lt;br /&gt;La bontà e la malvagità erano per Socrate i due estremi tra cui agisce il pendolo della conoscenza. A questa visione ottimista (che molti hanno accostato ad una specie di Illumismo ante litteram, soprattutto per il ruolo predominante che il maestro dava alla ragione) si rifece molto del pensiero classico greco a lui immediatamente successivo, ma anche romano ed ellenistico più tardo. &lt;br /&gt;Purtroppo a questa visione positiva dell’essere e dei suoi orizzonti che attraverso diversi secoli del mondo antico si espanse in tutto il mediterraneo, non corrispondeva un’altrettanto speculare verità tangibile di operatività nella storia degli uomini. Il pensiero manicheo, sia pur lontano geograficamente e storicamente da Socrate e dai Socratismi, nel III sec. D.C., continuava a vedere il male come qualcosa (un’entità) esterna che agisce sull’essere, che pertanto è privo nella sua intimità di cattiveria e malvagità.&lt;br /&gt;Con Agostino d’Ippona (ex manicheo, poi loro persecutore) compare prepotente e sferzante (forse per la prima volta, soprattutto in termini di intensità) un discorso diverso e quasi antitetico al pensiero Socratico: il male è presente in ogni essere vivente, e molto spesso agisce in lui. Tale costrutto filosofico è di per sé molto meno consolatorio e rassicurante. Molti studiosi hanno tentato un accostamento azzardato ma non banale tra la visione testè esposta di Agostino, e la scoperta dell’inconscio freudiano.  &lt;br /&gt;Da tempi immemori non riusciamo a spiegarci certi comportamenti irrazionali, certa attrazione verso la stoltezza se non verso la cupidigia e la cattiveria dell’ essere umani. Comportarsi socraticamente predisponendo la propria anima verso un atteggiamento di temperato dominio sulle passioni e di spiccato ottimismo a volte non basta. Molto spesso si vedono delle cose che stentiamo a razionalizzare e capire, ma molto più internamente ad accettare negli altri come in noi stessi.&lt;br /&gt;Il cinema a cui guardo molto più spesso che ad altre arti, ha prodotto notevoli lavori su questo tema. Il regista austro tedesco Haneke (un rigidissimo freudiano guarda caso) ha elaborato in pellicole questa visione tragica dell’essere umano destinato a combattere strenuamente contro il male (molto spesso anche con scelte stilistiche di dubbio gusto come in “Niente da nascondere” e con sue auto-interpretazioni storiche un po’ forzate come nell’ ultimo “Nastro bianco”). Sicuramente improponibile in termini di stile il confronto di questo film-maker con un altro “triste” del cinema come Bergman, il quale con “Il settimo sigillo” ci ha regalato un universo umano in lotta contro forze oscure, e con “Luci d’inverno” ha saputo ricalcare con maestria la potenza devastatrice del dubbio, della mancanza di fede e cambiamento (se non rinnovamento) fiaccati dal confronto con la propria ombra-inconscio da parte di un pastore protestante.&lt;br /&gt;Un regista di talento più recente, vicino alla visione di cui tratto è stato Peter Weir in alcuni suoi lavori (il cupo “Attimo fuggente” a cui noi 30enni fummo obbligati a vedere a scuola), tra cui ricordo volentieri il misteriosissimo Picnic ad Hanging Rock. Il cammino di quelle studentesse verso l’ignoto, girato al ralenti, è uno dei momenti più forti e pregnanti del film ma di tutta la sua filmografia. C’è la paura per l’ombra, la fine della potenza della cultura umana di fronte ad una natura che sembra assorbire ed inghiottire quei corpi, una natura intrisa di non so che di cattivo e malvagio che attrae inesorabilmente le tre ragazze svampite della scolaresca.&lt;br /&gt; Weir e Bergman rilanciano con molti loro film quella lontana tesi dell’Agostino d’Ippona post conversione.&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-2289547318346178067?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/2289547318346178067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=2289547318346178067' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2289547318346178067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/2289547318346178067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/04/picnin-ad-hrock.html' title='Picnin ad Hanging Rock'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S8XkXUx8GXI/AAAAAAAAATw/vqWqxLtV8i4/s72-c/picnic.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-833655008345703587</id><published>2010-04-12T14:46:00.007+02:00</published><updated>2010-09-07T15:32:57.448+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Sfogliatella senza canditi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S8MWlIJHN5I/AAAAAAAAATo/tH0uqt_SoD4/s1600/sfogliatelle_m23%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 253px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S8MWlIJHN5I/AAAAAAAAATo/tH0uqt_SoD4/s400/sfogliatelle_m23%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459232000399849362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt;Oggi avrei voluto parlare di cinema, di un regista come Peter Weir, ma lo farò domani, promesso. Nel frattempo parlerò di una trasmissione che per la seconda volta suscita il mio interesse, sto parlando di quella presentata da Paragone il venerdì seconda serata su rai2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ospiti in studio nell’ultima puntata personaggi delle più disparate estrazioni: Bocchino, Sgarbi, Sallusti, Telese, l’imprendiore marchigiano di Nero Giardini; in collegamento da Bari il sindaco del capoluogo pugliese  Emiliano. La trasmissione è orientata a marcare le solite differenze tra Nord e Sud, a dare spazio all’idea del ministro degli interni Maroni di candidare uno dei suoi compagni di partito sindaco di Napoli, alle parole denigrative che ebbe nei confronti di Napoli qualche mese fa Giorgio Bocca, e alle solite difese ad oltranza della napoletanità di Luciano De Crescenzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammetto che la trasmissione pur essendo piena zeppa di personaggi culturalmente e politicamente a me lontani, ha suscitato forti spunti di riflessione, nonché finalmente un attacco a tutto tondo di alcune cose che non vanno e che non sono più sopportabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attacco al Sud arretrato è arrivato immancabile col solito sbandieramento del PIL. Il Sud produce il 25% del PIL nazionale, pur contando il 33% della popolazione. Vi è quindi una certa discrepanza tra numero di abitanti e questo indicatore economico di dubbia intelligenza che solo qualche idiota ad oltranza continua a sbandierare a destra e a manca come sacro punto di riferimento (in tutto il mondo, non solo nel nostro italico orticello). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno nella stessa trasmissione ha fatto notare che il PIL del Nord Italia ha un notevole vantaggio rispetto alle altre 2 macroregioni del paese, perché molti meridionali lì ci sono andati a studiare e a lavorare (in molti casi dopo la laurea) quindi lavorando, contribuendo e creando ricchezza lontano dalla loro regioni di origine. Credo che qualcuno, così come in studio Bocchino (finalmente uno che alza la voce nel senso letterale del termine per difendere il Sud, non m’importa se di destra) debba far notare a qualche “dimenticone” (tipo l’industriale che era in studio) di smetterla di tirarla con questa storia dei parassiti. Una macroregione che con i suoi 20 milioni di abitanti contribuisce in termini di consumatori e soprattutto di risparmiatori a far vivere molte imprese del centro nord, non solo come serbatoio di giovani a cui attingere per rimpinguare università, fabbriche, corpi di polizia per il buon finanziamento del sistema Nord. Forse in questo noi meridionali dovremmo prendere ad esempio gli extracomunitari, che un mesetto fa, hanno rivendicato la loro partecipazione in termini numerici al PIL nazionale. Bene è arrivato il momento che noi meridionali (soprattutto quelli al Nord), cominciamo a rivendicare la nostra partecipazione al Pil del Nord.&lt;br /&gt;Suggerirei anche a molti meridionali ivi trasferiti di tardare il più possibile il cambio di cittadinanza nei posti di domicilio per lavoro, così, federalisticamente parlando, le quote di tassazione Irpef di stipendi e salari riferite a regione e comune, andranno alla propria regione e al proprio comune di nascita. E’ federalismo anche questo! Mi sembra giusto dare qualcosa indietro una volta entrati nella maturità, alle comunità che ci hanno visto crescere, educare e maturare, nelle famiglie, nei piccoli o grandi centri, nelle scuole (così tanto bistrattate da giornali e settimanali, guarda caso tutti con editori del Nord, non ultimo un sondaggio della fondazione Agnelli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il Sud non sia tutto uguale è ampiamente dimostrato da alcuni parametri economici come quello pubblicato da “La voce” poco prima dell’appuntamento elettorale delle regionali. Il sindaco Emiliano ha evidenziato come il suo comune abbia già da tempo avviato percorsi virtuosi nella propria amministrazione. La stessa regione Puglia, ma anche la Basilicata, da anni crescono in termini di parametri economici (lentamente, in linea con le medie nazionali), pur convivendo con condizioni “ambientali e geografiche” non favorevoli. Emiliano rivendicava giustamente che i parametri negativi del Sud hanno sempre più eco rispetto a quelli positivi (la città con l’indebitamento pro-capite più alto della penisola è Torino per esempio, però viene bellamente taciuto dai media nazionali, se fosse stata una città calabrese avremmo assistito di sicuro a speciali di approfondimento a reti unificate).  Il giornalista Sallusti –nel suo intervento- ha perfettamente evidenziato come molti meridionali al Nord (arrivati nel dopoguerra) si siano resi pienamente partecipi di un percorso di sviluppo economico ed industriale che sicuramente non avrebbero potuto effettuare al Sud, il tutto per condizioni ambientali. E questo è verissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo ad un punto dolente, o forse al punto in questione. &lt;br /&gt;Tralasciando i motivi per cui i meridionali emigrarono e continuano a emigrare in massa dal Sud (temi già trattati nel blog dagli aspetti più materiali a quelli più sentimentali e spirituali), per un rinnovo del sud, c’è bisogno di una mescolanza con altre genti e qui non ci piove. Un rinnovo dell’humus è necessario proprio per cambiare quelle condizioni ambientali evidenziate dal condirettore del “Giornale”. In questo la provocazione di Maroni potrebbe essere un’uscita condivisibile. Di certo il Sud non ha bisogno di un nuovo generale Cialdini, uno che nella sua repressione del brigantaggio si macchiò di crimini abominevoli, ma di “stranieri” che sappiano portare germi di innovazione senza guardare dall’alto in basso e con spirito di educazione le zone in cui vanno (come hanno fatto i piemontesi nel post unità per essere chiari), ne di imprenditori del Nord che vengano al Sud a fare colonialismo (come alcuni già hanno fatto e fanno). Di sicuro è ora di dire basta ad un’emigrazione (soprattutto di intelligenze) unidirezionale che impoverisce questa macroregione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come è ora di dire basta a difese oramai improbabili di napoletanità alla De Crescenzo. Mi spiace caro De Crescenzo, ma conosco Napoli molto bene, non certo come te che lì ci sei nato e vissuto, e non è vero che ammuina di Napoli è ammuina e che senza quel caos, la tua città sarebbe come una sfogliatella senza canditi. Ti prego, finiamola con queste poesie logorate e retoriche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deve finire questa storia del dualismo napoletano, che tanto sa di gattopardismo. Basta! Il Sud (e Napoli soprattutto) deve uscire da questa spirale, altrimenti perderemo tutti quei giovani che non si rassegnano a tale dualismo. Caro Luciano se continui con quelle frasi finirai per dare ragione a Bocca. Con stima. Un appassionato di Socrate come te!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-833655008345703587?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/833655008345703587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=833655008345703587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/833655008345703587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/833655008345703587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/04/voglio-la-sfogliatella-senza-canditi.html' title='Sfogliatella senza canditi'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S8MWlIJHN5I/AAAAAAAAATo/tH0uqt_SoD4/s72-c/sfogliatelle_m23%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-8737197845581090736</id><published>2010-04-07T16:03:00.004+02:00</published><updated>2010-04-07T16:19:20.549+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coscienze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cambiamenti'/><title type='text'>Prima e dopo Socrate</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S7yRR4CiQLI/AAAAAAAAATg/88SSZ3rvE1U/s1600/socratewg9(1).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 265px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S7yRR4CiQLI/AAAAAAAAATg/88SSZ3rvE1U/s400/socratewg9(1).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457396584753021106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt; In un vecchio film del primo Lino Banfi  -“L’allenatore nel pallone”- l’attore pugliese interpretante il trainer di una squadra provinciale del massimo campionato di calcio italiano -“Oronzo Canà”-, andava in Brasile per poter comprare il cartellino dell’allora grandissimo Socrates -“Il tacco di Dio” (a Firenze nella sua nefasta esperienza fu ribattezzato il pacco di Dio)-  ma purtroppo tornò con lo sconosciuto Aristoteles, e alla domanda di un giornalista sportivo che gli chiedeva il motivo di questo acquisto di ripiego, il mago della Daunia rispose: “Non stiamo mica qui a parlare di filosofia”. &lt;br /&gt;Inutile dire che questo cult del trash italiano, rivalutato negli ultimi tempi nei salotti radical-chic dei critici cinematografici, era un film garbato e scanzonato sul pianeta calcio anni ‘80 del Belpaese, il quale con questa mitica battuta, stimolò al sottoscritto la conoscenza di questi due filosofi. Con ciò non voglio ovviamente dire che è un film intellettualmente pregnante, sicuramente è una pellicola gradevole di cui oggi giorno sentiamo un po’ la mancanza per la sua frivolezza, e per il dipinto di un mondo che uscito dal totoscommesse, riacquistava una momentanea verginità, e un restyling dato dai nomi di illustri calciatori stranieri e dai campioni di Espana ’82. &lt;br /&gt;Con gli anni ho approfondito la figura di Socrate (filosofo, non calciatore) uomo spartano (non nel senso che fosse di Sparta) con la barba lunga, il faccione  e il testone grosso, immerso in quella lontana e magica Atene antica, che con le sue peregrinazioni lungo le strade e le piazze della capitale greca vedeva cambiare certezze secolari e atteggiamenti fuorvianti di un sofismo degenerato oramai a mera sopraffazione del prossimo. L’onda Socrate distrusse col tempo –anche se non soprattutto dopo la morte-modi  di pensare, certezze stratificatesi nelle coscienze di potenti e umili, furberie e raggiri, ma soprattutto smascheramenti di menzogne dette da uomini ad altri uomini, ma soprattutto nei confrnti di se stessi. Uomo burbero e affascinante al contempo fu capace di attirare attorno a sé, gruppi nutriti di discepoli che rifacentesi al suo verbo cercavano di crescere in virtù, conoscendo se stessi, nel proprio interno, in quell’io anima (psychè) che Socrate intese soprattutto come coscienza del singolo che per estrapolazione diventa coscienza della polys. &lt;br /&gt;La storia della filosofia greca, aveva già conosciuto personaggi di simile tempra, già tra i fisici e i sofisti si erano contati numerosi maestri di vita, per dirla con parole moderne. Pitagora, Empedocle, Eraclito, Parmenide ma anche Gorgia avevano avuto cerchie di discepoli a loro fedeli. Ma intorno a Socrate si creò qualcosa di più forte, e di sicuro l’influsso della sua personalità carismatica, e la potenza del suo messaggio riuscirono a creare qualcosa che ancora oggi a due millenni e mezzo dal passaggio terreno della sua anima riescono ad essere di impatto micidiale per tutti noi. Lì dove i sofisti avevano portato l’indagine speculativa dal cielo alla terra ma senza chiarezza, Socrate la portò nel centro dell’uomo, nella sua anima (intesa come coscienza), invitando ciascun ateniese a scoprire in Sé la “propria costituzione ed essenza”. Il "Conosci te stesso" diventava il fondamento della felicità terrena (non più rilegata ad una visione dell’al di là) poiché una donna e un uomo che "si conoscono" agiscono per il bene proprio, quindi di tutti gli altri.&lt;br /&gt;In questa visione illuminista (mi azzardo in questo aggettivo) e positiva della natura umana, in cui il male non viene contemplato, se non come ignoranza (mancanza di conoscenza di Sé) e in cui la Divinità ha già creato ogni cosa per rendere facile e comoda la vita degli esseri umani (forse qui entra in gioco la prima visione antropocentrica dell’Occidente) -quindi non v’è necessità di rivolgersi a lui per ottenere qualcosa- c’è a mio avviso il primo spartiacque della storia occidentale, che poi verrà a incontrarsi col secondo spartiacque: la venuta del Cristo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due logos si compenetreranno e si completeranno nei secoli a venire. Da un lato il vangelo dell’al di qua di Socrate, dall’altro il Vangelo dell’al di là del Cristo degli evangelisti, soprattutto quello giovanneo, così intriso di ellenismo.&lt;br /&gt;Partire da Socrate per la ricostruzione di un mondo avvolto in troppi monologhi di potenti, democratici e oligarchi che fanno perdere il senso delle vite a tanti cittadini di una polys che col tempo sta assumendo le dimensioni di un cosmos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il male è anche (ma non solo) ignoranza, in questo Socrate aveva visto giusto (il non solo lo individuò poi Agostino).&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-8737197845581090736?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/8737197845581090736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=8737197845581090736' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8737197845581090736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/8737197845581090736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/04/prima-e-dopo-socrate.html' title='Prima e dopo Socrate'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S7yRR4CiQLI/AAAAAAAAATg/88SSZ3rvE1U/s72-c/socratewg9(1).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-557840997293112056</id><published>2010-03-30T15:16:00.005+02:00</published><updated>2010-04-07T16:20:17.313+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lessico'/><title type='text'>La matematica non è un'opinione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S7H6bF5JOlI/AAAAAAAAATY/VN1Ay2jqYzM/s1600/matematica.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 298px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S7H6bF5JOlI/AAAAAAAAATY/VN1Ay2jqYzM/s400/matematica.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454415967067650642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt; In Francia due settimane fa, in Italia domenica scorsa; anche se con numeri diversi si è manifestata una disaffezione degli elettori alle urne che è di portata sicuramente non trascurabile. In Francia abbiamo visto tutti che il non voto è stata una mazzata sulla nuca del presidente in carica Sarkozy. I francesi si sono accorti che l’immagine da polso fermo e da decisionista razionale dell’ex ministro dell’interno di ungheresi origini, era una buona carta propagandistica per il rilancio della “grandeur” transalpina che purtroppo si è sciolta come neve al sole davanti a congiunture internazionali che stritolano il continente, di riflesso una delle tre nazioni economicamente più potenti d’Europa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La crisi economica mondiale sta affossando le immagini dei governi in carica del continente non solo a Parigi. Anche un altro presidente che ci tiene tanto a non perdere smalto mediatico come Zapatero, si autocostringe ad un’inerzia non più giustificabile (anche se la colpa dell’arresto dell’economia spagnola è co-imputabile ad Aznar che ha trasformato la penisola iberica nel cantiere edilizio più grande del mondo con annessa bolla speculativa) per paura di affrontare la crisi con scelte impopolari. Morale della favola ne uscirà distrutto anche lui alle prossime elezioni in terra spagnola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia la disaffezione verso il voto si era già manifestata flebilmente nelle elezioni politiche del 2008. Se ne parlò pochissimo, tutti erano intenti a guardarsi la propria percentuale (che per chi ha dimenticato la matematica delle elementari è un numero relativo, soprattutto nel senso letterale oltreché aritmetico del termine). Più marcatamente l’abbiamo intravista nelle scorse elezioni europee, ieri l’abbiamo vista materializzarsi con sostanza alle elezioni regionali (di solito elezioni che se pur locali avevano indici di partecipazioni massiccia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza che oltralpe, l’astensione non ha colpito selettivamente alcuna coalizione. Tanto che ieri erano tutti lì a rinfacciarsi questi cacchio di numeri. “Io avevo il 27, però prima avevo il 28, per cui più o meno sono lì. Io avevo il 5 ora ho il 7 per cui sto andando meglio. Noi avevamo questo però ora abbiamo questo, per cui tutti siamo felici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi come me lavora con i numeri ogni giorno, sa come le percentuali siano dei numeri fittizi, cioè astrazioni dell’essere umano (entità che vivono cioè solo nella mente di chi le sta pensando ed enunciando). Se in chimica si parla di una grandezza come un volume, dire che in questo volume ho il 20% di metano o di acqua va bene ma fino ad un certo punto, va bene solo se tutti gli interlocutori hanno idea di che volume stiamo parlando. Se parlo di 20% di un litro potrei così avere 200ml di metano o acqua, se parlo di 20% su un volume di 100m3, sto parlando di 20 metri cubi di acqua e metano. Va da se che con 200ml di acqua e metano posso fare delle cose di piccolissime dimensioni, con 20 l di acqua e metano posso già pensare di fare tanti altri lavori, non solo in scale ridotte e di laboratorio, ma anche altro, con questi numero in valore assoluto si aprono cioè degli altri scenari possibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I numeri percentuali si usano perché sono di facile memorizzazione, però come tutte le semplificazioni della mente umana hanno delle controindicazioni, non bisogna abusarne. In politica non solo in Italia se ne abusa. Ed ecco che magicamente sembra risorto il Partito Socialista francese dopo le batoste di Segolene Royal perché Martine Aubry sembra aver ridato fiato ad un quasi defunto. In dati assoluti mi sembra che la guida Aubry dia gli stessi voti della guida Royal… la matematica diventa in Francia opinione (niente di preoccupante sono dei neolatini anche loro, anche se si atteggiano a nordici).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia invece le cose sono sempre più melodrammatiche. Tutti dicono di aver sostanzialmente tenuto le posizioni delle elezioni precedenti (in alcuni casi dicono di averle migliorate), ma a parte la Lega che in percentuale cresce ma in assoluto prende sempre lo stesso numero di voti, gli altri hanno subito un salasso e non se ne accorgono, questa è la cosa preoccupante. O forse fanno finta di non preoccuparsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Danno per inascoltato il non voto, chi non vota per loro è come se non esistesse. In questo c’è del masochismo da parte di tutti le parti, partiti e elettori “obiettori”. L’astensione è una scelta di scoramento, di sfiducia, di ignavia. &lt;br /&gt;Per chi ha voglia di lanciare idee nuove è lì che deve puntare. La cosa è di difficile portata.&lt;br /&gt;In Italia l’astensione colpisce tutti, per cui è più facile fare errori di sintassi e di aritmetica. Consiglio ripasso di lingua italiana e di matematica elementare prima ancora che di prospettive politiche. Forse guardando i milioni di voti che perdete ad ogni tornata elettorale comincerete a cambiare qualcosa anche nel vostro linguaggio!&lt;!-- rss:item:end --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1835989983965532183-557840997293112056?l=piepalmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piepalmi.blogspot.com/feeds/557840997293112056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1835989983965532183&amp;postID=557840997293112056' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/557840997293112056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1835989983965532183/posts/default/557840997293112056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piepalmi.blogspot.com/2010/03/la-matematica-non-e-unopinione.html' title='La matematica non è un&apos;opinione'/><author><name>piepalmi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09919070436760311686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/SWyR0R6ESgI/AAAAAAAAAG8/IeAGHVIbD54/S220/saturno.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S7H6bF5JOlI/AAAAAAAAATY/VN1Ay2jqYzM/s72-c/matematica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1835989983965532183.post-644014884849986791</id><published>2010-03-23T18:16:00.004+01:00</published><updated>2010-04-07T16:20:58.048+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='argentina'/><title type='text'>A come Argentina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S6j4L-pM_xI/AAAAAAAAATQ/0MToLWvHnyI/s1600-h/argentina003.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__CC_Z-dJ-Ww/S6j4L-pM_xI/AAAAAAAAATQ/0MToLWvHnyI/s400/argentina003.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451880233610051346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- rss:item:start --&gt; Visitai l’Argentina la prima volta nell’estate del 2003. Arrivai a Buenos Aires lasciando la più torrida delle stagioni dell’ultimo secolo, per ritrovarmi in un mite inverno platense, che alla sua morbidezza climatica abbinava un triste aspetto economico. Nel dicembre 2001 lo stato sudamericano più ricco ed evoluto, pur se pieno di tante contraddizioni, era caduto nel baratro del default economico. Non poteva più onorare i debiti contratti con i risparmiatori esteri, il governo progressista che aveva ereditato un debito pubblico ai limiti del folle dai due precedenti governi filo liberisti del peronista Menem, non poteva far altro che svalutare la moneta nazionale (meccanismo che noi italiani conoscevamo bene prima che arrivasse l’euro), per poter rendere competitivi i prodotti delle industrie argentine agli occhi degli stranieri. La parità di valore del pesos col dollaro infatti aveva creato un vizioso circolo che portava gli abitanti di questa nazione a comprare ogni cosa necessaria e superflua al di là dei confini nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggere sui giornali quelle notizie sembrava il canovaccio di una commedia da teatro dell’assurdo, però era tutto sciaguratamente vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente a questo quadro economico deprimente, corrispondevano sul territorio problemi molto più striscianti. Molti argentini avevano visto bruciare i risparmi di una vita nel giro di una notte. La disoccupazione era a livelli allucinanti, per non parlare dell’inflazione e dalla deflazione (piaga ancor più devastante della prima). I livelli di corruzione aumentavano non solo nelle stanze dei politicanti, ma anche in tante altre stanze del circuito statale, e molto più frequentate dalla gente comune, quindi un livello di disperazione, rabbia, disillusione e rassegnazione che in molti miei amici, non era necessario appurare con una domanda e una conseguente risposta (bastava leggerglielo in faccia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da pochi mesi il governo era nelle mani del peronista Kirchner, il quale aveva sfidato in un ballottaggio elettorale l’altro peronista Menem, il principale responsabile del disastro (sembra una storia molto italiana quest’ultima). La forza progressista subiva un disastro elettorale per essere stata nella stanza dei bottoni in giorni particolarmente neri (in democrazia, quando le cose vanno a rotoli, ovviamente le colpe sono anche della minoranza, anche se con aggravanti minori rispetto alla maggioranza, però l’alternativa al governo della scelleratezza pagava caro l’aver messo la faccia nel momento meno opportuno). Kirchner raccoglieva il testimone di un pesos svalutato per rilanciare l’economia attraverso le esportazioni così più convenienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il “popolo” intanto, soprattutto bonaerense, era in coda presso le ambasciate italiane e spagnole, per poter dimostrare di avere un lontano parente in Italia e Spagna, quindi poter emigrare in cerca di lavoro senza tanti problemi di visti e permessi. L’Argentina da sempre terra di accoglienza di immigrati, adesso generava emigranti a frotte. All’interno del paese, le cose erano un po’ diverse. Chi viveva nella povertà atavica del Nord, vi rimaneva come se nulla fosse successo. Chi viveva nella zona centrale e nel sud, subiva gli effetti della volatilizzazione dei risparmi, ma avendo terre da coltivare e pascoli da domare riusciva a tirare a campare il giusto necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa storia, che purtroppo si sta spargendo a macchia d’olio per il pianeta, trovo qualcosa di emblematico, e purtroppo riproducibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-L’aver spremuto un popolo da un punto di vista di puro consumo. L’idea malsana e balzana (di certo non casuale) di legare il valore del pesos a quello del dollaro, trasformò l’Argentina in un serbatoio di consumatori planetari. Il globalismo visto solo in una direzione. 
